venerdì 11 gennaio 2013

L'occhio e la pietra. Il cinema, una cultura urbana a cura di Marco Bertozzi (Lindau)



Il cinema apre le danze novecentesche dell’antinomia dentro/fuori minando il senso di appartenenza del cittadino europeo alle pietre della propria antica urbs. Seduto in platea, custode di un prezioso deposito emozionale, l’homo cinematographicus s’incammina per una sterminata iper-città del ricordo: in essa, i legami non derivano da logiche sociali quanto dalla tacita comune appartenenza a una condizione, quella spettatoriale, segnata dalla costante ridefinizione dei confini identitari. Città di pietra – Parigi, Torino, Roma, Rimini – e città immaginate – da registi come Kubrick, Hitchcock e Wenders – si rincorrono in una mirabile profusione di punti di vista, tracciando un’urbanistica del sentire in cui la condizione di «cittadino del cinematografo» è l’ibrida esperienza comunitaria che ci resta.

Marco Bertozzi (Bologna, 1963) insegna Storia del documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia e Cinematografia documentaria al DAMS di Roma Tre. Documentarista, dottore di ricerca in Storia e filologia del cinema, ha pubblicato «La veduta Lumière. L’immaginario urbano nel cinema delle origini» (2001), «Il cinema, l’architettura, la città» (2001), «Bibliofellini, voll. 1 e 2» (2002 e 2003). Per Lindau ha curato «L’idea documentaria. Altri sguardi dal cinema italiano» (2003).

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