mercoledì 14 dicembre 2011

TEATRO IL PUFF























“Voi nun ce crederete", così recita il testo d'inizio di una canzone di Lando Fiorini e, di sicuro, nessuno di noi crederebbe che proprio lui, il più romano dei cantanti attori, l'espressione canora più tipica di Roma, sia vissuto in tenera età in Emilia e Romagna, presso Modena, e qui abbia ricevuto ad otto anni il sacramento della Prima Comunione. Andò così. Il piccolo Leopoldo - questo è all'anagrafe il suo nome - fu "adottato" da una famiglia agricola emiliana in anni in cui Roma, e nel centro-sud d'Italia in genere, si faceva fatica a mandare avanti una famiglia di otto figli, come quella del cantante composta da quattro maschi e da quattro femmine. Si era appena usciti, infatti, dalla rovinosa esperienza della seconda guerra mondiale e papà Fiorini dovette considerare quasi una fortuna l'aver potuto trovare una buona sistemazione in una solida famiglia modenese, quella dei Signori Montanari, per l'ultimo della sua nidiata. E così Leopoldo vive per quattro anni nella provincia di Modena, a Disvedro di Cavezzo, e vi farà ritorno più tardi dopo una breve parentesi romana, forse dovuta ad un po' di nostalgia da parte della famiglia per quel frugoletto dal viso paffutello che era andato a vivere così lontano. Non è una rievocazione deamicisiana, ma si è nella realtà quando si scrive che gli anni dell'infanzia del cantante furono alquanto duri per lui anche se vissuti con un piatto caldo sulla tavola ed in un letto riparato dalle intemperie; non sono queste le cose che più interessano ad un bambino e Leopoldo, pur grato alla famiglia d'adozione, avrebbe preferito avere qualcosa di meno caldo nello stomaco, ma che gli desse maggior calore nel cuore.
Certamente gli mancava Roma, Trastevere e la sua gente che sa trasformare un pezzo di pane in un piatto prelibato condendolo con la sola fantasia. Quando torna definitivamente a Roma è già un ragazzo pieno di buona volontà, abituato ai ritmi di lavoro dell'operosa Emilia Romagna, e subito si dà un gran daffare per trovarsi una occupazione; dapprima fa il barbiere e poi il riparatore di biciclette. Si arriva così all'anno 1959 quando a ventuno anni (è nato il 27 gennaio del 1938) lo troviamo fra le tante braccia che lavorano ai Mercati Generali e non è difficile immaginarlo mentre con atletica prestanza regge una cassetta di frutta sulle spalle e canta una delle tante melodiose canzoni romane che diventeranno più tardi i suoi cavalli di battaglia. La musica è in lui, la sente dentro di sé come un qualcosa di proprio e connaturato che cerca di uscire alla luce, e finalmente gli si presenta l'occasione propizia: a Jesi viene organizzato il concorso nazionale delle Voci Nuove ed egli decide di iscriversi. La fortuna ha già preso il via e premia la sua bravura classificandolo fra i primi tre su ben tremila agguerritissimi concorrenti; quando fa ritorno a Roma è già cominciato un nuovo capitolo della sua vita.”



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