venerdì 30 dicembre 2011

ALFATEATRO




























Un titolo sicuramente importante e d'effetto. Esso però non vuol esser solo un "titolo", ma un concetto e un nuovo modo di "Essere Teatro".

PREFAZIONE - Crediamo profondamente che il Sistema-Teatro abbia bisogno di nuove certezze, di nuove idee, e soprattutto di fiducia nella crescita culturale della società. Bisogna ricostruire insomma l’orgoglio e l’appartenenza, se non a un intero movimento perlomeno a una corrente di pensiero o a un’idea. Un’idea che deve essere grande, ma che non si può solo costruire a tavolino e in solitudine. Un progetto di nuova identità culturale e di nuova, possibile, società è dunque troppo ambizioso? Forse, ma è certamente indispensabile oggigiorno! Si cominci almeno a porlo come problema; prima obiettivo di medio-lungo periodo, e poi come traguardo; si annunci che si lavora alacremente per pensarlo; si coinvolgano nuove (e vecchie) energie. Si faccia sapere, in definitiva, che un rinnovato movimento culturale pensa in grande, e non solo alle immediate – e proprie – "scadenze". La Cultura, quella che io definisco "socialdemocratica" – nel solco di quella consolidata di matrice europea – ha sempre dimostrato di saper coniugare gli alti ideali di una società più equa e solidale con il pragmatismo e il buonsenso di chi è chiamato a gestire e/o avere incarichi di responsabilità collettiva e sociale. A tal scopo non abbiamo esitato a compiere scelte difficili e coraggiose, impegnandoci sin da subito a cercare un nuovo e miglior modo di applicare i concetti di equità sociale e culturale. Ciò che ci porta oggi a volerci interessare alla "società culturale" e al "Sistema-Cultura della nostra Città" è dettato dall’amore per la giustizia sociale e la libertà d’espressione (soprattutto se si tratta di Arte), lo spirito critico e indagatore, la continua ricerca di nuovi orizzonti culturali e sociali, e l’estremo coraggio delle proprie scelte. Valori moderni, dei quali la cultura del Ventunesimo secolo ha ancora estremo bisogno per affrontare adeguatamente le nuove e poderose sfide della globalizzazione.

PRESENTAZIONE - A distanza di 21 anni dalla fondazione di Alfa Teatro, è venuto il tempo di riprogettare e ripensare il teatro (contenitore) e la sua programmazione (contenuti).
Alfa Teatro (ri)apre dunque le sue "porte" continuando ciò che nel 2010 rappresentava solo una "nuova impresa culturale" e che oggi si conferma una realtà composta da altre realtà del territorio, fatta di contenuti artistici che abbiano le seguenti caratteristiche: qualità, professionalità, e amore per l’arte e lo spettacolo dal vivo, senza veti e/o limitazioni artistiche da parte di nessuno. Un progetto pensato per sviluppare al meglio il concetto di sistema, di cooperativismo culturale. Di Cultura. Il nostro progetto guarda a un futuro culturale migliore, più solido, e in costante evoluzione. Se pensiamo alla civiltà come forma di espressione libera e collettiva, il teatro è ciò che meglio ne esprime l'essenza stessa. Perché il teatro non è solo arte, letteratura, immaginazione, mestiere. Il teatro è stato ed è per sua natura una forma di comunicazione collettiva, un modo di vivere insieme la rappresentazione della realtà con tutta la forza emotiva che da essa ne scaturisce.
Dal rito al teatro politico, dalle sacre rappresentazioni all'happening, il teatro è un momento privilegiato dove può avvenire un dialogo tanto arcaico e antico quanto puro e vitale in una società come quella odierna sempre più permeata di individualismo, superficialità e anestesia sentimentale.
Si va a teatro per divertirsi, per riflettere, per imparare e vorremmo dire soprattutto per provare emozione: sensazione unica data dalla magia di qualcosa che accade in quel momento grazie a un attore vivo e a un pubblico che collabora con lui, in quel preciso istante, dando vita a una sinergia unica, mai duplicabile allo stesso modo.
Crediamo che il teatro nei confronti della società abbia oggi alcuni doveri, primo tra tutti educare lo spettatore, culturalmente ma soprattutto sentimentalmente.
Porsi davanti a una rappresentazione con l'animo vergine e candido, privo di sovrastrutture interpretative e preconcetti stilistici, come un bambino davanti a un favola! Questa dev'essere la predisposizione necessaria per essere catturati dall'evento e riuscire a formulare un giudizio che parta dall'emozione e non dalla razionalità.
Le offerte teatrali sul territorio oggi sono tante, dalle più istituzionali alle più sperimentali. L’impressione che si ha è che spesso, anche nel ricco e sfaccettato panorama del teatro in Piemonte, la macchina omologatrice dei finanziamenti e delle necessità di pubblico non sempre rispetti l'obiettivo di comunicare ed emozionare. Spesso si va a teatro per dovere culturale e non di reale piacere estetico. Riuscire ad emozionarsi a teatro oggi, non è facile. È un privilegio raro che quando accade lascia un ricordo perenne e, subito dopo, una perenne nostalgia. Da qui forse derivano la delusione, l'indolenza di chi, pur amando il teatro, spesso si rifugia nel mondo meno rischioso della settima arte. La società è teatrale, e oggi lo è in modo drammaticamente reale: assistiamo ogni istante a "commedie", "farse", "opere buffe", "drammi" spesso molto più "lunghi di un atto unico". Il teatro è uno strumento comunicativo ad alto impatto emozionale; questo il messaggio, questo il credo di ogni artista. Solo la frequentazione assidua e curiosa permetterà di vivere o di rivivere un giorno quella magia "catartica" che fa del teatro un'esperienza unica, nella quale una parte di noi si mette sempre in gioco. Crediamo sia necessario quindi educare gli spettatori e spingerli alla frequentazione con iniziative didattiche ed economiche meno elitarie e più eclettiche, sia a livello di programmi, che di sedi, che di costi.
Alfateatro nel 2010 ha rifondato la sua esistenza aprendosi con l'obiettivo di costruire insieme ad altre realtà un TEATRO D'ARTE PER TUTTI.”


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