martedì 8 gennaio 2013

Fritz Lang. Metropolis di Paolo Bertetto (Lindau)



Un film grandioso, inquietante e ambiguo, che non smette di affascinare e stupire a ogni visione. Della grande stagione del cinema muto, «Metropolis» è forse il film più famoso, l’unico che è diventato parte integrante dell’immaginario collettivo. Grande scenario del mondo tecnologico e della civiltà industriale, «Metropolis» è anche un discorso sul doppio e sui simulacri, sulla magia e sull’esoterismo, sull’Apocalisse e sul male. Ed è al tempo stesso una esperienza linguistica di grande raffinatezza che intreccia il gigantismo spaziale con la più difficile sperimentazione visiva, la comunicazione intellettuale con il pathos dello sguardo. Il saggio di Paolo Bertetto ne ricostruisce la genesi e ne analizza la struttura con profondità e perspicacia.

Paolo Bertetto è professore di cinema all’Università La Sapienza di Roma. È stato direttore scientifico del Museo Nazionale del Cinema e ha insegnato nelle Università di Torino, Paris VIII e alla Scuola Nazionale di Cinema. Oltre a vari cataloghi, ha pubblicato Alain Resnais, Robert Wiene. Il gabinetto del dottor Caligari, L’enigma del desiderio. Un chien andalou e L’âge d’or.

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