martedì 17 gennaio 2012

Fondazione Pietà de’ Turchini

















“Il Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini si costituisce come Associazione senza scopo di lucro nel 1997 per dare forma coerente al progetto di valorizzazione artistica e di ricerca interdisciplinare, dedicato al patrimonio musicale e teatrale napoletano dei secoli XVI-XVIII e ai suoi riflessi nella contemporanea produzione musicale europea. Da subito il progetto culturale che il Centro promuove raccoglie importanti riconoscimenti: l'ambitissimo premio della critica musicale Franco Abbiati per l'intraprendente e insostituibile contributo alla riscoperta esecutiva e critico editoriale del barocco napoletano, e nel tempo una successione di prestigiosi premi alle incisioni discografiche e ai DVD, frutto del sodalizio con l'ensemble residente della Pietà de' Turchini fondato da Antonio Florio che del Centro è stato uno dei fondatori e direttore artistico fino al 2009. Nel 2010 da Associazione si trasforma in Fondazione di diritto privato proponendosi sempre più come polo di aggregazione, di produttivo scambio tra musicisti, studiosi, ricercatori a difesa di un'immagine positiva e colta della città di Napoli nel mondo intero. Presieduto da Marco Rossi e da Mariafederica Castaldo, che ne è la direttrice generale, con la presidenza onoraria di Silvia Croce, il Centro si avvale dal 2010 di due comitati artistico e scientifico per la programmazione musicale e didattica e l'attività di ricerca ed editoriale. Del primo fanno parte: Maria Majno, presidente delle European Mozart Ways, Susan Orlando e Paologiovanni Maione, musicologi esperti rispettivamente di Vivaldi e di repertorio napoletano tra Sei e Settecento, Fiammetta Greco presidente della Fondazione Nehaus di Roma. Del secondo: Elena Sala di Felice (Università di Cagliari), Paolo Fabbri (Università di Ferrara), Nicola De Blasi (Università Federico II di Napoli) e Francesco Cotticelli (Seconda Università di Napoli). Produzione e diffusione, ricerca, editoria ed alta formazione sono gli ambiti nei quali prima l'Associazione e ora la Fondazione, ha impegnato le migliori energie e risorse, anche a scopo benefico realizzando progetti per bambini e ragazzi, "a rischio" dei quartieri spagnoli, nel tentativo di avvicinarli alla musica, al canto, alla recitazione o agevolandone la partecipazione ai concerti in cartellone con accesso gratuito, idealmente richiamandosi alla tradizione dei 4 Conservatori napoletani, tra cui spiccava quello di Santa Maria della Pietà de' Turchini. Anche grazie ad una base operativa prestigiosa nonchè strategica, per la sua collocazione urbanistica: il Monastero e la Chiesa di Santa Caterina da Siena, Centro di Musica Antica è riuscito a proiettare sul campo nazionale e internazionale, il proprio messaggio artistico e culturale, senza trascurare l'immediato e problematico contesto territoriale nel quale si inserisce, contribuendo concretamente alla sua crescita socio-culturale e alla sua riqualificazione. La Fondazione è membro del REMA ( Resau Europèenne Musique Ancienne); EMW (European Mozart Ways); Da Ponte Network; Federculture, Sistema MED (Sistema Musica e Danza in Campania nell'ambito dell'Agis). Da sempre le attività del Centro di Musica Antica si orientano in molteplici direzioni: dalla produzione e diffusione di spettacoli musicali dal vivo, in forma scenica o concertistica, alla formazione altamente qualificata di giovani musicisti e cantanti, attraverso masterclass e seminari; dalla ricerca scientifica all'editoria, dai concorsi internazionali di canto barocco ai progetti per le scuole. Gradualmente nel tempo sono stati "spolverati" i cataloghi dei grandi "artigiani" partenopei dei secoli XVII/XVIII/XIX, inseguendo, attraverso un percorso coerente e sapiente, una moltitudine di artisti cui si è ridata dignità storica e soprattutto la "voce" che meritavano, nella importante scacchiera musicale europea sei-settecentesca. Non c'è dubbio che l'aspetto più originale e caratterizzante del Centro sia stata proprio la capacità di coniugare esecuzione e messinscena con ricerca e riflessione scientifica, dando vita un dialogo che nel tempo è divenuto sempre più vivo e fecondo, e grazie al quale le produzioni del Centro sono divenute puntuali occasioni per altrettanti approfondimenti scientifici. Nè vanno trascurate le sperimentazioni nell'ambito della musica contemporanea, tradizionale, finanche jazz, con alcune produzioni e prime esecuzioni assolute di autori più affermati o emergenti. Nel tempo poi la ricerca si è ritagliata lo spazio per una propria autonoma progettualità, i cui risultati più significativi sono stati la realizzazione di diversi convegni di studi internazionali e il conseguente avvio di una doppia collana editoriale di partiture e saggi, dagli esiti non meno lusinghieri, come l'ultimo libro dedicato alla Storia della Musica e dello Spettacolo a Napoli nel Settecento, cui ha contribuito con la sua prefazione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il volume, di cui è stata realizzata anche l'edizione in lingua tedesca, per la Bärenreiter in collaborazione con le European Mozart Ways e il Da Ponte Network, ha avuto la sua presentazione ufficiale al Festival di Pentecoste di Salisburgo, nel 2010..”
   
QUI

Nessun commento:

Posta un commento