martedì 21 febbraio 2012

Teatro Italo Argentino


Era l’anno 1911, quando per iniziativa di pochi concittadini sorgeva la “Società Anonima” per la costruzione ed esercizio di un Teatro Sociale in Agnone con capitale di L. 16.000 risultante da 32 azioni di L. 500 ciascuna e di L. 12.803 versate dalla Società Unione e Beneficenza di Buenos Ayres per la fondazione di un ospedale in Agnone e invertita, in vista della mancanza di capitali necessari, per la costruzione del Teatro, e di L. 12.000 date dal Sig. Ruggiero di Paola residente a Buenos Ayers, con l’obbligo di versare annualmente all’asilo infantile lire trecento. Diverse vicende amministrative – comunali e le solite ragioni di gelosie e dispetti personali non resero possibile la costruzione del teatro né su una porzione di suolo dell’ex Palazzo Vescovile, attiguo al Circolo di Conversazione, né all’orto di S. Francesco, né a Maiella e si finì con l’acquistare il suolo ai giardini che sono dietro l’ex Portico di Toro, in vicinanza della Chiesa di Sant'Emidio. Si iniziò con molto entusiasmo e con la certezza di mettere su in breve tempo un teatro in piena regola, fornito di tutto quanto s’addice e necessita per un ampio teatro moderno. Senonchè spendendo lire 55 mila o poco più non si riuscì ad avere un gran vano, chiuso fra quattro immense muraglie, un embrione di palcoscenico, un tetto tipo parasole e il solo soffitto alla sala. Ciò perché le fondazioni profondissime nelle abissità di un terreno prive di roccia richiesero una spesa ingente. Gli azionisti si sentirono un po’ sconfortati, e nello stesso tempo sfiduciati, preferirono non rischiare, serviva altro denaro per poter fare quei lavori indispensabili che rendessero almeno possibile usare e sfruttare in qualche modo il locale. Intanto non si pagavano le 300 lire annue all’Asilo Infantile e l’Amministrazione dell’Istituto si sentì nel diritto di adire l’autorità competente. Il locale, sorto per essere un teatro, correva il rischio di essere venduto per diventare un’officina o un grande magazzino.
Ma a tempo le due benemerite banche agnonesi, L’Operaia e la Sannitica, pregate e premurate da alcuni azionisti, sottoscrissero ciascuna sette azioni e così l’amministrazione dell’anonima società teatrale potè togliere qualunque pendenza con l’Asilo, pagandogli oltre 2000 lire per quote arretrate e spese. Salvato il locale, rimaneva la necessità di metterlo nella condizione di poter funzionare da teatro e da cinema, ma essa non era più opera degli azionisti sempre sfiduciati e timorosi di investire altro denaro. Quindi per l’interessamento di pochi di essi, superate le laboriose trattative e le immancabili difficoltà contrattuali, si venne nella determinazione di concedere il fabbricato per 15 anni ai Sigg. Secondino Lastoria, Alessandro Cacciavillani, Franco rag. Sabelli e Ettore rag. Porfilio con l’obbligo di farvi il pavimento e altri lavori, tali da trasformare il vano in una sala adatta per compagnie teatrali. E il nuovo quadrunvirato sociale, privo di titubanze, ma con spirito di attività giovanile, si mise all’opera e in pochi mesi fece del suo meglio per fornire Agnone di un elegante e vasta sala, con un ordine di palchi capace di contenere oltre mille spettatori.
Il Teatro, sotto il nome di Politeama Italo-Argentino fù inaugurato il 14 Ottobre 1911 con la compagnia drammatica italiana, diretta dal Sig. Carlo Titta. Dopo la gestione di tante Compagnie, tra le più recenti ricordiamo la Società Cooperativa “I Dioscuri A.R.L. di Roma" (1992/1994); La Nuova Compagnia del Teatro Italo Argentino (1995/2000); Compagnia Stabile Alto Molise (2000/2005), subentra la Nuova Associazione denominata “Amici del Teatro Italo Argentino” costituita il 6 Maggio 2005 con oltre 150 soci tra fondatori, benemeriti e ordinari che grazie al loro contributo hanno dato la possibilità di effettuare lavori di ristrutturazione.


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