venerdì 17 febbraio 2012

TEATRO POLITEAMA GRECO LECCE


Storia del Teatro Politeama Greco - Le prime rappresentazioni teatrali in Lecce a partire dalla seconda meta dell'800, furono privilegio dei pochi spettatori (aristocratici e borghesi) che l'unico piccolo teatro allora esistente poteva contenere. Nel 1882, il pubblico dimostrò apertamente il malcontento per la stagione lirica realizzata. Vennero rappresentate le opere ‘Ruy Blas’ e ‘La forza del destino’. Tutte incontrarono la dura critica del pubblico leccese che, malgrado la presenza di cantanti, anche di buon livello, rilevava la mediocrità degli allestimenti, l’esiguo numero di orchestrali e masse corali. Lo stesso destino era toccato alle opere delle stagioni liriche degli anni precedenti: ‘Il Trovatore’, ‘Marco Visconti’, ‘Violetta’ (che la censura impediva di chiamare ‘Traviata’). L’insoddisfazione era diffusa, ormai, sia tra gli aristocratici e i borghesi che avevano assistito alle rappresentazioni liriche date in un teatro troppo piccolo, sia tra il popolo, che sognava un teatro la cui capienza permettesse a tutti di coltivare l’amore per l’opera e la musica in genere. Così, nel 1884, venne inaugurato il Teatro Politeama ‘Principe di Napoli’, l’odierno Teatro Politeama ‘Greco’. All'inaugurazione ufficiale, avvenuta il 15 novembre 1884, con l"Aida’ di Giuseppe Verdi, il compositore, impossibilitato a partecipare, delegò il maestro Carlo Lovati a dirigere l’opera. Il cast degli artisti era di ottimo livello e comprendeva: il soprano Erminia Giunti-Barbera, all’epoca considerata una delle migliori interpreti di ‘Aida’; il tenore Francesco De Santis, il mezzo soprano Emma Terrigi, il baritono Stefano Caltagirone e il tenore comprimario Attilio Marverti. Alla fine dell’opera, il pubblico, affluito da tutta la Puglia si dimostrò entusiasta sia del teatro che della rappresentazione. Da allora, si susseguirono negli anni stagioni liriche sempre di grande prestigio. Nella primavera del 1894 fu rappresentata, per la prima volta in Italia, l’edizione riveduta con sostanziali modifiche al I° atto della ‘Manon Lescaut’ di Giacomo Puccini.
Nel 1911, avveniva il debutto del grande tenore Tito Schipa, la cui vita artistica tanto é stata legata al Teatro Politeama ‘Greco’. Il debutto avvenne, in circostanze fortuite, per il licenziamento del tenore del ‘Mefistofele’ di Arrigo Boito. Tito Schipa, giovane corista, si propose a sostituirlo e, viste le difficoltà di reperire un cantante in tempi brevi, ottenne di interpretare il ruolo del dott. Faust accanto a celebri artisti come il basso Lucenti e il soprano spagnolo Conchita Supervia. Il suo trionfo a Lecce precedette la immediata successiva affermazione del tenore in campo internazionale. Un anno dopo, un altro tenore, il sardo Bernardo De Muro, impegnato nel ‘Ruy Blas’ di Filippo Marchetti, trovò nel teatro leccese l’inizio di una splendida carriera che lo portò, l’anno successivo, al Teatro alla Scala di Milano.
All’inizio degli anni ’20, Tito Schipa fu nominato direttore artistico del teatro e, negli anni che seguirono, organizzò stagioni liriche di altissimo livello che vantarono la presenza di grandi artisti e la direzione di compositori dell’epoca quali Pietro Mascagni, Francesco Cilea, Riccardo Zandonai. Sul palcoscenico del teatro, oltre a Tito Schipa, si sono susseguiti cantanti prestigiosi come Giovanni Manurita, Antonio Melandri, Francesco Merli (tenore), Benvenuto Franci (baritono), Tancredi Pasero (basso), Giannina Arangi Lombardi, Toti Dal Monte, Lina Pagliughi, Licia Albanese, Iris Adami Corradetti (soprano).
Negli anni ’40, le stagioni liriche furono organizzate dalla sapiente guida del maestro Carlo Vitale, fino alla sua morte, nel 1989. Da ricordare, nel 1979, la prima assoluta dell’opera ‘Il Marchese di Rocca Verdina’, diretta personalmente da Dino Milella, autore di musica e libretto; nel 1981 e nel 1983 furono rappresentate in lingua originale, per la prima volta in Puglia la ‘Carmen’ di Bizet ed il ‘Faust’ di Gouneud, quest’ultimo nella versione integrale, comprendente la suggestiva scena del baccanale dell’atto terzo. Indimenticabile, nel 1984, fu la rappresentazione dell’'Aida' di Verdi, con il tenore Nicola Martinucci, in occasione del centenario dell’inaugurazione del teatro e, nel 1985, la ‘Figlia del Reggimento’ di Donizetti, diretta dal maestro Franco Caracciolo, con scene di Franco Zeffirelli. Altre memorabili rappresentazioni: nel 1986, ‘La Boheme’ con il soprano Raina Kabaiwanska , nel 1988, ’Anna Bolena’ di Donizetti, con Katia Ricciarelli, il basso Paolo Washington e la regia di Beppe De Tommasi, e il ‘Nabucco’ di Verdi, con il debutto del baritono Simone Alaimo e il grandioso allestimento di Tito Varisco.
In quegli anni e sino ai nostri giorni, non sono mancati cantanti e direttori d’orchestra di fama internazionale. Tra questi ultimi, nel 1978, il maestro Tristano Illesberg ha diretto la prima assoluta dell’opera ‘Ifigenia’ (in Tauride), di Francesco Morini, con il soprano Luisa Maragliano; nel 1990, Daniel Oren ha diretto ‘Simon Boccanegra’, con il baritono Leo Nucci, il basso Roberto Scandiuzzi, regia di Virginio Puecher; sempre nel 1990, Raynald Giovaninetti ha diretto ‘La Traviata’ di Verdi con il tenore Vincenzo La Scola e la regia di Stefano Vizioli; nel 1993, Paolo Peloso ha diretto ‘La Boheme’, con Salvatore Fisichella , regia di Beppe De Tommasi e scenografie di Ferruccio Villagrossi. Tra i cantanti, oltre ai già citati; i tenori Mario Del Monaco, Lando Bartolini (Tosca,1984) Pietro Ballo (La figlia del Reggimento, 1985), Nicola Martinucci (Aida, 1984, Norma, 1994; Turandot, 1995),Giuseppe Giacomini, Maurizio Frusoni; i soprani Luisa Maragliano (Cavalleria Rusticana, 1976, Aida, 1977), Gabriella Tucci (Turandot, 1977), Luciana Serra (Lucia di Lammermour, 1979, I Puritani 1998), Cecilia Gasdia (La Bohème, 1989), Lucia Aliberti, Maria Chiara; i baritoni, Aldo Protti, Alberto Rinaldi; i bassi Bonaldo Gaiotti, Rolando Panerai. Con scadenza biennale, dal 1982, si svolge il Concorso Internazionale " TITO SCHIPA” per giovani cantanti lirici attraverso il quale sono emersi cantanti già inseriti a pieno titolo nel circuito internazionale. Dal 1997 al 2002, Katia Ricciarelli è stata nominata direttrice artistica della Stagione lirica tradizionale del Teatro Politeama ‘Greco’. Nel 1998 è stata interprete in ‘Fedora’ di Umberto Giordano insieme al tenore José Cura, nel 1999 in Adriana Lecouvreur, nel 2000 in Agrippina e Turandot. Nel 1998 la prima opera ‘I Puritani’, di Bellini, è stata magistralmente diretta dalla bacchetta di Richard Bonjnge, con il soprano Luciana Serra, e la regia di Filippo Crivelli. Nel 1999 Gloria Scalchi è interprete ne 'I Capuleti e i Montecchi’ e Francesca Patané in Macbeth. Infine, nella Stagione lirica del 2000 'L'elisir d‘amore‘ è stato diretto da Alberto Veronesi e ’I due Foscari’, da Carlo Palleschi con Renato Bruson.

STORIA DEL TEATRO COME EDIFICIO - Il Teatro Politeama ‘Greco’ era nato nel pensiero dei cittadini di Lecce già molti anni prima che si posasse la prima pietra destinata a costruirlo. Lecce meritava un grande teatro che accogliesse non più solo pochi spettatori privilegiati, ma anche il popolo, ormai conquistato dall’amore per l’opera e la musica. Il sogno iniziò a tramutarsi in realtà quando, nel 1882, Donato Greco chiese al Municipio la licenza per la costruzione del teatro. Il Progetto fu approvato all’unanimità dal Consiglio comunale riunito dal Sindaco Guariglia. I lavori iniziarono pochi mesi dopo sotto la direzione dell’ingegner Oronzo Greco (fratello di Donato) e proseguirono alacremente per un anno. Il Teatro era dotato di un palcoscenico mobile, in grado di abbassarsi sino a diventare tutt’uno con la platea. Dopo una prima verifica acustica il giorno di Pasqua del 1884, che lasciò entusiasti artisti, orchestrali. e spettatori, l’inaugurazione ufficiale del Teatro Politeama ‘Principe di Napoli’ (così si chiamò il teatro nei suoi primi anni di vita) avvenne il 15 novembre del 1884 con l"Aida’ di G. Verdi e fu un grande successo.
Nel 1913 vennero eseguiti importanti lavori di ristrutturazione: il teatro, prima in legno, fu costruito in pietra; il palcoscenico divenne fisso; fu aumentata la capienza del teatro; furono costruite tre file di palchi oltre il loggione; il soffitto fu dipinto dal maestro Carmine Palmieri. Furono apportati numerosi abbellimenti: in particolare, la sala fu arricchita con decorazioni eseguite da maestri decoratori di fama nazionale, le vecchie poltrone vennero sostituite con nuove, più confortevoli, con l’alta spalliera in velluto rosso, nello stile del tempo; infine, al posto del preesistente giardino venne creato un ampio foyer. Altri lavori furono eseguiti, nel 1926, dietro suggerimento del direttore artistico, il celebre tenore Tito Schipa e portarono alla creazione del ‘golfo mistico’ per l’orchestra: così, Wagner aveva battezzato la fossa orchestrale, ossia lo spazio, scavato in parte sotto il palcoscenico, in parte sotto il livello della platea, dal quale il suono si diffondeva perfetto ed armonioso, in tutta la sala. In precedenza l’orchestra suonava allo stesso piano della platea.
Il 1958 fu un altro anno di importanti ed impegnativi lavori di restauro, voluti dal titolare del teatro, I’avv. Giuseppe Greco, ricco proprietario terriero: furono aggiornati tutti i sistemi di sicurezza, l’impianto elettrico e di riscaldamento trasformato, quest’ultimo, da impianto a termosifone, ad impianto ad aria calda. Nel 1994, il Teatro Politeama ‘Greco’, dopo soli dieci mesi di instancabili lavori di ristrutturazione, è stato restituito ai leccesi in tutto  suo splendore. I lavori, seguiti con passione dal figlio di Giuseppe Greco, dott. Alberto Greco, già banchiere e anch'egli mecenate, e da sua moglie, prof. Ademarita Angelelli, hanno portato al rinnovo dell’intera platea, nonché al restauro di tutti i fregi e le decorazioni dei palchi e dell’arco scenico, e del foyer del teatro, oltre a numerosi aggiornamenti tecnici. Ai numerosi turisti che tornano oggi a visitare il Teatro Politeama Greco, magari dopo anni di assenza da Lecce, non resta che costatare che il tempo ha reso la sua storia più lunga ed il teatro più bello.
Nel 1976, al Teatro Politeama Greco è stata riconosciuta la prestigiosa qualifica di Teatro di Tradizione secondo l’art.28 della legge n. 800/67 per <aver dato particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali>.  In seguito, nel 1979, il teatro é stato vincolato in applicazione della legge 1/6/39  n.1089 per il pregevole valore storico ed artistico ed è stato dichiarato monumento nazionale.



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