lunedì 30 aprile 2012

Maledetti vi amerò



Maledetti vi amerò è un film del 1980 diretto da Marco Tullio Giordana, che ebbe un grande successo al Pardo d'Oro al Festival di Locarno.  Riccardo detto "Svitol", attivo militante dei moti del '68, torna in Italia dopo cinque anni in Venezuela. Giunto a queste latitudini, si ritrova spaesato di fronte agli enormi cambiamenti a cui il paese è stato soggetto.

domenica 29 aprile 2012

Teatri “re-esistenti”. Confronti su teatro e cittadinanze a cura di Laura Gobbi di Federica Zanetti (Titivillus)

Il volume affronta l’affascinante tema delle connessioni tra teatro e cittadinanza, valorizzandone la dimensione educativa. La riflessione che ne scaturisce è quanto mai necessaria oggi ai mondi dell’educazione chiamati ad elaborare e costruire nuovi saperi e competenze all’altezza di una complessità politica, sociale, culturale e umana che presenta sempre forti ambivalenze e non solo opportunità. Il teatro diventa necessario all’educazione proprio per la sua capacità di realizzare una sintesi dei saperi, superando frammentazioni, oltrepassando i confini delle discipline in modo da ricomporre in modo dialogico, problematizzante, attraverso un linguaggio che ricongiunge mente e corpo, l’aspetto cognitivo con quello emotivo. La connessione tra teatro e cittadinanza si rinforza anche nel riconoscimento della dimensione della memoria e della denuncia, del disvelamento di realtà scomode e dimenticate: si apre la possibilità di guardare il mondo con occhi diversi, di immaginare e costruire nuove cittadinanze, di comunicare le nostre rispettive narrazioni di mondi alternativi possibili. Il volume accoglie contributi di registi, attori e docenti universitari.
Altre informazioni
scritti di Roberta Biagiarelli, Fabrizio Cassanelli, Ascanio Celestini, Pietro Floridia, Alessandro Garzella, Gigi Gherzi, Luigi Guerra, Massimo Marino, Armando Punzo e Emanuele Valenti

sabato 28 aprile 2012

Declinazioni yoga dell'immagine corporea di Francesca Proia (Titivillus)


“Declinazioni yoga dell’immagine corporea” è il testimone di un viaggio fantastico all’interno dell’immaginario yoga, viaggio compiuto rigorosamente da dentro le espressioni dello yoga, non in un’ottica di studio o di divulgazione, ma di esperienza concreta e tangibile. Lo yoga è interpretato qui come forma di ricerca sul corpo sottile, dando risalto agli aspetti di poetica, di linguaggio, di rapporto con l’inconscio. Attraverso una ricerca coreografica pluriennale sull’idea di corpo sottile in rapporto a spazio, oggetti e percezione, mi è stato possibile, dal 2003 al 2008, incontrare, incorporare letteralmente nella mia realtà, una dopo l’altra, alcune immagini dello yoga. Il testo contiene alcune proposizioni pratiche di lavoro, mentre esplora il concetto di felicità. La felicità potrebbe essere qui paragonata alla facilità, condizione che è fulcro stesso della rimessa in ordine percettiva, alla base dell’attività di creazione. Lo yoga predispone delle tecniche precise mirate allo studio della facilità, della fluidità, in contrapposizione alla forzatura del pensiero. Queste tecniche danno indicazioni precise sul corpo, sul respiro, sulle immagini.”

venerdì 27 aprile 2012

Dario Fo e Franca Rame, una vita per l'arte. Bozzetti, figure, scene pittoriche e teatrali a cura di Anna Barsotti e Eva Marinai


Questo volume, nato a seguito d’un rinnovato, e sapientemente scenografico, percorso espositivo di “Pupazzi con rabbia e sentimento” del Fo non solo attore-autore, raccoglie contributi di studiosi attratti dalla pluridisciplinarità e quindi capaci di focalizzarne i punti chiave negli oltre cinquant’anni di produzione della coppia premio Nobel. Oltre al grande Giullare, la grande Comica dell’Arte Franca, i cui registri tragici arricchiscono la dinamica polivalente d’una compagnia non a caso vestita dalla straordinaria e segnatamente artigianale sartoria Rame.
Emerge dal complesso dei saggi una stratificazione dialettica, teatro-pittura, corpo-figura, azione-narrazione, mitologia-mitografia, fondata sulla contaminazione tragi-comica che non si esaurisce, per Fo, neppure quando abbandona il modulo comico-farsesco a favore di una tragicità arcaica, nel lavoro inedito sul caso Moro.
Affrontata in parallelo o insieme, la coppia mostra da un lato la capacità “sintetica” del corpo attorico di Fo, in un libero scambio tra foglio dipinto e scena, che rompe anche per il pubblico la cornice del teatro; specialmente a partire da quel “Mistero buffo” di cui sono indagati i rapporti di continuità e discontinuità con i narr-attori. Un lato dunque illustrato sia nei suoi aspetti d’interazione fra immagini parlanti e azioni figurate sia in quelli delle “lezioni d’arte”, come punti d’approdo dell’osmosi iconico-performativa dell’artista. Dall’altro, con la Rame spicca, nella coppia, non solo il lato “femminile”, ma la sua autonoma creatività, che tocca l’apice nello psicodramma dello stupro, e s’afferma già in quella “Medea” che costituisce una sorta di “mito secondo”, nell’intreccio di cultura classica e contemporaneità.

giovedì 26 aprile 2012

L’impero colpisce ancora




L'Impero colpisce ancora è un film del 1980 diretto da Irvin Kershner. È il secondo film, in ordine di produzione (e quinto in ordine cronologico), della straordinaria e mitica  saga di fantascienza di Guerre stellari ideata da George Lucas

mercoledì 25 aprile 2012

Visioni incrociate - Pippo Delbono tra cinema e teatro a cura di Nicola Bionda e Chiara Guardoni (Titivillus)


Pippo Delbono è un artista poliedrico, capace di indagare la realtà con occhio critico, ironico, perfidamente disincantato e al contempo meravigliosamente poetico. Proprio questo suo sguardo “famelico” di realtà e poesia lo ha portato a sperimentare linguaggi diversi, che creano un universo in cui il corpo della danza, le parole degli articoli su vari quotidiani e i fotogrammi dei suoi film trovano un equilibrio in cui gli uni non possono fare a meno degli altri, e permettono di scoprire nuovi modi di leggere il mondo di oggi. Partendo dalle premesse teatrali ci si addentra nell’universo immaginifico ricco di riferimenti provenienti dalle sue esperienze prima di spettatore e poi di sperimentatore del linguaggio cinematografico: che si muova con un telefonino o con una cinepresa, sarà la sua indubbia capacità di cogliere l’emozione dell’incontro, di documentare la verità di quello che vede, a creare l’arte, la poesia. Completano il volume scritti di Pippo Delbono, Fabrizio Fiaschini, Fabio Francione, Enrico Ghezzi, Luca Mosso; una teatrografia e un apparato completo di filmografia con schede e sinossi.

martedì 24 aprile 2012

Stardust memories




Stardust Memories è un film del 1980 scritto, diretto e interpretato da Woody Allen. Pellicola dall’incisiva componente autobiografica, il film trae ispirazione da Federico Fellini e da Ingmar Bergman, per Allen maestri nel vero senso della parola

lunedì 23 aprile 2012

Oltre il Giardino con Peter Sellers



Oltre il giardino (Being There) è uno splendido  film del 1979 diretto da Hal Ashby, con Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas. La sceneggiatura è tratta dal romanzo Presenze (1971) dell’immenso Jerzy Kosinski (1933-1991). Per la sua interpretazione in questo film, Melvyn Douglas vinse l'Oscar come miglior attore non protagonista.

domenica 22 aprile 2012

Dalla prossima settimana su BePop “Occhio di bue” a cura di Maurizio Patella

Quanti pollici mi hanno coperto? Quante pieghe sono capitate sul mio nome mentre premevate una pagina appallottolata dentro ai mocassini zuppi di pioggia? Quante volte avete strappato, lacerato, diviso a metà il mio nome per impacchettare una bottiglia di spumante, mentre io me ne stavo in un teatro a distinguere i bisbigli del pubblico, a sentirlo sibilare, pronto a giudicarmi, divorarmi? Non lo sapete, ma forse avete letto il mio nome una domenica pomeriggio. Eravate sdraiati sul divano, la televisione accesa, le gambe allungate sul tavolino di cristallo; i lembi del giornale vi coprivano come un piumone. Oppure un venerdì mattina, al bar. Una manciata di minuti prima dell’ufficio; l’ultimo boccone di brioche appena inzuppato nel cappuccino vi gocciolava tra indice e pollice, e poi sul giornale sotto i gomiti; con un fazzoletto di carta avete tamponato il giornale, strofinato un poco, riducendo il mio nome a una poltiglia scorticata. Un nome sul giornale lo si paga con una corsa pazza. Lo si paga galoppando al cesso per colpa della pisciarella che ti assale ogni volta che affronti la belva feroce che ha pagato il biglietto. Lo si paga spremendo la vescica, stropicciando i genitali, contorcendosi, cercando di ripetersi con la bocca impastata che si sta vivendo il sogno e che non bisogna avere paura del pubblico, no, è solo questione di concentrazione, pensa al personaggio, anzi non pensare a nulla che sennò ti paralizzi, aiuto mamma, mentre una parte di te fuori controllo apre e chiude il rubinetto affinché lo scroscio ti induca a stillare una goccia di pipì. Maurizio Patella è il mio vero nome. Iscrivendomi all’Enpals (l’ente che non cura gli interessi degli attori), avrei potuto optare per un nome d’arte, ma quando ti chiami Maurizio Patella la scelta è obbligata: la musicalità, la sentite? La verve? La pungente ironia? Già, anch’io non la sento. Per niente. Ma quella mattina di alcuni anni fa, davanti al modulo dell’Enpals su cui mi veniva posta la domanda amletica – essere o non essere Maurizio Patella? – deglutivo per l’emozione – essere o non essere Maurizio Patella? – sbranavo il tappino della bic, lo mordicchiavo, lo sputavo – essere o non essere Maurizio Patella? – leccavo la catenella legata alla bic, snocciolavo con la lingua le piccole sfere d’acciaio, gustavo la ruggine. Non avevo mai ragionato sul mio nome. Uno se lo porta dietro tutta la vita, ma è come se non l’avesse mai udito davvero. Maurizio. Strano, esotico. No, orribile. Mh, e Patella? Patella come il mollusco di mare? Come la cozza? No, Patella no, dai. Troppo vongolesco, scogliesco. Troppe alghe marce. E poi facile storpiarlo. Accettare di propormi come Patella mi avrebbe esposto agli attacchi dei maligni, ai paragoni, alle battutine. Ma i miei genitori come l’avrebbero presa se avessi rinunciato al nome di famiglia? L’impiegata allo sportello mi osservava. Sputai la bic, sorrisi. Zac, sbarretta trasversale. Avrei sfondato come Maurizio Patella.

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sabato 21 aprile 2012

Il Teatro del Fare. Il teatro come welfare educativo – una plausibile didattica della comicità. Appunti e idee per la formazione teatrale nella scuola di Fabrizio Cassanelli e Guido Pastiglia (Titivillus)

Il nostro lavoro a diretto contatto con l’infanzia e l’adolescenza ci ha persuaso a raccontare “la comicità” sotto un profilo più immediato, ritenendo necessario spiegare ai ragazzi il “perché ridono”, allo scopo di fornire un ulteriore strumento alla capacità di scelta e di critica.

venerdì 20 aprile 2012

Il teatro del dolore - gioco del sintomo e visionarietà. Crazy Shakespeare, Nelle mani di un pazzo, Re nudo di Renzia D'Incà (Titivillus Edizioni)

Nato dall’esigenza di ristampa del volume “Il gioco del sintomo-crudeltà e poesia” su un’esperienza di teatro e disagio mentale a Pisa, questo nuovo saggio “Il teatro del dolore” si articola in due distinte sezioni di cui la seconda è ristampa integrale del Gioco, mentre la prima sezione si propone come un approfondimento di alto valore aggiunto sia di ordine scientifico-didattico che artistico-produttivo rispetto al saggio del 2002 (Renzia D’Incà, Pacini-Fazzi, Lucca). “Il gioco del sintomo” narra del lavoro congiunto ideato dal regista Alessandro Garzella della Città del teatro di Cascina con la psichiatra Consiglia Di Nunzio, responsabile del servizio territoriale USL 5 di San Frediano a Settimo su un’esperienza laboratoriale di teatro e disagio mentale. Quell’esperienza pilota, nata per scommessa, sulla scia della riforma Basaglia che avviava alcuni pazienti psichiatrici all’esperienza di teatro, si è trasformata in un processo di lavoro che si è aperto a prospettive inimmaginabili, ragion per cui è nata la necessità di pensare una prima sezione del volume che includa materiali di studio i quali vanno considerati non come aggiornamenti dovuti tout court rispetto ai dieci di anni di distanza dall’esperienza ma come riflessioni teorico-pratiche di integrazione e progettualità di rilancio di un’esperienza che ha avuto riscontri scientifici e artistici in un ambito di confine fra poesia, psichiatria e neuroscienze. Gli interventi dello psichiatra Dario Capone, vicedirettore nazionale dell’Istituto di Psichiatria Relazionale, e quelli di Alessandro Garzella e Fabrizio Cassanelli, che ha affiancato Garzella nella stesura della metodologia del “Gioco”, ne sono il risultato di elaborazione critica. L’esperienza metodologica del “gioco del sintomo” è approdata sulle scene nazionali con tre spettacoli “Crazy Shakespeare”, “Nelle mani di un pazzo” e “Re nudo” che hanno visto interagire pazienti psichiatrici e attori professionisti.

giovedì 19 aprile 2012

Teatropersona. Scrittura di scena e presenze riverberanti a cura di Fernando Marchiori (Titivillus)


Una delle più originali formazioni del nuovo panorama teatrale italiano viene presentata dallo studioso che ne ha seguito la crescita artistica e l’affermazione prima in Italia, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti, e poi sui palcoscenici nazionali e internazionali, dalla Corea alla Russia, dalla Polonia alle lunghe tournée in Francia. Come in altri fortunati volumi (alcuni dei quali editi da Titivillus), Fernando Marchiori ha incrociato con la propria prospettiva critica gli sguardi degli stessi protagonisti e quelli di altri studiosi e testimoni d’eccezione, come Yves Lebreton, Grazia Marchianò, Donata Feroldi, raccolti anche nella forma immediata e accattivante della conversazione. Ne esce un percorso di analisi serrata e nello stesso tempo di affascinante narrazione del fare teatro quale esperienza umana e professionale. Un’arte, nel caso di Teatropersona, sempre tesa a creare il vuoto attraverso la forma, mettendo al centro la presenza riverberante dell’attore-talismano «che non rappresenta nulla, semplicemente è ciò che esprime».

mercoledì 18 aprile 2012

L’Isola di Lorenzo


La Compagnia Teatrale "Calandra" con il patrocinio di "Apulia Film Commission" e Provincia di Lecce, presenta "L'isola di Lorenzo", il secondo cortometraggio a "zero budget" diretto da Enrico Conte. Come per il suo primo lavoro, il regista si è avvalso della collaborazione di istituzioni, realtà e personalità presenti sul territorio salentino. Il risultato, costato un anno di lavoro e realizzato grazie alla collaborazione della Compagnia Teatrale "Calandra" di Tuglie, ha avuto come sfondi principali alcune tra le più suggestive località del Basso Salento, tra le quali spicca l'antichissima Masseria di Torcito (Cannole), messa a disposizione dalla Provincia di Lecce. In questo suggestivo contesto prende avvio la vicenda di Lorenzo, dieci anni, che vive con i suoi pochi parenti lontano dal mondo; è l'estate del 1960 e anche pochi chilometri possono sembrare una distanza incredibile. Soprattutto se al di là della stessa, la vita di questa famiglia è minacciata da realtà di varia natura. Tra queste anche ciò che dall'altra parte del bosco squarcia la notte con grida che non hanno niente di naturale. Il fantasioso e sognante punto di vista infantile di Lorenzo (Nicolò De Pascalis) descrive il tramonto di un'epoca, che porterà ineluttabilmente lui e i suoi familiari ad abbondonare il luogo dove per generazioni hanno vissuto servendo da contadini quei "padroni" a cui la casa sta per essere espropriata. La situazione verrà affrontata con approcci opposti dal padre Donato (Gianfranco Protopapa), remissivo e servile nel cercare di proteggere i suoi cari, e dallo zio Giovanni (Federico Della Ducata), combattivo e perfino prepotente negli stessi intenti. La prima ufficiale del film avverrà venerdì 27 aprile, presso il cinema "DB D'Essai" di Lecce, alle ore 21. Saranno presenti in sala, oltre al regista, sceneggiatore e produttore Enrico Conte, il cast artistico e tecnico, nonché la Compagnia Teatrale "Calandra" di Tuglie che ha realizzato il progetto. La Compagnia Teatrale "Calandra" è nata a Tuglie nel 1991. In questi anni l'attività è stata molto intensa favorendo la crescita della Compagnia fino a raggiungere risultati di assoluto prestigio. Sono stati affrontati diversi tipi di teatro: dal classico ai drammi moderni alle rivisitazioni sperimentali. Anche attraverso il suo laboratorio, la "Calandra" è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama teatrale italiano, ottenendo riconoscimenti di rilievo. I suoi lavori sono stati recensiti anche dalla stampa nazionale (Corriere della Sera, Panorama, Repubblica, ecc.) e alcune sue rappresentazioni sono state trasmesse da "RaiRadioDue". La Compagnia rappresenta regolarmente i suoi spettacoli nelle scuole, dalle elementari alle università.   (Gabriele De Blasi)  

martedì 17 aprile 2012

Paura nella Città dei Morti Viventi




Paura nella Città dei Morti Viventi - Italia, 1980 - Durata: 93 Min. - Regia: Lucio Fulci - Cast: Christopher George, Katherine Maccoll, Antonella Interlenghi, Janet Agren, Adele Aste, Enzo D'ausilio, Daniela Doria, Fabrizio Jovine - Musiche: Fabio Frizzi - Trama: Nella cittadina americana di Dunwich, costruita sul luogo in cui una volta sorgeva Salem, la città delle streghe, il reverendo William Thomas si uccide impiccandosi a un albero del cimitero. Contemporaneamente, a New York, la medium Mary Woodhouse ha una visione sia del suicidio di Thomas, sia delle sue terrificanti conseguenze. Subito dopo Mary cade "come morta" per cui, superato il sospetto che essa sia stata uccisa, la polizia ne autorizza la sepoltura. La medium, però, è ancora viva, ed è soltanto per il provvidenziale intervento di un giornalista, Peter, che l'ha sentita urlare nella bara, che essa evita un'orrenda fine. Mentre, a Dunwich, cadaveri viventi usciti dalle tombe cominciano, guidati dal rev. Thomas, a seminare la morte tra gli abitanti, straziando orribilmente le loro vittime, Mary e Peter partono per raggiungere la cittadina...

lunedì 16 aprile 2012

Sorgenti - Nascita del Teatro Corporeo di Yves Lebreton (Titivillus edizioni)


In uno scritto al contempo autobiografia e saggio, Yves Lebreton ci invita a cogliere le “sorgenti” ispiratrici della sua ricerca artistica. Traccia le tappe del suo impegno sulla via elitaria del Teatro Astratto il cui assolutismo lo spingerà alla “desacralizzazione” tramite la sovversione del comico e il teatro popolare. Distante dalle convenzioni storiche, ripensa l’insegnamento di Étienne Decroux nel contesto del teatro contemporaneo, provocando inattesi confronti tra Edward Gordon Craig, Adolphe Appia, Émile Jaques-Dalcroze, Jacques Copeau, Antonin Artaud e Jerzy Grotowski. Non senza spirito critico, analizza le basi dell’Antropologia Teatrale di Eugenio Barba. Sorprendentemente per un artista del silenzio, il suo studio della voce incentrato sui ritmi respiratori e sul significato originario dei fonemi, lo conduce ai confini del linguaggio primario. Ma soprattutto, la sua inesauribile necessità di discernere al di là dell’attore “l’uomo nella sua essenza”, gli permette di svelare le “energie” viventi dell’espressione umana. Le sue tecniche del “Corpo Energetico” e del “Corpo Vocale” in simbiosi con i quattro Elementi, i regni della natura, il cromatismo dei colori e dei suoni, costituiscono l’ossatura di una metodologia totalmente inedita per l’attore dove non si tratta più di acquisire un sapere, ma di scoprire le potenzialità dell’Essere che sono le fondamenta di ogni individualità.
Edizione italiana a cura di Donata Ferodi. Fotografie di Silvano Bacciardi, Maurizio Berlincioni, Etienne Bertrand Weill, Peter Bysted, Maurizio Buscarino, Susanna Gleiss, Steve York, Manuela Marranci, Paolo Rapalino, Valerio Soffientini

domenica 15 aprile 2012

To Rome with Love




Dopo Londra, Barcellona e Parigi, Woody Allen continua il suo omaggio all'Europa e, per la prima volta, gira un film interamente ambientato a Roma, dirigendo un cast d'eccezione. Il film dovrebbe è ispirato alle novelle del Boccaccio ed è composto da quattro episodi con protagonisti quattro differenti turisti americani nella Capitale. Con Woody Allen,  Jesse Eisenberg, Ellen Page, Alec Baldwin, Penélope Cruz, Judy Davis, Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Alessandro Tiberi, Alessandra Mastronardi, Alison Pill, Flavio Parenti, Roberto Benigni, Greta Gerwig, Antonio Albanese, Ornella Muti

sabato 14 aprile 2012

Quel buio luminoso. Sulla drammaturgia di Jon Fosse di Leif Zern (Titivillus)


Leif Zern è fra i maggiori critici e scrittori di teatro del nostro tempo. In questo sorprendente saggio sul grande autore drammatico norvegese Jon Fosse – considerato uno dei più importanti drammaturghi sulla scena mondiale contemporanea e i cui testi sono tradotti e rappresentati in oltre venti lingue – Zern coinvolge il lettore non solo nella poetica di Fosse, ma anche nell’esperienza teatrale e scenica dei più significativi registi attivi a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Leggere questo libro è anche un atto “esperienziale”, come certamente lo è anche il teatro di Fosse, con quella sua concretezza che nasconde il mistero nelle cose e nei gesti degli uomini, non al di fuori di essi. Zern segue i percorsi concreti della parola poetica nei tempi passati e presenti per entrare nella leggerezza dei dialoghi di Fosse. “Quel buio luminoso” è stato tradotto in norvegese, tedesco, francese, polacco e inglese.

venerdì 13 aprile 2012

L'architetto e la foresta - Pastorale nera di Olivier Py (Kaplan Edizioni)


L'architetto e la foresta, primo testo del ciclo La Servante, dove si incontrano personaggi teatrali, mitologici e del mondo reale, è un'opera intrisa di simbolismo e con una forte impronta metateatrale. Racconta di Agnese, figlia adottiva dell’urbanista Arnolfo, che, complice l’incontro con Uzzà, ambiguo personaggio di pericolosa bellezza che viaggia con una compagnia teatrale, si trova in bilico tra il mondo reale e quello della finzione. Il testo è pubblicato in occasione della rassegna Face à Face, promossa dall'Ambasciata di Francia per sostenere la nuova drammaturgia francese in Italia.   

giovedì 12 aprile 2012

Dal bozzetto ai generi. Il cinema italiano dei primi anni Cinquanta di Palo Noto (Kaplan edizioni)


Film comico, film a episodi, film opera, film rivista, “western italiano”... Pur essendo tra i periodi meno studiati nella storia del cinema nazionale, i primi anni Cinquanta schiudono una sorprendente varietà di pratiche di genere, talvolta effimere, talvolta destinate a perdurare. Il volume interroga quel cinema attraverso l’indagine dei legami con la tradizione realista, il confronto con i più accreditati modelli di teoria dei generi cinematografici, l’analisi comparata di figure e topoi ricorrenti. L’obiettivo è quello di capire in che modo e attraverso quali procedimenti testuali esso dà vita, se non a generi nel senso solitamente attribuito al termine, sicuramente a film di genere, riconoscibili come tali a partire dalle attrazioni che propongono.
L’analisi del cinema italiano postbellico continua a sedurre gli studiosi. È rincuorante che ad occuparsene siano critici e ricercatori sempre più giovani, anagraficamente ben lontani dal periodo del dopoguerra. Uno dei più brillanti, Paolo Noto, professore a contratto del Dams di Bologna ha appena pubblicato un bel volume, informato e ricco di spunti, intitolato Dal bozzetto ai generi. Il cinema italiano dei primi anni Cinquanta, edito da kaplan. Affiancando metodologie accademiche e spoglio delle fonti del periodo, Noto illumina una fase particolare del cinema italiano, quella che segue il neorealismo e precede la commedia all’italiana. Lì, nelle zone meno illuminate della storia, si nasconde più di un indizio sulla natura del nostro cinema e sull’identità nazionale. Generi, bozzetti (come spiega il titolo), figure culturali e sociali, registi e interpreti contribuiscono a gestire l’eredità neorealista e a preparare il terreno per un sistema cinematografico che oggi non c’è più.
(Roy Menarini, «Corriere della Sera – Bologna»)

mercoledì 11 aprile 2012

SUONO/IMMAGINE/GENERE a cura di Ilario Meandri e Andrea Valle (Kaplan Edizioni)


I contributi presentati in questo volume mirano a definire il perimetro dei rapporti tra cinema, dimensione udibile e teoria dei generi, affrontando in primo luogo alcune questioni teoriche relative al contributo che l’udibile fornisce alla delineazione dei generi dell’audiovisivo. Si analizzano in seguito le tracce testuali del lavoro che in sede di produzione spetta al sound design rispetto alla determinazione del genere. Infine si considera il modo in cui un oggetto culturale particolarmente importante in sé – la musica – entra in relazione con l’immagine cinematografica, contribuendo al posizionamento del testo audiovisivo rispetto ai generi. 

martedì 10 aprile 2012

Incubo sulla Città Contaminata - Nightmare City




Trailer - Incubo sulla Città Contaminata - Nightmare City - Italia, 1980 - Durata: 88 Min. - Regia: Umberto Lenzi - Cast: Maria rosaria Omaggio, Ugo Bologna, Mel Ferrer, Sara Franchetti, Francisco Rabal, Hugo Stiglitz, Laura Trotter, Sonia Viviani, Manolo Zorzo - Musiche: Stelvio Cipriani - Trama: Il cronista televisivo Dean Miller viene inviato in aeroporto per l'arrivo di un noto scienziato atomico. Invece del luminare dall'aereo scendono esseri mostruosi che si scoprono essere tecnici di una centrale nucleare colpiti da una fuga radioattiva. L'unico modo per fermare i mostri è quello di sparargli alla testa...

lunedì 9 aprile 2012

Kagemusha





http://www.imdb.com/title/tt0080979/
Director: Akira Kurosawa                           
Tatsuya Nakadai, Tsutomu Yamazaki, Kenichi Hagiwara

domenica 8 aprile 2012

La fabbrica dei sogni. Un’introduzione etnomusicologica al mainstream musicale hollywoodiano di Ilario Meandri (Kaplan edizioni)


In La fabbrica dei sogni, l’occhio dell’antropologo connesso con l’orecchio dell’etnomusicologo si propone di scorgere il dato centrale di ogni fenomeno di omologazione contemporanea e quindi di cogliere i modi della resistenza all’omologazione, non meno rilevante di quello della riduzione all’uniformità e al conformismo coessenziale a ogni processo di globalizzazione culturale.

sabato 7 aprile 2012

La città delle donne di Fellini




La città delle donne è un film del 1980 diretto da Federico Fellini. L'opera suscitò grandi polemiche sulla stampa e forti critiche da parte delle femministe Fu presentato fuori concorso al 33º Festival di Cannes. Con  Ettore Manni, Marcello Mastroianni, Anna Prucnal, Bernice Steegers, Donatella Damiani, Jole Silvani, Fiammetta Barella, Rosaria Tafuri, Gabriella Giorgelli, Marina Frajese, Alessandra Panelli, Malisa Longo.

venerdì 6 aprile 2012

L'antirossellinismo Andrea Martini (a cura di)- Kaplan Edizioni


Alla fine degli anni Quaranta, Roberto Rossellini è un regista molto apprezzato all’estero e un po’ meno in patria. Lo circonda comunque un’aura preziosa che gli deriva dall’essere il padre del Neorealismo. Quando una star hollywoodiana come Ingrid Bergman gli si offre, è convinzione generale che la fortuna di Rossellini sia definitiva e inscalfibile. Invece il regista non si adegua a ciò che ci si attende da lui e, coerente con la sua traiettoria, dà vita a opere come Stromboli, Europa ’51, Viaggio in Italia: sceglie un cinema che non ha la funzione di mettere in scena una verità preesistente ma piuttosto di rivelare una realtà che si manifesta grazie alla macchina da presa. L’offuscamento derivante dall’ideologia, la pigrizia culturale davanti al nuovo, la resistenza verso il suo sguardo libero da giuramenti di ogni tipo, creano nella critica italiana forme di disapprovazione, di rifiuto, di condanna. Grazie anche alla doppia sanzione marxista e cattolica, aumenta il numero dei detrattori che non esitano a indicarlo come reprobo, traditore e, per finire, regista incapace se non mediocre. Sono voci che, collegate tra loro, formano un pensiero legittimamente classificabile come antirossellinismo. Un movimento che non percepisce la modernità anticipatrice di Rossellini candidandosi così a rappresentare il peccato originale della critica italiana.
Contiene saggi di: Carlo Lizzani, Adriano Aprà, Gianni Rondolino, Stefania Parigi, Tomaso Subini, Bruno Torri, Elena Dagrada, Augusto Sainati, Gian Vittorio Baldi, Anna Masecchia, Piero Spila, Leonardo De Franceschi, Callisto Cosulich e Andrea Martini.

giovedì 5 aprile 2012

The Avengers su NewsCinema Magazine (Youcanprint)


NewsCinema Magazine è una nuova rivista mensile di cinema, con uno sguardo anche alle serie tv, arte, teatro e musica. Ogni mese tante news, recensioni, anteprime, curiosità, interviste che potete comodamente sfogliare online o ricevere direttamente a casa in versione cartacea. Legato al sito www.newscinema.it, NewsCinema Magazine è una delle poche riviste di cinema che parla anche di altri settori dell'intrattenimento come la musica, le serie tv, l'arte e il teatro, tenendovi aggiornati sulle ultime novità ma anche ricordando le glorie del passato.

mercoledì 4 aprile 2012

Un'arte sonora, il cinema. Storia, estetica, poetica di Michel Chion (Kaplan Edizioni)


Un’arte sonora, il cinema rappresenta la summa più recente e completa del lavoro sulla questione del suono nel cinema, il risultato di una lunghissima ricerca iniziata da Michel Chion negli anni Settanta.  Il libro è diviso in due parti: nella prima si abbozza un percorso storico, con una particolare attenzione agli ultimi trent’anni della storia del cinema, i più trascurati dalla ricerca; nella seconda parte, più ampia, «Estetica e poetica», si affrontano questioni relative allo spazio, al tempo, al reale, alla parola, alla musica, alla maschera, e si traccia un ritratto del cinema sonoro, cioè del cinema tout court.  Un capitolo centrale, sulla base di una sequenza del film di Alfred Hitchcock, Gli uccelli, dimostra come il cinema muto non sia stato sostituito dal sonoro, ma come continui a vivere sotto e con il sonoro. Alcuni capitoli, che Chion ha voluto «di una scrittura diversa, più libera, più aperta», sono dedicati al cinema di Chaplin, Vigo, Tati, Hitchcock, Welles, Tarkovskij, Ophuls.  Il volume è completato da un ricco glossario che contiene concetti di analisi e di descrizione, un indice dei nomi e dei film citati, e una bibliografia essenziale che fornendo «al lettore ogni tipo di pista, di scoperta e di ricerca», insegna a “audiovedere” i film.

«Un’arte sonora, il cinema di Michel Chion […] è, “solo”, il più importante volume sul rapporto tra cinema e “sonorità”. Non soltanto musica e non soltanto suono […] ma anche ciò che più difficilmente faremmo rientrare nella banda sonora di un film: i rumori, le parole e, naturalmente, il silenzio. Perché il cinema – è solo una delle famose intuizioni di Chion, ed è quella con cui il libro si apre – non è mai stato “muto”, ma nasce e si dà essenzialmente come suono: semmai in origine è stato “sordo”.  L’edizione italiana è la traduzione – piacevolmente fluida e musicale, che rende al meglio la “sonorità” del bel francese di Chion – di un originale francese del 2003 che riprende due scritti seminali degli anni Ottanta – in particolare Le son au cinéma, sul quale le ultime due generazioni di critici e studiosi hanno imparato ad “ascoltare” il film –, e ha un impianto equilibrato e ripartito: una prima parte dedicata alla ricostruzione storica del rapporto tra cinema e sonorità e una seconda di riflessione estetica e teorica.  Chion è un amante puro del cinema ed uno spettatore onnivoro: le sue riflessioni – secondo la tradizione della teoria francese – prendono per oggetto il Tartufo di Murnau ma anche Die Hard, oscillano da Terrore dallo spazio profondo ad Alien. È una pratica – e una poetica – rara e preziosa quella dello studio comparato – ed equiparato – di cinema alto e basso, che consente di prendere confidenza con concetti di grande profondità – il recupero del concetto di acusmatico e di acusma che Chion rende “quotidiano” riprendendolo da Schaeffer – attraverso film consueti. Necessario».  (Andrea Bellavita, «labelmaq.com»)
«Per Michel Chion, musicista e studioso, ascoltare i film è altrettanto importanti che vederli. In tre volumi ha insegnato, per primo, l’arte di decifrare i suoni, le voci e le musiche, mostrando come funzionano nel racconto per immagini. Ora ha sintetizzato 25 anni di ricerche in un volume monumentale e in gran parte nuovo, ricco di immagini, ben tradotto, afflitto solo da una copertina triste.  Il saggio va dal cinema delle origini, ricco di effetti sonori, all’epoca del Dolby. […] Con apparente paradosso, il cinema sonoro non si è sostituito al muto, che invece continua a vivere sotto il sonoro. Le analisi tecniche sono chiare e illuminanti, così come lo smontaggio di singole sequenze. Ampio glossario».  (Alberto Pezzotta, «Il Corriere della Sera», 9 gennaio 2008)

martedì 3 aprile 2012

The Elephant Man






The Elephant Man è un film biografico del 1980 diretto da David Lynch. Il film è un adattamento dei libri “The Elephant Man and Other Reminiscences” (Frederick Treves) e “The Elephant Man: A Study in Human Dignity” (Ashley Montagu). Il film è stato accolto positivamente all’uscita, e il successo coinvolse Anthony Hopkins, John Hurt, Hannah Gordon e altri membri del cast.

lunedì 2 aprile 2012

La bellezza di Marilyn - Percorsi intorno e oltre il cinema a cura di Giulia Carluccio (Kaplan Edizioni)


Raccolta di saggi (di Giacomo Manzoli, Veronica Pravadelli, Federica Villa, Franco Prono, Marco Senaldi, Lorenzo Gandini, ecc.) intorno all’immagine di Marilyn Monroe, in una prospettiva attenta agli incroci intertestuali e intermediali. «La ricchezza del volume [...] risiede nella felice diversificazione degli approcci che passano attraverso il cinema e in una certa misura lo superano per sondare più estensivamente il “fenomeno Marilyn”».  «La rivista del cinema», n. 36/2006

domenica 1 aprile 2012

TORO SCATENATO




"RAGING BULL" DI MARTIN SCORSESE 1980. FOTOGRAFIA MICHAEL CHAPMAN , COL. SON. INTERMEZZO DA CAVALLERIA RUSTICANA DI PIETRO MASCAGNI