lunedì 31 dicembre 2012

Cinema in Spagna oggi. Nuovi autori. Nuove tendenze a cura di Giovanni Spagnoletti (Lindau)



Non solo Almodóvar: senza voler nulla togliere a un regista che ha massicciamente contribuito a traghettare la Spagna verso la cultura postmoderna, dopo quarant’anni di regime franchista, l’attuale cinema spagnolo ha ben poco a che fare con il grande Pedro. Praticamente sconosciuto in Italia, il cinema spagnolo è poco legato ai generi tradizionali autoctoni, più aperto invece a quelli d’oltreoceano: il thriller, la fantascienza, la commedia sofisticata. È una realtà che non si adatta a nessuna norma prestabilita: tra le sue fila convivono il cinema d’autore più rigoroso e la produzione più commerciale, lo spettacolo dichiaratamente di genere e l’intransigente ricerca formale. Con una peculiarità di fondo: la fioritura delle opere prime. Tra il 1990 e il 2001 hanno debuttato nel lungometraggio 251 registi (di cui 33 donne). Registi dunque che non hanno in comune nulla, tranne l’essere parte di quella che Manuel Vázquez Montalbán ha definito «la prima produzione biologica di spagnoli rigorosamente postfranchisti». Il presente volume, che ospita, tra gli altri, saggi di Ricardo Aldarondo, Carlos F. Heredero, Roman Gubern, Ángel Quintana, Oti Rodríguez Marchante, José Enrique Monterde, Esteve Riambau e Nuria Vidal, mette a fuoco i temi e lo stile dei più significativi nuovi registi spagnoli e ripercorre le diverse politiche del governo iberico nei confronti del cinema, senza dimenticare la particolare struttura federale della Spagna, composta da regioni autonome molto forti: la Catalogna di José Luis Guerin e Marc Recha, i Paesi Baschi di Juanma Bajo Ulloa, Daniel Calparsoro, Álex de la Iglesia e Julio Medem, la Madrid di Icíar Bollaín, Agustín Díaz Yanes, Fernando León de Aranoa e Santiago Segura.

Giovanni Spagnoletti è il direttore del Pesaro Film Festival, oltreché curatore di numerose monografie critiche, tra le quali ricordiamo Il cinema giapponese oggi. Tradizione einnovazione (Lindau 2002, con Dario Tomasi, Lindau 2002) e John Sayles e il cinema indipendente USA (con Roberto Pisoni, Lindau 2003). Pedro Armocida è critico cinematografico al «Giornale» e organizzatore del Pesaro Film Festival. Nuria Vidal è esperta di cinema iberico, su cui ha scritto numerosi volumi e contributi critici.

domenica 30 dicembre 2012

Tony Gatlif. Un cinema nomade a cura di Silvia Angrisani (Lindau)



Tony Gatlif è un regista che spiazza, che confonde. Il suo è un cinema nomade, poiché viaggia al confine tra i generi, senza lasciarsi chiudere in nessuna definizione; perché sposta continuamente il punto di vista sul mondo rappresentato; perché, infine, i suoi personaggi vivono una condizione nomadica che li pone in continua trasformazione: uno zingaro che vive da sedentario in Francia in «Les princes», un francese accolto in un villaggio zingaro di Romania in «Gadjo dilo», o ancora le peregrinazioni degli zingari dall’Asia all’Europa in «Latcho drom». Lo spettatore è costretto al viaggio, un viaggio in cui il luogo di arrivo diventa subito il luogo di una nuova partenza. Un transito di cui Gatlif invita a scoprire le potenzialità.
Silvia Angrisani è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione. Si occupa di semiologia del cinema, in particolare dei problemi dell’audiovisione, e collabora all’organizzazione di festival e rassegne cinematografiche. Carolina Tuozzi è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università di Napoli. Si interessa di questioni relative alla dimensione interculturale della formazione, avendo lavorato per anni nei campi nomadi alla periferia di Napoli.

sabato 29 dicembre 2012

Roman Polanski «Chinatown» a cura di Silvio Alovisio (Lindau)



«Chinatown – ha scritto Polanski – è un film sugli anni ’30, ma visto con gli occhi dei ’70». Le forme del cinema classico incontrano le inquietudini della modernità, in un equilibrio forse insuperato. Chinatown è un film d’autore e un film di genere, un film europeo e americano, un film sull’America e «contro» l’America, un noir oscuro esposto alla luce abbagliante della California. Un film polanskiano, sostenuto tuttavia da una sceneggiatura perfetta di Robert Towne (premio Oscar 1974) e da due attori (Jack Nicholson e Faye Dunaway) eccezionalmente ispirati. Nel fascino retrò di un giallo alla Chandler, nella fitta tessitura degli sguardi che si scontrano e si confrontano, nell’ordito suggestivo dei simboli Chinatown invita a un viaggio dentro un Inferno laico, governato dalla violenza e dalla colpa, e percorso dal mistero insolubile di una verità sempre in fuga.

Silvio Alovisio, dottore di ricerca presso il DAMS di Torino, lavora al Museo Nazionale del Cinema. Ha svolto attività di docenza presso l’Università degli Studi di Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. Tra le sue pubblicazioni Le voci del silenzio (2005), Cabiria & Cabiria (2005, con Alberto Barbera) e numerosi saggi sul cinema muto e sul cinema contemporaneo.

venerdì 28 dicembre 2012

Urlo - Trailer Italiano

 


Trailer Italiano 'Urlo'. James Franco interpreta il poeta della beat generation Allen Ginsberg, che nel 1957 deve difendersi dall'accusa di oscenità per il suo libro 'Howl and Other Poems'. Nel cast troviamo anche Alan Alda, Jeff Daniels, Jon Hamm, Mary-Louise Parker, Paul Rudd e David Strathairn.

giovedì 27 dicembre 2012

La regola del silenzio - Trailer Italiano Ufficiale HD

 

Presentato nella sezione Fuori concorso alla 69 mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il titolo La regola del silenzio - The company you keep

Jim Grant è un tranquillo padre single nonché un avvocato di successo, almeno fin quando la sua vera identità viene svelata da un giovane reporter a caccia di una storia. Ex pacifista radicale, l'uomo fugge infatti da un'accusa di omicidio che pende sulla sua testa dagli anni settanta: sarà quindi costretto a dimostrare la propria innocenza mentre tenta di fuggire ad una dilagante caccia all'uomo.

mercoledì 26 dicembre 2012

La bottega dei suicidi - Trailer

 


Regia: Patrice Leconte

Una città grigia dove il sole non splende più, dove la gente è triste e rassegnata, dove non si sa se è mattina o sera, se è oggi o domani. Cosa fare allora se non suicidarsi? E se la tua vita è stata un fallimento puoi sempre fare della tua morte un successo. Basta affidarsi a professionisti, come la famiglia Tuvache ed entrare nella piccola bottega oscura! Tutto scorre nel migliore dei modi fino a quando Alan, il nuovo nato, non distrugge l'equilibrio famigliare con la sua "ingiustificata" gioia di vivere.

martedì 25 dicembre 2012

Led Zeppelin - Celebration Day - Trailer Ufficiale Italiano HD (Trailer 3D)

 

Il 10 dicembre 2007 i Led Zeppelin sono saliti sul palco della 02 Arena di Londra come headliner di un concerto tributo dedicato al loro caro amico Ahmert Ertegun, fondatore dell'Atlantic Records. E' stato un tour de force di oltre due ore dell' unico e caratteristico blues rock dei Led Zeppelin, quello che li ha fatti entrare subito nella leggenda. Ai membri originari John Paul Jones, Jimmy Page e Robert Plant si è unito Jason Bonham, figlio dello scomparso batterista John Bonham, per dare vita a 16 brani del loro incredibile catalogo incluse pietre miliari quali "Whole Lotta Love," "Rock And Roll," "Kashmir," e "Stairway To Heaven." Nonostante 20 milioni di persone si fossero registrate per i biglietti, il primo show live della band dopo 27 anni è stato visto solo da 18.000 fortunati. Ora Nexo Digital e Warner Music Italy sono orgogliose di potervi offrire in anteprima sul grande schermo lo storico concerto: un evento attesissimo che verrà proposto al cinema in contemporanea mondiale solo per un giorno, in alta definizione e con audio Dolby Digital 5.1 curato dalla stessa band per conquistare i fan con tutta la sua potenza.
 


lunedì 24 dicembre 2012

Vittorio De Sica «Ladri di biciclette» a cura di Giaime Alone (Lindau)



Al momento della sua uscita, Ladri di biciclette riscosse ampi consensi nel mondo intellettuale: in un’intervista, Pavese definì De Sica il più grande narratore italiano contemporaneo. Il film ebbe pure un discreto successo di pubblico, ma incontrò una fiera opposizione da parte dell’opinione pubblica conservatrice, che tacciò il soggetto di venature comunistoidi, e individuò nel film la presenza di elementi giudicati immorali. All’estero fu subito accolto come un capolavoro, e nel 1949 ottenne l’Academy Award per il miglior film straniero.
In un suo saggio, Bazin definì Ladri di biciclette «l’espressione più pura del neorealismo […], il centro ideale intorno al quale gravitano entro la loro orbita particolare le opere degli altri grandi registi». Se questo giudizio può apparire eccessivo, è indubbio che Ladri di biciclette si presenti, oltre che come uno dei momenti più alti della carriera di De Sica, anche come una sorta di tipo ideale del neorealismo, anzi come il film neorealista per eccellenza.

Giaime Alonge insegna Istituzioni di storia del cinema e Storia e tecnica d’animazione al Dams di Torino. Nel 2003 ha pubblicato presso Lindau Passo uno. L’immagine animata dal cinema al digitale (con Alessandro Amaducci).

domenica 23 dicembre 2012

Passo uno. L'immagine animata dal cinema al digitale a cura di Giaime Alone e Alessandro Amaducci (Lindau)



Il volume di Alonge e Amaducci non è una storia del cinema d’animazione. Si tratta piuttosto di una riflessione teorica sull’animazione, costruita attraverso l’analisi di una serie di opere, tendenze, autori particolarmente interessanti e significativi. La prima parte (scritta da Alonge) è incentrata sull’animazione «industriale» dei grandi studios americani, dall’epoca del muto sino ai lungometraggi in digitale, mentre la seconda (firmata da Amaducci) è dedicata alle diverse correnti sperimentali, dalle avanguardie storiche sino alle esperienze più recenti. Ma in realtà non è possibile tracciare una netta linea di separazione tra i due ambiti, perché i rapporti, gli scambi, le contaminazioni, tra il lavoro delle équipe degli animation departments di Hollywood e quello degli artisti solitari dell’avanguardia (europea e nord-americana) sono stati frequenti e intensi. L’introduzione della tecnologia digitale ha poi rivoluzionato il panorama dell’animazione, mettendo radicalmente in discussione l’opposizione canonica tra cinema dal vero e cinema d’animazione, nonché la stessa nozione di cinema. Questo libro, dunque, prende le mosse dai primi, tremolanti, disegni animati degli inizi del XX secolo, per arrivare alla computer grafica degli inizi del XXI, costruendo un percorso articolato in cui si incontrano oggetti tra loro assai diversi: prodotti di consumo e opere d’avanguardia, immagine cinematografica e immagine digitale, tradizione europea e tradizione americana.

Giaime Alonge insegna Storia del cinema al Dams di Torino e al Dipartimento di animazione della Scuola Nazionale di Cinema. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Uno stormo di Stinger. Autori e generi del cinema americano (2004) e, con Giulia Carluccio, Il cinema americano classico (2006).

Alessandro Amaducci, videoartista, realizzatore di documentari, videoclip e spettacoli multimediali, insegna al Dams di Torino. È autore di testi teorici sull’estetica e sulla tecnica dell’immagine elettronica e digitale: presso Lindau nel 1997 ha pubblicato Il video. L’immagine elettronica creativa e nel 2003 Banda anomala. Un profilo della videoarte monocanale in Italia.

sabato 22 dicembre 2012

Tutto tutto niente niente - Trailer Ufficiale

 


Dopo il successo di Qualunquemente, Antonio Albanese decide di farsi in 3. Cetto La Qualunque, Frengo Stoppato e Olfo Favaretto al cinema dal 13 dicembre
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venerdì 21 dicembre 2012

“James Bond 1962 – 2012″ di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)



James Bond è un eroe moderno, un personaggio entrato a far parte della Storia. È costume, società, vita, rumors, azione, vendetta, sangue, rabbia, astuzia, sagacia, efficacia, merchandising e molto altro. 007 è l’emblema dell’evoluzione degli ultimi cinquant’anni, il simbolo di una giustizia che vive solo nella fiction, la personificazione dell’uomo duro e puro, l’allegoria di chi non deve mai chiedere permesso e la rappresentazione dei sogni (anche fornicanti) degli uomini. James Bond è la rinascita, il risveglio e la volontà di accedere in luoghi lontani, meravigliosi od oscuri, pregno di pragmatismo, ironia e savoir-faire. Questo testo vuole ricordarlo, riconoscerlo e analizzarlo. Questo non è un volume di figure e racconti, è un saggio che ne studia la sua evoluzione, è un libro che ne ripercorre gli eventi e ne svela (forse) di mai conosciuti. Un’opera ampia, generosa e sufficientemente ricca di spunti per riflettere, ma anche per carpire gli spunti narrativi, datati e contemporanei, che hanno costruito l’immagine di uno dei personaggi più seguiti della Storia del Cinema. All’interno del testo: L’universo di 007 (James Bond, al servizio di Sua Maestà – Un viaggio globale – I volti di 007). Analisi economica e sociale di un mito (Analisi fattoriale – La serialità entra nel mondo del cinema – Bond, il re del Product Placement – Il Fandom). Interazioni con altri personaggi del grande schermo (L’altro personaggio illustre di Sua Maestà – Union Flag versus Stars & Stripes: servizi segreti a confronto – Tutte le spie sfacciate del cinema). Cinquantesimo anniversario (Le Bond-Girls – 1962 /2012 cinquant’anni di film – Le azioni indimenticabili – Conclusioni).
Introduce Nicola Falcinella, giornalista e critico cinematografico.
Marco Paracchini è un regista free-lance, scrittore e docente accademico. Cosmopolita, ha avuto la fortuna di vivere in alcune tra le città più grandi del mondo come Tokyo, New York e Boston. Ora vive in Italia, sul confine tra Piemonte e Lombardia. Ha pubblicato “Comunicazione Cinematografica” (Phasar Edizioni, 2012), “i Rinnegati” (Kimerik 2012), “Animali, a chi?” (Aljon Editrice, 2012), Linea di confine (Edizioni Astragalo, 2011). Maggiori informazioni disponibili su http://www.marcoparacchini.eu
"James Bond 1962 – 2012" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)
"James Bond 1962 – 2012" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni),
2012, €12, ebook 4,99€, ISBN: 978-88-6358-161-4, pp. 130
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Pain & Gain trailer internazionale sottotitolato ITA

 


Trailer sottotitolato in italiano in versione internazionale per Suda E Cresci (in Italia).
Uscita U.S.A.: 26 Aprile 2013
Uscita ITA: 1 Maggio 2013
Tutti i diritti riservati a: Platinum Dunes

giovedì 20 dicembre 2012

Ralph Spaccatutto -- Il Nuovo Trailer Ufficiale Italiano | HD

 


Walt Disney Animation Studios e il regista vincitore del premio Emmy® Rich Moore (le serie TV "I Simpson", "Futurama") trascinano gli appassionati di cinema in un divertentissimo viaggio attraverso i giochi arcade in "Ralph Spaccatutto".
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Ralph è stanco di essere messo in ombra da Felix Aggiustatutto, il "bravo ragazzo" campione nel loro gioco dove ogni volta finisce per salvare la situazione. Ma dopo decenni trascorsi guardando Felix ricevere tutta la gloria, Ralph decide che è arrivato il momento di smettere di interpretare il ruolo del cattivo. Così, prende in mano la situazione e inizia un viaggio attraverso i giochi arcade, passando per ogni generazione di videogame per dimostrare di avere tutte le carte in regola per essere un eroe.

Durante la sua ricerca, incontra il duro Sergente Calhoun, dallo sparatutto in prima persona Hero's Duty. Ma è il mondo dell'esuberante Vanellope von Schweetz, dalla corsa di macchine caramellate Sugar Rush, che si troverà a essere in pericolo quando Ralph libererà accidentalmente un nemico mortale che minaccia l'intero arcade. Riuscirà Ralph a realizzare il suo sogno e a salvare la situazione prima che sia troppo tardi? "Ralph Spaccatutto" manderà in tilt il grande schermo in Italia dal 20 Dicembre nei migliori cinema in Disney Digital 3D®.

mercoledì 19 dicembre 2012

Ingmar Bergman «Fanny e Alexander» a cura di Lucilla Albano (Lindau)



Senza rinunciare a essere moderno, ma abbandonando qualsiasi forma di sperimentalismo, Bergman si rivolge al grande pubblico con un’opera che coniuga la coscienza della scrittura cinematografica con la densità della narrazione classica e il fascino del realismo magico, creando una partitura di immagini in grado di restituire la realtà delle cose, ma soprattutto l’ineffabilità della vita interiore. Come forse nessun altro nel cinema, e come avevano fatto prima di lui Ibsen e Strindberg nel teatro, Bergman inventa una drammaturgia nuova per raccontare le angosce, le paure e i fantasmi di una soggettività tutta moderna, in cui i conflitti, i dolori e i disagi sorgono dal di dentro, da una psiche inquieta e divisa. La conquista più grande del film sta nell’aver trovato cadenze, ritmi, figure, immagini in grado di descrivere questo paesaggio dell’anima fatto di luoghi, corpi e volti che si fondono insieme e si ricollegano ad antiche radici familiari e a memorie infantili senza tempo, «un mondo perduto di luci, profumi, suoni».
 
Lucilla Albano insegna Interpretazione e analisi del film al DAMS dell’Università Roma Tre. Tra le sue ultime pubblicazioni: Il secolo della regia. La figura e il ruolo del regista nel cinema, Marsilio, 1999 e 2004; Lo schermo dei sogni. Chiavi psicoanalitiche del cinema, Marsilio, 2004; e, insieme a Veronica Pravadelli, Cinema e psicoanalisi. Tra cinema classico e nuove tecnologie, Quodlibet, 2008.

martedì 18 dicembre 2012

Colpi di Fulmine - Trailer Ufficiale

 



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Regia: Neri Parenti

Data uscita: 13/12/2012

Cast: Christian De Sica - Lillo (Pasquale Petrolo) - Claudio Gregori - Anna Foglietta - Luisa Ranieri

Trama:
Colpi di fulmine é un film che affronta il tema dell'amore a prima vista.
Un film in due episodi estremamente comici ed entrambi ricchi di battute, sorprese e con un grande cast. Nella prima parte uno psichiatra, Alberto (interpretato da Christian De Sica) finisce per errore nel mirino del fisco. Temendo di andare in prigione prima di riuscire a chiarire la propria posizione, si traveste da prete e si rifugia in un paesino del Trentino, dove si finge il nuovo parroco della piccola comunità.
Alberto è totalmente ignaro delle pratiche religiose ma grazie alla sua esperienza professionale entra perfettamente in sintonia con i parrocchiani e i compaesani, aiutato anche dal sagrestano e chierichetto Oscar (Simone Barbato, il mimo di Zelig) e dalla fidata perpetua Tina (Arisa). Oscar è muto, Tina ha un forte accento lucano e così la comunicazione tra i tre non è affatto facile, e incomprensioni, doppi sensi, semplici conversazioni si tramutano in situazioni esilaranti.
Tutto si complica ancora di più quando il finto prete si innamora a prima vista di una bellissima donna (Luisa Ranieri).
Per entrambi è un amore inconfessabile: per lei perché lo crede un vero prete, per lui perché sa di essere un finto prete. La comicità continua fino ad un finale a sorpresa.
Greg, Lillo e Anna Foglietta sono i protagonisti del secondo "colpo di fulmine".
Tutto si svolge a Roma e Greg interpreta l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede. Il diplomatico, come il suo ruolo impone, è forbito nell'eloquio e impeccabile nei modi. Ma, per la legge del contrappasso, perde la testa per una pescivendola (Anna Foglietta) che parla solo in romanesco e ha modi grossolani da popolana verace. La donna detesta i formalismi e così l'ambasciatore, per poterla avvicinare e conquistarla, si fa aiutare dal proprio autista (Lillo) per cercare di trasformarsi in un vero coatto. L'ambasciatore e il suo autista dovranno fare i salti mortali per risolvere una situazione impossibile....ma "al colpo di fulmine" non si comanda...

lunedì 17 dicembre 2012

L'essenza e l'esistenza. Fritz Lang e Jean Renoir: due modelli di regia, due modelli di autore a cura di Simone Villani (Lindau)



Come è possibile che Fritz Lang – autocrate del set, apologeta della pianificazione produttiva, «teorico» del controllo assoluto –, che per molte ore prima di girare segnava per terra con dei gessi colorati tutte le posizioni progressive che gli attori avrebbero dovuto occupare durante le riprese, dica di sé: «Ho fatto tutti i miei film come un sonnambulo»? E perché Jean Renoir – devoto all’improvvisazione, disponibile ad «arrendersi» all’apporto coautoriale fin dell’ultimo componente della troupe – è il più personale, il più riconoscibile, il più «autore » degli autori francesi? Di lui si dovrà ben dire, come Polonio di Amleto: «C’è del metodo nella sua follia»; ma anche di Lang, lo abbiamo visto, occorrerà riconoscere – con una singolare reversione del dettato shakespeariano – che c’è della follia nel suo metodo.
Sul duplice contrappunto di due coppie di remake (La Chienne e La Bête humaine di Renoir rifatti da Lang con Scarlet Street e Human Desire) – caso unico nella storia del cinema tra due autori di questa grandezza – L’essenza e l’esistenza mette in scena un avvincente corpo a corpo tra due giganti della Settima Arte: come in un esperimento di laboratorio, vediamo uno stesso, identico segmento del romanzo di Zola (o di quello di La Fouchardière) girato prima da Jean Renoir, poi da Fritz Lang. Con un finale allargamento di campo il libro arriva a proporre due modelli d’autore: un paradigma Lang-Kubrick, e un paradigma Renoir-Rossellini, una divaricazione che s’incunea nel paradosso di una forma espressiva – il cinema – che implica una continuità tra testo e mondo sconosciuta alle altre arti.

Simone Villani è dottore di ricerca presso il Dipartimento omunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Per Donzelli ha pubblicato Il Decameron allo specchio. Il film di Pasolini come saggio sull’opera di Boccaccio (2004).

domenica 16 dicembre 2012

Juraj Jakubisko a cura di Paolo Vecchi (Edizioni Lindau)



Lo slovacco Juraj Jakubisko (1938) è uno dei registi più dotati tra quelli formatisi nell’ambito della Nová vlna, la straordinaria vague cinematografica praghese degli anni ’60. La sua propensione per il disegno e la pittura sembra destinarlo all’Accademia di Belle Arti, ma il caso lo spinge a iscriversi alla FAMU, la fucina di talenti nella quale si diploma nel 1965 con Cekají na Godota [Aspettando Godot]. Nel 1967 esordisce nel lungometraggio con Kristove roky [Gli anni di Cristo]. Ma è con Il disertore e i nomadi (Zbehovia a pútnici, 1968), premiato a Venezia e Sorrento, che il suo estroso e personalissimo modo di fare cinema si impone a pubblico e critica di tutto il mondo. Dopo Vtáckovia, siroty a blázni [Uccellini, orfani e pazzi, 1969], affronta l’ambizioso progetto di Dovidenia v pekle, priatelia [Arrivederci all’inferno, amici, 1970]. Ma i censori del regime filosovietico instauratosi dopo il 21 agosto 1968 boicottano la realizzazione del film, che sarà completato solo vent’anni dopo. Jakubisko è messo al bando per quasi un decennio, nel corso del quale gli è concesso di realizzare solo documentari. Nel 1979 torna al lungometraggio di finzione con Postav dom, zasad’ strom [Costruisci una casa, pianta un albero], a cui fa seguito la commedia Nevera po slovensky [Infedeltà alla slovacca, 1980]. Ma è Tisícrocná vcela [L’ape millenaria, 1983], fantasmagorica saga multigenerazionale a segnare il rilancio di Jakubisko a livello internazionale, vincendo premi a Venezia, Belgrado e Siviglia. Seguono Frau Holle - La signora della neve (Perinbaba, 1985), con Giulietta Masina, «prestatagli» dall’amico di sempre, Federico Fellini, Pehav´y Max a strasidlá [Max il lentigginoso e i fantasmi, 1987] e Takmer rúzov´y príbeh [Una storia quasi rosa, 1990], titoli che vanno a costituire una sorta di trilogia fantastico-fiabesca interrotta da Sono seduto sul ramo e mi sento bene (Sedím na konári a je mi dobre, 1989), che sembra presentire l’imminente caduta dei regimi esteuropei. Il successivo Lepsie byt’ bohat´y a zdrav´y ako chudobn´y a chor´y [È meglio essere ricchi e sani che poveri e malati, 1992], è una caustica riflessione sul dopo ’89, anche se poi, con Nejasná zpráva o konci sveta [Un messaggio ambiguo sulla fine del mondo, 1997], il regista torna alla metafora fantastica. La sua opera ultima è il discusso Post coitum [id., 2004]. Nel 2000 una giuria di critici ha proclamato Juraj Jakubisko miglior regista slovacco del XX secolo.

Paolo Vecchi, critico cinematografico, saggista, collaboratore del mensile «Cineforum», è autore e curatore di monografie su Forman, Tarkovskij, Kusturica, Kawalerowicz, Tarr e Gothar. Presso Lindau ha pubblicato «Sciogliere e legare - Il cinema ungherese degli anni ’60» (1996), «Lampi e speroni danzanti - Temi e atmosfere del western psicologico» (2000, con Cesare Secchi), «Cinenotizie in poesia e prosa - Zavattini e la non-fiction» (2000, con Tullio Masoni) e «Diamanti della notte - Il cinema di Jan Nemec» (2004).).

sabato 15 dicembre 2012

Jack Reacher - La prova decisiva

 

Sito ufficiale: http://www.jackreacher-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/jackreacherit
Twitter: https://twitter.com/universalpicsit
DAL 3 GENNAIO AL CINEMA

Guarda il nuovo trailer italiano di Jack Reacher - La prova decisiva, il nuovo spettacolare film con Tom Cruise, da giovedì 3 gennaio al cinema.

Dall'autore di bestseller Lee Child arriva il nuovo avvincente film con Tom Cruise nei panni dell'incredibile investigatore ex militare Jack Reacher

Quando un cecchino uccide 5 persone utilizzando 6 colpi, tutte le prove portano al sospetto arrestato. Interrogato, il sospetto scrive solamente un breve appunto: "Trovate Jack Reacher!". Inizia così una straordinaria ricerca della verità che metterà Jack Reacher contro un nemico inaspettato incredibilmente violento e con un segreto da nascondere.

Genere: Azione, Thriller, Giallo
Cast: Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, Werner Herzog, David Oyelowo and Robert Duvall.
Regia di: Christopher McQuarrie
Scritto da: Christopher McQuarrie

venerdì 14 dicembre 2012

Jan Nemec a cura di Paolo Vecchi (LINDAU)


Jan Nemec (1936) è uno degli autori più importanti della Nová vlna, la vague moldava che ha accompagnato il profondo rivolgimento politico e culturale sfociato nella cosiddetta Primavera di Praga. Dopo gli studi alla FAMU, l’accademia di cinema dalla quale sono usciti i vari Forman e Passer, Chytilová e Menzel, fa il suo folgorante esordio nel 1964 con Démanty noci [I diamanti della notte], personalissima rievocazione di un episodio dell’Olocausto, premiata in numerosi festival, che lo impone all’attenzione della critica internazionale. Dopo il brillante Podvodníci [Gli imbroglioni], episodio della pellicola a più mani Perlicky na dne [Perline sul fondo, 1965], una sorta di manifesto hrabaliano, dirige un altro capolavoro, il corale, metaforico O slavnosti a hostech [Sulla festa e gli invitati, 1966], che gli procura non pochi problemi con la censura. L’estroso Mucedníci lásky [I martiri dell’amore, 1966], in tre parti, è il suo ultimo lungometraggio girato in patria. All’indomani di quel fatale 21 agosto 1968, infatti, Nemec riprende clandestinamente i carri armati sovietici, riuscendo a portare in Occidente il materiale filmato, che confluirà più tardi in L’insostenibile leggerezza dell’essere (1988) di Kaufman, da Kundera, del quale Nemec figura accreditato come consulente. Gli costerà caro. Ridotto all’inattività, nel 1974 il regime lo pone di fronte all’alternativa tra la prigione e l’esilio. Il regista lavora dapprima in Germania, dove realizza per la ZDF una trasposizione, progettata da anni, del più celebre racconto di Kafka, La metamorfosi, poi in Svezia e Gran Bretagna. Si trasferisce infine negli USA, dove tiene lezioni di cinema in varie università. Rientrato in Cecoslovacchia nel 1989, torna finalmente dietro la mdp con V záru královské lásky [Nelle fiamme dell’amore reale, 1990], da Klíma, e Jméno kódu: Rubín [Nome in codice: Rubin, 1996]. Il suo ultimo film, Nocní hovory s matkou [Conversazioni notturne con la madre, 2001-2003], si aggiudica a Locarno il Pardo d’Oro del Concorso Video.
 
Paolo Vecchi, critico cinematografico, saggista, collaboratore di «Cineforum», è autore, co-autore o curatore di monografie su Forman, Tarkovskij, Paskaljevic, Kusturica, Kawalerowicz, Tarr e Gothar. Presso Lindau ha pubblicato «Sciogliere e legare - Il cinema ungherese degli anni ’60» (1996), «Lampi e speroni danzanti - Temi e atmosfere del western psicologico» (2000, con Cesare Secchi) e «Cinenotizie in poesia e prosa - Zavattini e la non-fiction» (2000, con Tullio Masoni).

giovedì 13 dicembre 2012

La luna, i falò. Il cinema di Fredi Murer a cura di Paolo Vecchi (LINDAU)



Fredi Melchior Murer nato nel 1940 a Backenried, sul lago di Lucerna, si è formato presso il dipartimento fotografico della Scuola d’Arte di Zurigo. Fin dai primi titoli (Marcel, 1962, Sylvan, 1965) ha saputo interpretare in maniera autorevole una marginalità in qualche modo walseriana, dando voce sia agli artisti (Chicorée, 1966; Bernhard Luginbühl, 1966; Sad-is-fiction, 1969) che ai montanari, visti un po’ come indiani delle riserve (Wir Bergler in den Bergen…, 1974). Il suo primo lungometraggio di fiction, Grauzone (1979), è una metafora complessa e raffinatissima dalle risonanze orwelliane. Raggiunge il capolavoro con Höhenfeuer (1985), Pardo d’Oro a Locarno, che, raccontando l’amore incestuoso di due fratelli isolati in una malga fuori dal mondo, riesce a elevarsi alla dimensione di tragedia classica. Tra le altre sue opere si segnalano Swissmade (1969, in 3 episodi, assieme a Yersin e Maeder), Der grüne Berg (1990), Vollmond (1998) e Downtown Switzerland (2004). Il suo ultimo lungometraggio Vitus (2006), interpretato da Bruno Ganz e presentato ai festival di Berlino, Locarno, San Sebastian e Roma – dove si è aggiudicato il Premio del pubblico nella sezione «Alice nella città» – è annunciato in distribuzione in Italia. Murer è anche produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore, attore, nonché un brillante artista grafico.
 
Paolo Vecchi, critico cinematografico, saggista, collaboratore del mensile «Cineforum», ha pubblicato presso Lindau Sciogliere e legare - Il cinema ungherese degli anni ’60 (1996), Lampi e speroni danzanti - Temi e atmosfere del western psicologico (2000, con Cesare Secchi), Cinenotizie in poesia e prosa - Zavattini e la non-fiction (2000, con Tullio Masoni), Diamanti della notte - Il cinema di Jan Nemec (2004), Disertori e nomadi - Il cinema di Juraj Jakubisko (2005).

mercoledì 12 dicembre 2012

SARANNO FAMOSI? Gli esordi del cinema italiano nella stagione 2003-2004 (LINDAU)



Nella stagione 2003-2004 il 30% della produzione italiana sono state opere prime. Chi sono i loro autori? Quale idea di cinema li anima, quali sono i loro maestri, i loro modelli di riferimento, quali i problemi e le difficoltà incontrati? Possiamo guardare con ottimismo al futuro e uscire da una crisi ultradecennale che ha segnato pesantemente tutta la cinematografia italiana? Nel libro di Carlo Tagliabue i nuovi registi rispondono a queste e altre domande, e anche se non si può parlare di una italian new wave, certamente si può affermare che c’è una nuova voglia di raccontare attraverso il cinema e il suo magico potere di fascinazione e coinvolgimento. I nomi dei registi che hanno partecipato alla realizzazione di questo volume sono: Andrea Adriatico, Giancarlo Bocchi, Antonio Bocola, Ilaria Borrelli, Luciano Cannito, Daniele Cini, Davide Cocchi, Andrea Costantini, Claudio Fausti, Maurizio Forestieri, Duccio Forzano, Paolo Franchi, David Grieco, Ambrogio Lo Giudice, Luca Lucini, Andrea Manni, Salvatore Mereu, Giovanni Morricone, Serafino Murri, Matteo Petrucci, Alessandro Valori, Paolo Vari.
 
Carlo Tagliabue è regista televisivo Rai, docente universitario, giornalista, critico cinematografico e autore di numerosi saggi e volumi. È direttore responsabile delle riviste «Il ragazzo selvaggio» e «ScriverediCinema». Dal 1993 è presidente nazionale del Centro Studi Cinematografici. Per Lindau nel 2003 ha curato, con Monica Repetto, il volume «Il silenzio degli innocenti. Adolescenti, media e violenza».

martedì 11 dicembre 2012

SARANNO FAMOSI? ATTO II DI CARLO TAGLIABUE (LINDAU)



 Tra il settembre 2004 e l’agosto 2005 sul mercato cinematografico italiano sono uscite ben 24 opere prime, corrispondenti al 35% di tutta la produzione nazionale: una percentuale davvero notevole che, nel corso delle ultime stagioni, è sempre aumentata. Come l’edizione del 2004, questo volume interroga coloro che per la prima volta si sono cimentati nella regia di un lungometraggio, testimoniando un interesse nei confronti del cinema che fa ben sperare per il futuro di questo strumento di comunicazione. E allora: chi sono questi «esordienti»? Quale idea di cinema li anima, quali sono i loro maestri, i loro modelli di riferimento, quali i problemi e le difficoltà incontrati? E perché hanno sentito il bisogno di esprimersi attraverso il cinema? Nel libro di Carlo Tagliabue i nuovi registi rispondono a queste e altre domande, raccontando il loro rapporto con quello che oggi è forse l’unico linguaggio ancora capace di tenere desta una memoria collettiva. Hanno partecipato alla realizzazione di questo volume David Ballerini, Mino Barbarese, Franco Bertini, Andrea Bolognini, Arcangelo Bonaccorso, Eugenio Cappuccio, Stefano Chiantini, Saverio Costanzo, Luigi Di Fiore, Pasquale Falcone, Luciano Melchionna, Giuseppe Antonio Miglietta, Stefano Mordini, Flavio Moretti, Vittorio Moroni, Francesco Munzi, Sabrina Paravicini, Stefano Pasetto, Valia Santella, Elisabetta Sgarbi, Susanna Tamaro, Pino Tordiglione, Carlo Ventura, Enrico Verra.

Carlo Tagliabue è regista televisivo Rai, docente universitario, giornalista, critico cinematografico e autore di numerosi saggi e volumi. È direttore responsabile delle riviste «Il ragazzo selvaggio» e «ScriverediCinema». Dal 1993 è presidente nazionale del Centro Studi Cinematografici (CSC). Per Lindau nel 2003 ha curato, con Monica Repetto, «Il silenzio degli innocenti. Adolescenti, media e violenza» e nel 2004 ha scritto «Saranno famosi?».

lunedì 10 dicembre 2012

Il Morandini 2012 - Dizionario dei film a cura di Laura, Luisa e Morando Morandini (Zanichelli)



"Il Morandini 2012 - Dizionario dei film" comprende 24 500 film usciti sul mercato italiano dal 1902 all'estate 2011, di cui più di un migliaio prodotti specificamente per l'home video o la televisione. Di ogni film, oltre al titolo italiano, l'opera dà: titolo originale, Paese di produzione, anno d'uscita, regista, principali interpreti, una sintesi della trama, una concisa analisi critica, durata, suggerimenti sull'opportunità di visione per i ragazzi, indicazione grafica sul giudizio della critica (da 1 a 5 stellette) e, unico nel suo genere, sul successo di pubblico (da 1 a 5 pallini). L'edizione su carta fornisce la trama di circa 20.000 film; le edizioni online e in DVD-Rom forniscono la trama di tutti i 24.500 film. Nel DVD-Rom più di 7000 schede sono corredate da un'immagine di scena o dalla riproduzione della locandina.

venerdì 7 dicembre 2012

GHOST MOVIE - Trailer italiano

 

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Quando Malcolm (Marlon Wayans) e Kisha si trasferiscono nella loro casa dei sogni, scoprono di non essere soli. La casa è infestata e Kisha viene posseduta da uno spirito. Malcom dovrà farsi aiutare da un prete e da alcuni acchiappafantasmi per sbarazzarsi del demone e salvare la sua vita matrimoniale e non solo...Ghost Movie arriva al cinema il 17 gennaio: preparatevi a ridere come posseduti!

giovedì 6 dicembre 2012

L'Infinito (Giacomo Leopardi) voce: Vittorio Gassman

 

La poesia più celebre del poeta di Recanati e, forse, una delle più conosciute ed amate in assoluto. Declamata da Vittorio Gassman.

mercoledì 5 dicembre 2012

Il caso Krolevsky a cura di Alessio Gambaro e Christian Zecca (EDIZIONI FALSOPIANO). Dal 15 dicembre 2012 in distribuzione



“E’ davvero sorprendente come con poco, anzi con niente, Max Frisch abbia manipolato il concetto di esistenza, rivoluzionandolo. E lo ha fatto attraverso i suoi scritti, la sua arte, la sua vita. Nel 1986, quando il romanziere e drammaturgo svizzero Max Frisch ha vinto il Premio Neustadt, il New York Times lo ha descritto come “candidato al Premio Nobel a vita”. Qualche anno dopo muore, ma senza il Nobel. Da anni tento di indagare sul caso Max Frisch, ma chissà come tutti gli indizi portano a Krolevsky. Il problema dovrà essere affrontato in ogni suo minimo aspetto, scandagliando ogni singola parte evitando tutte le aporie del caso… pardon del caso Krolevsky!” (Stefano Donno)

“Film anomalo, Il caso Krolevsky di Alessio Gambaro e Christian Zecca. Sperimentale e colto, di forte impianto teatrale e, al contempo, profondamente cinematografico; un’opera di finzione che, nella sostanza, si discosta per temi, realizzazione e struttura da gran parte della produzione italiana corrente. Un’estraneità, un essere nobilmente - e del tutto volontariamente, va detto – fuori dal coro che sfida le consuetudini del tempo presente e affonda le radici in una derivazione letteraria curiosa e vagamente demodé: alla base del progetto vi è infatti Biografia, testo teatrale dello svizzero Max Frisch datato 1967, complessa riflessione sulle possibilità di manipolazione consapevole dei percorsi biografici, fosca metafora del riflesso della personalità umana sulle azioni che compongono, volenti o nolenti, le nostre storie individuali.” (Massimo Lechi)

“Dopo la prima sequenza siamo trasportati in un luogo neutro, onirico, bianco: un non-luogo, dove in un contesto altrettanto irreale, ma del tutto differente del precedente ogni scelta della vita di Kurmann è contrappuntata da un movimento sulla scacchiera. E allo stesso tempo questa partita immaginaria o immaginata è riportata al suo incipit, tutto è già compiuto nel momento stesso in cui si dipana. La sfida prosegue fino al suo epilogo, moltiplicando il gioco di specchi e di rimandi ancora una volta, e mi scuso nel ripeterlo, di simboli: nulla è canonico, l’intervento di un presunto regista in scena che guida i due attori, è in realtà un bambino che pure parla con la stessa voce del Registratore… Gioco scenico nel gioco narrativo che pure era la cifra del testo originario.
Gli attori diventano le pedine della partita e tutta l’operazione gioca con eleganza (ma fino in fondo su questo registro) nell’uso degli elementi: pedine, scacchiera come orizzonte esistenziale, regine re e pedoni, ma anche partita che conduce alla vittoria o alla sconfitta a partire in maniera ineluttabile dalle proprie mosse o scelte. Kurmann sa tutto questo eppure tenta di giocare se non la partita immortale, la partita impossibile, la vittoria senza costo, l’equilibrio degli opposti e fallisce, pur tentando di rigiocare infinite varianti. Arriverà sempre alla stessa conclusione: Non può che perdere. Nel film tutto questo è reso in maniera esplicita, attraverso una compresenza del linguaggio cinematografico e della lettura scenica, e non solo: ne deriva un testo veramente multilivello che supera i limiti di un solo codice linguistico e ne attiva molti di più, che può in sostanza essere letto in molti modi e con molti linguaggi.” (Giovanni Robbiano)

Info

EDIZIONI FALSOPIANO

martedì 4 dicembre 2012

Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema di Marco Paracchini (Phasar Edizioni)



Un manuale per conoscere le tecniche, il linguaggio e le dinamiche cinematografiche. Un compendio interessante, moderno e destinato a tutti. Fondamentale per gli studenti di cinema, comunicazione e marketing. Indispensabile per chi vuole scrivere una sceneggiatura. Illuminante per tutti coloro che amano quest’Arte e non ne hanno mai inteso a fondo i meccanismi. Capire il Cinema – La Fase Letteraria – Il Paradigma Narrativo – Scrivere una sceneggiatura – La grammatica del film – Le regole cinematografiche – La politica fiscale italiana in ambito cinematografico.
Marco Paracchini lavora sui set audiovisivi dal 2000. Ha diretto spot, web format, cortometraggi e documentari. È docente di regia, relatore di scrittura creativa e docente di pubblicità audiovisiva.
Al volume hanno partecipato Guido Michelone (prefazione) e Dea Squillante (appendice finale).

"Comunicazione Cinematografica. Capire e scrivere il cinema" di Marco Paracchini (Phasar Edizioni), 2012, €18, ISBN: 978-88-6358-124-9
scarica l’anteprima in formato PDF qui: http://www.phasar.net/docs/estratto_comunicazione.pdf
Maggiori informazioni disponibili su
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lunedì 3 dicembre 2012

Vittorio Gassman incontra Dante



Vittorio Gassman incontra Dante, il "mattatore" per eccellenza racconta la sua attrazione per la Divina Commedia Umana

sabato 1 dicembre 2012

VITTORIO GASSMAN INTERVISTATO DA ENZO BIAGI

 

Brano tratto dalla serie I RITRATTI DI ENZO BIAGI a cura di Sandro Bolchi. Il grande mattatore si racconta al giornalista nella affascinante cornice di un palcoscenico teatrale.

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