venerdì 21 ottobre 2011

TEATRO DI RIFREDI – Pupi e Fresedde










L’ente di produzione teatrale Pupi e Fresedde è stato fondato a Firenze nel 1976 da Angelo Savelli, che ne è tutt’oggi l’anima artistica e la principale risorsa creativa, e da Pino de Vittorio. Il suo battesimo è segnato da una lunga permanenza negli Stati Uniti dove produsse insieme al Bread and Puppet "La ballata dei 14 giorni di Masaniello" di Peter Schumann, replicata poi l'anno successivo in Italia. Schematicamente la storia di Pupi e Fresedde, si può dividere in quattro grandi periodi.
Il primo periodo va dal 1977 al 1980. E’ il periodo degli spettacoli che coniugano folklore meridionale ed antropologia, mondo contadino e psicoanalisi, grazie anche all’apporto visivo del pittore Tobia Ercolino: «La terra del rimorso», «Sulla via di San Michele», «I balli di sfessania», «Ruzante – il canto della terra sospesa» , «Festa in tempo di peste». La musica, il canto, la danza, il dialetto, il rapporto con la cultura meridionale sono gl’ingredienti privilegiati della poetica del gruppo.
Il secondo periodo va dal 1980 al 1986. Il gruppo acquista una spinta propulsiva sul piano gestionale grazie all’arrivo di Giancarlo Mordini, che dal 2000 ricopre la carica di direttore artistico. E’ questo il periodo delle grandi avventure internazionali, delle coproduzioni con importanti festivals (Avignone, Madrid, Sitges, Parigi, Fiesole, Venezia, Polverigi…) e delle lunghissime tournées. «Il convitato di pietra ovvero don Giovanni ed il suo servo Pulcinella» (con musiche originali di Nicola Piovani), «Petito Totò», «L’amore delle tre melarance» (appositamente scritto da Vincenzo Cerami), «Plauto in farsa»: spettacoli questi d’ispirazione napoletana in cui il modello dell’Opera Buffa presiede alla stesura dei testi (quasi tutti di Angelo Savelli) e dove le doti interpretative degli attori assumono un ruolo fondamentale.
Il terzo periodo va dal 1986 al 1994. Il 1986 vede l’ingresso di Francesco De Biasi nella gestione organizzativa e produttiva della compagnia e l’installazione delle attività al Teatro di Rifredi, ancora oggi la sua sede stabile grazie alla sensibilità della storica SMS di Rifredi. La residenza al Teatro di Rifredi spinge la compagnia a consolidare la sua posizione in Firenze, dove ottiene importanti riconoscimenti ufficiali, ed in Italia dove trova approdo in prestigiosi teatri, ottenendo anche il Premio della Critica Teatrale. Questa nuova volontà di radicamento porta la compagnia a calibrare le proprie produzioni su spettacoli più consoni alle esigenze del panorama teatrale nazionale. Così ai consolidati testi di ispirazione partenopea come «Figaro». «Cafè champagne», «Le tre verità di Cesira» di Manlio Santanelli, «Mamma» di Annibale Ruccello, al cui successo contribuisce in maniera determinante la collaborazione con gli attori Gennaro e Gianni Cannavacciuolo, si affiancano titoli di drammaturgia internazionale e poco frequentata dal teatro ufficiale, quali «Quartetto» di Heiner Muller, «La voce umana» di Cocteau e «Amato mostro» di Xavier Tomeo con Franco Di Francescantonio. Questo periodo s’identifica con lo straordinario successo riscosso da «Carmela e Paolino» di J.S.Sinisterra che rimarrà in repertorio per 7 stagioni e rappresentato tra l’altro a Parigi, Lione, Lisbona, Bruxelles, Vienna, Buenos Aires, Ankara. E’ su questa scia che vanno inquadrati anche le altre produzioni di successo della compagnia come: «Il bacio della donna ragno» di Manuel Puig e la commedia musicale «Il ritorno del turco in Italia» con le musiche del compositore francese Jean Pierre Neel e il più recente “L’ultimo harem” con la nota attrice turca Serra Yilmaz.
Il quarto periodo ha inizio nel 1994 quando viene avviato un ampio ed articolato progetto sulla “toscanità” che attraverso le produzioni dirette, le co-produzioni e le ospitalità, promuove la rivisitazione del grande patrimonio teatrale e letterario toscano sia di classico che contemporaneo: «Gian Burrasca, un monello in casa Stoppani», «Pinocchio cha cha cha», «La cortigiana», «Il Marescalco», «Don Pilone», «L’amoroso contagio». «S’io fossi foco» e soprattutto «Gallina Vecchia» con Marisa Fabbri, Carlo Monni e Massimo Grigò. A siglare quest’attenzione tutt’altro che occasionale con gli artisti toscani, la compagnia dal 2005 instaura un rapporto stabile con l’attrice Lucia Poli ed offre una residenza allo Junior Balletto di Toscana.
Sempre dal 1994, grazie all’ingresso nell’organico gestionale di Rita Polverini, e con l’avvio della collaborazione con lo scenografo Mirco Rocchi, la compagnia inizia una serie di progetti specifici indirizzati ai giovani ed al mondo della scuola che ottengono un successo straordinario. Prima il progetto triennale “L’arte della commedia”, con testi di Ruzante, Aretino, Gigli e Pirandello, poi il progetto quinquennale “Teatro e Letteratura”, con trascrizioni teatrali dalle opere di Dante, Boccaccio, Ariosto, Manzoni, Leopardi, Pavese e Tomasi di Lampedusa, quindi il coraggioso progetto ”Teatro ed impegno civile” dove, insieme ad una forte e pluriennale iniziativa contro al pena di morte, viene prodotto anche uno spettacolo sul conflitto israeliano-palestinese “Jerusalem Juliet”. Attualmente sono in corso i progetti “Scienza e teatro” e “Greci e Latini nostri contemporanei”. Di grande successo anche gli interventi della compagnia nel settore del Teatro Ragazzi: “Il giornalino di Gian Burrasca”, “Le novelle della nonna”, “I viaggi di Calandrino”, “Il Riciclone”, “Aci Babà e i quaranta pedoni” e “I predatori dell’acqua perduta”. Nei limiti delle proprie risorse, la compagnia Pupi e Fresedde ed il teatro di Rifredi hanno sempre offerto concrete opportunità espressive a tanti giovani artisti emergenti. Foltissima è la schiera dei giovani attori toscani impegnati nelle produzioni della compagnia, alcuni dei quali hanno poi anche maturato con successo autonomi percorsi in veste di autori e registi, come Patrizia De Libero, Marco Sodini, Riccardo Rombi, Francesco Brandi, Daniele Lamuraglia, Stefano Massini e Andrea Bruno Savelli.


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