venerdì 20 aprile 2012

Il teatro del dolore - gioco del sintomo e visionarietà. Crazy Shakespeare, Nelle mani di un pazzo, Re nudo di Renzia D'Incà (Titivillus Edizioni)

Nato dall’esigenza di ristampa del volume “Il gioco del sintomo-crudeltà e poesia” su un’esperienza di teatro e disagio mentale a Pisa, questo nuovo saggio “Il teatro del dolore” si articola in due distinte sezioni di cui la seconda è ristampa integrale del Gioco, mentre la prima sezione si propone come un approfondimento di alto valore aggiunto sia di ordine scientifico-didattico che artistico-produttivo rispetto al saggio del 2002 (Renzia D’Incà, Pacini-Fazzi, Lucca). “Il gioco del sintomo” narra del lavoro congiunto ideato dal regista Alessandro Garzella della Città del teatro di Cascina con la psichiatra Consiglia Di Nunzio, responsabile del servizio territoriale USL 5 di San Frediano a Settimo su un’esperienza laboratoriale di teatro e disagio mentale. Quell’esperienza pilota, nata per scommessa, sulla scia della riforma Basaglia che avviava alcuni pazienti psichiatrici all’esperienza di teatro, si è trasformata in un processo di lavoro che si è aperto a prospettive inimmaginabili, ragion per cui è nata la necessità di pensare una prima sezione del volume che includa materiali di studio i quali vanno considerati non come aggiornamenti dovuti tout court rispetto ai dieci di anni di distanza dall’esperienza ma come riflessioni teorico-pratiche di integrazione e progettualità di rilancio di un’esperienza che ha avuto riscontri scientifici e artistici in un ambito di confine fra poesia, psichiatria e neuroscienze. Gli interventi dello psichiatra Dario Capone, vicedirettore nazionale dell’Istituto di Psichiatria Relazionale, e quelli di Alessandro Garzella e Fabrizio Cassanelli, che ha affiancato Garzella nella stesura della metodologia del “Gioco”, ne sono il risultato di elaborazione critica. L’esperienza metodologica del “gioco del sintomo” è approdata sulle scene nazionali con tre spettacoli “Crazy Shakespeare”, “Nelle mani di un pazzo” e “Re nudo” che hanno visto interagire pazienti psichiatrici e attori professionisti.

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