mercoledì 28 marzo 2012

Music Video di Alessandro Amaducci e Simone Arcagni (Kaplan Edizioni)


Il volume si divide in due parti: la prima, a cura di Simone Arcagni, partendo dalla tesi che alla base della musica pop si debba vedere l'immagine in movimento, analizza le forme di pre-video musicale ed evidenzia il portato dell'estetica che il music video ha imposto anche al cinema.  La seconda, a cura di Alessandro Amaducci, analizza il lungo abbraccio tra la forma videomusicale e le varie esperienze legate all'avanguardia.  Il volume è corredato da esaustivi apparati (bibliografia, video-filmografia, indice dei nomi e delle opere).
«Che le forme audiovisive che commentano, accompagnano e dialogano con i brani di musica pop – i music video: guai a chiamarli “solo” videoclip! – siano uno dei prodotti più interessanti della contemporaneità ormai sono in pochi a dubitarlo. Simone Arcagni e Alessandro Amaducci affrontano la questione con attenzione, profondità e una rara immediatezza, in un libro che si fa leggere con la rapidità e la partecipazione di quei famosi “quindici minuti” che Warhol prometteva a chiunque: in fatto di musica e celebrità. La loro, i due autori se la dividono in base alle specifiche competenze: Arcagni, che è uomo e critico di cinema, prepara il terreno nella prima parte, tracciando una storia fenomenologica del music video, che si concentra soprattutto sui confini – con il cinema essenzialmente, ma anche con la cultura pop e postmoderna. […] Amaducci, che è studioso e performer di videoarte, si occupa invece delle relazioni tra music video e arte contemporanea, con un’esauriente rassegna di debiti, prestiti e ibridazioni: tra nomi noti e notissimi – Robert Cahen, Nam June Paik, il duo Cunninham-Gondry – e piccole scoperte – almeno per i non addetti ai lavori –, si parla di videoarte, videodanza, musica elettronica e forme sperimentali». Andrea Bellavita, «labelmaq.com»
«C’è molto interesse storico e critico, di questi tempi, nei confronti del clip, come dimostrano le tante uscite in libreria. La coppia di autori in questione non si è sottratta al compito e ci regala un bel volume dove l’intento filologico si sposa a una trattazione leggibile e ricca anche di annotazioni curiose e interessanti sotto il profilo tecnico-artistico, secondo un preciso ordine cronologico. Utili anche le parti aggiuntive, che vedono bibliografia, videografia, indice dei nomi e delle opere». «Tutto Digitale»
«Alessandro Amaducci e Simone Arcagni analizzano il videoclip di Like a Virgin di Madonna come paradigma di un immaginario citazionista da un lato e di una nuova concezione di spettacolo dall’altro. La videomusic, fondendo musica e immagini, realizza peraltro una delle condizioni del cinema postmoderno secondo Jullier, ossia il «bagno di sensazioni», dove “sentire” conta più che seguire un racconto tradizionale. […] Il libro è una sintesi storica che mette ordine nelle mille ramificazioni che vanno dal film-concerto anni Settanta alla videoarte e ai clip di Gondry».
(Alberto Pezzotta, «Il Corriere della Sera»)

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