martedì 10 gennaio 2012

TEATRO BELLINI






















“Il vecchio Teatro Bellini ebbe una vita intensa ma piuttosto breve. Inauguratosi nel novembre del 1864, dopo soli 5 anni, nell'aprile del 1869, fu distrutto da un incendio che ne lasciò in piedi le sole mura esterne. Il vecchio Bellini non era nello stesso luogo dell'attuale teatro: la sua collocazione era bensì lontana di alcune centinaia di metri. Il teatro, in origine, sorgeva al margine di Piazza Dante la quale, allora, si chiamava Largo del Mercatello, nella zona che oggi, scendendo da Via Pessina, troviamo sulla sinistra della piazza, proprio dove inizia Via Bellini. Di come fosse fatto questo primitivo Bellini sappiamo poco: la facciata presentava tre statue, forse delle muse, e non doveva essere di particolare pregio artistico. Riguardo all'interno, le uniche notizie ci vengono riportate dal Florimo che, nel suo La scuola musicale napoletana del 1881 scriveva: “...eretto da Carlo Sorgente architetto era a forma di circo, con due ordini di logge e uno di palchi, e ricordava un poco i teatri francesi.”
“Sta sera s'arape lo circo e triato Bellini co la compagnia Gugliomme – Li prezzi so: na lira e mezza li primme poste, na lira li secunne poste”. Era questo l'annuncio che la mattina del 19 dicembre 1864 si poteva leggere su Lo cuorpo de Napole e lo Sebbeto, giornale interamente scritto in vernacolo.
Dalla data del drammatico incendio bisognerà aspettare circa otto anni prima che il nome del teatro dedicato al famoso musicista catanese ritorni nei bollettini teatrali dei giornali. Il nuovo Teatro Bellini si inaugurò il 6 febbraio del 1878 e ben presto riacquistò quel posto di prestigio che l'incendio del vecchio teatro aveva lasciato vacante.
Per circa 15 anni il Bellini dette spettacoli musicali di buon livello, quindi la lirica cominciò a cedere il passo alla prosa dialettale e per alcuni anni il teatro fu la sede stabile della compagnia di Eduardo Scarpetta.
In seguito, con il nuovo secolo, il Bellini divenne un tempio dell'operetta prima, e della rivista e della canzone poi, non disdegnando di accogliere saltuarie rappresentazioni di prosa.
Nel 1962 il teatro ospitò il suo ultimo spettacolo: Masaniello con Nino Taranto. Nel maggio del 1963, il Bellini sembrò definitivamente destinato a scomparire.
Diventò rapidamente un sudicio cinema di infima visione. i suoi palchetti che avevano ospitato la migliore nobiltà e la ricca borghesia napoletana si videro trasformati, grazie alla compiacente e remunerata distrazione del personale di sorveglianza, in accoglienti rifugi per il piacere furtivo e trasgressivo di qualche coppietta in cerca di intimità.
Fu poi Tato Russo che colse l'occasione per sottrarre il Bellini ad una sicura distruzione, facendone la sede del suo teatro e della sua compagnia. In poco più di un anno, superando difficoltà tecniche, organizzative ed economiche, riuscì a riportare l'edificio all'antico splendore e, con la messa in scena dell'Opera da tra soldi di Bertolt Brecht, nell'autunno del 1988, il Bellini fu ancora una volta un teatro...”
           




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