sabato 6 ottobre 2012

Storie naturali di Edoardo Sanguineti. Introduzione di Niva Lorenzini. Conversazione dell'Autore con Claudio Longhi (Manni)



“Quattro serie di materiali per un allestimento teatrale” aveva definito Sanguineti le Storie naturali alla loro comparsa nel 1971. Il testo-copione su cui si articolavano quelle lezioni di tenebre progettate inizialmente per Berio e Ronconi rivede ora la luce, in concomitanza con la prima realizzazione scenica integrale in Italia.
Immutate nella loro radicalità e nelle loro ossessioni, le Storie sono occupate da corpi, voci, “fantasmi di carne” consegnati a una tattilità estrema, a un concreto erotismo. Con essi il lettore può costruirsi un suo “spettacolo possibile”, se solo prova a maneggiare liberamente i segmenti testuali che l’autore gli porge, pronti per essere smontati e rimontati come pezzi di un teatro anatomico, nella loro fisicità esibita e scissa.
È la stessa fisicità che sta al centro dell’intera produzione teatrale, narrativa, poetica di Sanguineti, da Capriccio italiano a Cose. Se l’“io è prima di tutto un corpo” e “la vita non è che la storia di un corpo”, Storie naturali ne danno piena conferma col loro realismo nudo, il loro richiamo al concreto dell’esperienza. (Niva Lorenzini)

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