giovedì 27 ottobre 2011

"Teatri contemporanei" di Pompei Fabrizio (Youcanprint)























Il teatro, pur essendo l’unica forma artistica-spettacolare dal “vivo”, ha nella società di massa un impatto piuttosto marginale, rispetto, ad esempio, a spettacoli “registrati” come il cinema. Per  questo nel corso del Novecento inizia ad occuparsi della comunità in cui vive e del territorio in cui abita, rappresentandone i problemi, i desideri, le speranze; in altre parole, il teatro fa della sua marginalità il suo punto di forza, la sua peculiarità più profonda. I teatri contemporanei, che si collocano ai margini dei teatri “ufficiali”, hanno in comune la necessità e la volontà di (r)esistere, di portare avanti il senso del proprio “fare teatro”. Rispondono a queste necessità con strategie di sopravvivenza eterogenee, fondamentali per la loro vita, mettendo in campo le proprie risorse e le proprie esperienze, costruendo relazioni e collaborazioni. Fabrizio Pompei è docente a contratto di Storia del teatro e dello spettacolo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Degli Studi dell’Aquila. E’ autore di articoli e  pubblicazioni inerenti a molteplici problematiche teatrali. Ha lavorato come regista per diverse istituzioni realizzando documentari, cortometraggi e spettacoli teatrali.

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