mercoledì 31 ottobre 2012

RED LIGHTS

 



Il nuovo film di Rodrigo Cortès, regista di Buried - Sepolto, con Cillian Murphy, Sigourney Weaver e con Robert De Niro. Seguici su www.facebook.com/01distribution e scopri altre curiosità sul film.

sabato 27 ottobre 2012

Vincenzo Salemme - Faccio a Pezzi il Teatro - Secondo Atto 8/11


NUOVO TEATRO VERDI A BRINDISI



“Una gigantesca palafitta in acciaio, opera dell’uomo moderno che vuole lasciare un segno sospeso sulla storia, sulle rovine di un’antica civiltà che rappresenta idealmente le fondamenta di una nuova stagione culturale per Brindisi città d’arte. Ci sono voluti alcuni decenni perché nel capoluogo vedesse la luce il Nuovo Teatro Verdi, struttura avveniristica quando fu pensata, contenitore al passo con l’attualità oggi che è diventata in Puglia e nel Sud Italia un punto di riferimento con le prestigiose attività di spettacolo programmate dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Con i suoi 40mila metri cubi di volume e 4mila e 500 metri quadrati di superficie, il teatro s’impone allo sguardo esterno per l’imponenza della sua architettura, che in un angolo della facciata principale ospita un bassorilievo in bronzo realizzato dal famoso artista ungherese Amerigo Tot. Ma al tempo stesso preannuncia meraviglie oltre i suoi ingressi. Gli interni ruotano intorno a una sala di 650 metri quadrati, che dopo i recenti interventi di miglioramento può ospitare in confortevoli poltrone 995 spettatori, 658 in platea e 337 in galleria, dove si accede da quattro scale oppure con l’ausilio di un ascensore adeguato al trasporto di persone disabili. Al piano rialzato c’è l’immenso foyer, dal quale è possibile osservare, attraverso una grande fenditura a vetri, il sito archeologico sottostante, per un’emozione unica al mondo. Ma il Nuovo Teatro Verdi è una struttura impressionante anche dal punto di vista scenico. Il palco, uno dei più ampi d’Italia, è il vero «cuore» del teatro. Con le sue ragguardevoli dimensioni (oltre 25 metri di larghezza, 18 di profondità e 20 di altezza per una superficie di 600 metri quadrati) è uno dei più estesi del Mezzogiorno insieme a quelli del San Carlo di Napoli, del Bellini di Catania e del Petruzzelli di Bari. E anche il boccascena s’impone sulla sala con la sua apertura di 6 metri di altezza e 15 di larghezza. Sotto il teatro, sollevato dal piano stradale con enormi campate, risaltano basamenti di costruzioni d’epoca romana, camminano strade e marciapiedi della Brindisi che fu, anche di venticinque secoli addietro. E sono testimonianze, queste, che la mano dell’uomo ha scelto di salvaguardare armonizzandole con il progresso e il futuro. Il sito venne scoperto in maniera davvero inaspettata oltre quarant’anni fa. Nel 1964 emerse durante l’abbattimento di abitazioni fatiscenti sulle quali doveva nascere il nuovo Palazzo di Giustizia, che allora aveva sede nel vicino palazzo Granafei-Nervegna. La scelta dell’epoca fu di localizzare altrove la sede del Tribunale e di realizzare sull’importantissima area archeologica il nuovo teatro di Brindisi, più grande e più moderno del precedente. L’ambizioso progetto venne affidato nel 1966 all’architetto romano Enrico Nespega che ideò, quindi, il «Teatro sospeso». La sua realizzazione, già compiuta negli anni Settanta, è stata accompagnata da continue sospensioni dei lavori da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Taranto dovute anche a contenziosi con le ditte appaltatrici. Dopo anni di silenzio e di ripetuti annunci di apertura, il Nuovo Teatro Verdi è stato, quindi, inaugurato il 20 dicembre del 2006 con un concerto diretto da Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra «Luigi Cherubini». Un momento indimenticabile per la città, che dopo quasi mezzo secolo ha ritrovato un contenitore adeguato alle proprie aspirazioni e riscoperto il grande teatro.”


venerdì 26 ottobre 2012

Io e Te con la regia di Bernardo Bertolucci

 


Regista: Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Niccolò Ammaniti, Umberto Contarello, Francesca Marciano
Cast: Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Pippo Delbono, Veronica Lazar, Tommaso Ragno.
Fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Jacopo Quadri
Musiche: Franco Piersanti




Lorenzo, quattordicenne introverso che vive con difficoltà i rapporti con i suoi genitori e i compagni, decide di prendersi una vacanza chiudendosi in cantina, mentre tutti credono che lui sia partito per la settimana bianca. Per un'intera settimana lascerà fuori dalla porta tutti i conflitti e le pressioni perché diventi un adolescente normale. Decide di vivere qualche giorno in completo isolamento, con la sola compagnia di libri horror, lattine di coca-cola, scatolette di tonno e un formicaio da guardare al posto della TV. L'imprevisto però è letteralmente alla porta. Olivia, la sorellastra quasi sconosciuta, piomba nella cantina alla ricerca di alcuni suoi oggetti e irrompe nella vita di Lorenzo rovinando i piani della sua fuga dalla realtà.

AVVISO AI VISUALIZZATORI! La Pubblicazione di questo video non è destinata a scopi di lucro.
Le immagini NON sono di proprietà di FilmTrailer2000. FilmTrailer2000, pertanto, riconosce Fiction Cinematografica come produttore e Medusa Film come distributore della pellicola in Italia.

Vincenzo Salemme - Faccio a Pezzi il Teatro - Secondo Atto 7/11


domenica 21 ottobre 2012

Vincenzo Salemme - Faccio a Pezzi il Teatro - Primo Atto 2/11

 


Una selezione di scene dalle commedie "Di mamma ce n'è una sola" e "L'amico del cuore" di Vincenzo Salemme.

Regia: Vincenzo Salemme
Attori: Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande, Vincenzo Salemme

sabato 20 ottobre 2012

Vincenzo Salemme - Faccio a Pezzi il Teatro - Primo Atto 1/11

 

Una selezione di scene dalle commedie "Di mamma ce n'è una sola" e "L'amico del cuore" di Vincenzo Salemme.

Regia: Vincenzo Salemme
Attori: Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande, Vincenzo Salemme

venerdì 19 ottobre 2012

Storie di cinema a Venezia di Irene Bignardi (Marsilio)



Un rapporto molto particolare, quello tra Venezia e il cinema. Se le altre grandi città "cinematografiche" costituiscono quasi sempre la tela di fondo su cui si muove l'azione, Venezia è, per sua natura, una co-protagonista del film, un personaggio che risalta nel tessuto della storia, un'ambientazione che non può mai essere casuale. Attraverso queste venti storie, raccontate senza fare critica né storia del cinema, Irene Bignardi ha costruito un itinerario veneziano molto personale tra calli e campi, chiese e palazzi, drammi e commedie. E fa rivivere, con una scrittura lieve e sapiente, l'allegria kitsch di Cappello a cilindro, ovverosia Venezia vista da Hollywood, e le atmosfere risorgimentali di Senso; la nobile scenografia dell'Othello di Welles e le faticate vicende de II mercante di Venezia; i brividi di A Venezia... un dicembre rosso shocking e il sentimentalismo di Tempo d'estate; la ribelle giovinezza veneziana inventata dal primo Tinto Brass con Chi lavora è perduto e il rigore politico de II terrorista di De Bosio; la decadenza della città raccontata da Visconti con Morte a Venezia e i film veneziani ispirati a Henry James; un'inedita esplorazione della città lagunare firmata da Susan Sontag in Unguided Tour e il recente Dieci inverni, che restituisce l'immagine della Venezia studentesca, quella dei giovani, quella squattrinata, lontana dai palazzi.

giovedì 18 ottobre 2012

Peppino De Filippo - Teatro - Pranziamo insieme!



Farsa in un atto del 1952 - una coppia di sposi in viaggio di piacere a Roma si imbatte in un amico di vecchia data. Quest'ultimo li invita a pranzo a casa sua, dove i due coniugi assisteranno, tra realtà e illusione, ad alcune situazioni imbarazzanti al limite della follia.

mercoledì 17 ottobre 2012

Ascanio Celestini \ Radio Clandestina

 


Spettacolo teatrale del 2005 di Ascanio Celestini - Radio Clandestina.

Tratto da "L'ordine è gia stato eseguito" Roma, le fosse Ardeatine, la memoria di Alessandro Portelli. Donzelli Editore.




martedì 16 ottobre 2012

Cogan - Killing Them Softly

 


Regista: Andrew Dominik
Sceneggiatura: Andrew Dominik
Cast: Brad Pitt, Ray Liotta, Richard Jenkins, James Gandolfini, Scoot McNairy, Bella Heathcote, Sam Shepard, Ben Mendelsohn, Vincent Curatola.
Fotografia: Greig Fraser
Produzione: 1984 Films, Annapurna Pictures, Chockstone Pictures
Distribuzione: Eagle Pictures

Tre ragazzi sbandati, che credono di essere in gamba, compiono una rapina a una partita di poker protetta dalla mafia, provocando il collasso dell'economia criminale locale. Brad Pitt interpreta il ruolo di un sicario professionista ingaggiato per rintracciare gli autori della rapina e riportare l'ordine.

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lunedì 15 ottobre 2012

On The Road

 



Regista: Walter Salles
Sceneggiatura: Jose Rivera
Cast: Sam Riley, Garrett Hedlund, Kristen Stewart, Kirsten Dunst, Viggo Mortensen, Amy Adams, Tom Sturridge, Danny Morgan, Alice Braga, Marie Ginette Guay, Elisabeth Moss
Fotografia: Eric Gautier
Montaggio: François Gédigier
Musiche: Gustavo Santaolalla
Produzione: American Zoetrope, Film4, MK2 Productions, VideoFilmes
Distribuzione: Medusa Film


Dopo la morte del padre, Sal Paradise un aspirante scrittore newyorchese, incontra Dean Moriarty, giovane ex-pregiudicato dal fascino maledetto, sposato con la disinibita e seducente Marylou. Tra Sal e Dean l'intesa è immediata e simbiotica. Decisi a non farsi rinchiudere in una vita vissuta secondo le regole, i due amici rompono tutti i legami e si mettono in viaggio con Marylou. Assetati di libertà, i tre giovani partono alla scoperta del mondo, degli altri e di loro stessi.

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domenica 14 ottobre 2012

THE WEDDING PARTY

 


http://www.theweddingpartyilfilm.it
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Pronti per l'ultima notte prima delle nozze? Dopo i fastosi e impeccabili matrimoni dei reali William e Kate, di David e Victoria Beckam e di Tom Cruise e Katie Holmes, arriva al cinema un trio di amiche che sconvolgerà anche le nozze più sobrie ed eleganti!
Regan (Kirsten Dunst) vuole essere la prima in tutto e quando scopre che Becky, la sua grassa amica del liceo, sta per sposare un ricco newyorchese, perde il controllo. Scelta come damigella d'onore, Regan decide di svolgere al meglio tutti i suoi doveri con l'aiuto delle due amiche del liceo, Katie (Isla Fisher) e Gene (Lizzy Caplan). Ma durante l'organizzazione dell'addio al nubilato qualcosa va storto e la festa si trasforma in una notte selvaggia che rischia di rovinare le nozze.
Più irriverente di "Una Notte da Leoni", più esilarante de "Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco", "The Wedding Party -- Un Matrimonio con sorpresa" arriva al  cinema!



sabato 13 ottobre 2012

ParaNorman




Sito ufficiale: http://www.paranorman-ilfilm.it
Facebook: https://www.facebook.com/pages/ParaNorman-It/255954487801489
Twitter: https://twitter.com/#!/ParaNorman_IT



In una piccola città assediata dagli zombie, gli abitanti devono chiedere aiuto ad un ragazzino incompreso di nome Norman. Norman ha il dono di riuscire a vedere e parlare con i morti. Oltre agli zombie Norman dovrà vedersela con fantasmi e streghe e anche per salvare la città da una maledizione centenaria.

venerdì 12 ottobre 2012

Tra emozione e ragione. Il cinema di Guido Chiesa di Domenico De Gaetano (Lindau)



Chiesa conclusi gli studi universitari va negli Stati Uniti per lavorare come assistente sul set di produzioni indipendenti firmate da «giovani» registi, tra cui Jim Jarmusch e Amos Poe: un’esperienza formativa che è alla base del suo modo di lavorare così pragmatico. Per intraprendere la carriera di «regista», torna in Italia e gira «Il caso Martello». Tra impegno «politico» e passione musicale, Chiesa negli anni è diventato un chiaro esempio di cineasta «indipendente», come testimoniano le sue opere, da «Babylon» a documentari come «Non mi basta mai» a lungometraggi di successo e coraggiosi come «Il partigiano Johnny» tratto da Beppe Fenoglio. Il volume, curato da Domenico De Gaetano, contiene una lunga intervista esclusiva al regista e le testimonianze di vari collaboratori e amici (dal produttore Domenica Procacci al fotografo Gherardo Gossi allo sceneggiatore Antonio Leotti al montatore Luca Gasparini, fra gli altri). Completano il libro sei racconti e/o soggetti originali di Chiesa, filmografia e bibliografia ricchissime.

Domenico De Gaetano lavora alla Mediateca del Cinema indipendente di Torino. Presso Lindau ha pubblicato una monografia su Peter Greenaway e, con Nello Rassu, «Dietro la cinepresa. Cinque conversazioni sui mestieri del cinema».

giovedì 11 ottobre 2012

TOTAL RECALL




Titolo originale: Total Recall
Nazione: U.S.A.
Anno: 2012
Genere: Azione, Avventura, Fantascienza
Durata:
Regia: Len Wiseman

Cast: Kate Beckinsale, Colin Farrell, Bryan Cranston, Jessica Biel, Bill Nighy, Ethan Hawke, John Cho, Steve Byers, Bokeem Woodbine, Will Yun Lee
Produzione: Total Recall, Original Film, Rekall Productions

mercoledì 10 ottobre 2012

Iron Sky



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2018. I Nazisti stanno per tornare. Fuggiti con un razzo e rifugiati nel lato più buio della Luna hanno aspettato settant'anni questo momento... Ritornare sulla Terra per invaderla e conquistarla! Da una base spaziale a forma di svastica, una commedia sci-fi prodotta dagli stessi creatori di Star Wreck: In the Pirkinning. Il film, presentato con successo all'ultimo Festival di Berlino, ha all'attivo più di 4 milioni di dollari al box office tedesco.

martedì 9 ottobre 2012

L'ombra e il profilo. La tv di Alfred Hitchcock di Emanuele Bigi (Lindau)



Lo strano caso del Dottor Hitchcock si arricchisce di un nuovo capitolo e non manca di riservare sorprese sia al lettore curioso che all’esperto alla ricerca di conferme. Questo puntuale e scrupoloso saggio di Emanuele Bigi va infatti a colmare lacune, a rievocare memorie, a precisare circostanze che riguardano l’autentica zona d’ombra in una biografia e filmografia altrimenti arata, indagata in ogni sfaccettatura da almeno tre generazioni di critici e storici: per l’appunto «la tv di Alfred Hitchcock». [...] Più ancora dei 17 telefilm diretti dal Maestro, impressionano i numeri della serie «Alfred Hitchcock Presents», da lui prodotta e siglata: 268 episodi di 30 minuti che passeranno ai 60 minuti di «Alfred Hitchcock Hour», realizzata a partire dal 1962 per un totale di altri 93 episodi. Massima l’esposizione televisiva grazie alle scelte della CBS (il sabato sera alle 21,30), della NBC (che la trasmetterà dal 1961 alle 20,30 del martedì), ancora della CBS che propone la serie «lunga» a partire dal 1962. [...] A guidare Hitchcock è il senso degli affari, l’esigenza di intercettare una middle-class che altrimenti avrebbe potuto voltargli le spalle, la voglia di misurarsi con un ostacolo apparentemente insuperabile (qualità inalterata a fronte di ristrettezze economiche e contrazioni di ritmo narrativo). A portarlo al successo sono tre elementi chiave di tutto il suo cinema: l’attenzione a una scrittura narrativa e filmica che diviene ossessione dei dettagli nella fase di preparazione; la fedeltà allo schema ideologico di tutta la sua opera ovvero il triangolo senso di colpa/lotta per l’affermazione dell’innocenza/ossessione della colpa; l’apertura di un inedito fronte dialettico tra morale e trasgressione, tra codice etico e ironia dei comportamenti.
(dall’introduzione di Giorgio Gosetti)


Emanuele Bigi è nato a Como nel 1975. Si è laureato in Storia e critica del cinema all’università di Pavia. È giornalista pubblicista e collabora con diverse testate, tra cui «La Stampa», «Cinema.it» e «Film Cronache».


lunedì 8 ottobre 2012

Tim Burton di Antoine de Baecque (Lindau)



Tim Burton è ormai considerato uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo. L’autore dei due Batman ha saputo dare forma al suo personale universo in opere come Beetlejuice, Edward mani di forbice, The Nightmare Before Christmas, Ed Wood, Big Fish, La fabbrica di cioccolato e La sposa cadavere, riuscendo a conciliare l’eccentricità del suo talento visionario con le ragioni economiche dell’industria di Hollywood, il cinema di genere con l’opera d’autore.
I film di Burton – spesso ispirati dalla grande letteratura gotica, rivisitata attraverso gli amati horror della Hammer – offrono una visione cupa e disperata, ma anche ironica e surreale, della realtà della vita americana, di cui raccontano gli aspetti più segreti, oscuri e grotteschi. In questo aggiornatissimo saggio critico-biografico, Antoine de Baecque ripercorre l’intera vicenda esistenziale e artistica del cineasta, analizza le sue opere – da Vincent (1982) a La sposa cadavere (2005) –, ne individua temi e motivi ricorrenti, e ricostruisce con ricchezza di dettagli il processo creativo che va dalla stesura della sceneggiatura al final cut.
In particolare, attraverso il sapiente montaggio di una serie di conversazioni avute con il regista negli ultimi anni, alternate a stralci di interviste ai suoi attori feticcio (soprattutto Johnny Depp), Antoine de Baecque ci offre informazioni preziose e di prima mano su varie fasi della carriera di Burton, rintraccia diversi episodi autobiografici che sono alla base della sua ispirazione, e raccoglie molti aneddoti inediti del backstage dei suoi film.

ANTOINE DE BAECQUE è critico e storico del cinema; è stato caporedattore dei «Cahiers du cinéma » e da cinque anni è alla direzione delle pagine culturali di «Libération». Si è occupato di storia della critica, della Nouvelle Vague, e ha scritto importanti monografie su alcuni dei maggiori autori contemporanei (Andrej Tarkovskij, Manoel de Oliveira). Lindau ha pubblicato, nel 2003, la sua biografia di François Truffaut, scritta in collaborazione con Serge Toubiana.

domenica 7 ottobre 2012

Peter Greenaway. Film, video, installazioni di Domenico De Gaetano (Lindau)




Peter Greenaway è di certo uno degli autori più complessi, eccentrici e stimolanti del panorama cinematografico e artistico contemporaneo. Le sue opere sono esperienze «totali», in cui pittura, teatro, letteratura, musica e nuove tecnologie confluiscono in quello che possiamo definire un felice esempio di estetica neobarocca.
Se le sue radici vanno ricercate nelle avanguardie americane ed europee di fine anni ’60, il suo cinema si è progressivamente aperto a una contaminazione interdisciplinare dagli esiti sorprendenti. In particolare, la nuova fase cinematografica-multimediale, inaugurata nel 2000 con l’avvio del grandioso progetto legato a Tulse Luper e proseguita con il lungometraggio Nightwatching e il film-installazione Ripopolare la Reggia, parte da alcune semplici, ma perentorie considerazioni. Se, in quanto spettatori, le nostre aspettative di fruizione delle immagini sono radicalmente cambiate grazie a internet, ai computer portatili, ai telefonini e a youtube, la natura del cinema è di fronte a una trasformazione che solo in parte sa affrontare. «Ormai il cinema è morto. I creativi non fanno più cinema in senso tradizionale, ma investono le loro energie nelle nuove tecnologie. Il futuro è nel digitale.» E in questo nuovo mondo Greenaway vuole giocare un ruolo fondamentale.
Forte di una collaborazione con il regista inglese che dura da diversi anni, Domenico De Gaetano ne ripercorre in questo volume l’intera carriera, dai cortometraggi e dalle opere sperimentali degli inizi, ai lungometraggi che lo hanno imposto sulla scena internazionale (I misteri del giardino di Compton House, Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante…), fino ai suggestivi progetti degli ultimi anni (Le valigie di Tulse Luper, Nightwatching, Ripopolare la Reggia).

Domenico De Gaetano cura le attività della Mediateca del Cinema della Città di Torino e il sito web del Museo Nazionale del Cinema. Gestisce i progetti di Peter Greenaway, David Cronenberg, Atom Egoyan e Michael Nyman per l’associazione Volumina.

sabato 6 ottobre 2012

Storie naturali di Edoardo Sanguineti. Introduzione di Niva Lorenzini. Conversazione dell'Autore con Claudio Longhi (Manni)



“Quattro serie di materiali per un allestimento teatrale” aveva definito Sanguineti le Storie naturali alla loro comparsa nel 1971. Il testo-copione su cui si articolavano quelle lezioni di tenebre progettate inizialmente per Berio e Ronconi rivede ora la luce, in concomitanza con la prima realizzazione scenica integrale in Italia.
Immutate nella loro radicalità e nelle loro ossessioni, le Storie sono occupate da corpi, voci, “fantasmi di carne” consegnati a una tattilità estrema, a un concreto erotismo. Con essi il lettore può costruirsi un suo “spettacolo possibile”, se solo prova a maneggiare liberamente i segmenti testuali che l’autore gli porge, pronti per essere smontati e rimontati come pezzi di un teatro anatomico, nella loro fisicità esibita e scissa.
È la stessa fisicità che sta al centro dell’intera produzione teatrale, narrativa, poetica di Sanguineti, da Capriccio italiano a Cose. Se l’“io è prima di tutto un corpo” e “la vita non è che la storia di un corpo”, Storie naturali ne danno piena conferma col loro realismo nudo, il loro richiamo al concreto dell’esperienza. (Niva Lorenzini)

venerdì 5 ottobre 2012

The Coen Brothers. Una biografia di Ronald Bergan (Lindau)



I Coen sono tra i pochi veri grandi autori del cinema americano contemporaneo. Ogni loro pellicola ne conferma lo stile originalmente classico, una rarità in tempi di montaggi frenetici e di storie narrate nel più illusorio disordine. Ronald Bergan si è avvicinato agli autori di Minneapolis facendo leva su uno spirito divertito e curioso e rivelando una competenza appssionata e coinvolgente. I film dei Coen hanno uno stile visivo «sgargiante», raccontano storie ricche di suggestioni che travalicano i confini dei generi, con personaggi sfacettati e dialoghi brillanti.

Ronald Bergan è nato in Sud Africa. Scrive sul «Guardian» e collabora alla realizzazione di documentari per la tv inglese. È autore di apprezzate biografie, tra cui vanno ricordate quelle di Jean Renoir e Francis Ford Coppola.

giovedì 4 ottobre 2012

Stanley Kubrick. La biografia di John Baxter



«Quale sarà il prossimo film di Kubrick?» è stata per quasi quarant’anni una delle domande più frequenti nel mondo del cinema. Che Stanley Kubrick abbia mantenuto la propria leggenda così a lungo è sia un tributo alle sue straordinarie capacità come cineasta che una conseguenza della sua precoce decisione di vivere e lavorare alle sue condizioni, a qualsiasi costo. Per decenni i film di Stanley Kubrick hanno distillato l’essenza dello zeitgeist, lo spirito del tempo. Negli anni ’50 fu uno dei pochi registi americani capace di raggiungere, con Orizzonti di gloria, la dignità e la statura del cinema europeo. Per il pubblico degli anni ’60 fu l’uomo che realizzò Il dottor Stranamore, sarcastico atto d’accusa contro la guerra atomica e il militarismo, e il classico della fantascienza, 2001: Odissea nello spazio. Negli anni ’70 creò l’inno archetipico alla violenza urbana, Arancia meccanica. Negli anni ’80 anatomizzò la natura della follia privata e del delirio collettivo della guerra in Shining e Full Metal Jacket. Kubrick ha creato una galleria di immagini indelebili che sopravviveranno finché esisterà il cinema – astronavi bianche come la fragile porcellana di Dresda, messe contro lo sfondo vellutato dello spazio (2001: Odissea nello spazio); bellimbusti imparruccati che duellano nella foschia dell’alba (Barry Lyndon); porte d’ascensore che si aprono all’improvviso per far uscire un fiume di sangue scuro che scorre al rallentatore nei corridoi di un albergo deserto (Shining); il paesaggio crivellato del Vietnam sotto un cielo annerito dal fumo della guerra (Full Metal Jacket). Non si conosce però molto dell’uomo che sta dietro tutti questi film. Nato nel Bronx nel 1928 da una famiglia mitteleuropea, Kubrick ha vissuto fin dal 1961 in un ferreo isolamento nell’Inghilterra rurale, «un Prospero», citando le parole del critico David Thomson, «che ha tenuto la gente alla larga dalla sua isola.» Con l’aiuto di attori, sceneggiatori, registi, tecnici e amici d’infanzia, John Baxter offre il più completo resoconto mai scritto della vita di Kubrick, della produzione di epopee come 2001: Odissea nello spazio, dei suoi conflitti con Kirk Douglas e con altre star, della storia dietro la mancata realizzazione di «Napoleon», che prometteva di essere il suo più grande lavoro, alla sorprendente verità sulla produzione e sulla definitiva proibizione del suo film più famoso, Arancia meccanica, fino al racconto delle vicissitudini che hanno accompagnato la sua ultima creazione, Eyes Wide Shut, al termine della quale ci ha improvvisamente lasciati. Kubrick ne emerge come un uomo sensibile e insieme spietato, irritabile e generoso, che glorifica la ragione ma i cui film possono riflettere i più selvaggi eccessi della passione, e che prima di tutto è guidato da una necessità implacabile di portare la sua visione personale sullo schermo.

John Baxter è nato a Sydney. È autore di fortunate biografie dedicate a grandi stelle del cinema mondiale, da Fellini a Buñuel, da Spielberg a John Ford. Presso Lindau ha pubblicato «Woody Allen. La biografia».

mercoledì 3 ottobre 2012

Conversazione con Ingmar Bergman di Olivier Assayas e Stig Björkman (Lindau)



«Quando si è artisti, quando si creano film, è molto importante non essere logici. Bisogna essere incoerenti. Se si è logici, la bellezza ti sfugge, scompare dalle tue opere. Dal punto di vista delle emozioni, bisogna essere illogici, è proibito non esserlo. Ma se si ha fiducia nelle proprie emozioni, allora si può essere del tutto incoerenti. Non fa nulla. Perché si ha il potere di cogliere le conseguenze delle emozioni che hai suscitato. Per sempre.»
Ingmar Bergman


Olivier Assayas, critico cinematografico dei «Cahiers du cinéma » dal 1980 al 1985, è in seguito passato alla regia affermandosi come uno dei più interessanti autori del cinema francese contemporaneo, con pellicole quali Désordre - Disordine (1987), Il bambino d’inverno (1989), Contro il destino (1991), L’eau froide (1994), Irma Vep (1996), Demonlover (2002), Clean (2004) e Boarding Gate (2007).
Stig Björkman, cineasta e scrittore, ha diretto sette lungometraggi ed è autore dei libri-intervista Lars von Trier. Il cinema come Dogma (2001) e Io, Woody e Allen. Un regista si racconta (2005).

martedì 2 ottobre 2012

Tony Gatlif. Un cinema nomade di Silvia Angrisani e Carolina Tozzi (Lindau)



Tony Gatlif è un regista che spiazza, che confonde. Il suo è un cinema nomade, poiché viaggia al confine tra i generi, senza lasciarsi chiudere in nessuna definizione; perché sposta continuamente il punto di vista sul mondo rappresentato; perché, infine, i suoi personaggi vivono una condizione nomadica che li pone in continua trasformazione: uno zingaro che vive da sedentario in Francia in «Les princes», un francese accolto in un villaggio zingaro di Romania in «Gadjo dilo», o ancora le peregrinazioni degli zingari dall’Asia all’Europa in «Latcho drom». Lo spettatore è costretto al viaggio, un viaggio in cui il luogo di arrivo diventa subito il luogo di una nuova partenza. Un transito di cui Gatlif invita a scoprire le potenzialità.

Silvia Angrisani è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione. Si occupa di semiologia del cinema, in particolare dei problemi dell’audiovisione, e collabora all’organizzazione di festival e rassegne cinematografiche. Carolina Tuozzi è dottore di ricerca in Pedagogia della formazione e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università di Napoli. Si interessa di questioni relative alla dimensione interculturale della formazione, avendo lavorato per anni nei campi nomadi alla periferia di Napoli.

lunedì 1 ottobre 2012

Monty Python. La storia, gli spettacoli, i film di Francesco Alò (Lindau)



Nel 1969 i Monty Python rivoluzionano la comicità televisiva realizzando per la BBC un piccolo programma in onda il sabato sera in seconda serata, «The Flying Circus». Salti temporali, situazioni demenziali, gag provocatorie, sketch «aperti» e frammentari, personaggi surreali, ritmi sincopati, interazione con il pubblico in studio: è tutto nuovo per gli inglesi. I Python raccontano in modo spregiudicato la società britannica e la colpiscono nel suo cuore, la tradizione, l’infernale «buon senso». Dopo sono arrivati i film che hanno divertito tutto il mondo, da «E... ora qualcosa di completamente diverso» (1971) a «Monty Python il senso della vita» (1983), la pellicola che fa conoscere il gruppo anche da noi, passando per «Brian di Nazareth» realizzato nel 1979 ma uscito in Italia solo nel 1991 sull’onda dello strepitoso successo internazionale di «Un pesce di nome Wanda», con i «Python» Cleese e Palin.
«Volevamo inventare un tipo di comicità che si creasse i propri mostri, le proprie fantasie, il proprio universo» ricorda Terry Jones, e proprio il «mondo Python» in tutta la sua sfolgorante ricchezza e originalità cattura il lettore di questo volume, tra risate e intelligenti riflessioni.


FRANCESCO ALÒ (Roma, 1974) è critico cinematografico per «Il Messaggero», «Radio 24», «Rolling Stone» e «La Rivista del Cinematografo».