giovedì 5 gennaio 2012

“Il caso Krolevsky” di Alessio Gambaro e Christian Zecca






















Ancora un prodotto indigeno che comincia tra poco la difficile discesa nella giungla del mercato nazionale, un prodotto anomalo, singolare da ogni punto di vista: narrativo, formale, stilistico. Si parte da un breve testo di Max Frisch, “Biografia – un gioco scenico” in cui l’architetto e scrittore svizzero scomparso venti anni fa, ed autore tra l’altro del celebre “Homo faber”, si interroga su uno dei quesiti fondamentali della nostra vita, ossia se questa sia una successione di mosse casuali, o una specie di ordito definito da tempo a cui non possiamo sfuggire. Nel testo Kurmann, alter ego dell’autore, si domanda, come un giocatore di scacchi che analizza ogni mossa di una partita, se certi eventi della propria vita possano essere analizzati e compresi come, appunto, mosse su una scacchiera. Se gli errori o i dolori che la vita provoca possano essere evitati attraverso per così dire una condotta più attenta e pianificata che nel racconto e nel film diventa l’immaginaria partita a scacchi con un doppio: un… registratore.

CONTINUA QUI SU FILM DOC A FIRMA DI  GIOVANNI ROBBIANO



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