mercoledì 16 novembre 2011

TEATRO OUT OFF














“Era il 1976 e dovevamo decidere come chiamare il teatro che stava nascendo. Cercavamo un nome che esprimesse con efficacia come e perché volevamo lavorare nel panorama culturale di quegli anni. Out Off, (fuori, anzi "più fuori") significava per noi allora, e continua a voler dire ancora di più oggi, stare in disparte, evitare di inseguire il facile consenso, stare esclusivamente dalla parte degli artisti per conoscere, capire e interpretare meglio il presente. In questi anni abbiamo cercato soprattutto di concentrare le nostre forze e le nostre attenzioni sugli artisti che abbiamo incontrato per favorire la loro necessità di proporre e lavorare. Il Teatro Out Off si è così caratterizzato come luogo di incontro e passaggio di culture, espressioni e linguaggi diversi. Questa scelta di libertà non ha certo favorito il nostro rapporto con le Istituzioni, anzi spesso siamo stati penalizzati dal sistema dei contributi pubblici. Tuttavia continuiamo con determinazione, malgrado le nostre esigue risorse, a rischiare e a investire nelle nostre produzioni dando spazio a quelle che noi riteniamo siano le espressioni culturali più autentiche. Dal 1976 Out Off vuol dire teatro contemporaneo in relazione a quanto avviene di nuovo sulle scene, nella drammaturgia e nelle diverse discipline artistiche. Animatori e fautori del disegno artistico e organizzativo sono Mino Bertoldo(fondatore e direttore artistico), Lorenzo Loris (regista e attore) e  Roberto Traverso (drammaturgo e ufficio stampa). Dallo storico locale di viale Montesanto, punto di riferimento per performance e spettacoli di respiro internazionale alla fine degli anni ‘70, l’Out Off sul finire degli anni ’80 si trasferisce in via Dupré e diventa una fucina teatrale che produce e alleva giovani attori, registi, autori. Tra gli spettacoli più significativi di questo periodo ricordiamo: Orgia di Pasolini (’90) regia A. Syxty; Aprile a Parigi di John Godber (’96) e Killer Disney di Philip Ridley (‘99) - con la regia di Monica Conti;Una bellissima domenica a Crève Coeur di Tennessee Williams (‘96), Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard (1999)  con la regia di L. Loris. Nel  2000, dopo essersi conclusa la collaborazione con Syxty (iniziata nel ’79) si apre il rapporto con  nuovi giovani registi tra cui  Antonio Latella, Otello di W. Shakespeare (’89) Premio Ubu 2001 per il progetto su Shakespeare; Stretta sorveglianza di Jean Genet (2001); Pilade di P.P. Pasolini (2002). Con La seconda eclissi di Roberto Traverso,  regia di L. Loris, testo vincitore del primo Premio “per una nuova drammaturgia italiana del 2000” (Roma, Teatro Argentina, 2000), s’inaugura un nuovo fronte d’impegno sulla scrittura contemporanea che prosegue con Bruciati dal ghiaccio di Peter Asmussen (2001) finalista Premio Ubu come migliore novità straniera e  Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (2001) Premio della Critica 2002.  Tra gli ultimi spettacoli prodotti dall'Out Off con la regia di Lorenzo Loris ricordiamo: Le servedi Jean Genet (2003),  Finale di partita di Samuel Beckett (2003),  Note di cucina di Rodrigo Garcia (2004), Bingo, di Edward Bond (Premio Ubu, 2005 come migliore novità straniera) e Una specie di storia d'amore di Arthur Miller (2006).Dal 2 novembre 2004 l’Out Off ha una nuova sede in via Mac Mahon, 16 nei locali dell’ex cinema Eolo, di proprietà comunale, completamente ristrutturati a sala teatrale".



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