domenica 18 novembre 2012

Andy Warhol. Il cinema della vana vita di Mirco Melanco (Lindau)



La splendida e insieme vana vita dei protagonisti della Factory warholiana rivive in queste pagine attraverso l’analisi degli oltre cento film realizzati tra il 1963 e il 1968. L’opera filmica di Warhol, sospesa tra fiction e documentario, rispecchia la proverbiale abilità dell’artista nel registrare quanto stava accadendo nella New York degli anni ’60. Dotato di un’intuizione lucida, priva di censure morali ed estetiche, Warhol ha realizzato i suoi film grazie a una tenacia e a una costanza davvero sorprendenti. Le sue opere, da Empire a Sleep, da Nico and The Velvet Underground a The Chelsea Girls, volutamente inosservanti della grammatica e della sintassi tradizionali, sono state a lungo sottovalutate – o forse incomprese – dalla critica italiana, nonostante la filosofia di Warhol poggiasse su una originalità consumistica minuziosamente programmata, solo apparentemente «usa e getta». Il suo pensiero, non cinico ma realista, è stato anche al cinema uno specchio profetico del nostro presente massificato, e ancora oggi è un forte richiamo a comprendere e a decifrare un mondo mai così mediatizzato.


Mirco Melanco è docente di Cinematografia documentaria e del Laboratorio di videoscrittura presso il DAMS dell’Università di Padova. Nel 2005 ha pubblicato Paesaggi Passaggi Passioni. Come il cinema italiano ha raccontato le trasformazioni del paesaggio dal sonoro ad oggi. Come regista ha realizzato, dal 1990, una trentina tra documentari e video-saggi sul tema del cinema come fonte di storia.

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