giovedì 13 dicembre 2012

La luna, i falò. Il cinema di Fredi Murer a cura di Paolo Vecchi (LINDAU)



Fredi Melchior Murer nato nel 1940 a Backenried, sul lago di Lucerna, si è formato presso il dipartimento fotografico della Scuola d’Arte di Zurigo. Fin dai primi titoli (Marcel, 1962, Sylvan, 1965) ha saputo interpretare in maniera autorevole una marginalità in qualche modo walseriana, dando voce sia agli artisti (Chicorée, 1966; Bernhard Luginbühl, 1966; Sad-is-fiction, 1969) che ai montanari, visti un po’ come indiani delle riserve (Wir Bergler in den Bergen…, 1974). Il suo primo lungometraggio di fiction, Grauzone (1979), è una metafora complessa e raffinatissima dalle risonanze orwelliane. Raggiunge il capolavoro con Höhenfeuer (1985), Pardo d’Oro a Locarno, che, raccontando l’amore incestuoso di due fratelli isolati in una malga fuori dal mondo, riesce a elevarsi alla dimensione di tragedia classica. Tra le altre sue opere si segnalano Swissmade (1969, in 3 episodi, assieme a Yersin e Maeder), Der grüne Berg (1990), Vollmond (1998) e Downtown Switzerland (2004). Il suo ultimo lungometraggio Vitus (2006), interpretato da Bruno Ganz e presentato ai festival di Berlino, Locarno, San Sebastian e Roma – dove si è aggiudicato il Premio del pubblico nella sezione «Alice nella città» – è annunciato in distribuzione in Italia. Murer è anche produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore, attore, nonché un brillante artista grafico.
 
Paolo Vecchi, critico cinematografico, saggista, collaboratore del mensile «Cineforum», ha pubblicato presso Lindau Sciogliere e legare - Il cinema ungherese degli anni ’60 (1996), Lampi e speroni danzanti - Temi e atmosfere del western psicologico (2000, con Cesare Secchi), Cinenotizie in poesia e prosa - Zavattini e la non-fiction (2000, con Tullio Masoni), Diamanti della notte - Il cinema di Jan Nemec (2004), Disertori e nomadi - Il cinema di Juraj Jakubisko (2005).

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