mercoledì 3 ottobre 2012

Conversazione con Ingmar Bergman di Olivier Assayas e Stig Björkman (Lindau)



«Quando si è artisti, quando si creano film, è molto importante non essere logici. Bisogna essere incoerenti. Se si è logici, la bellezza ti sfugge, scompare dalle tue opere. Dal punto di vista delle emozioni, bisogna essere illogici, è proibito non esserlo. Ma se si ha fiducia nelle proprie emozioni, allora si può essere del tutto incoerenti. Non fa nulla. Perché si ha il potere di cogliere le conseguenze delle emozioni che hai suscitato. Per sempre.»
Ingmar Bergman


Olivier Assayas, critico cinematografico dei «Cahiers du cinéma » dal 1980 al 1985, è in seguito passato alla regia affermandosi come uno dei più interessanti autori del cinema francese contemporaneo, con pellicole quali Désordre - Disordine (1987), Il bambino d’inverno (1989), Contro il destino (1991), L’eau froide (1994), Irma Vep (1996), Demonlover (2002), Clean (2004) e Boarding Gate (2007).
Stig Björkman, cineasta e scrittore, ha diretto sette lungometraggi ed è autore dei libri-intervista Lars von Trier. Il cinema come Dogma (2001) e Io, Woody e Allen. Un regista si racconta (2005).

Nessun commento:

Posta un commento