giovedì 29 dicembre 2011

Teatro EVEREST
















 
“Se anche sapessi che domani verrà gettata la bomba atomica, oggi pianterei lo stesso il melo nel mio giardino, diceva Martin Luther King. E il nostro melo è un teatro che da anni curiamo come si fa con gli alberi più fragili minacciati da continue gelate notturne. Quella che vogliamo raccontarvi è la nostra storia fatta di paradossi e fatica, di solitudine e di slanci coraggiosi.
La storia del Teatro Everest, in barba alle cronologie e agli archivi, ha la forma di un manifesto, di un programma che non invecchia, che non si stanca di essere com’è:

1.Il Teatro Everest è un luogo di creazione e accoglienza, che si schiera contro il disinteresse, la sciatteria e la mediocrità.
2. Il Teatro Everest crede nell’arte come cataclisma che irrompe nell’assopimento, che travolge il superfluo e che dà nuovi significati alle parole, che spaventa per potenza e onestà.
3. Il Teatro Everest è un servizio: per i bambini con cui lavora, per gli anziani che coinvolge, per i ragazzi giovani che lo animano, per la società civile e incivile a cui rivolge constantemente tutti i suoi sforzi e progetti.
4. Il Teatro Everest non ha fretta, ricorda il suo passato e persegue con serietà e abnegazione nuove traiettorie di creazione e di formazione, elabora nuove non-strategie insieme agli artisti e agli spettatori.
5. Il Teatro Everest è inattuale, perché si assume rischi che non può permettersi, perché fa fronte alla crisi aumentando la sua proposta in qualità e in quantità, perché continua ad esistere nonostante tutto, perché è avamposto, trincea, ponte sospeso.
6. Il Teatro Everest ha una stagione con 30 spettacoli, una scuola con 8 corsi e 70 allievi, uno staff di lavoro di 7 giovani under 30, un pubblico annuale di 10.000 presenze.
7. Il Teatro Everest è abitato da 3 giovani compagnie di produzione: Il Paracadute di Icaro, Murmuris e Teatro a Manovella. Sono loro gli artisti che creano, inventano, sostengono ogni giorno il Teatro.
8. Il Teatro Everest è al Galluzzo, tiene alle sue origini pur essendo vagabondo, si guarda intorno, si confronta con i vicini e lavora insieme a loro.
9. Il Teatro Everest è Laura, Luisa, Leonardo, Jacqueline, Massimo, Luigi, Ettore, Gioia, Paolo, Rachele, il Ciucci, Vincenzo, Marta, Francesco, Luca, Giancarlo, Piero, Gabrio, Debora, Umberto.
10. Il Teatro Everest vuole continuare ad esserci.”




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