venerdì 30 novembre 2012

LE 5 LEGGENDE

 

LE 5 LEGGENDE è un'epica avventura che racconta la storia di un gruppo di eroi, ognuno con straordinari poteri. Nel momento in cui uno spirito maligno, conosciuto con il nome di Pitch, decide di impadronirsi della Terra, i Guardiani immortali devono per la prima volta unire le loro forze per proteggere le speranze, le convinzioni e l'immaginazione dei bambini di tutto il mondo.

mercoledì 28 novembre 2012

Quante maschere indossiamo ogni giorno? Scopriamolo a teatro a Roma



A guidarci uno psicoterapeuta ed attore, Giovanni Porta, che ha messo a punto un metodo particolare per scoprirlo. Ingresso libero, previa prenotazione. Uno, nessuno o centomila? Si chiedeva Pirandello, oltre un secolo addietro, ma quante sono realmente le maschere che indossiamo ogni giorno? Ci atteggiamo in modi diversi a secondo delle situazioni in cui ci troviamo. Lo facciamo tutti, è una cosa che fa parte della nostra identità. A Roma potremo scoprirlo a teatro sotto la guida di uno psicoterapeuta ed attore, Giovanni Porta, che ha messo a punto un metodo particolare per farcelo scoprire. L'appuntamento è fissato per il prossimo 6 dicembre dalle 20 alle 22,30 presso lo spazio di via dei Tizii 3 a Roma. L'ingresso è gratuito ma serve la prenotazione a giovanniporta74@gmail.com.
“Ognuno di noi indossa maschere, sia perché le diverse situazioni delle nostra vita ci richiedono diversi stili di comportamento, sia perché dentro di noi si aggirano tanti personaggi in cerca di espressione. - spiega Giovanni Porta - Lavorare in maniera psico-teatrale con le maschere permette di entrare in contatto con le diverse parti di noi, anche con quelle rimaste in ombra e che tendiamo a nascondere. Ognuno di noi ha comportamenti che gli risultano difficili da mettere in atto, tanto che, in casi estremi, possiamo sentirci come personaggi di un copione già scritto, prigionieri di ripetizioni all'apparenza infinite che fanno perdere il sapore di vivere. Per ritrovare la voglia di esistere è importante innanzitutto portare movimento laddove c'era stasi, correre il rischio di sperimentare modi di fare sconosciuti e difficili. Per farlo, possiamo vedere se nel nostro repertorio di maschere ce c'è qualcuna che si adatta all'occasione. Come a teatro, provare e riprovare fino a che non diveniamo capaci di fare ciò che una volta era impossibile. Secondo Darwin non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Per adattarci al nostro ambiente e provare a mantenere un livello di benessere soddisfacente abbiamo bisogno di saper cambiare in base alle situazioni, senza naturalmente perdere di vista il rispetto di noi stessi, i nostri valori e unicità. Spesso, però, non è facile".
Adattarsi all'ambiente non significa uniformarsi ciecamente alle regole vigenti lasciandosene in qualche modo schiacciare, ma nemmeno far finta che la realtà non esista e voler a tutti i costi imporre delle pretese impossibili. "Quando non riusciamo a vedere la realtà, - continua Giovanni Porta - magari perché troppo presi a litigare con noi stessi, con i nostri desideri inappagati o con il nostro passato, è molto difficile trovare il modo di essere felici, perché reagiamo a fantasmi interni piuttosto che agli eventi, ci sentiamo spiazzati, indifesi".
E allora facciamo letteratura. Entriamo noi dentro l'opera d'arte. "Un'alternativa è imparare a trattare la nostra vita come un'opera d'arte, - spiega Giovanni Porta - cioè divenire inventori di comportamenti invece che vittime di un destino. La nostra vita può cambiare nel momento in cui accettiamo che dipende da noi, e da nessun altro. Smettere di cercare cause e trovare soluzioni possibili".

Per informazioni e iscrizioni inviare una mail a giovanniporta74@gmail.com


sabato 24 novembre 2012

John Sayles e il cinema indipendente USA a cura di Giovanni Spagnoletti e Roberto Pisoni (Lindau)



Considerato uno dei «patriarchi» del cinema indipendente americano, John Sayles è regista versatile, sceneggiatore raffinato e scrittore di profonda sensibilità politica. Dagli esordi «minimalisti» di «Return of the Secaucus 7» e «Lianna» ai grandi affreschi di «Matewan» e «City of Hope» fino ai più recenti «Lone Star - Stella solitaria», «Limbo» e «Sunshine State», Sayles ha alternato, senza compromessi di sorta, collaborazioni con i grandi studios a opere anti-spettacolari e low budget, interrogando i luoghi oscuri della storia americana e rinnovando i generi classici di Hollywood in modo provocatorio e sperimentale, senza mai trascurare l’autenticità e la drammaticità della vita. I suoi film hanno come centro d’interesse gli uomini e le donne nel reticolo dei rapporti sociali e personali delle loro comunità e sono contraddistinti da un’ironia, da un afflato civile e da uno spirito indipendente che lo rendono una figura assolutamente unica nel panorama del cinema e della cultura del suo paese. A partire dalla ricognizione degli ultimi venti anni della produzione «indie» americana, per giungere all’attuale generazione dei talenti, veri o presunti, emersi dal Sundance Film Festival di Robert Redford, il volume, curato da Roberto Pisoni e Giovanni Spagnoletti, cerca di illuminare la centralità «eccentrica» della produzione di Sayles all’interno di un quadro che va da Roger Corman a P.T. Anderson. Con saggi di Franco La Polla, Guido Chiesa, Robert Keser, Luca Guadagnino, Anthony Kaufman, Roberto Silvestri, Giona A. Nazzaro, Violetta Bellocchio, Giuliana Muscio, Olaf Möller, Leonardo Gandini, Diego Del Pozzo, Franco Marineo, Roy Menarini, Gianni Canova, Kent Jones, e un’introduzione di Davide Ferrario.

Giovanni Spagnoletti è il direttore del Pesaro Film Festival, oltre che curatore di numerose monografie critiche, tra le quali ricordiamo Cinema in Spagna oggi» (con Pedro Armocida e Nuria Vidal, Lindau 2002) e «Il cinema giapponese oggi. Tradizione e innovazione» (con Dario Tomasi, Lindau 2002). Roberto Pisoni è critico cinematografico esperto di cinematografia americana.

venerdì 23 novembre 2012

Associazioni imprevedibili. Il cinema di Walerian Borowczyk a cura di Alberto Pezzotta (Lindau)



Walerian Borowczyk (1923-2006), polacco, è stato uno degli autori di film d’animazione più originali degli anni ’50 e ’60. Di formazione pittore, grafico e fotografo, esordisce a fianco di Jan Lenica nel 1957, e realizza cortometraggi che rivoluzionano il mondo del disegno animato al pari di quelli di Norman McLaren. Dal 1959 lavora in Francia, realizzando capolavori in stop motion (Renaissance, 1963) e lungometraggi (Théâtre de Monsieur & Madame Kabal, 1967) che suscitano l’entusiasmo di «Positif» e dei «Cahiers du cinéma». Nel 1968, con Goto, l’île d’amour, passa definitivamente al cinema con attori. Nel decennio successivo diventa noto al grande pubblico con film erotici come Contes immoraux (1974) e La Bête (1975). Molti sono sconcertati dal cambio di registro. Ma non c’è alcuna frattura, se si esplora il lato più segreto della creazione di questo artista, che per tutta la vita ha continuato a disegnare, dipingere e fabbricare oggetti surrealisti, riflettendo – non senza un sottile umorismo – sui meccanismi del desiderio. Cérémonie d’amour (1988) conclude coerentemente un’opera dove l’amore per l’immagine si rovescia in iconoclastia, e il culto della bellezza tradisce un senso di perdita. Questo libro fa luce sull’opera multiforme di un autore all’epoca acclamato anche dalla critica italiana (da Alberto Moravia, tra i tanti), e poi frettolosamente dimenticato, quando l’eros diventava merce di massa fintamente liberata. Accanto a saggi e testimonianze scritti appositamente, raccoglie testi e materiali di difficile reperibilità, e stabilisce una filmografia rigorosa.

Testi di: Valerio Caprara, Roberto Curti, Michael Levy, Bertrand Mandico, Alberto Pezzotta, Marina Pierro, Federico Rossin, Pascal Vimenet.


Alberto Pezzotta (1965) scrive sul «Corriere della Sera» e «Cineforum», collabora al Mereghetti, alla Storia e al Dizionario dei registi del cinema mondiale di Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC. È autore di La critica cinematografica (Carocci), Patrick Tam (Far East Film), Regia Damiano Damiani (Cec/Cinemazero), Martin Scorsese: Taxi Driver (Lindau), Tutto il cinema di Hong Kong (Baldini&Castoldi) e di quattro «Castori» (Mauro Bolognini – con Pier Maria Bocchi –, Mario Bava, Clint Eastwood, Abel Ferrara). Collabora come selezionatore alla Mostra del cinema di Venezia. Su Walerian Borowczyk ha scritto fin da tempi lontani («Filmcritica», 350, 1984 e 387, 1988), curando poi i testi per i dvd della Ripley’s Home Video.

giovedì 22 novembre 2012

Andrzej Wajda. Il cinema, il teatro, l’arte a cura di Silvia Parlagreco (Lindau)



Andrzej Wajda (1926) è fra le figure più interessanti del secondo ’900 polacco. Regista di teatro e di cinema, disegnatore, professore onorario ASP (Accademia delle Belle Arti di Cracovia), è stato presidente dell’Associazione dei cineasti polacchi e docente alla Scuola di Cinema di Lodz. Nel clima di rinnovamento che pervade l’Est europeo a metà degli anni ’50, in Polonia sono autori quali Andrzej Wajda, Andrzej Munk, Wojciech Has e Jerzy Kawalerowicz a rapportarsi, attraverso il cinema (e, nel caso di Wajda, anche il teatro) in maniera problematica e originale con la realtà contemporanea. L’inquietudine esistenziale si trasforma in strumento per la comprensione della realtà sociale e l’analisi della storia. In Wajda la letteratura e le arti figurative, che in Polonia più che altrove non possono prescindere dal destino storico del paese, suggeriscono i simboli e diventano le chiavi di interpretazione del presente. A tratti fortemente interiorizzato, in altri contemplativo, il suo lavoro pone quasi sempre l’individuo al centro del dramma. La solitudine, l’incomprensione, l’incomunicabilità tra le generazioni, sono alcuni dei temi che ricorrono. Ma la sua opera è composita e contraddittoria, e il tentativo di catalogarla o riassumerla diventa rischiosamente riduttivo. Con l’abilità di un pittore di grandi tele dell’epopea nazionale, Wajda descrive quadri e situazioni storiche enfatiche e complesse; con la sottile percezione di un monaco Zen restringe la stessa immagine in un gesto, uno sguardo, un silenzio.

Silvia Parlagreco è laureata in Lingua e letteratura polacca. Organizza manifestazioni culturali e mostre dedicate alla Polonia. Ha pubblicato «Tadeusz Kantor: gli inizi» (1938-1946) e il catalogo «Tadeusz Kantor - Cricot 2». Ha tradotto in italiano, con N. Zarzecka, «Il viaggio di Tadeusz Kantor - Compendio biografico» e curato, con L. Marinelli, «La classe morta» di Tadeusz Kantor.

mercoledì 21 novembre 2012

Tutto su di me P. Almodovar e F. Strass (Lindau)



Autore di commedie brillanti (ad esempio Donne sull’orlo di una crisi di nervi) o di melodrammi capaci di far vibrare le emozioni più intime (Tutto su mia madre), Pedro Almodóvar è un cineasta che, di film in film, non smette di sorprendere e di affascinare lo spettatore con il suo stile unico e la sua abilità nel raccontare le ironie e i paradossi della vita.
A partire dalle sue prime opere (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, Labirinto di passioni) e fino agli ultimi capolavori (Parla con lei, La mala educación e Volver) Almodóvar mette in scena un universo originale e assurdo, un mondo in cui ha senso soltanto ciò che appare un controsenso, in cui solo i grandi disordini sembrano in grado di rimettere ordine nelle cose. Frédéric Strauss, attraverso una serie di interviste raccolte nel corso degli anni (i primi incontri risalgono al 1994), racconta passo dopo passo la carriera del regista spagnolo: dal periodo della movida madrilena ai primi lavori in super8, realizzati con gli amici durante i fine settimana, quando ancora lavorava per la compagnia telefonica spagnola; dalla nascita della casa di produzione El Deseo, ideata con il fratello Agustín, alle opere che gli hanno garantito il successo internazionale (Légami!, Tacchi a spillo); per finire con gli importanti riconoscimenti ottenuti a Cannes e agli Oscar.
Almodóvar parla a ruota libera, in maniera divertente e divertita, pronto a evocare ricordi della propria infanzia, a fornire spiegazioni tecniche per farci comprendere meglio una scena, a raccontare aneddoti riferiti al set e al suo rapporto, non sempre facile, con gli attori, oppure a descrivere sequenze tagliate in fase di montaggio, e a parlare dei film e degli autori che lo hanno maggiormente influenzato. Il ritratto dell’artista è reso ancora più vivido dalla riproposizione di alcuni suoi testi scritti in occasione dell’uscita dei film, e da un imponente apparato iconografico completo di foto di scena, storyboard realizzati da Almodóvar, disegni di importanti artisti (Mariscal, Dis Berlin, Juan Gatti) utilizzati per le scenografie, locandine originali e molto altro.


martedì 20 novembre 2012

Sergio Leone. Quando il cinema era grande di Italo Moscati (Lindau)



Chi era, o meglio chi è Sergio Leone? Sono passati più di quarant’anni, quarantatré per l’esattezza, da Per un pugno di dollari che il regista realizzò nel 1964. Nessuno poteva prevedere il suo straordinario successo e che sarebbe diventato il western italiano più conosciuto nel mondo. Se il film – seguito un anno dopo da Per qualche dollaro in più, un altro successo – segnò a sorpresa una data fondamentale nella storia del cinema non solo italiano, Il buono, il brutto, il cattivo (l’ultimo della cosiddetta «trilogia del dollaro») sancì definitivamente l’affermazione di un nuovo grande regista, anzi di un nuovo grande autore, inventore di uno stile che entusiasmò la critica e appassionò il pubblico.
Ma, contrariamente a quanto si pensa, Leone dovette superare molte difficoltà prima di affermarsi. E proprio da questa fatica, anzi da queste fatiche, nasce il racconto di Italo Moscati che intreccia cinema e vita, vittorie e battute d’arresto, amori e famiglia, per entrare in un laboratorio esistenziale e creativo con pochi termini di paragone, culminato in C’era una volta in America, il suo addio al cinema. Sergio Leone morì infatti nel 1989, a soli 60 anni, mentre stava preparando un kolossal sulla battaglia di Leningrado.

ITALO MOSCATI, regista e scrittore, sceneggiatore, insegna Storia dei Media e Arti Visive della Contemporaneità all’Università di Teramo. Tra i suoi ultimi volumi, ricordiamo Gioco perverso. La vera storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, tra Cinecittà e guerra civile; I piccoli Mozart; Sophia Loren. La storia dell’ultima diva, editi da Lindau; e Anna Magnani; Vittorio De Sica; Pasolini passione, editi da Eri-Ediesse.

domenica 18 novembre 2012

Andy Warhol. Il cinema della vana vita di Mirco Melanco (Lindau)



La splendida e insieme vana vita dei protagonisti della Factory warholiana rivive in queste pagine attraverso l’analisi degli oltre cento film realizzati tra il 1963 e il 1968. L’opera filmica di Warhol, sospesa tra fiction e documentario, rispecchia la proverbiale abilità dell’artista nel registrare quanto stava accadendo nella New York degli anni ’60. Dotato di un’intuizione lucida, priva di censure morali ed estetiche, Warhol ha realizzato i suoi film grazie a una tenacia e a una costanza davvero sorprendenti. Le sue opere, da Empire a Sleep, da Nico and The Velvet Underground a The Chelsea Girls, volutamente inosservanti della grammatica e della sintassi tradizionali, sono state a lungo sottovalutate – o forse incomprese – dalla critica italiana, nonostante la filosofia di Warhol poggiasse su una originalità consumistica minuziosamente programmata, solo apparentemente «usa e getta». Il suo pensiero, non cinico ma realista, è stato anche al cinema uno specchio profetico del nostro presente massificato, e ancora oggi è un forte richiamo a comprendere e a decifrare un mondo mai così mediatizzato.


Mirco Melanco è docente di Cinematografia documentaria e del Laboratorio di videoscrittura presso il DAMS dell’Università di Padova. Nel 2005 ha pubblicato Paesaggi Passaggi Passioni. Come il cinema italiano ha raccontato le trasformazioni del paesaggio dal sonoro ad oggi. Come regista ha realizzato, dal 1990, una trentina tra documentari e video-saggi sul tema del cinema come fonte di storia.

sabato 17 novembre 2012

Argo



https://www.facebook.com/ArgoIlFilm
https://twitter.com/ArgoilFilm
http://www.argofilm.it/

Basato su una storia vera, il thriller drammatico "Argo" prodotto da Warner Bros. Pictures e GK Films narra il dietro le quinte dell'azione segreta tra vita e morte intrapresa per liberare sei statunitensi e svoltasi durante la crisi degli ostaggi in Iran -- la cui vera storia per decenni è rimasta ignota all'opinione pubblica.
Il premio Oscar® Ben Affleck ("The Town," "Will Hunting -- Genio ribelle") dirige ed è protagonista del film prodotto dal premio Oscar® George Clooney ("Syriana"), dal candidato agli Oscar® Grant Heslov ("Good Night, and Good Luck.") e da Affleck stesso.

venerdì 16 novembre 2012

U Apparolamende di di Gianni Colajemma



Il nuovo irresistibile spettacolo di Gianni Colajemma, in vernacolo barese: “U Apparolamende”, scritto da Bartolomeo Sciacovelli ed interpretato dallo stesso Gianni Colajemma, Lucia Coppola, Gemma Magistro, Dario Mangieri e Vittoria Amore, con la scenografia Di Gianmarco Venanzio Colajemma, ripercorre le tappe del fidanzamento, quello più tradizionale della cultura barese. Il filo conduttore della rappresentazione teatrale sarà il sano divertimento, animato da un mix di situazioni esilaranti che vivacizzeranno la commedia per due ore, durante le quali si respirerà allegria e divertimento. Non mancheranno momenti di riflessione e di nostalgia per le antiche tradizioni popolari. Lo spettacolo andrà in scena ogni sabato ed ogni domenica presso il Teatro Barium, in via
Pietro Colletta n. 6. Il sabato alle ore 21.00 e la domenica in un doppio
appuntamento: alle ore 18.00 e alle ore 21.00.

Per info e prenotazioni 080.561.72.64

giovedì 15 novembre 2012

Lezioni di regia. Conversazioni con Cavani, Lizzani, Guédiguian, Pontecorvo, Vancini di Lorenzo Letizia (Lindau)



Cinque importanti registi – Liliana Cavani, Carlo Lizzani, Robert Guédiguian, Gillo Pontecorvo, Florestano Vancini – raccontano il cinema che hanno fatto e quello che hanno visto: lo stile e le ragioni dei film, il rapporto con gli attori, il ruolo della sceneggiatura, della musica, della luce. Parlano del cinema di ieri e di quello di oggi, di come sono cambiati i produttori e gli spettatori. Dalle loro testimonianze emergono metodi di lavoro diversi accomunati però dalla volontà di sottrarsi ai vincoli del mercato.


Lorenzo Letizia è nato a Roma, città nella quale ha organizzato numerosi convegni universitari sul cinema, il teatro, la letteratura. È autore di saggi sul cinema italiano e sul rapporto tra la musica e l’immagine.

mercoledì 14 novembre 2012

John Cassavetes di Thierry Jousse (Lindau)



«John Cassavetes è, già da tempo, un vero e proprio mito del cinema moderno. La sua scomparsa, il 3 febbraio 1989 a Los Angeles, lo ha confermato. Egli è forse, tra tutti i cineasti americani venuti alla ribalta negli ultimi trent’anni, quello che ha maggiormente colpito l’immaginario della cinefilia europea, anche al di là delle sue intenzioni. Era attore affascinante come pochi altri. Dava all’Europa un’immagine dell’America che il vecchio continente amava contemplare: l’indipendente, spiantato ma pieno di energia, in perenne lotta con l’enorme macchina capitalistica hollywoodiana.
Manteneva una confusione esemplare tra la propria vita e la propria opera. […] Sono convinto che l’influenza di Cassavetes crescerà in futuro. È già stata decisiva per Martin Scorsese, Jean-François Stévenin, Jonathan Demme o Rob Nilsson. Jacques Rivette, dal canto suo, non fa mistero della sua ammirazione per Faces e ricorda perfettamente una celebre proiezione alla Cinémathèque nel 1968. Nanni Moretti sente oggi quanto le vibrazioni di Cassavetes lo attraversino. L’obiettivo fondamentale sarà quello di vedere e rivedere i film dopo anni, di sottrarli alla nostalgia e, soprattutto, di estrarne quel potenziale di contaminazione formidabile per chiunque percepisca in sé la pulsione del cinema. Con questo libro, la mia unica ambizione è di contribuire a questo obiettivo.» (Thierry Jousse)

Thierry Jousse è stato caporedattore dei «Cahiers du cinéma» dal 1991 al 1996. Collabora alle riviste «Inrockuptibles» e «Jazz Magazine» ed è autore di numerosi libri di cinema.

martedì 13 novembre 2012

Monitor Teatro - 1° puntata

 

Da un'idea di Teresa Conforti, un reality sul teatro in onda su Antenna Sud. Con la partecipazione di: Simona Rutigliano, Marco Petrosillo, Paolo Battista, Raffaella Cassano Cassano, Angela Fiammata, Giuseppe Lobraico, Davide Falco, Angela Milella, Tito Colavito, Cristian Lorusso.
Visibile su Antenna Sud (canale 13 del digitale terrestre) e in streaming su www.antennasud.com. Dopo la messa in onda su www.monitorteatro.it.

lunedì 12 novembre 2012

Paolo Rossi - Monologo su Pericle

 

www.asanguefreddo.it
Il monologo di Pericle ( Tucidide ) interpretato da Paolo Rossi e censurato dalla Rai.



domenica 11 novembre 2012

Elio - Figaro, il barbiere (Rai5, teatro Errico Petrella, Logiano)


Al teatro Errico Petrella di Logiano, Elio, leader del gruppo musicale "Elio e le Storie Tese", propone un'originale versione del celebre melodramma di Gioachino Rossini: Figaro il Barbiere. Al piano il maestro Massimiliano Damerini, al flauto il maestro Roberto Fabbriciani e al clarinetto il maestro Fabio Battistelli.

venerdì 9 novembre 2012

Peppino De Filippo - Teatro - Quaranta Ma Non Li Dimostra (Completo)




Il Nostro in una commedia del 1933 scritta in collaborazione con la sorella Titina De Filippo. A fianco, il Degno Erede, il figlio Luigi De Filippo.

Don Pasquale Di Domenico ha cinque figlie femmine, tutte in età da marito o... quasi, perché Sesella, la primogenita, l'ha passata da un pezzo e, anzi, fin da quando è morta la madre, ha finito per fare lei da mamma a tutti. Ora però che la sorella Carmela sta per sposarsi, la sua amara sorte di cenerentola della casa è diventata un vero e proprio cruccio per il padre. Possibile che non ci sia nessuno in giro disposto a offrirle un'altra vita? E se l'uomo giusto fosse quel giornalista che fa salotto tra le sorelle? L'ipotesi matrimoniale cambia Sesella da così a così: tacchi, rossetto e sigaretta rubano il posto a pantofole e vestaglietta. Don Pasquale prepara il fatidico annuncio. Sarà una "luminosa" a spegnere il suo entusiasmo, accendendo però la straordinaria carica umana di don Peppino.

giovedì 8 novembre 2012

Riapre a Velletri lo storico Artemisio di LAURA PUTTI



Festa a Velletri, riapre la storica sala. Per l'inaugurazione sabato 10 novembre con i Carmina Burana di Orff e lo stesso coro che cantò nel film di Anghelopulos.
Riapre a Velletri lo storico Artemisio. Un teatro che riapre è, oggi, un fatto quasi rivoluzionario. Se poi questo teatro porta il nome di Gian Maria Volonté, allora la rivoluzione è davvero in atto. Sabato prossimo, a Velletri, quello che nel 1893 fu inaugurato come Teatro Artemisio, riaprirà alla memoria del grande attore, morto nel 1994 con il sogno di vedere il suo sipario sollevato. Angelica Ippolito, compagna di Volonté con il quale dall'86 al '94 visse a Velletri, ricorda che nel '92 l'attore fondò il comitato "Salviamo l'Artemisio" coinvolgendo amici e colleghi come Paolo Villaggio, Gianni Amelio, Giuliano Montaldo (che oggi ne è presidente onorario), Citto Maselli, Francesco Rosi, Umberto Eco, Mastroianni, Gassman e molti altri. "Gian Maria partecipava molto alla vita del paese - dice Angelica Ippolito - Per riaprire l'Artemisio si battè come un leone, assieme al sindaco di allora Valerio Ciafrei e con Carlo Guglielmi, oggi assessore della giunta guidata da Fausto Servadio. Alla fine ce la fecero e la Regione stanziò un miliardo e mezzo di lire". L'Artemisio fu acquistato e sottratto al suo destino di supermercato. Poi però rimase lì, in disuso e in rovina.



mercoledì 7 novembre 2012

"DELIRI" al TEATRO VALLE



 "DELIRI" Performance Teatrale di e con VANESSA PICCINELLI e MICHELANGELO GREGORI con la collaborazione di MARCO CAVATTONI ....per altre info guardare il filmato.... registrato il 4 Novembre 2012

martedì 6 novembre 2012

Carmelo Bene - Cos'è il teatro!




Ciclo di 4 lezioni che Carmelo tenne al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 12 al 15 dicembre 1990, in un video realizzato da Rino Maenza per Medianova. Qui una breve clip, un "assaggio" del video originale che ha una durata di 90' ed è una sorta di testamento, una summa del pensiero di Carmelo riguardo al teatro, allo spettacolo, alla messa in scena, all'attore, ecc. Un materiale inedito di notevole importanza non solo per chi si occupa di teatro, ma anche come documentazione divulgativa del pensiero di Carmelo Bene, del suo modo di essere protagonista della scena teatrale e culturale italiana ed europea.

domenica 4 novembre 2012

sabato 3 novembre 2012

Peppino De Filippo - Teatro - Quale onore

 

Il Re della Farsa in un atto del 1932 con a fianco il Degno Erede, il figlio Luigi De Filippo. Un impiegato di banca, don Ferdinando, per ottenere una promozione invita a casa sua il suo nuovo direttore e su suggerimento di un carissimo amico(Gigi Reder), per fargli una buona impressione, ostenta un lusso eccessivo che in realtà non può permettersi. Il direttore ne rimarrà talmente impressionato che...

venerdì 2 novembre 2012

007 SKYFALL



Daniel Craig torna a vestire il completo di James Bond, in Skyfall, 23esimo film del fortunato franchise sull'agente 007.

http://007skyfall.it/
http://www.facebook.com/skyfallitalia

giovedì 1 novembre 2012

Una tempesta di piombo. La biografia di John Woo di Christopher Heard (Lindau)



Ricco delle dichiarazioni degli attori che hanno recitato per lui e delle testimonianze dei suoi più stretti collaboratori (un capitolo e un’intervista a Cho Yun-fat), il volume di Heard è la prima e più aggiornata biografia di John Woo pubblicata in Italia, e ci offre un avvincente ritratto dell’uomo e una documentata analisi tematica e stilistica del suo lavoro di regista tra i più innovativi dell’attuale panorama internazionale.

Christopher Heard, critico cinematografico, è autore, tra l’altro, di «Dreaming aloud: the Life and films of James Cameron». Da molti anni conduce insieme a Ben Rotterman e John Foote «Reel to Reel», talk-show d’argomento cinematografico trasmesso in Nord America.