giovedì 4 ottobre 2012

Stanley Kubrick. La biografia di John Baxter



«Quale sarà il prossimo film di Kubrick?» è stata per quasi quarant’anni una delle domande più frequenti nel mondo del cinema. Che Stanley Kubrick abbia mantenuto la propria leggenda così a lungo è sia un tributo alle sue straordinarie capacità come cineasta che una conseguenza della sua precoce decisione di vivere e lavorare alle sue condizioni, a qualsiasi costo. Per decenni i film di Stanley Kubrick hanno distillato l’essenza dello zeitgeist, lo spirito del tempo. Negli anni ’50 fu uno dei pochi registi americani capace di raggiungere, con Orizzonti di gloria, la dignità e la statura del cinema europeo. Per il pubblico degli anni ’60 fu l’uomo che realizzò Il dottor Stranamore, sarcastico atto d’accusa contro la guerra atomica e il militarismo, e il classico della fantascienza, 2001: Odissea nello spazio. Negli anni ’70 creò l’inno archetipico alla violenza urbana, Arancia meccanica. Negli anni ’80 anatomizzò la natura della follia privata e del delirio collettivo della guerra in Shining e Full Metal Jacket. Kubrick ha creato una galleria di immagini indelebili che sopravviveranno finché esisterà il cinema – astronavi bianche come la fragile porcellana di Dresda, messe contro lo sfondo vellutato dello spazio (2001: Odissea nello spazio); bellimbusti imparruccati che duellano nella foschia dell’alba (Barry Lyndon); porte d’ascensore che si aprono all’improvviso per far uscire un fiume di sangue scuro che scorre al rallentatore nei corridoi di un albergo deserto (Shining); il paesaggio crivellato del Vietnam sotto un cielo annerito dal fumo della guerra (Full Metal Jacket). Non si conosce però molto dell’uomo che sta dietro tutti questi film. Nato nel Bronx nel 1928 da una famiglia mitteleuropea, Kubrick ha vissuto fin dal 1961 in un ferreo isolamento nell’Inghilterra rurale, «un Prospero», citando le parole del critico David Thomson, «che ha tenuto la gente alla larga dalla sua isola.» Con l’aiuto di attori, sceneggiatori, registi, tecnici e amici d’infanzia, John Baxter offre il più completo resoconto mai scritto della vita di Kubrick, della produzione di epopee come 2001: Odissea nello spazio, dei suoi conflitti con Kirk Douglas e con altre star, della storia dietro la mancata realizzazione di «Napoleon», che prometteva di essere il suo più grande lavoro, alla sorprendente verità sulla produzione e sulla definitiva proibizione del suo film più famoso, Arancia meccanica, fino al racconto delle vicissitudini che hanno accompagnato la sua ultima creazione, Eyes Wide Shut, al termine della quale ci ha improvvisamente lasciati. Kubrick ne emerge come un uomo sensibile e insieme spietato, irritabile e generoso, che glorifica la ragione ma i cui film possono riflettere i più selvaggi eccessi della passione, e che prima di tutto è guidato da una necessità implacabile di portare la sua visione personale sullo schermo.

John Baxter è nato a Sydney. È autore di fortunate biografie dedicate a grandi stelle del cinema mondiale, da Fellini a Buñuel, da Spielberg a John Ford. Presso Lindau ha pubblicato «Woody Allen. La biografia».

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