martedì 31 gennaio 2012

TEATRO DUE

“Produzioni, coproduzioni italiane ed europee, residenze, formazione dell’attore e dello spettatore, ricerca e sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi stili ma anche attenzione per il ricambio generazionale, il sostegno alla drammaturgia italiana ed europea, la valorizzazione del teatro classico, la creazione di opere interdisciplinari, il teatro musicale e la danza: questi i nuclei centrali dell’intensa attività che fanno di Fondazione Teatro Due un punto di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale. Realtà teatrale articolata e piuttosto atipica nel panorama italiano, non solo per la sua collocazione geografica, ma anche per la forma giuridica e il suo percorso storico artistico, Fondazione Teatro Due è una struttura che in Italia si pone come momento di incontro produttivo tra differenti sistemi artistici, metodologici, di mercato e di pubblico. Improntata ad una chiara vocazione alla produzione di spettacoli, alla ricerca applicata all’arte scenica e allo studio su testi classici e drammaturgia contemporanea, Fondazione Teatro Due non smette di interrogarsi sulle più diverse questioni artistiche, politiche, sociali, etiche legate alla contemporaneità. Dal 1986 realizza ogni anno per la città di Parma una stagione teatrale che ospita i più significativi artisti del panorama italiano ed internazionale oltre che incontri, conferenze, seminari di studio, con registi, attori, scrittori, studiosi, scienziati ed intellettuali di diverse discipline.”   

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lunedì 30 gennaio 2012

TEATRO DELLE BRICIOLE

“Il Teatro delle Briciole è un “patrimonio” della scena italiana che nel corso di una storia più che trentennale ha trasformato radicalmente l’immagine, il vocabolario e il concetto stesso di teatro per l’infanzia.Fondato nel 1976, cinque anni dopo è il primo in Italia a dar vita a un Centro Stabile di Produzione, Programmazione e Ricerca Teatro Ragazzi e Giovani, poi diventato Teatro Stabile di Innovazione.
Un nuovo centro per le arti sceniche - Una realtà che negli ultimi anni ha rinnovato la propria identità , transitando dall’originario assetto di collettivo e di compagnia teatrale a un organismo dinamico e variamente articolato: un moderno centro per le arti sceniche che da un lato produce, realizza e distribuisce in Italia e all’estero spettacoli affidati a registi storici e nuovi artisti, e dall’altro programma e offre alla città di Parma e al suo territorio una fittissima trama di progetti speciali, rassegne, stagioni teatrali: iniziative che accolgono ogni anno migliaia di spettatori.
Le produzioni - In principio fu il “teatro d’animazione”, avvicinato di slancio e subito rivoluzionato nelle forme, nei materiali, nei contenuti, con spettacoli che segnano la nascita di un nuovo teatro (definito “micro-teatro”) che mette al centro la potenza simbolica dell’immagine, la forza metaforica degli oggetti e del linguaggio non verbale, la materia nel suo farsi artigianale. Linee di ricerca che si arricchiscono nel tempo intorno a idee-guida quali lo studio dello spazio scenico e la relazione col pubblico, il teatro come iniziazione e come “vita concentrata”, l’infanzia come campo dell’esperienza umana, il rapporto con la musica, che origina vere e proprie opere definite di teatro-musica, dove la partitura di suoni ha un ruolo drammaturgico. E ancora, la relazione con la danza, con le lingue e i dialetti, la riscrittura in chiave inconsueta e “popolare” di grandi testi della civiltà occidentale, la formazione della polis e di una “cittadinanza” consapevole. Un filone, quello “politico”, indagato in opere che raccontano alle giovani generazioni la relazione, storicamente strutturata, tra individuo e collettività , prima nelle forme di governo della dittatura e della democrazia, poi nei processi di trasmissione del sapere, trasferendo così lo sguardo nel mondo della scuola. Si sono fatti intanto sempre più fitti gli scambi e le esperienze a livello europeo, che si traducono anche in co-produzioni, progetti di residenza, finestre antologiche dedicate a cicli di spettacoli, tradotti e presentati nelle lingue dei paesi ospitanti: Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Austria, Germania, Belgio, Stati Uniti, Canada, Russia.
La volontà di rinnovare i modelli e le pratiche della relazione con l’infanzia trova espressione in un nuovo progetto di ricerca biennale: una Compagnia stabile, composta da bambini tra i sette e i dieci anni che si impegnano in una esperienza teatrale che vede al centro la loro visione del mondo e le loro ipotesi sul futuro dell’universo intero: piccoli temi per grandi pensatori. Un dialogo che parte dai bambini e si rivolge agli adulti della loro città . Bambini non più spettatori ma interpreti di pensieri e azioni che si rivolgono a un pubblico adulto, e lo fanno nell’ambito della stagione di teatro contemporaneo.
La programmazione - Quest’idea plurale di teatro si esprime con la stessa intensità nei progetti di ospitalità , nelle ricchissime stagioni teatrali, nei progetti formativi, che dal 1987 trovano una nuova casa nel Teatro al Parco, storico edificio che ospitò le Fiere di Parma e che diventa così un nuovo, moderno spazio culturale in convenzione col Comune di Parma. Due sale di spettacolo, una sala prove, un laboratorio scenotecnico, l’arena estiva. Un luogo che ospita tre stagioni teatrali, rivolte al contemporaneo, alle famiglie, alla scuola. Che si arricchisce di progetti che abitano una pluralità di spazi, di iniziative speciali dedicate alle nuovissime leve di attori e registi: proposte culturali che allungano il tempo della relazione con lo spettatore, anche con momenti  di incontro, di condivisione piacevole, di scoperta del territorio, dei suoi spazi pubblici. Una idea di cultura che si traduce in un festival internazionale di creazioni artistiche per le nuove generazioni, Zona Franca, e che grazie alla collaborazione pluriennale con Amref, la più importante organizzazione sanitaria africana, promuove progetti che fondono arte e impegno sociale per il recupero dei ragazzi di strada dell’Africa subsahariana.  Un’attività senza soste che si traduce ogni anno in migliaia di spettatori, con un’escursione anagrafica amplissima, dalla prima infanzia all’età adulta, dalle scuole alle famiglie, ai giovani e agli adulti, che hanno mostrato di amare una programmazione capace di rischio culturale, di dare spazio e occasioni ai nuovi talenti. Quest’attenzione costante ai giovani artisti si struttura nell’adesione fin dalla sua nascita, il 1987, all’Associazione Scenario, la più importante rete nazionale di strutture appartenenti all’ambito dell’innovazione, che ha lo scopo di valorizzare nuove idee, progetti e visioni di teatro attraverso la realizzazione di due premi biennali: il Premio Scenario, dedicato ai nuovi linguaggi  per la ricerca e l’impegno civile, e il Premio Scenario Infanzia, dedicato alla creazione di opere per nuovi spettatori. Oltre lo spettacolo - Uno dei tratti distintivi dell’azione progettuale del Teatro delle Briciole è la tensione a oltrepassare l’appuntamento spettacolare, arricchendolo con iniziative che mutano strutturalmente il segno della relazione con lo spettatore, la prolungano, la approfondiscono. Al centro c’è la scoperta del teatro come arte totale e come visione del mondo, c’è la riflessione sul rapporto tra società e scuola, sul rapporto genitori/figli.  A nutrire questa idea di teatro c’è una concezione dinamica e aperta del pubblico, che si proietta anche nel rapporto privilegiato instaurato col mondo della scuola. Un rapporto che si avvale di un inedito strumento di monitoraggio e di dialogo come la Consulta Teatro Scuola, sorta di network tra artisti, operatori del Teatro delle Briciole e un’aggregazione informale di docenti che negli anni hanno guidato i loro studenti alla scoperta del teatro. E nella stessa direzione, di una partecipazione diretta alla vita del teatro, si colloca anche il  rapporto con l’Università di Parma. Tra le tante iniziative realizzate negli anni si ricordano i Ritratti d’artista, un calendario di incontri tra studenti e artisti condotti da un docente universitario. Per conoscere, in questo come negli altri progetti, l’arte della scena da vicino e per condividerne con gli artisti le diverse implicazioni: umane, intellettuali, artistiche.
Una Fondazione delle arti - Un teatro in ascolto dei sommovimenti e delle trasformazioni sociali, che negli anni si è fatto sempre più curioso di tutte le espressioni artistiche, di tutte le arti: danza, poesia, cinema, musica, arte. È in questo contesto pluridisciplinare che nasce la collaborazione con Solares Fondazione Culturale, che ha dato origine a progetti di respiro internazionale e che nel 2007 è sfociata nell’unione tra le due realtà , con la nascita di Solares Fondazione delle Arti. ”   

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sabato 28 gennaio 2012

AL BRANCALEONE EMPORIUM - poemetto civile di Marco Onofrio

 Un allarme introduce lo spettatore in uno stato di allerta, di ascolto. Tutto lo spettacolo, le sue interviste, il contenuto stesso del poemetto, in definitiva la realtà in cui viviamo si trovano in uno stato di allarme che se trascurato porta al fuoco, alle fiamme. Questo incendio rappresenta, da un lato, la naturale conseguenza di un allarme che, rimasto per troppo tempo inascoltato, ha procurato dei danni visibili agli occhi di tutti e, dall'altro, la volontà dei cittadini di non rimanere inermi e quindi di bruciare metaforicamente una situazione che non va, attraverso la voglia reale di cambiare le cose e da lì, dalle ceneri finalmente rinascere. L'incendio ha quindi un significato ambivalente ed opposto: uno negativo ed uno positivo ma entrambi portano comunque alle ceneri da cui ripartire. Lo spettacolo si conclude con un messaggio ottimistico perché le ceneri provocate dall'incendio sono il simbolo di una ripresa, indicano la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra. Dalle ceneri risorgiamo. Questo DOCU-READING TEATRALE, così definito dalla regista, oltre ad essere un reading è anche un documentario che include interviste a disoccupati e precari e ricerche su dati emigratori che interessano il nostro Paese.
Durante le interviste non possiamo non accorgerci della presenza di alcuni monumenti tra i più significativi della capitale. Questi fanno parte del nostro patrimonio storico-artistico che va tutelato ma senza un grande presente, forse perdono di valore. L'allarme che accompagna lo zoom sui monumenti indica proprio il fatto che siano minacciati da un presente difficoltoso, che non sostiene i giovani.
La regista afferma: "In una realtà siffatta non potevo non parlare di questo tema che mi sta così a cuore e il poemetto di Marco Onofrio è esemplificativo insieme a tutte le esperienze personali degli intervistati che, purtroppo, rappresentano la stragrande maggioranza di tutti quei giovani e non, che sperano e lottano per un futuro dignitoso e meritocratico".


Emporium poemetto di civile indignazione di Marco Onofrio

voci narranti Maria Enrica Prignani, Ernesto D'Argenio, Barbara Frascà
riprese video Andrea Gagliardi
sonorizzazioni  MinimalRome
video proiezioni Gianluca Faberi
 luci Valerio Gagliardi

regia Barbara Frascà


BRANCALEONE 
Via Levanna, 13                                                                                                        

11 febbraio ore 21:30
ingresso 5 euro

venerdì 27 gennaio 2012

The Iron Lady


 


Meryl Streep interpreta Margaret Thatcher in The Iron Lady l'attesissimo film di Phyllida Lloyd.
Interpreti: Meryl Streep, Jim Broadben, Anthony Head,Richard E. Grant

giovedì 26 gennaio 2012

Amici della musica di Udine










“Nata nel 1922 l’Associazione degli Amici della Musica è una fra le più consolidate società concertistiche italiane ed europee. La programmazione ha visto fin dall’inizio grandi nomi di musicisti ormai entrati nella storia dell’interpretazione. Basti citare Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli, il Trio di Trieste, Maurizio Pollini, Bruno Leonardo Gelber, Sviatoslav Richter, Salvatore Accardo, il trio Beaux Arts, il Quartetto Amadeus. Associazione di “cultura” musicale, quella degli Amici della Musica di Udine, si propone di promuoverne la conoscenza, di sostenerne la passione e di promulgarne la diffusione, organizzando ogni anno una Stagione di concerti da camera, immersa nella cultura musicale europea e non solo. (Statuto Art. 1)
Nomi di spicco e del panorama internazionale si intrecciano con proposte a tema e novità di repertorio. In particolare, nel corso degli ultimi anni, sono stati avviati diversi Progetti pluriennali a tema, caratteristica di un percorso che non si esaurisce con l’impegno di una serata, ma che vuole offrire all’Ascoltatore il sapore dell’attesa e della ricerca, della riflessione e della tensione culturale, di una scelta che concorre ad istituire la consuetudine al confronto e alla dialettica artistica.
Ritengo che il compito della Direzione Artistica sia quello di accomunare alle proprie idee e preferenze, una lungimiranza di intenti che si esprima anche con progetti e vivacità intellettuale, ed ho il convincimento che anche le esigenze del pubblico vadano rispettate.
L’Arte Musicale ha una lunghissima storia e le possibilità di scoprire che non abbiamo ascoltato ancora tutto, sono molto elevate. Se a questo aggiungiamo l’Arte dell’ interpretare e le differenti personalità di chi esegue, i campi di novità diventano amplissimi. Il cartellone di quest’anno vuole essere un compendio "corale" di tali considerazioni.
E’ così che per ogni Stagione viene studiato un programma articolato in concerti serali e appuntamenti pomeridiani che permettono al pubblico di avvicinarsi agli artisti e comunicare con loro. A fianco di tradizionali programmi da concerto vengono proposti ascolti di genere alternativo, coinvolgendo anche le formule del jazz, della musica folk e di cantautore. Gli ascoltatori hanno modo di ‘vivere’ l’esecuzione degli interpreti, scavando anche tra le pieghe delle loro esperienze musicali e della loro personalità. Tutto questo rende il progetto vitale e genuino, e annulla quelle distanze dovute alla difficoltà dei linguaggi che molto spesso creano barriere di incomprensione. Interventi guidati, con lo scopo di mediare e di favorirne la lettura, vengono proposti accanto agli incontri pomeridiani e, spesso anche nei concerti serali. Tale formula ha trovato ampio consenso nel pubblico che ha confermato il desiderio di avvicinarsi alla musica in un modo più immediato. Accanto alla ricerca dei linguaggi, gli Amici della Musica sostengono da tempo la diffusione e la divulgazione dell’attività dei linguaggi attuali, commissionando ogni anno un brano a un musicista contemporaneo che viene eseguito in prima assoluta durante lo svolgersi della Stagione concertistica. Ulteriore sostegno ai talenti di oggi viene attivato con il Premio Amici della Musica (nel 2010 giungerà alla 6^ edizione) con il quale viene data l’opportunità ai migliori studenti di Accademie quali la Hochschule di Graz, il Conservatorio di Udine e l’Accademia di Zagabria, di esibirsi davanti ad una Giuria popolare che, assieme al direttore artistico, sceglie il vincitore da inserire nella futura Stagione di Concerti. Un battesimo per una carriera futura, vuole essere il migliore auspicio per un’attività che si prefigge non solo la diffusione dell’arte musicale ma anche il sostegno del ‘bello’ artistico e del talento. Particolarità dell’Associazione è quella di coinvolgere il pubblico in questo cammino ‘vivo’ e affascinante, con lo scopo di far rivivere un patrimonio immenso di cultura che appartiene a tutto il genere umano. (Luisa Sello)”   

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mercoledì 25 gennaio 2012

Civica Accademia d’Arte Drammatica di Nico Pepe

Nico Pepe nacque a Udine nel 1907. Terminati gli studi, dopo cinque anni trascorsi come impiegato in una banca, nel 1930 si fece attore, scritturandosi come ultimo generico nella compagnia Lupi-Borboni-Pescatori. Nel 1932 divenne "primo brillante" nella Compagnia di Ruggero Ruggeri, a fianco del quale restò tre anni passando poi- ancora scritturato per parti comiche o caratterizzate- nella Compagnia di Antonio Gandusio e quindi in quelle di Paola Borboni, di Peppino De Filippo e nella Tofano-Rissone-De Sica, con la quale restò per molti anni.
Nel 1947 aderì al movimento ed alla politica del Piccolo Teatro di Milano, sposandone la causa ed entrando in più riprese a far parte degli organici di questa istituzione, partecipando a molteplici tournes internazionali.
Nel 1955 fondò e poi diresse per tre anni il Teatro stabile di Torino. In precedenza era stato direttore del teatro Ateneo di Roma. Fu anche fondatore e direttore dello stabile di Palermo.
Nel 1959 assunse in "Arlecchino servitore di due padroni" di Goldoni (regia di Giorgio Strehler), il ruolo di Pantalone, del quale fu titolare, salvo brevi interruzioni, fino al 1978.
Dal 1968 al 1974 ha portato in Tournè in 65 paesi, (visitando 163 città) una sua forma di teatro in miniatura, le "conversazioni recital", iniziativa a carattere prettamente culturale. Fra ruoli importanti e parti di fianco, prese parte alla lavorazione di 130 film (tra cui Riso amaro ), ad un cospicuo numero di trasmisisoni televisive, ed è stato autore di testi per programmi radiofonici. Appassionato di ricerche teatrali, collaborò con articoli di teatro a vari quotidiani e riviste. Oltre a ciò tenne lezioni di teatro presso le Università di Birmingham, di Ankara, di Pamplona e alla Sorbona di Parigi, corsi di teatro e particolarmente sulla storia della Commedia dell'Arte nelle scuole nazionali di arte drammatica di Madrid, di Barcellona, di Helsinki, Oslo, Zagabria, Il Cairo. Di rilievo il lungo corso tenuto al Conservatoire d'Art Dramatique di Parigi. Per il teatro stabile di Fiume ha tradotto e ha ridotto a commedia musicale con brani di Offenbach, "Le sorprese del divorzio" di Bisson. E' autore di una commedia in due tempi sulla storia della commedia dell'Arte, rappresentata dal Piccolo Teatro di Milano, con la regia dell'autore e rappresentata poi, per tre anni, da una compagnia appositamente creata per incontri con le scuole. ritornato a Udine nel 1978, diventa consulente culturale del Comune e fonda la Civica Scuola di Recitazione per il Teatro in Friulano da cui nasce la "Compagnia filodrammatica della Loggia" che tuttora opera nel territorio.
La Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe, a lui dedicata, viene fondata nel 1988 come prosecuzione di una precedente esperienza fondata e diretta dallo stesso Nico Pepe e risalente ai primi anni ottanta. Nel gennaio 1992, con l'incarico di direzione al regista e drammaturgo Claudio de Maglio, si inaugura una nuova fase di attività tuttora in svolgimento.”   

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martedì 24 gennaio 2012

Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato



“Dopo La Trilogia tratta da Il Signore degli Anelli, è ora Lo Hobbit a sbarcare sul grande schermo con una double feature: The Hobbit, An Unexpected Journey e The Hobbit, There and Back Again. Entrambi saranno nei cinema convenzionali e in quelli in 3D. Tutti e due sono ambientati nelle Terra di Mezzo sessant'anni prima del racconto de Il Signore degli Anelli di Tolkien. Lo Hobbit segue l'avventura di Bilbo Baggins, interpretato da Martin Freeman, che viene trascinato in un'epica vicenda per riconquistare Erebor, una volta regno dei nani ora governato dal temibile drago Smaug.

USCITA CINEMA: 14/12/2012

REGIA: Peter Jackson
SCENEGGIATURA: Guillermo del Toro, Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens
ATTORI: Martin Freeman, Cate Blanchett, Elijah Wood, Lee Pace, Andy Serkis, Orlando Bloom, Ian McKellen, Ian Holm, Richard Armitage, Christopher Lee, Mikael Persbrandt, Dean O'Gorman, Benedict Cumberbatch, Luke Evans, Stephen Fry.” (fonte Comingsoon)


lunedì 23 gennaio 2012

TEATRO S. MARTINO

“Il Teatro San Martino è situato nel pieno centro di Bologna. Fa parte del complesso monumentale di San Martino Maggiore risalente al ‘400 che per storia e bellezza è tra le principali mete turistiche d'arte della città. La sala del Teatro accoglie l'affresco ad intera parete del Massari "La disputa di San Cirillo" (1629) e presenta preziosi soffitti a stucchi della fine del ‘700. Insieme all'adiacente Basilica, fondata nel 1217 dai Carmelitani Scalzi e rimaneggiata verso la metà del '400 dai Carmelitani della Congregazione di Mantova, è parte significativa del patrimonio artistico cittadino. Prima di trasformarsi in un teatro fu biblioteca del Convento Carmelitano della Basilica di San Martino Maggiore, per poi divenire, nel corso degli anni, prima cinema e poi teatroAttualmente, oltre che sede della compagnia Libero Fortebraccio Teatro, è una sala Teatro che può ospitare fino a novantanove spettatori. Per l'attività estiva è allestito il Chiostro di San Martino, anticamente chiamato "Chiostro dei Morti" progettato da Giovanni da Brensa nel 1510. Originariamente fu cimitero del convento e sono visibili a tutt'oggi numerose iscrizioni sepolcrali, alcune con ornati e decorazioni in terracotta. Il Chiostro di San Martino per le sue qualità è capace di ospitare fino a duecento persone. Per la particolarità della sua programmazione il Teatro San Martino non presenta solo un cartellone di appuntamenti ma concretamente produce, sostiene e condivide percorsi. Nella consapevolezza che la cultura teatrale consente una forma attiva di cittadinanza, permettendo il confronto, l'incontro pubblico, lo scambio vivo e assembleare di idee, forme, visioni del mondo, proponiamo da tre anni STAGIONI TEATRALI ricche di appuntamenti con artisti della scena contemporanea articolati in spettacoli, laboratori, presentazioni di libri, incontri pubblici, convegni.
Da tre anni presentiamo non un cartellone di attività ma una modalità di programmazione che è un progetto culturale in senso esteso, interpretando la strada intrapresa come l'unica possibile rispetto alle condizioni generali del teatro contemporaneo.
"Sempre aperto Teatro San Martino". Questo il concetto accolto. O quantomeno il più possibile. Questo è quello che vorremmo. Al di fuori e al di sopra delle possibilità.
Di fatto presentiamo una stagione di residenze artistiche lunga sette, a volte, otto mesi, non una selezione di progetti. Proponiamo un teatro al plurale, che ha nelle differenze la sua ricchezza: una stagione costruita non per selezione ma "ad invito", non un semplice calendario di eventi ma una vera e propria possibilità di residenza dove ogni compagnia, gruppo o artista sceglie la forma e la misura della propria partecipazione. Gli inviti non sono rivolti agli spettacoli, ossia al prodotto finale degli artisti, ma agli artisti stessi che in piena autonomia decidono cosa proporre in stagione. Spettacoli, laboratori, prove, incontri, presentazioni costituiscono le stagioni "collettive" del Teatro, proposte nell'adesione di un progetto che diventa a firma di tutti quelli che lo compongono.”
  
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domenica 22 gennaio 2012

TEATRO DELLE MOLINE

“La Storia dell'Arena del Sole (1810 – 2010). Duecento anni di Teatro e di Storia -  L'Arena del Sole, luogo dato agli spettacoli diurni, secondo l'iscrizione che ne sovrasta l'ingresso, venne inaugurata il 5 luglio 1810. Costruita per iniziativa di Pietro Bonini, commerciante di pellame, come teatro all'aperto in muratura, sorgeva nell'area del cinquecentesco convento delle monache Domenicane di S. Maria Maddalena, abbandonato in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose durante l'occupazione napoleonica di Bologna. Ancora oggi permangono alcune parti originarie dell'antico convento, quali il chiostro, utilizzato durante l'estate per iniziative spettacolari. La sua architettura era di ispirazione neoclassica, antagonista a quella barocca ritenuta classista, in applicazione dell'ideologia giacobina che assegnava al teatro un ruolo cruciale nell'educazione culturale e politica del popolo. Per tutto l'Ottocento e per la prima parte del Novecento l'Arena fu meta ambita dalle grandi compagnie durante il periodo che da Pasqua arrivava alla fine di settembre.Per citare solo alcuni tra i grandi interpreti che ne hanno calcato il palcoscenico: Tommaso Salvini, Eleonora Duse, Giovanni Emanuel, Irma Gramatica,Ermete Zacconi, Ermete Novelli, Ruggero Ruggeri, Dina Galli, Virginia Marini, Lyda Borelli, Ettore Petrolini, Maria Melato, Paola Borboni, Marta Abba, Renzo Ricci. A partire dal 1916 il teatro si dotò di coperture smontabili, via via sempre più perfezionate, che permisero lo svolgimento di una programmazione invernale, anche cinematografica. La proiezione di film si intensificò negli anni 30, avvisaglia di quella drastica trasformazione del teatro in cinema nel 1949.Nel 1984 il Comune di Bologna acquista l'immobile. Il teatro ospita provvisoriamente due stagioni teatrali, 1984/85 e 1985/86, sotto la direzione artistica di Yuri Lyubimov, e poi, dal 1986, grazie all'impegno del Comune stesso e della Regione Emilia Romagna, ha inizio la radicale ristrutturazione che lo ha portato nel 1995 a rinascere a nuova vita sotto la direzione di Nuova Scena-Teatro Stabile di Bologna: da quella Nuova Scena ha prodotto circa 70 allestimenti e ospitato circa 1000 spettacoli per un totale di oltre 1 milione  500 mila spettatori. Nel 2010 ricorre il Bicentenario dell'Arena del Sole e per la stagione 2010/2011 sono in programma iniziative ad esso dedicate.”
   
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sabato 21 gennaio 2012

J.Edgar

 


Hoover è stato direttore dell'FBI dalla sua fondazione nel 1935 alla morte nel 1972, un "regno" lunghissimo e controverso che ha portato le norme successive a fissare a 10 anni il mandato massimo per questa carica. Tra gli aspetti più controversi della sua vita, peraltro, una presunta omosessualità repressa, in aperto contrasto con i numerosi provvedimenti (anche omofobi) attuati durante la sua carriera. Hoover era infatti noto per utilizzare l'FBI al fine di attaccare gli attivisti e i dissidenti politici, raccogliendo fascicoli segreti sui leader politici per minare la loro credibilità spesso puntando sulla sfera sessuale. (fonte Filmisnow)

Cast:
Leonardo Dicaprio
Naomi Watts
Josh Lucas
Armie Hammer
Ed Westwick
Lea Thompson
Dermot Mulroney

Director: Clint Eastwood

TEATRO DEHON

“Il Teatro Dehon è stato costruito negli anni ’50 su progetto dell’architetto Rodolfo Bettazzi, ed ha una capienza di 500 posti. Nel 1986 è stato completamente ristrutturato per opera del Centro Culturale Teatroaperto l’organismo che attualmente lo gestisce. Promuove stagioni teatrali con le maggiori Compagnie italiane e straniere. Cura anche la Rassegna/Festival della drammaturgia contemporanea “La Scrittura Incantata”. Si occupa di formazione dal 1990, con la creazione del Laboratorio Permanente dell’Attore. Nel foyer del teatro promuove mostre d’arte, iniziative musicali, letture poetiche, e presentazioni di libri. Nella stagione 1994/95 ha vinto il “biglietto d’oro AGIS”.
La Compagnia Teatroaperto, fondata nel 1974 dall’attore e regista Guido Ferrarini, è la compagnia stabile del Teatro Dehon. è una compagnia di giro nazionale che ha partecipato a molti festival, sia italiani che stranieri. Si muove sulla linea del Nuovo Teatro Popolare, della cui corrente è uno dei fondatori e per la quale ha promosso incontri e convegni, anche internazionali. Ha collaborato con due premi Nobel: Samuel Beckett e Dario Fo e molti intellettuali, tra cui Fernando Arrabal, Jean Baudrillard e Cesare Garboli. Ha messo in scena più di 40 spettacoli, tra cui: “Duse, Duse… Duce, Duce”, “Fantomas” e “Uno, Due, op-là!” di Guido Ferrarini; “Un uomo solo al comando… Fausto Coppi” di Guido Ferrarini e Gian Marco Montesano; “L’ultimo nastro di Krapp”, “Giorni felici” e “Atto senza parole” di Samuel Beckett; “L’avaro”, “Il malato immaginario” e “Il borghese gentiluomo” di Molière; “Giulietta e Romeo” e “La bisbetica domata” di William Shakespeare; “Il mercante di Venezia (a Dachau)” da William Shakespeare; “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe” di Dario Fo. Dal 2000 al 2002 Teatroaperto ha realizzato il progetto "Utopia" mettendo in scena: "Cyrano de Bergerac - Utopia N. 1 ", "Don Chisciotte - Utopia N. 2" e "Bakunin - Utopia N. 3" (solo progetto). Dal 2003 al 2005 Teatroaperto ha realizzato il progetto “Le vie del Teatro” mettendo in scena: “Falstaff e le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, "La valigia di Pandora" di Giorgio Celli e “Amleto” di William Shakespeare. Dal 2006 al 2009 Teatroaperto ha realizzato il progetto“Europa 0” mettendo in scena: “Escuriale” di Michel De Ghelderode, “Calorosi gli applausi da domani si replica” di Luciano Leonesi, “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.”
   
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venerdì 20 gennaio 2012

Underworld 4: il Risveglio

 



Trailer italiano in qualità HD di "Underworld 4: il Risveglio 3D", quarto capitolo sulla saga Horror-Azione tra Vampiri e Licantropi. Più spettacolarità, più azione, più sangue e soprattutto, l'originalità del 3D. Distribuito da Warner Bros.

In Underworld 4 Il risveglio, la vampira guerriera Selene si ritrova confrontata al suo antagonista più potente, proprio nel momento in cui scopre un segreto sconvolgente che cambierà tutto ciò per cui ha sempre lottato. Sono trascorsi quindici anni da quando Selene e il suo amore, Michael, un ibrido umano-Lycan, hanno sconfitto l'Anziano Marcus, ma da allora il genere umano ha scoperto l'esistenza sia dei Vampiri sia dei Lycan e ha scatenato una guerra senza quartiere per sterminarli. Selene, catturata durante il genocidio, si risveglia dopo oltre dieci anni e si ritrova prigioniera in un laboratorio di Antigen, una potente compagnia biotech impegnata a sviluppare un vaccino contro i virus che hanno creato Vampiri e Lycan. 
REGIA: Måns Mårlind, Björn Stein
SCENEGGIATURA: Len Wiseman, J. Michael Straczynski, Allison Burnett, John Hlavin
ATTORI: Kate Beckinsale, Stephen Rea, Michael Ealy, Theo James, India Eisley, Sandrine Holt, Charles Dance, Kris Holden-Ried, Jacob Blair, Adam Greydon Reid, Catlin Adams, Robert Lawrenson, Richard Cetrone, John Innes, Tyler Mcclendon, Kurt Max Runte, Ron Wear, Marvin Duerkholz, Sanny Van Heteren
Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Scott Kevan
MONTAGGIO: Jeff McEvoy
MUSICHE: Paul Haslinger
PRODUZIONE: Lakeshore Entertainment, Screen Gems
DISTRIBUZIONE: Sony Pictures Italia
PAESE: USA 2012
GENERE: Azione, Fantascienza
DURATA: 88 Min
FORMATO: Colore 2.35 : 1 - in 2D e 3D

(Fonte TopoCinema e Comingsoon)

"MEGLIO DI COSI’" AL TEATRO ANTIGONE





















Scritto e diretto da Alessio Di Cosimo con Alessio Di Cosimo, Alessandra Kre Monica Montebello, Sofia Vidal, Claudio Boschi, Giovanni Nerini, Valentina Imperi, Franco Malizia. Voce narrante: Silvia Barba.
"In un piccolo paesino alle porte di Roma vive Mariano, un ragazzo buono, gentile; comincia da piccolo,dopo la morte del padre, a lavorare nell'alimentari di famiglia. Non ha mai lasciato il suo paese e tanto meno ha mailasciato sola la sua mamma, la signora Rosa. Mariano è felice così, lavorare tutta la settimana e giocare poi a bocce la domenica con gli anziani del paese. Le sue giornate scorrono felici e tranquille, fino a quando irrompe la dottoressa Colletta... Rimproveri bonari e un susseguirsi di gags divertenti contraddistinguono questa commedia.
Cosa accadrà al povero Mariano..."

TEATRO ANTIGONE dal 18 al 22 Gennaio 2012

ORARIO: da mercoledì 18 gen. a sabato 21 gen. : ore 21.00 - domenica 22: ore 18.00
Prezzi: interi € 10 + € 2 euro tessera
info prevendite: 3473518619 - 3314296422

giovedì 19 gennaio 2012

ASSOCIAZIONE ALESSANDRO SCARLATTI













“I fondatori della Scarlatti non furono soltanto musicisti come Emilia Gubitosi, più tardi affiancata da Franco Michele Napolitano e Vincenzo Vitale, o come Giovanni Tebaldini, ma anche scrittori come Salvatore Di Giacomo e persone di cultura come Maria De Sanna. La Manifestazione inaugurale fu la prima esecuzione moderna di un oratorio di Emilio de' Cavalieri: La Rappresentazione di Anima et di Corpo l'8 ed il 28 aprile 1919 nella chiesa di San Paolo Maggiore. L'attività concertistica proseguì subito su livelli molto elevati con "l'Euridice" di Jacopo Peri e Giulio Caccini, eseguita nel Teatro Politeama il 28 ed il 30 gennaio 1920, con l'oratorio "Jephte" di Giacomo Carissimi (14 aprile 1920) e l'"Orfeo" di Claudio Monteverdi (Teatro di San Carlo, 13 e 16 maggio 1920) e toccò punte di interesse unico nei tre concerti diretti da Arturo Toscanini - che scelse la Scarlatti per presentarsi a Napoli - prima di partire per gli Stati Uniti e al suo ritorno in Italia. Il primo concerto del 24 novembre 1920, al Teatro Politeama, includeva la Sinfonia in do minore n.5 op. 67 di Ludwig van Beethoven e "Preludio e Morte di Isotta" di Richard Wagner; gli altri due (20 e 21 aprile1921) furono eseguiti al Teatro di San Carlo e includevano, tra l'altro, la Sinfonia in la maggiore n.7 op.92 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia in re maggiore n.2 op.73 di Johannes Brahms, oltre a brani di Richard Wagner, Richard Strauss, Giuseppe Martucci, Gioacchino Rossini ed Edward Elgar. Si ricorda anche la prima esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, interpretate in sei concerti da Wilhelm Backhaus nel 1941; in quello stesso anno, la Scarlatti affidò ad un altro sommo musicista, Edwin Fischer, le celebrazioni del 150° anniversario della morte di Wolfgang Amadeus Mozart. A partire dal 1940 - e per quasi trent'anni - l'Associazione Alessandro Scarlatti fu presieduta dall'Ing. Giuseppe Cenzato, appassionato cultore di musica e per molti anni presidente del consiglio di amministrazione del Conservatorio di musica San Pietro a Majella. A lui si deve un primo rilancio dell'attività dell'Associazione, costretta ad un forzato periodo di stasi dagli eventi della seconda guerra mondiale. Nel 1949 avvenne la fusione con l'Orchestra da Camera Napoletana, fondata l'anno prima da Vincenzo Vitale, ed ebbe così vita un nuovo complesso rigorosamente selezionato, l'Orchestra da Camera Alessandro Scarlatti, di cui fu direttore stabile il Maestro Franco Caracciolo. Dal 1949 al 1956 la Scarlatti collaborò intensamente con la Rai, allora presieduta dall'Ing. Marcello Rodinò; si ricorda, tra l'altro, l'impegnativa realizzazione radiofonica, per il Terzo Programma, della esecuzione integrale dei Concerti per strumento solista ed orchestra di Mozart. Le registrazioni furono tutte effettuate nella vecchia sala Alessandro Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella, riaperta nel 1996 in veste nuova, dopo l'incendio del 1973. In quegli stessi anni l'Orchestra Alessandro Scarlatti, gestita dalla omonima Associazione, riscosse numerosi e qualificati consensi nel corso di varie tournèes in Italia ed all'estero: Parigi (1954), Granada (1955), Amburgo, Mannheim, Colonia, Berlino (1956). Dal novembre del 1956 l'Orchestra Alessandro Scarlatti entrò a far parte dei complessi stabili della Radiotelevisione italiana, impegnandosi, oltre che nella stagione sinfonica pubblica, organizzata fino all''nizio degli anni settanta in collaborazione con l'Associazione Scarlatti, anche nel Luglio musicale a Capodimonte e nell'Autunno musicale napoletano. Dopo la presidenza dell'Ing. Cenzato, i suoi successori, presidenti Mario Origo, Giuseppe Lapreta e Raffaele Minicucci, diedero impulso all'attività concertistica soprattutto da camera, con la partecipazione di grandi solisti (Rubinstein, Richter, Kempff, Starker, Tortelier) e complessi già famosi (Quartetto Italiano, Quartetto Amadeus, Trio di Trieste), ma anche con la presenza a Napoli di compositori contemporanei (Stockhausen, Ligeti, Petrassi, Berio). Numerose sono state anche le orchestre ospiti (Mozarteum di Salisburgo, London Mozart Players, Ensamble Kontraste, Orpheus Chamber Orchestra, St. Martin - in the- Fields, The English Concert, Les Arts Florissants, Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Filarmonica di Rotterdam, Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia) ed i complessi vocali (Wiener Sangerknaben, Wiener Motettenchor, Ensemble Vocale di Napoli). Nel 1975, all'Associazione Alessandro Scarlatti venne attribuita la medaglia d'oro del premio "Anziani della Musica".
A partire dal 1971, nell'intento di rinnovare con nuove formule la prassi delle manifestazioni concertistiche, l'Associazione Scarlatti organizzò le Settimane di musica d'insieme; nel corso di esse, solisti italiani e stranieri, con la guida di Salvatore Accardo, si riunivano per studiare, concertare ed eseguire "musica d'insieme" dei più svariati autori e dal più inconsueto organico strumentale. Ne derivò uno straordinario interesse da parte del pubblico, soprattutto giovanile, che cominciò ad acquisire nuova familiarità con pagine di musica da camera ritenute "difficili" o dimenticate. Infatti, il pubblico era ammesso anche alle prove, che si svolgevano nelle ore diurne. Il grande merito del successo della "musica d'insieme" - come venne comunemente denominata l'iniziativa - è da ascrivere al suo ideatore ed organizzatore, Gianni Eminente, consulente dell'Associazione Scarlatti, nonché alla bravura ed alla disponibilità di artisti come Salvatore Accardo, vero e proprio trascinatore di una équipe sempre variabile, ma centrata intorno ad un gruppo di aficionados quali Dino asciolla, Rocco Filippini, Pierre Amoyal, Victor Martin, Sylvie Gazeau, Alain Meunier, Christian Ivaldi, Régis Pasquier, Bruno Canino, Carlo Bruno, Mariana Sirbu, Franco Petracchi, Giorgio Zagnoni, Claus Kanngiesser, Antony Pay, Michele Campanella, Bruno Giuranna e tanti altri.Dopo un lungo periodo di successi, ai primi anni novanta, l'iniziativa andò incontro ad una pausa durata fino al 1998, quando - per soddisfare alle numerose richieste del pubblico - la Associazione Scarlatti ha deciso di infondere nuova vita in questa manifestazione, affidandone la direzione artistica al violoncellista francese Alain Meunier, presente fin dalle prime edizioni degli anni '70. Nei suoi novanta anni di attività, l'Associazione Alessandro Scarlatti non si è soltanto limitata a proporre l'ascolto di musiche, anche raccolte in cicli integrali, come i Quartetti di Beethoven (Quartetto Busch, Quartetto Amadeus, Quartetto Alban Berg, il ciclo "Archi nella Reggia -Incontri fra capolavori" del 2003) o il Clavicembalo ben temperato di Bach (Ruggero Gerlin, Daniel Chorzempa, Enrico Baiano) o costituenti autentici "monumenti" sonori (le Passioni secondo Matteo e secondo Giovanni, la Messa in si minore, l’Oratorio di Natale di Bach, la Messa in do minore, il Davide penitente, il Requiem di Mozart, La Rappresentatione di Anima et di Corpo di Emilio de' Cavalieri, il Messiah di Haendel ) che devono far parte del patrimonio di conoscenze musicali di ogni generazione di ascoltatori, ma ha tradizionalmente svolto anche una funzione didascalica, oggi più che mai da intensificare, attraverso conferenze, tavole rotonde, convegni su svariati aspetti musicali e socio - culturali. Valabrega, Giazotto, Barblan, Ziino, Isotta, Casini, Vidusso, Bortolotto, Lanza Tomasi, Stuckenschmidt e tanti altri musicologi insigni hanno dato il loro contributo alla "riflessione" sulla musica nell'ambito dell'Associazione. Nell’ambito delle iniziative culturali volte allo sviluppo della conoscenza della musica, vorremmo ricordare  “i Quaderni dell’Associazione” che si propongono di illustrare, con l’intervento di musicisti e musicologi alcuni tra i più significativi  progetti musicali realizzati dalla Scarlatti.  Dopo quelli del M° Campanella che ha approfondito la Forma-sonata  e del musicologo Alberto Cantù su Paganini, il terzo, pubblicato di recente, è stato  curato dal prof.Renato Bossa sull’argomento “Divertimenti, Serenate e Cassazioni”.
Dal 1998 , con la inaugurazione del ciclo "Musica e Luoghi d'Arte", si realizza una serie di eventi musicali inediti nella storia della cultura in Campania: l'Istituto Banco di Napoli infatti affianca la Associazione Scarlatti nella realizzazione di una serie di concerti straordinari finalizzati alla valorizzazione dei monumenti, creando una serie di incontri memorabili che hanno la caratteristica di esaltare, incrociandoli, valori architettonici e musicali. Ospiti di tale rassegna saranno artisti del calibro di Riccardo Muti, che, alla guida della Filarmonica della Scala, diventerà un ospite di riguardo nelle programmazioni della Associazione Scarlatti; di Gidon Kremer alla guida della Kremerata Baltica; del gruppo barocco Les Arts Florissants diretto da William Christie, solo per fare qualche nome. Divenuto il nucleo centrale della programmazione della Associazione Scarlatti, (che, dopo essere stata presieduta per un purtroppo breve periodo dal Prof. Urbano Cardarelli è dal 1998 guidata dal Prof Lucio Sicca ) la nascita del ciclo del ciclo "Musica e Luoghi d'Arte" segna anche l'inizio di un periodo intensamente progettuale, che vede un ritorno agli impegni di largo respiro: nell'arco di diverse stagioni vengono infatti realizzate una serie di esecuzioni integrali, come i Quartetti per archi di Schubert, le Sinfonie di Beethoven nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt, le sonate di Beethoven per violoncello e pianoforte, i Quartetti di Beethoven. Quest'ultimo progetto ci porta ad introdurre  un’altra iniziativa della Associazione Scarlatti, ancora una volta particolarmente innovativa: la rassegna "Archi nella Reggia - Incontri fra capolavori", realizzata in collaborazione con il Polo Museale Napoletano ed il sostegno di BancaIntesa. Ospitato nella splendida cornice del Salone delle Feste del Museo di Capodimonte a partire dal novembre 2001, il ciclo si presenta come un appuntamento tra il pubblico napoletano e una serie di capolavori: artistici da una parte, proposti per l'occasione agli ascoltatori dei concerti attingendo al ricchissimo patrimonio delle collezioni del Museo, non inseriti nell'abituale percorso espositivo; musicali dall'altro lato, con predilezione per il massimo repertorio cameristico per soli archi. Successivamente  la rassegna ha subito una  ulteriore evoluzione,  prendendo spunto dalla inaugurazione delle più importanti mostre di maestri della pittura, cui sono stati legati concerti  dedicati a mantenere l’atmosfera  creata dalla visita alla mostra.  Nell’ottobre del 2004, il concerto “Arpe nella Reggia” si svolse in occasione della mostra “Caravaggio – l’ultimo tempo 1606-1610 “ con l’esposizione di preziosi strumenti appartenenti alla Collezione Giulini. Nel marzo del 2005, alla mostra dedicata a Diego Velázquez venne abbinato il concerto “La virtù temporale” con  una serie di brani di autori vissuti fra XVI e XVIII secolo, mentre nell’ottobre di quello stesso anno, in occasione della mostra su Domenico Morelli, la Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri propose sia brani di carattere “militare”, sia composizioni di autori ottocenteschi come Verdi, Bizet, Offenbach. Nell’aprile del 2006 , in concomitanza con la mostra “Tiziano e il ritratto di corte da Raffaello ai Carracci”, i Madrigalisti della Pietrasanta, diretti da Rosario Peluso, eseguirono una serie di musiche incentrate sul tema del madrigale nel Regno delle Due Sicilie. Nel gennaio 2007 in occasione della mostra” “I colori della Campania - Omaggio a Giacinto Gigante”  il pianista Carlo Forni ha accompagnato le cantanti Francesca Zurzolo e Ingrid Somma nell’esecuzione di romanze che autori di diverse epoche come Donizetti, Mercadante, Cottrau, Ricci , hanno dedicato alla collina di Posillipo; nel maggio 2008 alle suggestioni della mostra “Salvator Rosa tra mito e magia” hanno fatto  da commento i versi di Ludwig Rellstab e di Heinrich Heine scelti da Schubert per il suo celebre ciclo di Lieder Schwanengesang, evocatori insieme alla musica di atmosfere drammatiche e romantiche. Infine in  occasione della mostra  internazionale “Ritorno al barocco -  da Caravaggio a Vanvitelli”  ha preso vita un progetto straordinario che  sta portando la musica in ognuna delle sedi della mostra nella nostra città. Il Museo di Capodimonte, il Museo Pignatelli, il Museo Duca di Martina, la Certosa di San Martino e il Castel Sant’Elmo  sono altrettante tappe di un viaggio nella storia della musica barocca ideato ed eseguito dal maestro Enrico Baiano, attraverso lo strumento principe di questo periodo, il clavicembalo.
Altra collaborazione prestigiosa è quella, avviata nel 2003, con la Soprintendenza del Teatro di San Carlo per il progetto “Il grande pianismo internazionale a Napoli”. Questo progetto, che ha riportato dopo anni di assenza i massimi virtuosi della tastiera nella nostra città, è una delle iniziative più prestigiose e di successo, e  con la presenza di artisti del calibro di Alfred Brendel, Maurizio Pollini, Evgenji Kissin, Andràs Schiff, Radu Lupu, Krystain Zimerman.
Molti sono stati gli appuntamenti con realtà musicali che forse non appartengono strettamente parlando al mondo della musica classica, ma certamente a pieno titolo alla musica tout-court, e certamente alla musica di qualità. Vogliamo trovare una data d’inizio a questo nuovo corso della Scarlatti? Ma sì, eccola: 1 dicembre 1992, giorno del debutto napoletano del Kronos Quartet. Un’idea geniale quella di portare a Napoli la più interessante, innovativa, trascinante e trasgressiva tra le formazioni d’archi emergenti.  Nell’arco di un mese, la stagione ’92-’93 vive in effetti alcuni momenti di gloria:  si propone un vero e proprio pezzo di storia del jazz come il Modern Jazz Quartet, alla sua ultima tournée prima dello scioglimento, avvenuto nel 1993 (Connie Kay sarebbe morto nel 1994, poi via via gli altri, fino a Percy Heath, scomparso nel 2005).  Ed ancora  Ute Lemper, “la nuova Marlene Dietrich” (lei detesta questo appellativo), in un recital tutto mitteleuropeo nelle atmosfere, consacrato a Kurt Weill.  In anni più vicini ricordiamo l’ironico concerto della Palast Orchestra con l’ineffabile Max Raabe; la multicolore Orchestra di Piazza Vittorio che ha aperto la stagione 2006/2007 con un concerto pieno di energia e di significati profondi; la magica serata del Kenny Barron Trio; il particolarissimo appuntamento con la voce di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che hanno spaziato dai canti natalizi ai Beatles alle canzoni anni ’50 a Monteverdi. Ed uno spazio a sé merita il particolarissimo concerto “Officium”, tenuto nella Chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, grande successo di Jan Garbarek e dell’Hilliard Ensemble che da 10 anni affascina il pubblico di tutto il mondo.
 Questi concerti dimostrano come nelle  programmazioni della Scarlatti non si perda mai di vista il gusto delle generazioni più giovani: è appunto a questo segmento del nostro pubblico che è stata dedicata, con esiti superiori alle aspettative,  l’introduzione del biglietti “last minute”  per i giovani al di sotto dei 31 anni, il cui risultato è  stato un aumento esponenziale delle presenze del pubblico che segue i nostri concerti,  in particolare dei giovani.
Ma l’attenzione al mondo delle nuove generazioni non si restringe solo al pubblico, ma si allarga anche agli esecutori, in particolare a quelli della nostra Regione. Da anni i giovani musicisti napoletani contribuiscono a  caratterizzare l’attività della nostra Associazione con numerosi concerti: nel 2005 il ciclo “ Italian Style” ha proseguito virtualmente il ciclo “Viaggiando in Italia”, che l’anno precedente aveva raccolto brani di compositori stranieri dedicati al nostro paese. “ Italian Style”  riunisce composizioni di autori italiani che hanno avuto particolare fortuna fuori dall’Italia con particolare attenzione alla musica di Boccherini, del quale abbiamo celebrato il bicentenario della morte con due concerti. Nel 2006 il ciclo mozartiano all’Archivio del Banco di Napoli - Fondazione  oltre alla esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte ha presentato appuntamenti particolari e interessanti come la trascrizione per quartetto d’archi del “Don Giovanni” o la rassegna delle arie “sostitutive” scritte da Mozart per opere non sue.
Nel periodo 2008/2009  la Associazione Alessandro Scarlatti ha festeggiato il 90° anno di attività, con una serie di grandi concerti orchestrali  di eccezionale rilevanza, riuniti sotto il titolo “QUATTRO SECOLI DI GRANDE MUSICA”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, offrendo al pubblico napoletano una rassegna di eventi che ha esplorato la storia della musica classica nella sua evoluzione dal seicento al novecento, dalle origini del teatro musicale alle grandi sinfonie. La realizzazione di questi concerti è stata affidata  ad alcuni tra i più prestigiosi gruppi orchestrali del mondo; a tale proposito è da sottolineare il particolare  sforzo organizzativo e finanziario che ha permesso di ospitare compagini  di dimensioni assai superiori al consueto come l’Orchestra del Teatro Marijnsky di San Pietroburgo che è stata diretta dal grande Valery Gergiev in una memorabile interpretazione della Saga della Primavera all’Auditorium RAI in collaborazione con la Fondazione Teatro di San Carlo. Altro concerto celebrativo dei novanta anni è stato quello inaugurale  della stagione 2008/2009 con  uno dei beniamini del nostro pubblico, Ton Koopman, che, con la sua Amsterdam Baroque Orchestra,  ha diretto una magnifica esecuzione della monumentale Messa in si minore di Bach. A gennaio  2009 Gidon Kremer  ha guidato la sua Kremerata Baltica in un trascinante concerto che ha spaziato da Mozart a Penderecki a Piazzolla. A conclusione del concerto l’ensemble ha dedicato alla Associazione il più prestigioso “Happy Birthday” che si potesse chiedere. Il 9 aprile 2009 il giovane ma già affermato direttore austriaco Ingo Metzmacher, per la prima volta a Napoli, ha portato al successo  la formidabile Mahler Jugendorchester “una gioiosa macchina da suono” secondo la definizione della stampa. I giovani strumentisti hanno trascinato l’intera sala del Teatro di San Carlo, che collaborava alla serata, in una esecuzione   della  suite “Nobilissima Visione” di Hindemith, di un estratto dalla Terza Sinfonia di Mahler e della Decima Sinfonia di Shostakovich “… da manuale, non solo per precisione e compattezza di lettura, quanto per l’entusiasmo, la vitalità, l’ingenua ed avvolgente potenza sonora.” (Il Mattino, 11 aprile 2009) La rassegna è stata chiusa da una manifestazione tutta dedicata alla nascita della nostra Associazione: La Rappresentatione di Anima et di Corpo di Emilio de’ Cavalieri venne infatti eseguita nel concerto inaugurale della Associazione l’8 aprile 1919 nella Basilica di San Paolo Maggiore, in una storica esecuzione curata da Giovanni Tebaldini, pioniere della riscoperta della musica sacra italiana. L’esecuzione odierna, diretta da Flavio Colusso  alla guida degli ensemble Cappella Musicale Theatina e Seicentonovecento, realizzata in forma semiscenica, si  è tenuta il 28 aprile  2009 sempre  presso la Basilica di San Paolo Maggiore  e tutta la città di Napoli è stata invitata a partecipare a questa festa.
Infine, è stato pubblicato il volume "Appunti di viaggio", che illustra il ruolo che la nostra Associazione ha svolto in 90 anni per lo sviluppo della cultura musicale della nostra citttà. Il libro,  realizzato con il contributo di valenti musicologi, è corredato da un CD repertorio dei programmi di tutti i concerti eseguiti dalla fondazione ad oggi. I singoli capitoli sono  dedicati di volta in volta ad approfondire i rapporti della Associazione Scarlatti con la musica antica,  la musica da camera, la musica contemporanea etc.;  non è da sottovalutare il valore documentale perchè la storia della Associazione Alessandro Scarlatti è intrecciata fittamente con la storia della vita culturale e non della città di Napoli. Ripercorrere ed approfondire le attività della Associazione significa  fare luce su  alcuni passaggi storici (come la creazione dell’Orchestra Alessandro Scarlatti e la successiva separazione dalla Associazione con l’intervento della RAI)  che altrimenti potrebbero essere dimenticati o essere nel futuro di difficile ricostruzione storica. Il volume è stato presentato il 19 novembre 2009 a Castel Sant'Elmo da Renato Bossa, Sandro Cappelletto e Gioacchino Lanza Tomasi; dopo la presentazione, alle ore 21, il concerto del Quartetto Emerson, il grande complesso statunitense che ha da poco festeggiato i trent’anni di carriera.
Con questo bagaglio di tradizione e di consensi, con buona parte dei concerti realizzati a Napoli, ma con una consistente attività decentrata nella regione Campania ( ricordiamo il ciclo "Gli organi storici della Campania"), l'Associazione Alessandro Scarlatti ha superato con slancio il novantesimo compleanno, sempre pronta a rinnovarsi e ad agganciare temi e problemi della vita musicale agli stimoli provenienti dal contesto socio - culturale metropolitano e regionale in cui essa è saldamente inserita, come la maggiore istituzione musicale napoletana attiva, dopo il teatro di San Carlo.”
   
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mercoledì 18 gennaio 2012

TAM Tunnel Comedy Club

“Nel presentarvi il TAM Tunnel Comedy Club, ci viene in mente un ricordo, la scommessa di un gruppo di amici: dimostrare alla nostra città, come un nuovo gruppo di cabarettisti poteva nascere e confrontarsi sulla comicità, superando logiche di separazione e concorrenza, investendo collettivamente in visibilità e professionalità. Quella scommessa portò alla nascita del Tunnel Cabaret, vetrina di una nuova scena comica urbana; anni magnifici , durante i quali siamo cresciuti assieme a tutti gli artisti che hanno portato il loro spettacolo nel piccolo Club di via S. Chiara. IL TAM, è il prosieguo ideale di quell'intuizione, di quella naturale propensione napoletana alla comicità; è l’essere parte di un circuito artistico di scambio e confronto; uno spazio d’interesse verso nuove forme di spettacolo di musica e cinema umoristico. La sala, nata nei locali dell'ex Cinema Amedeo, completamente rinnovata e ristrutturata in un moderno connubio di teatrale velluto rosso e acciaio, ben rappresenta il nuovo stile polivalente che caratterizza il TAM, la cui vera ricchezza nasce dalle contaminazione di genere. Il teatro, infatti , si propone oggi, come uno dei cinque spazi in Italia dove avviene la formazione del comico, grazie alla scelta della formula “Laboratorio” : il giovedì 'Laboratorio Zelig Tunnel', una serata durante la quale si alternano sul palcoscenico tutti i nostri migliori artisti in uno spettacolo esilarante fatto di repertorio ed improvvisazione; la domenica 'Si.. Pariando!', officina teatrale per giovani cabarettisti emergenti.
Ma, il locale, con uno sguardo al mondo delle produzioni televisive, grazie alle collaborazioni con Caffe' Teatro, Zelig, Ambra Jovinelli e Colorado, ospita soprattutto il meglio della produzione comica nazionale, distinguendosi come spazio urbano assoluto che concilia spettacolo, divertimento e ristorazione.”
   
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martedì 17 gennaio 2012

Fondazione Pietà de’ Turchini

















“Il Centro di Musica Antica Pietà de' Turchini si costituisce come Associazione senza scopo di lucro nel 1997 per dare forma coerente al progetto di valorizzazione artistica e di ricerca interdisciplinare, dedicato al patrimonio musicale e teatrale napoletano dei secoli XVI-XVIII e ai suoi riflessi nella contemporanea produzione musicale europea. Da subito il progetto culturale che il Centro promuove raccoglie importanti riconoscimenti: l'ambitissimo premio della critica musicale Franco Abbiati per l'intraprendente e insostituibile contributo alla riscoperta esecutiva e critico editoriale del barocco napoletano, e nel tempo una successione di prestigiosi premi alle incisioni discografiche e ai DVD, frutto del sodalizio con l'ensemble residente della Pietà de' Turchini fondato da Antonio Florio che del Centro è stato uno dei fondatori e direttore artistico fino al 2009. Nel 2010 da Associazione si trasforma in Fondazione di diritto privato proponendosi sempre più come polo di aggregazione, di produttivo scambio tra musicisti, studiosi, ricercatori a difesa di un'immagine positiva e colta della città di Napoli nel mondo intero. Presieduto da Marco Rossi e da Mariafederica Castaldo, che ne è la direttrice generale, con la presidenza onoraria di Silvia Croce, il Centro si avvale dal 2010 di due comitati artistico e scientifico per la programmazione musicale e didattica e l'attività di ricerca ed editoriale. Del primo fanno parte: Maria Majno, presidente delle European Mozart Ways, Susan Orlando e Paologiovanni Maione, musicologi esperti rispettivamente di Vivaldi e di repertorio napoletano tra Sei e Settecento, Fiammetta Greco presidente della Fondazione Nehaus di Roma. Del secondo: Elena Sala di Felice (Università di Cagliari), Paolo Fabbri (Università di Ferrara), Nicola De Blasi (Università Federico II di Napoli) e Francesco Cotticelli (Seconda Università di Napoli). Produzione e diffusione, ricerca, editoria ed alta formazione sono gli ambiti nei quali prima l'Associazione e ora la Fondazione, ha impegnato le migliori energie e risorse, anche a scopo benefico realizzando progetti per bambini e ragazzi, "a rischio" dei quartieri spagnoli, nel tentativo di avvicinarli alla musica, al canto, alla recitazione o agevolandone la partecipazione ai concerti in cartellone con accesso gratuito, idealmente richiamandosi alla tradizione dei 4 Conservatori napoletani, tra cui spiccava quello di Santa Maria della Pietà de' Turchini. Anche grazie ad una base operativa prestigiosa nonchè strategica, per la sua collocazione urbanistica: il Monastero e la Chiesa di Santa Caterina da Siena, Centro di Musica Antica è riuscito a proiettare sul campo nazionale e internazionale, il proprio messaggio artistico e culturale, senza trascurare l'immediato e problematico contesto territoriale nel quale si inserisce, contribuendo concretamente alla sua crescita socio-culturale e alla sua riqualificazione. La Fondazione è membro del REMA ( Resau Europèenne Musique Ancienne); EMW (European Mozart Ways); Da Ponte Network; Federculture, Sistema MED (Sistema Musica e Danza in Campania nell'ambito dell'Agis). Da sempre le attività del Centro di Musica Antica si orientano in molteplici direzioni: dalla produzione e diffusione di spettacoli musicali dal vivo, in forma scenica o concertistica, alla formazione altamente qualificata di giovani musicisti e cantanti, attraverso masterclass e seminari; dalla ricerca scientifica all'editoria, dai concorsi internazionali di canto barocco ai progetti per le scuole. Gradualmente nel tempo sono stati "spolverati" i cataloghi dei grandi "artigiani" partenopei dei secoli XVII/XVIII/XIX, inseguendo, attraverso un percorso coerente e sapiente, una moltitudine di artisti cui si è ridata dignità storica e soprattutto la "voce" che meritavano, nella importante scacchiera musicale europea sei-settecentesca. Non c'è dubbio che l'aspetto più originale e caratterizzante del Centro sia stata proprio la capacità di coniugare esecuzione e messinscena con ricerca e riflessione scientifica, dando vita un dialogo che nel tempo è divenuto sempre più vivo e fecondo, e grazie al quale le produzioni del Centro sono divenute puntuali occasioni per altrettanti approfondimenti scientifici. Nè vanno trascurate le sperimentazioni nell'ambito della musica contemporanea, tradizionale, finanche jazz, con alcune produzioni e prime esecuzioni assolute di autori più affermati o emergenti. Nel tempo poi la ricerca si è ritagliata lo spazio per una propria autonoma progettualità, i cui risultati più significativi sono stati la realizzazione di diversi convegni di studi internazionali e il conseguente avvio di una doppia collana editoriale di partiture e saggi, dagli esiti non meno lusinghieri, come l'ultimo libro dedicato alla Storia della Musica e dello Spettacolo a Napoli nel Settecento, cui ha contribuito con la sua prefazione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il volume, di cui è stata realizzata anche l'edizione in lingua tedesca, per la Bärenreiter in collaborazione con le European Mozart Ways e il Da Ponte Network, ha avuto la sua presentazione ufficiale al Festival di Pentecoste di Salisburgo, nel 2010..”
   
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lunedì 16 gennaio 2012

TEATRO LE NUVOLE

“LE NUVOLE  dal 1985 lavorano nel campo dell’ideazione, progettazione, produzione e distribuzione teatrale per l’infanzia e la gioventù. Hanno fondato a Napoli il primo Teatro Stabile per Ragazzi: teatro le nuvole di fuorigrotta . Nel 1992 la presidenza del consiglio dei ministri ha inserito “le nuvole” tra le realtà che operano nel campo della ricerca e sperimentazione del teatro per l’infanzia e la gioventù. Dal 2003 la compagnia è nominata dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali Teatro Stabile d’Innovazione Ragazzi.”
  
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domenica 15 gennaio 2012

TEATRO IL PRIMO














“Ed eccomi pronto a tagliare il nastro del decimo anno di vita....Quante ansie e quante preoccupazioni in questi dieci anni, ma quanto di me è racchiuso in quel piccolo palcoscenico che quando è al buio sembra raggelare, ad un tratto, i bagliori di una vita che, tante volte, si vorrebbe non aver scelto, ma che, in fondo, lo so, è l’unica vita possibile, l’unica che avrei voluto. Dieci anni bastano a tracciare la vita di un uomo e a volte a cambiarla radicalmente. Ed è quello che è accaduto a me, quasi a delineare, attimo per attimo, sequenza per sequenza, il lento evolversi di una creatura che, all’inizio, sembrava stentare a reggersi in piedi da sola ed adesso cammina, cammina... a volte forse troppo velocemente. Sarebbe commemorativo e forse patetico voler ricordare quante sere al chiudersi del sipario, mentre scemava l’applauso del pubblico, il mio cuore era animato dalle ansie e dai timori di un futuro che si faceva sempre più buio.
La crisi, i tagli ministeriali, l’abbandono istituzionale, l’assenza di volontà concrete per salvare un “animale preistorico” che, seppur lontano dalle coscienze confuse di questa era mediatica, rappresenta l’unico strumento per raccontarci davvero.
Tutto questo mi risuona nella mente come un beffardo applauso a questi dieci anni che, nonostante le sconfitte, i rimpianti, le speranze frustrate, il crollo degli ideali vorrei rivivere ancora, attimo per attimo, battuta per battuta, segmento per segmento. Buon compleanno “il Primo” e grazie per tutto questo. Arnolfo Petri”
   
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sabato 14 gennaio 2012

TEATRO TOTO’



















“Il Teatro Totò nasce nel maggio 1996 con una precisa ambizione: diventare tempio della comicità di nuova tendenza, senza tralasciare la consolidata tradizione. Così il vecchio Ausonia si rifà il belletto e prende allegramente un nuovo nome, quello del principe della risata, Antonio De Curtis, nel quartiere che gli ha dato i natali. A pochi passi dal Teatro San Ferdinando, nel cuore del quartiere Sanità, i soci che lo hanno rilevato, Gaetano Liguori e Davide Ferri, giungono dall'esperienza decennale del piccolo teatro Bruttini di Via Port'Alba, divenuto negli anni riferimento del cabaret non solo napoletano. Il Teatro Totò, con una sala di 636 posti, decide di presentarsi al pubblico nel maggio del 1996 con una sei giorni dedicata al grande comico: mostre, film e concerti e per dissolvere ogni dubbio sull'orientamento artistico della sala, il ritorno di due grandi artisti: Isa Danieli e Rino Marcelli che con "Avanspettacolo" hanno messo su un lavoro fatto di ricordi e frammenti di un'epoca dora.ata, quella degli scketches di Trottolino (Umberto D'Ambrosio) e altro ancora ricordasse il glorioso periodo del duemila, regno dell'avanspettacolo. A questo lavoro sono successi, nella prima stagione di attività del Teatro, piccoli eventi della comicità: da Paolo Rossi ad Angela Finocchiaro e Paolo Hendel, da Benedetto Casillo ad Olimpia Di Maio e Tullio Del Matto. Il 1997 è l'anno della rivelazione: Alan De Luca e Lino D'Angiò proprio al Teatro Totò mietono i successi di "Telegaribaldi", fortunata trasmissione televisiva di Teleoggi: è il tutto esaurito ad ogni replica in due mesi di programmazione. Contemporaneamente il cartellone accoglie due decani della tradizione comica napoletana, Mario Scarpetta e Carlo Giuffrè, rappresentanti della memoria storica. Chiudono il quadro Jacopo Fo, Alessandro Bergonzoni, Francesco Paolantoni. Nella stagione 98/99, il Teatro Totò, che ormai vanta al suo attivo oltre settecento abbonati, offre un cartellone vario alternando la tradizione di Giacomo Rizzo e Mario Scarpetta, all'eversione di Peppe Lanzetta al teatro di ricerca di Renato di ricerca di Renato Carpentieri. È però negli ultimi anni che, il Teatro Totò, grazie al proficuo lavoro svolto, assurge a spazio consacrato alla comicità nazionale e di tradizione, divenendo in poco tempo, con i suoi tremila abbonati, 4° teatro cittadino. È da ricordare inoltre che oggi il Teatro Totò è un vero e proprio centro di produzione teatrale, infatti sono già tantissime le produzioni fatte circuitare sul territorio nazionale con attori di provata esperienza quali: Enzo Cannavale, Aldo Giuffrè, Carlo Croccolo, Rino Marcelli, Giacomo Rizzo, Gino Rivieccio, Mario Scarpetta, Peppe Lanzetta, Tullio Del Matto, Antonio Allocca, Peppe Barra, Pippo Franco, Lando Buzzanca, Nino Castelnuovo e tanti altri. È infine interessante sottolineare il costante impegno che la nostra struttura ormai da alcuni anni profonde nella formazione di giovani attori, ne è palpabile testimonianza l'indiscusso successo del Laboratorio Pratico di Teatro frequentato da oltre 100 allievi che in sintesi ha saputo fondere insieme due realtà fondamentali del nostro lavoro come la produzione e la formazione.”
   
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venerdì 13 gennaio 2012

TEATRO DIANA






















“Nell'anno  2003 il Teatro Diana ha festeggiato i settanta anni, infatti fu il 16 marzo 1933 che venne inaugurata la sala vomerese dall'allora principe di Piemonte, Umberto di Savoia alla presenza dei numerosissime autorità cittadine. Fu Giovanni De Gaudio che pensò di aprire un teatro sulla collina di Napoli, dove il verde andava scomparendo per far posto al nuovo quartiere. Grandi artisti si alternarono sul palcoscenico vomerese: Ermete Zacconi, Maria Melato, Armando Falconi, Irma ed Emma Grammatica, Paola Borboni, Elsa Merlini, Vincenzo Scarpetta. Raffaele Viviani vi portò le sue commedie ricche di umanità e fu al Diana che avvenne la rottura definitiva tra Eduardo e Peppino De Filippo. Vi debuttarono le prime scintillanti riviste di Totò, Macario, Dapporto, Rascel, Wanda Osiris, Isa Bluette, Walter Chiari. Poi ai gloriosi esponenti della vecchia leva s'integrarono altri valentissimi interpreti: Nino Taranto, Carlo e Aldo Giuffrè, Luca e Luigi De Filippo, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Alberto Lionello, Alberto Sordi, Aroldo Tieri, Giorgio Albertazzi, Giuliana Lojodice, Valeria Moriconi, Anna Proclemer, Mariano Rigillo, Leopoldo Mastelloni, Glauco Mauri, Isa Danieli, Gabriele Lavia, Giuseppe Patroni Griffi, Dario Fo e Franca Rame, Giacomo Rizzo, Giorgio Gaber. Ed è sul palcoscenico del Diana che Marcello Mastroianni ha recitato le sue "Ultime Lune" e Pupella ha dato il suo addio al teatro con la presentazione del suo libro "Poca luce in tanto spazio". Oggi ci sono i nuovi straordinari attori del teatro italiano: Vincenzo Salemme, Cristian De Sica, Silvio Orlando, Marina Confalone, Lina Sastri, Giuliana De Sio, Leonardo Pieraccioni, Mergherita Buy, Luca Zingaretti, Nancy Brilli, Massimo Dapporto, Claudia Koll, Gino Rivieccio, Luca Barbareschi, Giulio Scarpati. Così come è stato per gli attori, pure nell'impresariato del Diana s'è verificato il ricambio generazionale. Ed il posto che fu del suo fondatore Giovanni De Gaudio, è adesso occupato col massimo impegno dalla figlia Mariolina e da suo marito Lucio Mirra. Infatti sotto la loro guida il Teatro Diana ha vinto 8 "Biglietti d'Oro" oltre a numerosissimi premi ed attestati. Negli ultimi tempi anche la terza generazione si va affiancando ai genitori e sono Guglielmo, Gianpiero e Claudia, che continuano il lavoro con entusiasmo e competenza. Il Teatro Diana è l'unico in Italia che da settant'anni viene gestito ininterrottamente dalla stessa famiglia con grande professionalità, sempre cercando di promuovere le più interessanti stagioni teatrali.”
           



giovedì 12 gennaio 2012

TEATRO CILEA























“Il Teatro Cilea di Napoli comincia la sua fortunata carriera sul finire degli anni '70 dello scorso secolo quando il grande Mario Scarpetta decise di creare una “Compagnia stabile” di recitazione nella sala vomerese. Tra le opere rappresentate più apprezzate di quegli anni fu proprio la famosa scarpettiana e cioè alcune delle opere del grande commediografo napoletano Eduardo Scarpetta, interpretate proprio da suo nipote Mario, la conferma del grande successo è rintracciabile ancora oggi nelle teche della RAI, che volle videoriprendere tali spettacoli per poterli poi trasmetter in televisione e farne quindi successivamente videocassette -hometeatre-, tra l'altro vendutissime.
Proprio in queste riprese è piacevole notare come sia possibile ritrovare proprio la C simbolo del Teatro Cilea sulla buca del suggeritore, quasi a suggellare il connubio tra l'artista e questo teatro che tanto l'amò. Fu solo il terremoto dell''80 ad interrompere le recite di “Miseria e nobiltà” in quel momento in scena. Dopo pochi anni si ripresero le rappresentazioni, ma questa volta al teatro fu dato un nuovo respiro e sul palco si alternarono artisti e opere del nuovo teatro napoletano, per citarne solo alcuni; Vincenzo Salemme, Biagio Izzo, Francesco Paolantoni etc. assieme a questi recitarono sul bel palco anche alcuni degli artisti nazionali che proprio in quegli anni portarono avanti un nuovo discorso di comicità, spesso legato alla critica sul sociale e sugli avvenimenti politici, tra gli altri furono nostri ospiti Paolo Rossi, Paolo Hendel, Alessandro Bergonzoni etc. Fu invece il nuovo millennio ad ispirare nuovamente un cambio di direzione e scelte artistiche per il Teatro Cilea. si cominciò così a procedere ad un nuovo e mirato recupero della tradizione napoletana lasciando però sempre spazio all'interpretazione di giovani attori, si alternarono quindi sul palco attori giovani di talento e vere e proprie pietre miliari della nostra tradizione tra gli altri citiamo: Mario Merola, Peppe Barra Oscar Di Maio, Benedetto Casillo etc. E' così che si diede il via anche a tutta una serie di concerti musicali promossi dal Teatro Cilea che ponevano l'attenzione oltre che sulla nostra autoctona tradizione propriamente drammaturgia e recitativa, anche sulla egualmente importante tradizione di scrittura ed interpretazione di canzoni; canzoni napoletane, che sono diventate nei secoli veri e propri simboli della città oltre che della nazione tutta. Questa direzione è stata quindi fortemente voluta e confermata anche per la stagione teatrale 2007/8. il primario obbiettivo che il Teatro Cilea si è proposto per quest'anno è quello di recuperare alcune tappe fondamentali del nostro tessuto storico con il tentativo di recupero del teatro “popolare”. Puntando dunque al binomio, innovazione - tradizione, con la prima al servizio della seconda, accanto quindi a nuove tecniche di promozione dell'attività teatrale l'obbiettivo è quello di rilanciare la grande tradizione napoletana ed è così che il doppio binario di quest'anno ha proposto da un lato rappresentazioni che vedono coinvolti grandi attori della tradizione come: Peppe Barra, Patrizio Trampetti, Gigi Savoia, Sergio Solli, Mario Brancaccio, Maria Basile, Benedetto Casillo, Oscar Di Maio. dall'altro si affiancano a questi delle nuove leve, pur già con ragguardevole esperienza come; Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo, Ciro Ceruti, Rosario Verde. Inoltre attività parallele legate ad incontri liberi su disquisizioni di carattere puramente teatrale e musicale e l'attività del progetto teatro scuola, hanno ancora una volta confermato il successo della bella platea di Via San Domenico.”
           


mercoledì 11 gennaio 2012

TEATRO BRACCO




















“Il "Teatro Bracco", già "Tarsia", fu inaugurato il 29 maggio del 1962 alla presenza delle più alte personalità dello Stato, della Provincia e della Cultura. Ma solo l'anno seguente, nel marzo del 1963, esso aprì definitivamente le sue porte al pubblico dando inizio ad una stagione di prosa napoletana che avrebbe dato lustro a testi di autori classici e moderni - quali Pietro Trinchera e Domenico Romano, Rocco Galdieri e Francesco Cerlone - e messo insieme un "cast" di attori e registi di grande talento, dando inizio alla regolare attività della Compagnia Stabile Napoletana. Da allora, calcarono quel palcoscenico attori di grande fama ed esordienti, come del resto era già accaduto quando anni prima - negli anni Trenta - quella stessa struttura era chiamata "Sala Tarsia" e vi venivano rappresentate le opere di Di Giacomo e di Bovio, di Scarpetta e di Pietriccione, di Murolo e di Starace. Inoltre, quel teatro sorgeva in un luogo "storico" di Napoli: quelli che una volta erano i giardini del settecentesco Palazzo dei Principi Spinelli di Tarsia e che, col tempo, furono trasformati, prima in un mercato all'aperto e, poi, in una famosa sala per le esposizioni. Dopo secoli di trasformazioni, grazie alla premura di Salvatore Emmanuele, direttore dell'ENAL, il "Teatro Bracco" era finalmente diventato un luogo di divertimento e cultura.
Nel caos di Salita Tarsia... quel che resta di una reggia - Salita Tarsia molti l'hanno vista, nel celebre "L'Oro di Napoli" di Vittorio De Sica: Totò scendeva da quella strada vestito da pazzariello per l'inaugurazione di un negozio di alimentari. A casa lo aspettava un camorrista che aveva preso Totò e la sua famiglia per albergo, facendo il bello e il cattivo tempo. Ma salita Tarsia, come via Tarsia e i vicoli vicini, quasi più nessuno ricorda che sono parte del più bello, più grande e sfarzoso palazzo che Napoli abbia mai avuto, Palazzo Spinelli di Tarsia. Di questo palazzo oggi bisogna più immaginare che vedere, poiché una facciata interna e un corpo di fabbrica non piccolo ancora esistono, con tanto di stemma nobiliare e di ridipintura fresca, ma l'insieme, per chi non abbia mai visto il disegno di Domenico Antonio Vaccaro, non è nemmeno sospettabile. Oggi percorrendo via Tarsia due cose balzano all'occhio: Palazzo Gravina, anche questo di ricca facciata e di incantevole cortile, occupato dall'Università, e il Teatro Bracco, fra i cui cartelloni compare anche l'insegna della polizia, con accanto l'istituto nautico. Di fronte, in linea d'aria, campeggiano San Martino e Sant'Elmo; in basso, invece, si cade nella trama della Pignasecca fra la nuova stazione della Cumana e della Funicolare di Montesanto. Il Teatro Bracco, ridipinto di rosso fuoco insieme all'Istituto Nautico, sono la parte di edificio più avanzata dell'antico Palazzo Tarsia, mentre i corpi di fabbrica più distanti si perdono salendo sulla collina, dove i grandissimi giardini settecenteschi sono diventati un putiferio di case, casaroppole e palazzi. Sulla destra c'è anche l'Istituto Margherita di Savoia, e altri palazzi di minore rilievo ma non meno balli.Largo Tarsia, al cui numero 2 si apre la facciata di Palazzo Spinelli con lo stemma a tre stelle, è un piazzale interno all'edificio di rara eleganza rococò. Inizio a contemplare: grazie al prezioso libro di Aurelio de Rose, "I palazzi di Napoli", mi sono resa conto di ciò che ho sempre guardato senza vedere. L'incisione su rame di Vaccaro è sublime: nel 1730 Ferdinando Vincenzo Spinelli, principe di Tarsia, aveva incaricoato il celebre architetto di ridisegnare un vecchio corpo di fabbrica già posseduto dalla famiglia sin dal 1500. Corte, giardini, persino un serraglio era qui previsto. Una descrizione del 1798 racconta dei grandi loggiati e persino di una magnifica biblioteca che Spinelli aveva aperto al pubblico. Una specie di riedizione dei giardini pensili di Babilonia questo palazzo, fatto a terrazze digradanti, con statue in marmo delle quattro stagioni, le volte dipinte in oro e le volte affrescate. Spinelli era un appassionato di scienze e di matematica, un cultore della biologia. Solito fare discussioni lunghe con Vaccaro, cui indicava i suoi inderogabili desideri, dettato per altro da una cultura vastissima e da frequentazioni di livello europeo, che certo dovettero essere ospitate dal palazzo in costruzione. Era qui, anche un osservatorio astronomico. La costruzione aveva previsto anche una ampia strada di ingresso, perché il sole fosse sempre presente e il panorama verso il mare e collina sempre visibili. La famiglia Spinelli aveva opere d'arte in quantità in questo palazzo, inclusi disegni del Bernini. Di Ferdinando Vincenzo, gentiluomo di camera di Carlo III di Borbone, restano due magnifici ritratti del Solimena, uno conservato a Capodimonte del 1741, l'altro sul mercato delle vendite datato forse 1730. Fatto sta che gli Spinelli di Tarsia si estinsero. Nel 1840, fu progettato un grande mercato, per la zona che andava dall'attuale calata Tarsia e Porta Medina. Il progetto fallì, perchè i venditori non si vollero trasferire in questo nuovo spazio, che invece ospitò le Manifatture del Regno in mostra, e poi il Reale Istituto di incoraggiamento, e infine la sala cinematografica e teatrale intestata al grande drammaturgo Roberto Bracco, oggi attiva e fresca di restauro. Resta il sogno di Palazzo Tarsia, ma qui è bello comunque.
 Bracco, un morso a Nitti contro le critiche - Roberto Bracco, cui è intestato il teatro sorto sui resti del corpo di Palazzo Tarsia, nacque a Napoli il 10 novembre 1861. Bracco, riluttante agli studi e impiegato in una ditta di spedizioni, si dedicò presto al giornalismo, scrivendo anche novelle, cronache e poesie in dialetto. Prima di essere assunto, nel 1884, come critico drammatico e musicale al "Corriere di Napoli", era stato collaboratore del "Corriere del Mattino", di "Capitan Fracassa", e di molti altri giornali. Vuole la leggenda che si avvicinasse al teatro perché innamorato di un'attrice della compagnia di Ermete Novelli: mancando dal teatro per qualche tempo, Novelli l'andò a trovare scoprendo che non si presentava perché si era tagliato un baffo per sbaglio e aspettava ricrescesse. Nell'attesa iniziò a scrivere e divenne in breve il più apprezzato commediografo italiano. Le sue opere furono rappresentate da Eleonora Duse e dalle sorelle Gramatica. Amico di Sarah Bernhardt fu secondo in fortuna solo a Luigi Pirandello. Elegantissimo, famose le sue cravatte, e rabbioso, fu coinvolto in due epiche cause, una delle quali contro Francesco Saverio Nitti cui aveva addentato la testa perché osato criticargli un lavoro: "Vuje site 'nu fetente!" pare gli urlasse dopo una inutile riappacificazione. Eletto nelle fila liberali di Amendola nel 1923, con l'avvento del fascismo fu dichiarato decaduto dalla carica e i suoi lavori furono eliminati da ogni cartellone. In quanto oppositore del regime, quando morì, il 20 aprile del 1943, la notizia venne ignorata.”