martedì 12 giugno 2012

TOTO’ PROIBITO DI ALBERTO ANILE (LINDAU EDIZIONI)


Appena ottenuto il successo cinematografico, Totò entrò nel mirino della censura. I suoi film furono analizzati e sottoposti segretamente a tagli e modifiche, spesso pesanti. Ad Antonio de Curtis non era permesso irridere i dipendenti pubblici o battibeccare col Padreterno, sfuggire alle guardie, parodiare i celerini o ridere dell’Inferno, e nemmeno scherzare con Peppino sulla Dolce vita di Fellini. «Se a un comico tolgono la possibilità di fare la satira, che gli resta?», si lamentava l’attore ma intanto andava avanti, mentre funzionari e sottosegretari continuavano a «tagliarlo»: mettevano in crisi case di produzione, falcidiavano potenziali incassi e provocavano riunioni e proteste, facendo scoprire all’Italia dell’epoca che anche il cinema popolare di Totò poteva essere considerato sovversivo o diventare lo stendardo di una libertà calpestata. Basato su documenti inediti e confronti filologici, questo libro racconta per la prima volta il lato nascosto del cinema di Totò e riporta alla luce ciò che funzionari e sottosegretari hanno tentato di cancellare per sempre, dalle scene «sconsigliate» prima delle riprese, alle battute eliminate in sala di montaggio. Un Totò segreto, un Totò proibito.

Alberto Anile è giornalista e critico cinematografico, vive a Roma e scrive su «Tv sorrisi e canzoni». Su Totò ha scritto Il cinema di Totò (1930-1946), I film di Totò (1947-1967) e Totò e Peppino, fratelli d’Italia. Con Maria Gabriella Giannice ha scritto La guerra dei vulcani, dedicato al triangolo Magnani-Rossellini-Bergman

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