lunedì 27 febbraio 2012

TEATRO FLORIAN ESPACE


“La vita del Florian, che ha ormai più di trent’anni, si può in qualche modo suddividere in tre diversi periodi di circa un decennio ciascuno. Molti sono gli artisti, i tecnici, gli intellettuali che, nel corso del tempo, hanno collaborato con il Florian ma i tre fondatori, Giulia Basel, GianMarco Montesano e Massimo Vellaccio, sono sempre rimasti la direzione e l’anima della compagnia. Il primo periodo è contrassegnato da una grande vitalità produttiva e dalla forte personalità artistica di Gian Marco Montesano. Dal 1978 al 1987 la vita del gruppo è quella di giovani artisti "girovaghi" sempre in movimento, soprattutto tra le tre città fondamentali per la Compagnia - Roma, Bologna e Pescara - e con continui sconfinamenti tra teatro e arti visive. Molto forte in questo periodo è anche il rapporto con Parigi, dove Montesano risiede, e con l'intellighenzia francese di Deleuze e Guattari, di Philippe Sollers e Jean Baudrillard. I primi due spettacoli -presentati al Teatro in Trastevere nel 1979, testo e regia di Gian Marco Montesano ed interpretazione di Giulia Basel e Massimo Vellaccio- dedicati a due grandi della cultura europea, "Wagner" ed "Hölderlin", vengono accolti con curiosità dalla critica romana; mentre il terzo, che debutta nel novembre 1980 al Teatro Comunale di Imola, diventerà un vero e proprio casus. Stiamo parlando di "Fascino-Luisa Ferida e Osvaldo Valenti", scritto e diretto da Montesano, con in scena Basel e Vellaccio ed accompagnato da un intervento teorico di Jean Baudrillard, che catapulterà la Compagnia all'attenzione nazionale (ricordiamo che allo spettacolo furono dedicate intere terze pagine da "La Repubblica", "Il Messaggero","Il Resto del Carlino","Il giorno","Il Tempo" e ben 5 pagine sul Patalogo). Seguiranno, nell’81, l'oratorio contemporaneo "Erzsebet" su Erzsebet Bathory, libretto di G. Montesano, musiche di Silvio Feliciani per organico orchestrale, soprano e voci recitanti (Basel, Vellaccio, Riccardo Tosi),e nell’82 "Kappa - le reve de Monsieur K.", prelude e grand opera di Felix Guattari, musiche di Franco Battiato, regia di Montesano, protagonisti, tra i tanti interpreti, Basel-Vellaccio. Poi, "E' autunno, signora", col quale Montesano vince il Premio Flaiano 1982 e porta in scena Dodò d'Hambourg, "Paradis"(1983) isterizzazione del romanzo senza punteggiatura di Philippe Sollers, trasportato da Montesano alla Salpetrière con la complicità della Basel, della giovanissima Anna Paola Vellaccio, del gruppo rock dei Dens-Dens di Riccardo Tosi, e dell'artista Gerardo Di Crola nel ruolo di Charcot. Concludono la carrellata dei più importanti spettacoli di questo primo periodo "Singapore Love" di Montesano, medaglia d'oro al Premio Candoni 1986 con Giulia Basel e Massimo Vellaccio e "Amerique" di Jean Baudrillard con molti interpreti tra i quali spiccano Renato Grilli, Ileana Bellini, oltre agli immancabili Basel-Vellaccio. Tra le tante performance di questi anni alcuni titoli:"Sonata a tre per Francesco Paolo Michetti", "Musée Grevin","Omaggio a Dudovich", "Charitas-Europa requiem", "Il museo innocente", "Europa requiem - Dresda ritmo", sempre ideate e realizzate dai tre Montesano-Basel-Vellaccio, accompagnati di volta in volta da musicisti ed altri performers. Nel giugno 1987 la svolta: viene identificato uno splendido spazio sul lungofiume di Pescara, un ex panificio industriale in rovina, che il 20 febbraio 1988 diventerà il Florian Espace, lo spazio del Florian ovvero lo Spazio della ricerca e della sperimentazione in Abruzzo. Comincia così una nuova storia, quasi una rifondazione e la compagnia "girovaga" (o "di giro", in termini ministeriali) si trasforma in Centro Abruzzese di Ricerca Teatrale, iniziando quella lunga marcia verso la stabilità che la porterà nel 2000 al riconoscimento ministeriale di Teatro Stabile d'Innovazione. E così il gruppo di artisti si voterà con straordinaria energia e passione all'organizzazione, alla costruzione del rapporto col territorio, con gli altri artisti, mettendo in moto una serie di relazioni e nuove prospettive. Cambia anche il rapporto con le proprie produzioni e tra gli elementi stessi del gruppo. Nascono così nel 1987 "Flaiano per due" ovvero "Il caso Papaleo" e "La donna nell'armadio" di Ennio Flaiano e nel 1988 "Il martirio di San Sebastiano" di Gabriele d'Annunzio,musiche originali di Fabio D’Orazio e di Gian Carlo Scarpone, primi testi teatrali non inediti messi in scena dalla Compagnia e non per caso scritti dai due grandi autori pescaresi, sempre però con la regia di Montesano e ruoli protagonisti per Basel-Vellaccio. Ancora nel 1988 vanno in scena la prima drammaturgia di Giulia Basel, "Taide" dal romanzo di Anatole France e lo spettacolo "Me piaceva imparà a memoria", scritto, diretto e interpretato da Massimo Vellaccio, quasi un lavoro di narrazione ante litteram. Inizia così un lungo periodo in cui la passione per il teatro diventa non solo creazione propriamente artistica ma anche ideazione e realizzazione di programmazioni, rassegne di teatro di ricerca, di danza contemporanea, di musica, di poesia, di arti visive, di incontri di cinema e cortometraggi in collaborazione con artisti e strutture del territorio e non solo tra le quali ricordiamo Danzitaliana,Segnali di danza, Arte ‘n rock a cura di Claudio Di Carlo, Versi e controversi festival di poesia a cura di Enzo Berardi, Composizioni pomeriggi di lettere e d'arte, Elementi di danza a cura di Beniamino Cardines, Autori allo scoperto, Catignanopolis Festival, la cura per la parte teatrale di Fuori Uso, Sentieri d'ascolto, la condivisione con Fuori Campo del premio per sceneggiature di cortometraggi. Tra le produzioni teatrali si segnalano particolarmente lo spettacolo "Kazak-il destino, probabilmente" (1992) testo di Gian Marco Montesano, vincitore del Premio Anticoli Corrado (1983), segnalato speciale della giuria del Premio Flaiano (1981), finalista al Premio IDI (1983) e la intrigante messa in scena di "Schnitte-l'ideologia del traditore" (1994) dal testo teorico di Achille Bonito Oliva. In questo periodo il Florian si apre anche a collaborazioni produttive con molti altri artisti realizzando spettacoli tra i quali vanno ricordati particolarmente "Gloria-moti di allontanamento" (1990) del compositore Giancarlo Scarpone, di cui viene realizzato anche un cd, e "Nadja" da A. Breton e M.Prosperi, un intenso spettacolo di Claudio Collovà che vede protagonista Anna Paola Vellaccio. In questi anni si sviluppa anche una collaborazione con l'ATAM e con l'Accademia "Silvio d'Amico" che darà vita a progetti e spettacoli tra cui ci piace ricordare l'"Orestea" (1996) di Eschilo, regia e musica originale di Antonio Lucifero e i due Sogni dannunziani, "Sogno di un mattino di primavera" e "Sogno di un tramonto d'autunno". Ancora dedicata a D'Annunzio è "E tu cantasti già qualche canzone" (1993), recital di poesia con romanze di Francesco Paolo Tosti,eseguite dal vivo. Tante anche le performance ("Se sento il tuo bacio", testi di Jana Cernà; "Azione terza via" dedicata a Joseph Beuys; "Servizio d'ordine" realizzato per "Fuori Uso '95" all’ex Aurum e la più replicata "Luce da luce", che dalla sua creazione nel 1989 è ancora nel repertorio della Compagnia) presentate in gallerie e mostre d'arte tra cui si segnalano la Fondazione Pistoletto a Biella, "Ritorno al mare" a Polignano, "La luna, la croce e la stella a Bari, mostra internazionale sulle tre religioni del Mediterraneo e la mostra "Le opere e i giorni" a cura di Achille Bonito Oliva alla Certosa di Padula. Ed arriviamo così sul finire degli anni '90, alla terza fase del lavoro della Compagnia. È una fase di consolidamento e di nuova espansione ed allargamento dei propri confini. Non a caso proprio nel 2000 arriva il riconoscimento ministeriale al Florian quale Teatro Stabile d'Innovazione per la ricerca così come si confermano e si approfondiscono i già buoni rapporti con gli enti locali, Regione Abruzzo e Comune di Pescara in primis. Molti gli spettacoli di drammaturgia italiana contemporanea realizzati con la regia di Walter Manfré:"La confessione", "Nigra sum","Visita ai parenti","Il viaggio", "Interrogatorio a Maria","L'isola della dottoressa Moreau", "Il rumore di Cartesio" "Gli ultimi giorni di Pescara", "La cerimonia", scritti da autori come Giovanni Testori, Aldo Nicolaj ,Ugo Ronfani,Giuseppe Manfridi, Gian Marco Montesano, Beatrice Monroy, Rocco D'Onghia, Aurelio Grimaldi, Alberto Bassetti, che hanno visto in scena insieme agli attori del Florian interpreti come Giuseppe Pambieri, Piero Di Iorio, Milla Sannoner, Carlo Cerciello, Imma Villa, Elisabetta De Palo, Massimo Loreto, Paolo Cosenza, Umberto Marchesani, Giacomo Vallozza, Franca Minnucci, Milo Vallone, Rossella Mattioli e tanti, tanti altri che hanno messo a disposizione la loro professionalità con grande partecipazione ai progetti che li hanno coinvolti. Tutto questo, sia nei teatri che in luoghi insoliti (dalla stazione di Corsico, Milano, al Complesso Monumentale di San Michele a Ripa di Roma) e in festival quali Taormina Arte, Mittelfest di Cividale, Avignone Festival In, Festival di Theatre Action in Belgio e in Francia, Salisburgo-Istituto Italiano di Cultura, Parigi-Théatre du Rond-Point, Festival de Otoño di Madrid. In questo periodo (1998) debutta con "Eilean Mor, la fine del cammino" come autore e regista Fabio Sanvitale, che porterà poi in scena (2002) "Le opere complete di William Shakespeare (ridotte)" di Long, Winfield e Singer, replicatissimo per diverse stagioni, il complesso lavoro da Shakespeare "Giulio Cesare è morto" (2006),protagonista Domenico Galasso, per arrivare all'elaborazione del progetto "Numero Oscuro": si tratta di una ricerca al limite dell'investigazione criminologica col teatro di narrazione che porta in scena come Episodio Uno "Il caso Fenaroli". Tra i giovani artisti con i quali la Compagnia collabora si segnala particolarmente Raffaele de Ritis, regista e studioso di circo di levatura internazionale. De Ritis firma come autore e regista lo spettacolo "Houdini", nato con la collaborazione della Biennale di Venezia e della Festa del Circo di Brescia dove debutta nel 2002. Ma due grandi novità si verificano in questo tempo: l'apertura di un nuovo teatro, lo "Spazio Alici" (1999) che va ad affiancarsi al Florian Espace ed al Teatro Michetti, che la Compagnia gestisce in convenzione, e l' "apertura" di un nuovo settore di interesse, il Teatro Ragazzi. Dal 1998/9, infatti, il Florian comincerà ad organizzare rassegne (Boccascena e Mangiafuoco, Piccoli Teatri, T come Teatro, Chiare fresche dolci …storie) e produrre spettacoli anche per l'infanzia e la gioventù che assumeranno ben presto un ruolo significativo nell'attività complessiva del Florian, grazie all'apporto del regista Mario Fracassi, che firma quasi tutte le produzioni del settore, dalla suggestiva " La Bambina dei Fiammiferi" al replicatissimo e premiato "Hansel e Gretel"–protagoniste Flavia Valoppi ed Emanuela D’agostino- ed al contributo musicale di Paolo Capodacqua. Non possiamo non segnalare le suggestive messe in scena di tre grandi classici: "Sogno di una notte di mezza estate" (2003-04),"Eneide"( 2000) e "Così è se vi pare" (2003), regia di Walter Manfrè - protagonista Massimo Vellaccio affiancato rispettivamente da Silvano Torrieri, Carlo Orsini e Giulia Basel - che hanno letteralmente trasformato il Florian e l'Alici, immergendo gli spettatori negli spettacoli; così come va menzionato il ritorno di Montesano al teatro, dopo un lungo periodo interamente dedicato alle arti visive, con "Crucifiada" (2002 e 2003) di Franco Celenza e "dei Dialoghi delle Carmelitane" (2005 e 2006) da G. Bernanos, musiche originali di Paolo Rosato, protagonista Anna Paola Vellaccio, affiancata nei "Dialoghi" dalla grande Igea Sonni. Spettacolo, quest’ultimo, che ha portato la Compagnia al Teatro India di Roma, dove ha ottenuto consensi e riconoscimenti. Nel 2006 il Teatro Comunale D’Andrea di Pratola Peligna, appena restaurato, viene affidato in gestione al Florian, che dà vita così ad un nuovo progetto di promozione culturale che non riguarda solo la programmazione del teatro, ma si fa carico di un rapporto più articolato con il territorio di Pratola e della Valle Peligna. Sempre nel 2006 parte il progetto triennale "Ombre", nato dall'incontro con Giorgio Marini, regista di straordinaria qualità, che ha già portato in scena il Primo Movimento della Trilogia, "Occhi felici", da Ingeborg Bachmann con Emanuele Carucci Viterbi, Elisabetta Piccolomini, Anna Paola Vellaccio, che ha riscosso consensi convinti al Teatro India di Roma ed è stato inserito da Franco Cordelli sul "Corriere della Sera" ai vertici della produzione teatrale italiana della Stagione 2006-2007. Nel 2007 va in scena al Festival di Montalcino, per essere poi replicato fino all’aprile 2009, "Luce e fiamma" di Valentino Zeichen, ultima regia teatrale di Ugo Margio, uno dei più significativi registi della splendida stagione dell’ avanguardia romana. Il secondo movimento del progetto "Ombre", "I gemelli" di Fleur Jaeggy, ha debuttato nel 2008 al C.R.T. Teatro dell’Arte di Milano, per poi approdare al Teatro India di Roma. Nel 2008 inizia anche la collaborazione col regista Enrico Frattaroli con la messa in scena di "ALP – Anna Livia Plurabella" di James Joyce, che prosegue nel 2009 con "ALP&BLOOM: epistrofi joyceane", interpretato da Anna Paola Vellaccio e Franco Mazzi. Nell’agosto 2008, inoltre, il Florian dà vita ad una grande allestimento pirandelliano con "I giganti della montagna", presentato in luoghi particolarmente suggestivi, con la regia di Claudio Di Scanno. Nel 2009, per la regia di Giorgio Marini, il Florian presenta al Teatro Fondamenta Nuove, in coproduzione con la Biennale di Venezia ed in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, "Il giavellotto dalla punta d’oro" dal racconto omonimo di Roberto Calasso, protagonisti Anna Paola Vellaccio, Pino Censi e Aide Aste. Del 2009 è anche lo spettacolo di Enrico Frattaroli "Sade. Opus contra naturam–voyage en Italie", realizzato in coproduzione con Neroluce, presentato al Napoli Teatro Festival Italia ed a Teatri alle Mura di Padova, di cui il regista è anche protagonista con Franco Mazzi, Galliano Mariani e Anna Cianca.”


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