sabato 31 marzo 2012

L'analisi del film di Raymond Bellour (Kaplan)


Libro fondamentale per l’affermazione dell’analisi del film come modello di interpretazione del testo cinematografico. Il libro è anche un omaggio al cinema di Alfred Hitchcock con i famosi saggi su Gli uccelli, Intrigo internazionale, Marnie e Psyco. 
«La prima traduzione italiana di questo libro colma finalmente una delle non poche lacune della nostra editoria di settore. La lettura di questo importante volume è ancora molto efficace e produttiva». «La rivista del cinema», n. 33/2006
«Un testo molto citato da critici e studiosi. L’edizione italiana, ricca di illustrazioni e curatissima nella traduzione e nella stampa, consente sia agli addetti ai lavori sia al lettore comune una quantità di scoperte. Un libro pressoché indispensabile». «Segnocinema», n. 137/2006
«È stato finalmente tradotto in lingua italiana un testo di notevole importanza che rappresenta uno degli studi teorici più approfonditi riguardo l'interpretazione del film. [...] L'intento di Bellour è chiaramente quello di considerare il film come un testo da scomporre nei minimi dettagli, nel tentativo di far emergere tutte quelle strutture simboliche e narrative che ad una prima visione sono spesso difficili da identificare. [...] 
Le opere analizzate sono Gli uccelli, Marnie, Intrigo internazionale e Psyco di Hitchcock [...], Il grande sonno di Howard Hawks e The Lonedale Operator di David W. Griffith. [...] Da notare infine come l'ultimo capitolo sia dedicato a immagini pubblicitarie delle pellicole Eastman Kodak pubblicate nella rivista «The Film Daily» negli ormai lontani anni Cinquanta». (Maurizio G. De Bonis)
«Hitchcock resta il protagonista assoluto del volume di Bellour che, attraverso un'analisi in profondità di alcuni dei suoi titoli più noti [...] si rivela terreno fertile per la fioritura di uno studio dell'arte cinematografica che permette di andare oltre al visibile. Per rendere più chiaro il lavoro di analisi viene dato ampio spazio alla sezione iconografica: molte sequenze dei film presi in analisi, infatti, sono riproposte fotogramma per fotogramma». (Ermanno Comizio)

venerdì 30 marzo 2012

MANIAC


 


Questo è il trailer originale italiano di "Maniac", spettacolare film horror degli anni ‘80 diretto da William Lustig con Joe Spinell. Gli effetti speciali “truculenti” di Tom Savini.

giovedì 29 marzo 2012

L'immagine evocata - Narrazioni della voce nel cinema francese di Gabriele Anaclerio (Kaplan Edizioni)


Collana "Spettacolo e comunicazione" del Dipartimento Comunicazione Spettacolo dell'Università ROMA TRE a cura di Giorgio De Vincenti. Secondo volume della collana Spettacolo e Comunicazione, “L'immagine evocata” affronta la questione della narrazione filmica nell'istantaneità e nella progressione della combinazione audiovisiva. Confrontandosi direttamente con i film di Cocteau, Godard, Rohmer, Truffaut e altri maestri del cinema francese, Gabriele Anaclerio indaga il rapporto narrativo tra immagine e suono. Con l’introduzione del concetto di voce fuori quadro  in un’accezione spostata rispetto agli apporti di Ejzentejn e Aumont , egli propone una tipologia narrativa  audiovisiva e costruisce un originale modello di interpretazione del binomio immagine-suono. Negli ultimi anni, fra critici e studiosi di cinema, si è  acceso un dibattito serrato sul senso e le prospettive del "lavoro sul film", perchè il pericolo è sovente quello di ripetersi o di percorrere teorie "fuori moda". Il metodo critico-analitico adottato da Anaclerio è  incentrato sul rapporto "narrativo" tra immagine e suono. Si tratta - come sottolinea De Vincenti nella prefazione - di un approccio poco sfruttato dalla critica ma promettente e fecondo. La prevalenza dell'immagine sul suono ha performato gli studi all'insegna di un monopolio visivo, tuttavia la presenza del suono non è  marginale nell'economia complessiva del prodotto filmico e il metodo di analisi va riequilibrato a partire dalla consapevolezza del "potenziale narrativo del verbale e dell'iconico" fino a una "esplosione del testo narrativo", orizzonte e aspirazione dell'autore di questo saggio. Anaclerio studia il potenziale di quella che lui steso definisce "l'immagine sonora", in cui spesso il suono e il racconto verbale si impossessano della storia e "le immagini si adeguano non soltanto al referente verbale, bensì anche al suo stile", cos’è  parola, racconto, voce over possono contribuire alla costruzione del ritmo e a definire lo stile del film. La rivista del cinema, n. 60, 2008

mercoledì 28 marzo 2012

Music Video di Alessandro Amaducci e Simone Arcagni (Kaplan Edizioni)


Il volume si divide in due parti: la prima, a cura di Simone Arcagni, partendo dalla tesi che alla base della musica pop si debba vedere l'immagine in movimento, analizza le forme di pre-video musicale ed evidenzia il portato dell'estetica che il music video ha imposto anche al cinema.  La seconda, a cura di Alessandro Amaducci, analizza il lungo abbraccio tra la forma videomusicale e le varie esperienze legate all'avanguardia.  Il volume è corredato da esaustivi apparati (bibliografia, video-filmografia, indice dei nomi e delle opere).
«Che le forme audiovisive che commentano, accompagnano e dialogano con i brani di musica pop – i music video: guai a chiamarli “solo” videoclip! – siano uno dei prodotti più interessanti della contemporaneità ormai sono in pochi a dubitarlo. Simone Arcagni e Alessandro Amaducci affrontano la questione con attenzione, profondità e una rara immediatezza, in un libro che si fa leggere con la rapidità e la partecipazione di quei famosi “quindici minuti” che Warhol prometteva a chiunque: in fatto di musica e celebrità. La loro, i due autori se la dividono in base alle specifiche competenze: Arcagni, che è uomo e critico di cinema, prepara il terreno nella prima parte, tracciando una storia fenomenologica del music video, che si concentra soprattutto sui confini – con il cinema essenzialmente, ma anche con la cultura pop e postmoderna. […] Amaducci, che è studioso e performer di videoarte, si occupa invece delle relazioni tra music video e arte contemporanea, con un’esauriente rassegna di debiti, prestiti e ibridazioni: tra nomi noti e notissimi – Robert Cahen, Nam June Paik, il duo Cunninham-Gondry – e piccole scoperte – almeno per i non addetti ai lavori –, si parla di videoarte, videodanza, musica elettronica e forme sperimentali». Andrea Bellavita, «labelmaq.com»
«C’è molto interesse storico e critico, di questi tempi, nei confronti del clip, come dimostrano le tante uscite in libreria. La coppia di autori in questione non si è sottratta al compito e ci regala un bel volume dove l’intento filologico si sposa a una trattazione leggibile e ricca anche di annotazioni curiose e interessanti sotto il profilo tecnico-artistico, secondo un preciso ordine cronologico. Utili anche le parti aggiuntive, che vedono bibliografia, videografia, indice dei nomi e delle opere». «Tutto Digitale»
«Alessandro Amaducci e Simone Arcagni analizzano il videoclip di Like a Virgin di Madonna come paradigma di un immaginario citazionista da un lato e di una nuova concezione di spettacolo dall’altro. La videomusic, fondendo musica e immagini, realizza peraltro una delle condizioni del cinema postmoderno secondo Jullier, ossia il «bagno di sensazioni», dove “sentire” conta più che seguire un racconto tradizionale. […] Il libro è una sintesi storica che mette ordine nelle mille ramificazioni che vanno dal film-concerto anni Settanta alla videoarte e ai clip di Gondry».
(Alberto Pezzotta, «Il Corriere della Sera»)

martedì 27 marzo 2012

Un film di Nanni Loi - Cafè express con Nino Manfredi



Café Express è un film di Nanni Loy  che data 1980. Michele Abbagnano (Nino Manfredi) è un invalido di mezza età che per tirare a campare e mantenere il figlio quattordicenne in un collegio, si ricicla come venditore abusivo di caffè viaggiando come clandestino sulla linea notturna ferroviaria che va da Vallo della Lucania a Napoli. Le vicende sono caratterizzate da una serie di tragicomici espedienti messi in atto dal protagonista che lasciano  nello spettatore un sentimento carico di “amarcord”.  Il film è espressione di un'Italia che sopravvive, un po’ forse come oggi!

lunedì 26 marzo 2012

Computer grafica - Mondi sintetici e realtà disegnate di Alessandro Amaducci (Kaplan Edizioni)


Questo libro tratta della computer grafica creativa che sta producendo un'estetica nuova dell'audiovisivo, in bilico fra il disegno e la rappresentazione foto-realistica della realtà. L'animazione digitale ha realizzato cartoon e video astratti; creato visioni del mondo, immaginari, stili; ipotizzato corpi, cyborg danzanti, oggetti animati, attraverso la costante sperimentazione di autori come i fratelli Whitney, William Latham, Robert Zemeckis, Chris Landreth, Jonas Odell, Rosto AD, Lynn Fox, Alexander Rutterford.

domenica 25 marzo 2012

Shining



“Shining è un horror del 1980 diretto da Stanley Kubrick, basato sul romanzo omonimo di Stephen King. Shining (The Shining, tradotto fedelmente suonerebbe come "Il luccichìo") rappresenta una tappa di sfondamento dei generi operata da Kubrick nel corso della sua carriera. Nel romanzo omonimo da cui il film è tratto, Stephen King rielabora in chiave thriller il topos caro alla letteratura di fantasmi della casa infestata.

Interpreti e protagonisti

Shelley Duvall: Wendy Torrance
Jack Nicholson: Jack Torrance
Danny Lloyd: Danny Torrance
Scatman Crothers: Mr. Dick Halloran
Barry Nelson: Stuart Ullman
Philip Stone: Mr. Delbert Grady
Joe Turkel: Lloyd
Tony Burton: Larry Durkin
Barry Dennen: Bill Watson
Anne Jackson: Doctor

CiakNet.com - Shining Trailer ITA.wmv 

sabato 24 marzo 2012

Intorno a Rodolofo Valentino di Silvio Alobisio, Giulia Carluccio (a cura di) edito da Kaplan


Primo grande divo della storia del cinema, Rodolfo Valentino muore a soli trentun anni il 23 agosto 1926. Da quel momento, la sua figura leggendaria diventa oggetto di studi e biografie, di film ed evocazioni letterarie, di riletture musicali e teatrali. La sua personalità, tuttavia, resta ancora oggi circondata da un alone di mistero. “Chi era veramente Valentino? Durante la sua rapida e incredibile carriera e nel periodo immediatamente successivo alla sua scomparsa, giornalisti più o meno pettegoli, biografi spregiudicati, opinionisti, polemisti ecc. cercarono di rispondere a questa domanda, proponendo spesso definizioni parziali e contraddittorie del giovane divo: un attore di talento o solo un individuo molto bello, un pessimo italiano o un sincero patriota, un disinvolto seduttore o un gentiluomo sfortunato in amore, un “piumino da cipria” o un uomo virile... “Questi tentativi di risposta coinvolgono anche l’Italia, dove dai primi anni Venti e per almeno un decennio, si alimenta intorno a Valentino una crescente attenzione della stampa e una fitta produzione editoriale.” Grazie alla felice collaborazione tra l’Università di Torino e il Museo Nazionale del Cinema, custode di un’eccezionale collezione valentiniana, ritornano qui visibili oltre duecento documenti d’epoca in lingua italiana: scritti attribuiti a Valentino, false autobiografie, affettuosi ricordi di amici e parenti, appassionate lettere d’amore di ammiratrici, brani teatrali, cronache e racconti, aneddoti e recensioni di film, elogi e invettive, poesie e canzoni, contributi di intellettuali noti e meno noti (da Paolo Buzzi a Cesare Zavattini, da Anton Giulio Bragaglia a Matilde Serao).Un viaggio di imprevedibile ricchezza e singolarità dentro uno dei miti più seducenti del ventesimo secolo.

venerdì 23 marzo 2012

Il cinema. Tecnica e linguaggio. Un'introduzione di Giaime Alone (Kaplan)


“Il cinema - diceva Jean-Luc Godard, fingendo di citare Andrè Bazin - sostituisce al nostro sguardo un mondo che si accorda ai nostri desideri”. Questo libro illustra la geografia di quel mondo, analizzando le principali questioni tecnicolinguistiche, e studiando i grandi modelli di messa in scena e di racconto che si sono succeduti nella storia della “settima arte”, dall’epoca del film muto all’avvento del digitale.

giovedì 22 marzo 2012

The Blues Brothers




I Blues Brothers sono un gruppo blues e soul fondato nel 1978 da due star del cinema comico come  Dan Aykroyd e John Belushi appositamente per uno sketch per il Saturday Night Live. Poi cavalcando il successo del momento pubblicarono  il loro primo album, Briefcase Full of Blues (sempre nel 1978), e dopo realizzarono  un loro film, The Blues Brothers, nel 1980. Dopo il film, la band, ha tenuto concerti in tutto il mondo e continua ad esibirsi in molte tournée. Senza John Belushi e Dan Aykroyd la band ha registrato 2 album: nel 1990 Live in Montreux e nel 1992 Red, White & Blues. Ora le voci soliste sono Eddie Floyd, Rob Paparozzi e Dan Aykroyd

mercoledì 21 marzo 2012

Uno stormo di Stinger - Autori e generi del cinema americano (Kaplan)


Giaime Alonge, docente di Storia del Cinema presso il DAMS di Torino, è autore di una raccolta di saggi che prendono in esame alcuni dei generi, dei film e degli autori più significativi del cinema americano dagli anni Trenta ad oggi: John Ford, Quentin Tarantino, Frank Capra, Martin Scorsese, Alfred Hitchcock, Steven Spielberg, Woody Allen...

martedì 20 marzo 2012

L'aereo più pazzo del mondo



L'aereo più pazzo del mondo (Airplane!) è un film comico diretto dai registi Jim Abrahams, David Zucker e Jerry Zucker. Il film ha avuto un sequel due anni dopo, dal titolo L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo, con la partecipazione di numerosi attori del primo film, ma con un diverso regista e sceneggiatore.

lunedì 19 marzo 2012

Un mondo di marionette (1980) - I. Bergman


"Ma forse non è tristezza ma solo una sorta di furore, non so. Persone come me hanno sempre trascurato l'anima; e se ne rendono conto quando l'anima comicia a soffrire."



Un mondo di marionette (titolo originale tedesco: Aus dem Leben der Marionetten) è un film diretto da Ingmar Bergman, realizzato tra il 1979 e il 1980 con attori tedeschi nei "Bavaria Filmstudios".
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domenica 18 marzo 2012

Libera Accademia del Teatro di Arezzo


L'Associazione Culturale "Libera Accademia del Teatro" è stata fondata nel 1996 da giovani professionisti aretini del teatro che hanno deciso di mettere in comune le esperienze di anni di lavoro in campo nazionale. Nata come scuola di avviamento all'espressione teatrale (corsi di teatro per bambini, adolescenti e adulti) e come centro di formazione del pubblico e di diffusione e approfondimento della cultura teatrale (rassegna Incontralteatro), si occupa anche di produzione di spettacoli (Il tramonto di Orione di A.Bocconi, regia di Francesca Barbagli; L'Omino d'oro e gli altri invisibili di A.Bocconi, regia di Amina Kovacevich; Il catalogo di J.C.Carrière, regia di Alessandra Bedino; Soirée Cabaret di Uberto Kovacevich; Tre Uomini in barca di Jerome K. Jerome, regia di Francesca Barbagli; Il Natale di Herry, regia di Alessandra Bedino; San Isidro futbòl, regia di Francesca Barbagli in coproduzione con Officine della cultura; Rosa lullaby, regia di Francesca Barbagli in coproduzione con Officine della cultura. ) e promuove dal 2000 la rassegna di letture " Un tè e quattro chiacchiere" per la promozione e la diffusione dei libri, rassegna che ha avuto anche la collaborazione della casa editrice Guanda. Obiettivo dell'Associazione è diffondere la cultura teatrale nel territorio, proponendosi come centro di formazione, ricerca e produzione. La Libera Accademia del Teatro è una delle associazioni fondatrici della Rete Teatrale Aretina, un'associazione concepita come strumento di programmazione e di concertazione delle attività teatrali sviluppate nel territorio provinciale aretino.

QUI

sabato 17 marzo 2012

Safe House - Nessuno è al sicuro





Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson e Sam Shepard.
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Safe-House-Nessuno-%C3%A8-al-sicuro/2375920029...
Twitter: http://twitter.com/#!/SafeHouse_IT

La storia è incentrata sulla figura del custode di una casa segreta adoperata dalla C.I.A. per nascondere i testimoni. L'uomo si ritrova a dover aiutare un criminale, Denzel Washington a sfuggire a coloro che vogliono eliminarlo per evitare che parli, dopo che l'abitazione in cui si nascondeva è stata distrutta

venerdì 16 marzo 2012

TEATRO METASTASIO


“I lavori per la costruzione del Teatro Metastasio – progettato da Luigi De Cambray Digny, direttore delle Regie Fabbriche del Granducato di Toscana – cominciano il 5 agosto 1828 e si concludono nell’aprile 1830. Antonio Marini dipinge il sipario e affresca la volta della sala. Tra il 1868 e il 1869, in seguito ai lavori di restauro diretti da Telemaco Bonaiuti, gli affreschi del Marini vengono eliminati. Dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, il Teatro viene chiuso per lavori di ristrutturazione nel 1956 per riaprire nel 1964. La sua rinascita è dovuta al Sindaco di Prato Roberto Giovannini. Il Teatro Metastasio è stato diretto nel 1964 da Gilberto Casini, per poi passare sotto la guida di Montalvo Casini dal 1965 al 1986. Nel 1987 nasce il Consorzio Teatro Metastasio, diretto fino all’anno successivo da Gabriele Lavia. Dal 1989 al 1993 la direzione passa a Fulvio Fo. Nel 1994 viene costituita la Fondazione Teatro Metastasio, la cui direzione è affidata a Massimo Castri nell’ottobre 1996. Nel 1998 il Dipartimento dello Spettacolo riconosce la Fondazione Teatro Metastasio come Teatro Stabile Pubblico della Toscana. Massimo Castri rimane alla guida del neonato Stabile fino all’ottobre 1999. Dopo un breve interregno di Renato Borsoni, la direzione passa a Massimo Paganelli (settembre 2000 - aprile 2002), Massimo Luconi (aprile 2002 – aprile 2005), Josè Sanchis Sinisterra (maggio 2005 – febbraio 2007), Federico Tiezzi (marzo 2007 – marzo 2010) e Paolo Magelli da maggio 2010. ”



mercoledì 14 marzo 2012

TEATRO DELLE FOGLIE


“Storia della compagnia - Il TEATRO DELLE FOGLIE nasce nel 1981 ad Ascoli Piceno ed opera professionalmente nel settore dello Spettacolo. L’attività del Teatro delle Foglie, che si caratterizza per scelte culturali e artistiche frutto di una rigorosa ricerca, abbraccia un campo piuttosto ampio e copre vari settori:
1) Produzione e allestimento di spettacoli;
2) Promozione e direzione artistica di Corsi e Scuole di Teatro per giovani e adulti.
Produzione e allestimento di spettacoli
I due fondatori della compagnia, Paolo Clementi ed Eugenia Brega, portano avanti da anni un discorso interdisciplinare di teatro, danza, musica, canto, in un continuo susseguirsi di ricerca e sperimentazione; tutto ciò ha permesso di dare vita a spettacoli di genere diverso realizzati attraverso una seria ricerca storico-letteraria, sempre in relazione all’arte scenica. Si è passati quindi da iniziali esperienze di teatro d’avanguardia e teatro-danza fino a produzioni legate ad un settore di ricerca sul teatro medievale, rinascimentale e di genere fantastico come per gli spettacoli "Dolze tempo" (sull’amore medievale), "Dei riflessivi incanti" (viaggio nel mondo magico medievale)" "In Nativitate Domini" (libero adattamento di laudi medievali sulla natività), "Racconti medievali" (testi, scene, danze e canzoni al modo dei giullari), "Di commedia in commedia" (viaggio nella Commedia dell’Arte), "Sibylla", "Carlo Crivelli, un’anima divisa" (opera prodotta in occasione del quinto centenario della morte dell’artista), "Excalibur" fino ai più recenti allestimenti: "Racconti da mille e una notte" e "Storie di incantamenti e di magia". Negli ultimi anni la compagnia ha sviluppato un filone di ricerca sul teatro musicale con "Momenti rubati", "Danzando con una sconosciuta", "A tempo di Musical", "Amor di Varietà" fino ai più recenti musical "A qualcuno piace Fred" e "New Cenerentola", "Operazione Tango", "Musical che passione" (la grande storia del Musical) "Le mille bolle blu" (Musical sulla storia della canzone italiana) "Ah l’amore, questo folle sentimento" (L’amore in musica), "Mi ritorni in mente" (Musical dedicato a Lucio Battisti).
Promozione e direzione artistica di Scuole e Corsi di Teatro per giovani e adulti. I due fondatori della compagnia, oltre all’attività attoriale e di regia, si occupano anche di pedagogia teatrale. Negli anni passati sono stati docenti nell’ambito di Corsi di Formazione Professionale per Attori per la Regione Umbria e per la Regione Marche. Dal 1991 sono direttori artistici e insegnanti del Corso di Teatro del Comune di Folignano (AP), dal 1995 del Corso di Teatro per Giovani e Adulti del Comune di Monteprandone (AP), dal 2001 del Corso Comunale di Teatro di Montalto delle Marche (AP), dal 2005 del Laboratorio Teatrale del Comune di Acquasanta Terme (AP) e del Corso Comunale di Teatro di Acquaviva Picena (AP). Sono inoltre direttori artistici della Scuola di Musical istituita dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di San Benedetto del Tronto e dall’Istituto Musicale Vivaldi. Centinaia di allievi (giovani, adulti, insegnanti, professionisti di ogni età e ceto sociale) si sono avvicendati in questi anni frequentando regolarmente i vari Corsi che durano tutto l’arco dell’anno conseguendo apprezzabili risultati.
I riferimenti culturali e lo stile del Teatro delle Foglie si possono individuare seguendo le note biografiche dei suoi fondatori:
- La formazione di Paolo Clementi inizia a Bergamo con l’esperienza del Teatro Laboratorio che dà rilievo, oltre alla recitazione, soprattutto al linguaggio del corpo ed alla mimica. Dal 1970 al 1977 è infatti attore e socio fondatore della Compagnia del Tascabile di Bergamo diretta da Renzo Vescovi. Interviene direttamente come attore agli spettacoli della compagnia in tournèe nazionali ed estere partecipando, fra gli altri, anche alla Biennale Teatro di Venezia con lo spettacolo medievale “L’amor comenza”. In questo periodo prende parte a rassegne, incontri, seminari e scambi di lavoro con gruppi e personalità del teatro internazionale: Marise Flach e Angelo Corti (Italia), Teater Laboratorium di Wroclav (Polonia), Odin Teatret (Danimarca), Peter Shuman - Bread anda Puppets (USA), Ives Lebreton (Francia), Rastelli (Italia), Colombaioni (Italia) Comuna Baires (Argentina), Kerala Kala Kendra (India), ecc. Dopo l’esperienza con il Tascabile ha lavorato anche con altre compagnie, tra cui La Rancia di Tolentino diretta da Saverio Marconi. Nel 1981 fonda ad Ascoli Piceno il Teatro delle Foglie del quale è regista e attore. Si occupa di attività pedagogica come docente di Corsi di Formazione Professionale per Attori e Corsi di Aggiornamento per Insegnanti sulle varie tecniche espressive. E’ insegnante e direttore artistico nei Corsi di Teatro presso i Comuni di Folignano, Monteprandone e Montalto Marche, Acquasanta Terme e Acquaviva Picena e presso la Scuola di Musical del Comune di S. Benedetto del Tronto.
Eugenia Brega inizia con una formazione musicale: studia infatti pianoforte per diversi anni, poi comincia ad interessarsi di Teatro approfondendo le tecniche formative di base attraverso stages sulla recitazione, la dizione e il mimo e amplia la precedente esperienza musicale con lo studio di vari strumenti e delle tecniche di composizione e arrangiamento. Entra a far parte del Teatro delle Foglie dalla sua fondazione e sviluppa nuove tecniche espressive attraverso seminari e corsi su varie discipline: canto lirico e jazz, danza moderna, tip-tap, teatro-danza, yoga e altre tecniche psicofisiche. Accanto a Paolo Clementi svolge da diversi anni attività di insegnamento su varie discipline espressive nel settore della formazione e della pedagogia teatrale. E’ insegnante e direttore artistico nei Corsi di Teatro presso i Comuni di Folignano, Monteprandone e Montalto Marche, Acquasanta Terme e Acquaviva Picena e presso la Scuola di Musical di S. Benedetto del Tronto.”




martedì 13 marzo 2012

BATTLE SHIP





Il film è diretto da Peter Berg ed è distribuito da Universal Pictures nel 2012. Fanno parte del cast Taylor Kitsch, Alexander Skarsgård, Brooklyn Decker, Rihanna e Liam Neeson.



lunedì 12 marzo 2012

Il Teatro della Fortuna


“Cenni storici - L’attuale teatro, a cui fa da facciata l’antico Palazzo del Podestà fondato nel 1299, fu eretto su progetto dell’architetto modenese Luigi Poletti tra il 1845 e il 1863 sostituendo l’antico celebre teatro omonimo eretto dal famoso scenografo e scenotecnico fanese Giacomo Torelli tra il 1665 e il 1677. Il teatro è stato chiuso per dichiarata inagibilità nel 1839 e successivamente abbattuto. L’odierno teatro fu gravemente danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale (estate del 1944) dal crollo dell’adiacente torre civica e da spezzoni incendiari caduti sul tetto della sala. Solo dopo cinquantaquattro anni dalla sua forzata chiusura, nella primavera del 1988, il teatro è stato riaperto al pubblico, dopo le lunghe e complesse operazioni di restauro e ristrutturazione che ne hanno preservato l’antico aspetto pur rinnovandone tutti gli impianti e le attrezzature tecniche.
Sala Poletti - Assai bella è la neoclassica sala degli spettacoli, 595 posti circa, dotata di ogni comodità e decorata con esemplare signorilità. Essa dispone di tre ordini di palchi a sporgenze degradanti in ritiro e di un capace loggione a balconata. Caratteristico è l’alto basamento anfiteatrale che regge la sporgenza del primo ordine, ampio e decorato da piccole chimere alte. Qui, retrostanti di un metro circa, si elevano i pilastri che reggono la sporgenza del secondo ordine e sostengono un peristilio d’ordine corinzio su cui si impostano il fregio e la cornice della trabeazione, coronata da attico decorato da statue, che funge da parapetto al loggione. A metà circa dell’altezza, fra un fusto e l’altro delle colonne, una impalcatura con elegante parapetto a grata delinea il terzo ordine. È di gradevole effetto il motivo classico del traforo che si presenta nel ricordato parapetto del loggione e ben si presta ad evitare il ripetersi monotono dei parapetti a fascia che caratterizzano invece i due ordini realizzati, su disegno del Poletti, dal plasticatore urbinate Giuliano Corsini.
Agli stessi si deve anche il disegno e la realizzazione del motivo a corone concentriche della volta (ora fedelmente rifatta perché andati distrutti nel ‘44) nei cui riquadri campeggiano,a vivaci tempere del pittore romano Francesco Grandi, i “Fasti di Apollo” e altre immagini mitologiche .
Del Grandi si è salvato il grande sipario che raffigura un immaginario ingresso dell’Imperatore Cesare Ottaviano Augusto nell’antica Colonia Iulia Fanestris: opera decisamente pregevole per ricchezza di colore e accuratezza di disegno.
Altri dipinti, conservati purtroppo solo in parte, sono nelle volte a lunette del primo atrio, opera dei fratelli Gioachino e Mariano Grassi, mentre nella saletta della biglietteria la volta a crociera conserva l’unico scomparto superstite di quelle che furono le decorazioni cinquecentesche e ‘raffaellesche’ dell’antico loggiato del Palazzo del Podestà.
Sala Verdi - Dal secondo atrio, salendo gli scaloni che si sviluppano sui due lati minori e che portano ai corridoi dei palchi, si raggiunge il ridotto del terzo ordine che dà anche accesso alla rinnovata Sala Verdi, vasto ambiente destinato un tempo alle feste danzanti, ai concerti e alle conferenze. Completamente devastato dal crollo della vecchia torre civica, il locale è stato interamente rinnovato in veste di moderno auditorium su disegno dell’architetto Gianni Fabbri.
Il teatro a Fano - Per la storia delle vicende teatrali fanesi va ricordato che già nel 1556 l’antico salone trecentesco del palazzo podestarile venne trasformato in ‘Sala della Commedia’, dotato di palco e scena fissi. Entro le sue mura fu eretto nel Seicento il teatro del Torelli una ricca sala a cinque ordini di palchetti lignei e vasto palcoscenico munito di ‘machine’ e ‘ingegni’. Lo spazio era destinato al trionfo della scenotecnica e del melodramma barocchi con l’intervento, dopo il Torelli, anche di Ferdinando e Antonio Bibiena che nel 1718 rinnovarono l’intero corredo scenico.
Seguirono stagioni memorabili con prestigiosi interpreti: Farinelli, Farfallino e Giziello, eccezionalmente affiancati da primedonne come Vittoria Tesi Tramontini, Paola Corvi detta la Morotti e Costanza Posterla Piantanida. Successivamente gli amatissimi “drammi giocosi” di Galuppi, Anfossi, Guglielmini, Piccinni, Cimarosa, Paisiello e a partire dal 1818 con il Gioachino Rossini de “Il Turco in Italia”, ”Cenerentola”, ”Il Barbiere di Siviglia”, ”L’inganno felice” , in seguito ”Matilde di Shabran” e ”Semiramide”, con il Bellini del ”Pirata”, ”Norma” e ”Sonnambula” e con il Donizetti de ”L’elisir d’amore” e de ”Il Furioso”.
Il teatro dell'Ottocento e del Novecento - Con il nuovo teatro del Poletti, ci fu il pieno trionfo dell’opera romantica prima e verista poi con i titoli più noti dei ricordati Bellini e Donizetti, di Giuseppe Verdi, dei francesi Gounod, Bizet e Massenet, di Catalani, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Cilea e Zandonai e anche, nel 1906, con il ”Lohengrin” di Richard Wagner. Altrettanto ricca e varia la programmazione nel campo della prosa con centinaia di drammi, commedie e farse di testi famosi e applauditi, compresi i fanesi Cesare Rossi, Claudio Leigheb e Ruggero Ruggeri.
Il restauro - Poi il lungo silenzio dovuto alle ricordate distruzioni belliche del 1944 e, per finire, il decennio di varia e intensa attività seguita alla riapertura del 1998 culminato con la nascita della Fondazione Teatro della Fortuna. (Testo curato da Franco Battistelli).”


domenica 11 marzo 2012

Al cinema Magnifica Presenza - Il nuovo film di Ferzan Ozpetek





Pietro ha 28 anni, arriva a Roma dalla Sicilia con un unico grande sogno: fare l'attore! Tra un provino e l'altro sbarca il lunario sfornando cornetti tutte le notti. E' un ragazzo timido, solitario e l'unica confusionaria compagnia è quella della cugina Maria, praticante in uno studio legale dalla vita sentimentale troppo piena. Dividono provvisoriamente lo stesso appartamento legati da un rapporto di amore e odio in una quotidianità che fa scintille. Ma arriva il giorno in cui Pietro trova, finalmente, una casa tutta per sé, un appartamento d'epoca, dotato di un fascino molto particolare e Pietro non vede l'ora di cominciare la sua nuova esistenza da uomo libero. La felicità dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti. E' chiaro che qualcun altro vive insieme a lui. Ma chi? L'appartamento è occupato, ospiti non previsti disturbano la sua tanto desiderata privacy... Sono misteriosi, eccentrici, elegantissimi, perfettamente truccati.
Si scatenano mille ipotesi e mille tentativi di sbarazzarsi di queste ingombranti presenze, finché poco a poco lo spavento iniziale lascia il posto alla curiosità, alla seduzione reciproca, ad emozioni comuni che creano un legame profondo tra i coinquilini forzati.
Con loro Pietro condivide desideri e segreti, crede in loro e loro credono in lui come nessun altro fuori da quella casa...


sabato 10 marzo 2012

Teatro Rossini


“Le cronache riportano che fino dalla metà del 1600 a Lugo si tenevano spettacoli, che davano risonanza ad una stagione di fiera già molto rinomata. Erano quasi sicuramente rappresentazioni allestite con attrezzature precarie in una porzione del Prato della Fiera e nel loggiato cinquecentesco del Pavaglione. Se per i secoli XVI e XVII non sono moltissime le testimonianze, per il Settecento invece sono documentati numerosi eventi teatrali in musica a Lugo, tanto che verso la metà del secolo si sentì l'esigenza di realizzare un teatro stabile in muratura. Non a caso, il luogo venne scelto ai margini dello spazio commerciale e si affacciava sul prato della Fiera. Nel biennio 1758-1760 vennero costruite le parti principali, su progetto di Ambrogio Petrocchi, mentre, a partire dal 1760, i lavori interni, quali la sistemazione del palcoscenico, della platea e dei palchi furono completati da Antonio Galli Bibiena. Il teatro, intitolato a Gioacchino Rossini nel 1859, si propone ancora nella sua veste settecentesca, con l'austera facciata ripartita da lesene e marcapiani. All'interno, la sala è scandita da quattro ordini di palchi cui si aggiunge il loggione. Palcoscenico e cavea occupano uno spazio equivalente. Il recente restauro ha riportato alla luce alcune splendide decorazioni a stucco settecentesche e, soprattutto, ha fatto riaffiorare interessanti affreschi all'interno dei primi tre ordini di palchi, da far risalire all'intervento di Leandro Marconi dal 1819, il quale modificò la curve dei palchi, strutturando diversamente il boccascena e aggiungendo il loggione. Gli affreschi sono decorazioni floreali e grottesche dai colori brillanti comprese dentro specchiature geometriche delineate su un fondo di colore grigio-azzurro. Nelle sue linee complessive, il teatro di Lugo si pone come uno dei più interessanti teatri all'italiana dell'Emilia Romagna, e presenta notevoli punti di tangenza, nella progettazione, con il Comunale di Bologna, opera anch'esso del Bibiena.”
                         


giovedì 8 marzo 2012

Esce nelle sale John Carter





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John Carter è la storia del veterano di guerra John Carter, che viene inspiegabilmente trasportato su Marte, dove si ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli abitanti del pianeta.

John Carter è il nuovo film del regista premio Oscar® Andrew Stanton, un'avventura di pura azione ambientata su Barsoom, un esotico e misterioso pianeta che noi conosciamo con il nome di Marte. Basato sul romanzo classico di Edgar Rice Burroughs, John Carter è la storia che ha ispirato la maggior parte dei film Hollywoodiani sulla fantascienza.

In un mondo sull'orlo del collasso, Carter scopre che la sopravvivenza di Barsoom e della sua gente è nelle sue mani.

mercoledì 7 marzo 2012

Teatro Ventidio Basso


“Il Teatro Ventidio Basso prende il suo nome da una vecchia gloria della Roma repubblicana. Ventidio Basso, di origine ascolana, di famiglia non nobile è fatto prigioniero ancora fanciullo nella guerra sociale che sottomette Ascoli a Roma, dove Ventidio viene portato a Roma insieme alla madre. Il romano di Ascoli per guadagnarsi da vivere fa diversi mestieri tra i quali prende in appalto la raccolta di muli e carriaggi con cui rifornisce tutte le province. Conosce Giulio Cesare con i quale avvia ottimi rapporti commerciali fino a seguirlo nelle Gallie. Si fa inoltre apprezzare per le sue doti militari e politiche cosicché Cesare lo ripaga con incarichi ed onori, facendolo diventare senatore, tribuno della plebe e pretore. Successivamente Marco Antonio lo nomina capo delle province orientali e lui lo ripaga sconfiggendo in tre battaglie i temuti Parti che tentano di entrare in Siria. Il Senato Romano gli concede il trionfo, il massimo onore che si possa dare ad un generale vittorioso ed all'imperatore. Alla morte Roma gli tributa i funerali di Stato ed Ascoli lo consacrerà per sempre come uno dei personaggi storici piu' importanti della nostra città. Come già anticipato, la tradizione del teatro ad Ascoli ha origini millenarie ma è dalla metà del '500 che inizia una vera e propria tradizione teatrale, confermata dall'esistenza di una scena mobile montata all'occorrenza in un salone del palazzo dell'Arengo che divenne successivamente, un vero e proprio teatro stabile in legno intitolato a Ventidio Basso. Il pericolo di incendio spinse successivamente l'Amministrazione a favorire la costruzione di un nuovo teatro in muratura. Ma la difficoltà nel reperire i fondi fa passare molto tempo prima che la Società Teatrale apra una sottoscrizione pubblica per reperire il denaro facendo acquistare i palchi alle famiglie nobili. Nel 1839 il Teatro Comunale di Legno chiude la sua gloriosa storia con al stagione di carnevale: in scena il Pirata di Vincenzo Bellini e Il Belisario di Gaetano Donizetti, le recite hanno inizio alle ore due di notte in punto. Nello stesso anno il progetto del nuovo teatro fu affidato ad Ireneo Aleandri, ideatore dello Sferisterio di Macerata e del Teatro di Spoleto e viene stabilita anche la sede del teatro nel palazzo di Via del Trivio. La Fabbrica, con struttura muraria in blocchi di travertino anche di riutilizzo appartenuti a precedenti edifici privati e pubblici, è un'opera corale che impegna un nutrito numero di professionisti,artisti ed artigiani. Il 17 aprile del 1846, con l'apertura novembrina alle porte, si effettua, nella sala Comunale, la prima estrazione dei palchi. La grande inaugurazione del Nuovo Teatro dei Signori Condomini viene annunciata da un avviso emanato "dal camerino" il 25 ottobre 1846, con la messa in scena dei de melodrammi seri, L'Ernani di Giuseppe Verdi e I Puritani di Vincenzo Bellini. Nel cast il grande soprano Anna De la Grange, fascinosa e romantica, che seduce la platea. Lo scultore Giorgio Paci la immortala con un bel busto. L'attività artistica comincia, ma il teatro non è ultimato. La facciata e i vani superiori devono aspettare. Solo nel giugno 1851 viene deliberata l'esecuzione della facciataa, sui progetto dell'Aleaandrio e cariante del Gabrielli, approvata dall'Ingegnere comunale Marco Massimi. Realizzata con parametro in travertino rifinito, al piano terra presenta un colonnato centrale con sei colonne ioniche in pietra formanti un pronao, su cui s'aprono tre porte che accedono all'atrio e altre due laterali. Al secondo piano, due finestre archivoltate e lunettate sono in corrispondenza delle due lunette del piano terra; al centro, su un colonnato d'ordine corinzio, tamponato, fanno bella mostra tre luci neoclassiche. Una seconda trabeazione, su cui si leva un timpano triangolare di coronamento, completa l'elegante ma austera costruzione. Le tre porte centrali del pronao danno sul vestibolo, bipartito da un colonnato e coperto da un soffitto piano a cassettoni in stucco. Lungo le pareti, sei nicchie archivoltate ospitano statue di Giorgio Paci in gesso con anima di ferro, trattato a finto marmo: sono Apollo e Minerva le muse della Tragedia, della Commedia, dell'Armonia e della Danza. L'ampio foyer riccamente decorato del piano superiore, sovrastante l'atrio e il porticato, viene occupato inizialmente da Casino dei Nobili, piu' tardi, nel 1874 dalla gloriosa e benemerita Società Filarmonica. Nel 1872 le pitture della volta sono gravemente danneggiate dal fumo e dalle pesanti infiltrazioni d'acqua. La deputazione teatrale incarica il professor Ferdinando Cicconi di Colli del Tronto di una nuova decorazione. L'artista esegue al centro un rosone sfarzoso dalle ricche forme geometriche, curvilinee, imitanti l'oro intagliato, quindi dei campi cromatici concentrici che hanno il compito di convertire le tinte che con larga massa di luce dominano il fulcro di un colore misto, verde celeste, il quale con la situazione luministica artificiale deve fondersi, alzando e rendendo la volta piu' alta e dinamica. Nella bocca d'opera il Cicconi completa il comparto figurativo del plafond, aggiungendo ai medaglioni di Donizetti, Rossigni e Bellini, quelli di Verdi. Il pittore Cesare Recanatini dipinge l'atro sipario storico raffigurante Piazza del Popolo e sempre nel 1872 in sala vengono posizionate 220 sedie al posto delle scomode panche. Nel 1907 il Ventidio viene messo a norma per la prevenzione contro gli incendi, le uscite di sicurezza e l'illuminazione elettrica. Nel 1917 una cabina di proiezione posta nel palco centrale del terz'ordine, avvia la stagione del cinema Ventidio. Nel 1932 il Comune acquisisce tutte le quote dei soci condomini, ponendo fine alla gloriosa ma superata istituzione della Società Condominiale. Il Teatro Ventidio Basso diventa comunale. Chiude nel 1979 per un lungo periodo di lavori strutturali e funzionali. Prioritario è il rifacimento del tetto e la ricostruzione della copertura con ordinatura in capriate d'acciaio sopra la zona del palcoscenico e le annesse strutture di servizio. Viene ristrutturato il corpo camerini, inserendovi una scala in cemento armato. Le murature della facciata di Via del Trivio, quelle di spina in corrispondenza delle barcacce e quelle di fondo del palcoscenico vengono consolidate con perforazioni armate. Le opere richiedono lunghissimi anni di lavoro e finalmente il 15 ottobre del 1994 c'è la riapertura e va in scena con un cast di prim'ordine (Giusy Devinu, Giuseppe Sabatini, Roberto Servile, Raffaele Paganini) La Traviata di Verdi, un'opera che la metafora arcaica e mitica del sacrificio. Il brindisi del coro (atto I, scena II) guidato da Alfredo e da Violetta inneggiante ai piaceri della vita, suona augurio ai futuri destini del teatro ascolano.”
                         


lunedì 5 marzo 2012

Teatro delle muse


“Intatta la forma neoclassica della facciata che rimanda alla storia del Teatro delle Muse, il nuovo progetto ha completamente ripensato gli interni come una grande piazza, nei materiali e nelle forme.
Il teatro offre una sala di oltre mille posti a sedere, un palcoscenico di quasi 400 metri quadrati, un sipario tagliafuoco unico in Europa, firmato dallo scultore Valeriano Trubbiani, un ridotto da 186 posti, modernissimi spazi al servizio degli artisti e degli spettatori. Con l’introduzione di due pilastri in cemento armato, un progetto degli anni Settanta cancellava l’immagine originale delle Muse e sanciva la definitiva separazione tra l’involucro esterno del teatro e la sua prosaica architettura interna. A partire da qui, il nuovo progetto dei due architetti Danilo Guerri e Paola Salmoni “restaura” un rapporto armonico tra l’interno moderno e le facciate neoclassiche, conservando quanto ha potuto (la scala di ingresso, il vecchio atrio) e creando una continuità concettuale con lo spazio urbano esterno, là dove si pone l’enfasi degli spazi più pubblici del teatro (atrio, foyer, sala delle feste). Il risultato è un teatro-piazza con materiali che riprendono l’anima nomade e precaria della “rappresentazione” (legno e metallo, graticciati e ballatoi) e quella di monumento urbano (mattoni e pietre, forme retoriche e significati collettivi). Con le sue sale prova, il suo salone delle feste e un’acustica studiata tra Tokio e Bologna, quello delle Muse è il teatro più grande delle Marche, una regione speciale in fatto di teatri con 78 sale storiche in attività (e quaranta da riaprire) per una popolazione di un milione e mezzo di abitanti. Il nuovo Teatro delle Muse è una delle strutture teatrali fra le più moderne e all’avanguardia del centro Italia.”
                         

domenica 4 marzo 2012

The Woman in Black




Il trailer ufficiale italiano di The Woman in Black, il nuovo thriller ghost con Daniel Radcliffe (Harry Potter) nei cinema dal 2 marzo.

Visita il sito ufficiale: http://www.thewomaninblack.it/
Visita la pagina Facebook di Videa-CDE: http://www.facebook.com/videa
                         

sabato 3 marzo 2012

TEATRO TOGNAZZI (Velletri)

Un teatro in memoria di Tognazzi è stato inaugurato il 23 marzo 2004 a Velletri. Il nuovo teatro dedicato ad Ugo Tognazzi, si trova all'interno del Centro Culturale Amministrativo nel quartiere San Giovanni Battista. Il teatro è dotato di circa 500 posti di cui 140 in galleria ed è provvisto di una sala di registrazione. Per l’occasione andò in scena lo spettacolo "Il rompiballe" scritto e diretto da Gianmarco Tognazzi. Dunque grandi speranze sono riposte in questa nuova avventura che segna una svolta nell'ambito della storia di Velletri sprovvista da anni di un teatro degno di questo nome, dato che l'Artemisio è da anni inagibile. Per informazioni chiamare 06/9640642.