martedì 2 ottobre 2012

Tony Gatlif. Un cinema nomade di Silvia Angrisani e Carolina Tozzi (Lindau)



Tony Gatlif è un regista che spiazza, che confonde. Il suo è un cinema nomade, poiché viaggia al confine tra i generi, senza lasciarsi chiudere in nessuna definizione; perché sposta continuamente il punto di vista sul mondo rappresentato; perché, infine, i suoi personaggi vivono una condizione nomadica che li pone in continua trasformazione: uno zingaro che vive da sedentario in Francia in «Les princes», un francese accolto in un villaggio zingaro di Romania in «Gadjo dilo», o ancora le peregrinazioni degli zingari dall’Asia all’Europa in «Latcho drom». Lo spettatore è costretto al viaggio, un viaggio in cui il luogo di arrivo diventa subito il luogo di una nuova partenza. Un transito di cui Gatlif invita a scoprire le potenzialità.

Silvia Angrisani è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione. Si occupa di semiologia del cinema, in particolare dei problemi dell’audiovisione, e collabora all’organizzazione di festival e rassegne cinematografiche. Carolina Tuozzi è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università di Napoli. Si interessa di questioni relative alla dimensione interculturale della formazione, avendo lavorato per anni nei campi nomadi alla periferia di Napoli.

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