venerdì 2 dicembre 2011

TEATRO BELLI






















“Il Teatro G. Belli è uno dei più antichi teatri romani. Ospitato in quella che fu la Chiesa del Monastero di Santa Apollonia (da cui il nome della piazza) il Teatro G. Belli era già attivo nella seconda metà dell'800. La storia di questo spazio è ricca di episodi curiosi. Nel periodo in cui era sede del Monastero era qui che avveniva la vestizione della statua della Madonna per la processione che si teneva (e si tiene tuttora) durante la Festa de' Noantri. Successivamente è proprio qui che fu rinchiusa Lorenza Feliciani, la bella moglie di Cagliostro, da lei stessa accusato di stregoneria. Ed è sempre qui che molto, molto tempo prima, aveva vissuto, scomparso il suo grande amore, la Fornarina di Raffaello. In ogni caso, in quegli anni, esso aveva la precisa funzione di Refugium peccatorum, e la disciplina all'interno era molto severa. Il fatto è che, finito il periodo di pena, non risulta che Lorenza sia uscita dal monastero, e nemmeno che vi sia rimasta: scomparve, e nessuno ha saputo più nulla di lei. Fatto sta che in certe notti d'autunno, per i vicoli di Trastevere passa in silenzio una figura di donna, che nessuno ha mai visto in faccia; rasentando i muri, senza far rumore, arriva al ponte Garibaldi, lo attraversa, e arriva fino a piazza di Spagna.
Qui, nel luogo dove Cagliostro fu arrestato, scompare in una chiazza d'ombra mentre dal nulla escono una risata di scherno e un grido:"Lorenza!".
Ancora oggi più di una persona, tra le tante che hanno lavorato al Teatro Belli (tra cui il sottoscritto), pur essendo all'oscuro di questa leggenda, racconta di essersi trovata di fronte a "strani fenomeni" mentre si trovava sola all'interno del Teatro.
Dopo che il convento fu chiuso definitivamente (sembra per un'improvvisa epidemia di peste), i locali del Teatro Belli hanno ospitato varie attività, tra cui una celebre taverna trasteverina. Ma è nella seconda metà dell'800 che il Belli diventa finalmente Teatro. Su questo palcoscenico, situato all'epoca dalla parte opposta rispetto ad oggi, circondato da 5 ordini di palchi in legno (andati distrutti negli anni '30), hanno recitato alcuni dei più grandi interpreti del teatro italiano di fine '800 e primi '900: Gustavo Modena, Ermete Novelli, Leopoldo Fregoli, Lina Cavalieri (che proprio qui debuttò giovanissima per sostituire la madre colta da un attacco di tisi), per finire con Ettore Petrolini.
Fu sempre su questo palcoscenico che Giuseppe Garibaldi tenne un discorso agli elettori romani, episodio ricordato da una lapide esposta nel foyer del Teatro. Negli anni '10 il Teatro Belli diventa cinematografo con il nome di AMOR. Poi inizia il declino. Negli anni '50 e inizi '60 ospita locali notturni, l'ultimo dei quali chiuso per un omicidio avvenuto proprio nell'ingresso. A metà degli anni '60 ritorna Teatro e prende il nome di Teatro Belli. E' una breve stagione di sperimentazione. Qui passano artisti come Pasolini, attori e registi importanti, ma la chiusura incombe. Nel 1969 Antonio Salines rileva il Teatro Belli, chiuso da diverso tempo e ridotto a un cumulo di macerie, quando ormai sembra certa la sua trasformazione in un ristorante. Lo restaura completamente e lo riapre al pubblico nel gennaio del 1972.
Da allora, per oltre 40 anni, Antonio Salines da direttore artistico del Belli ha animato la sala, dedicandocisi totalmente, ospitando e producendo nel tempo attori, registi, autori e artisti che hanno permesso al Teatro Belli di affermarsi come uno dei teatri "storici" dell'avanguardia teatrale italiana. (tra i tanti Flavio Bucci, Roberto Herlitzka, Bruno Cirino, Sergio Castellitto, Mario Scaccia, Dario Fo, Tinto Brass, Werner Schroeter, Roberto Lerici...)
Antonio Salines interverrà quattro volte per ristrutturare il Teatro e renderlo sempre più rispondente alle nuove esigenze dello spettacolo: nel 1984, nel 1988, nel 1999 e nel 2010.
Questi progressivi restauri hanno cancellato le ultime tracce dello spazio un po' maledetto tipico degli anni '70, e ci hanno consegnato un Teatro Belli finalmente trasformato in un elegante e confortevole sala. Una sala che non ha perso però le caratteristiche che hanno fatto della sua storia una storia importante.”


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