venerdì 12 ottobre 2012

Tra emozione e ragione. Il cinema di Guido Chiesa di Domenico De Gaetano (Lindau)



Chiesa conclusi gli studi universitari va negli Stati Uniti per lavorare come assistente sul set di produzioni indipendenti firmate da «giovani» registi, tra cui Jim Jarmusch e Amos Poe: un’esperienza formativa che è alla base del suo modo di lavorare così pragmatico. Per intraprendere la carriera di «regista», torna in Italia e gira «Il caso Martello». Tra impegno «politico» e passione musicale, Chiesa negli anni è diventato un chiaro esempio di cineasta «indipendente», come testimoniano le sue opere, da «Babylon» a documentari come «Non mi basta mai» a lungometraggi di successo e coraggiosi come «Il partigiano Johnny» tratto da Beppe Fenoglio. Il volume, curato da Domenico De Gaetano, contiene una lunga intervista esclusiva al regista e le testimonianze di vari collaboratori e amici (dal produttore Domenica Procacci al fotografo Gherardo Gossi allo sceneggiatore Antonio Leotti al montatore Luca Gasparini, fra gli altri). Completano il libro sei racconti e/o soggetti originali di Chiesa, filmografia e bibliografia ricchissime.

Domenico De Gaetano lavora alla Mediateca del Cinema indipendente di Torino. Presso Lindau ha pubblicato una monografia su Peter Greenaway e, con Nello Rassu, «Dietro la cinepresa. Cinque conversazioni sui mestieri del cinema».

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