lunedì 31 ottobre 2011

TEATRO CABOTO















Il teatro Caboto in collaborazione con l’Associazione Teatro Europa (A.T.E) presenta il cartellone 2011-12. Alla sua VI° stagione di Prosa, il Caboto può considerarsi una realtà all’interno del variegato panorama teatrale della città di Milano. Classificato dallo stesso Comune tra “i piccoli teatri”, si vanta di non godere di alcuna forma di finanziamento né pubblico né privato e di andare avanti solo grazie agli incassi. Il gradimento del pubblico, quindi, come vitale criterio di scelta artistica. Grazie alle stagioni passate (più di 80 titoli tra compagnia stabile e compagnie ospiti) e registrando un costante aumento di spettatori e di interesse, unito a frequenti manifestazioni di apprezzamento, la direzione artistica di Gianluca Frigerio e di Anna Battaglia ha maturato una propria linea di “intrattenimento-culturale” nella programmazione del cartellone. Da una parte il teatro come veicolo di diffusione della cultura e dall’altra lo spettacolo come occasione d’intrattenimento. Cultura ed intrattenimento non si escludono, ma si compensano, valorizzandosi reciprocamente, grazie al genere degli spettacoli proposti. Innanzi tutto, le commedie comiche come occasione di puro intrattenimento per passare una serata spensierata. Poi l’adattamento per il teatro dei grandi romanzi, conosciuti al grande pubblico, romanzi che appartengono all’immaginario di tutti, letti spesso ai tempi della scuola, fornisce la preziosa occasione di vederne i personaggi in carne e ossa, seguire la vicenda dal vivo, ricordare il romanzo diversamente ed in fondo conoscerlo meglio. Adattamento per il palcoscenico concepito per lo spettatore moderno, con i ritmi di oggi, privilegiando i temi del romanzo più vicini a noi, scegliendo e valorizzando i meccanismi della teatralità per metterla in sintonia con la letteratura e a servizio dell’autore. Poi gli autori classici, comici e drammatici, autori che hanno fatto la storia della letteratura teatrale, da sempre rappresentati perché da sempre hanno parlato dell’uomo e di cosa l’uomo universalmente è fatto. I classici rappresentati al Caboto acquistano il valore di una realtà a sé: elementi di scenografia essenziali, rappresentativi, creativi all’interno di uno spazio scenico dove la luce racconta, evoca, snoda il filo narrativo, personaggi affidati unicamente alla presenza e alla capacità degli attori, che da soli “fanno lo spettacolo”, creano l’illusione, per un teatro vivo, reattivo, non di regia e di forma, che in ogni replica deve essere diverso, per essere e accadere lì e adesso. Ed infine generi di più marcato intrattenimento come il giallo e le commedie in lingua milanese. Per ciò che attiene al giallo, non v'è divertimento senza passione e la passione nasce da qualcosa che ci intriga, ci strega e ci cattura. Cosa risponde meglio a questi requisiti se non un giallo a teatro? Dove, al contrario della realtà di tutti i giorni, alla fine tutti i pezzi tornano a posto, e noi restiamo con l’appagante e rara sensazione che, per una volta, ogni cosa si sia risolta nel migliore dei modi. Il genere è quello del dramma, anche se del dramma non ne ha la pesantezza, un po’ perché la vicenda stessa intriga il pubblico a seguire con occhio e orecchio da ispettore ed un po’ perché il ritmo generale dello spettacolo deve sempre essere sostenuto, urgente. Una precisazione infine sulla scelta di ospitare commedie in lingua milanese: si tratta di lingua, appunto, non di dialetto e di commedie scritte, non di canovacci popolari. Sono testi di straordinaria potenza realistica e di credibilità immediata, non a caso o fanno molto ridere o commuovono fino alle lacrime.
E, per, finire, ci piace riportare una frase del Maestro Carlo Cecchi e farla nostra: “…il teatro deve essere qualcosa di semplice, comprensibile a tutti, un’esperienza fresca ed immediata, come un’improvvisazione.”



domenica 30 ottobre 2011

TEATRO VERDI DI FIRENZE













Costruito nella Firenze granducale sul luogo del trecentesco carcere delle Stinche, il Teatro Pagliano, che prende il nome di Teatro Verdi nel 1901, è l’unico tra i numerosi teatri edificati nella Firenze dell’800, eletta anche a capitale d’Italia, che, attraverso i grossi mutamenti di un secolo e mezzo di storia, arriva ai giorni nostri in piena attività continuando ad essere, per Firenze e per la Toscana, la sede per le grandi occasioni, per gli appuntamenti musicali e gli spettacoli popolari. Sogno realizzato da Girolamo Pagliano, ex baritono e fortunato farmacista inventore di un elisir di lunga vita, il teatro, che apparve da subito imponente (era tra i sette più grandi d’Italia) inaugurò il 10 settembre del 1854 con Il Viscardello, primo titolo del Rigoletto verdiano. La prevalente vocazione lirica, con opere di repertorio e nuovi titoli, caratterizzò per un lungo periodo le felici stagioni dirette da Pagliano. Arrivarono poi gli anni delle manifestazioni patriottiche e umanitarie, i primi memorabili allestimenti teatrali con i grandi interpreti dell’800 e spettatori d’eccezione come Vittorio Emanuele II. Nel 1865 il Teatro rischiò di sparire in un incendio, passò poi di mano da un proprietario all’altro;dopo la prima guerra mondiale apre all’operetta popolare e con la proprietà Castellani arrivano i più grandi attori del Novecento. Il primo serio restauro a cura di Nello Baroni e Maurizio Tempestini risale al 1950; e poi con i favolosi anni 60 il teatro ospita le star internazionali della musica leggera, jazz, pop e rock e le celebrità del teatro leggero e della rivista. Così si susseguono le stagioni, arrivano gli spettacoli del Maggio Musicale Fiorentino, le rassegne cinematografiche, i balletti e insieme arrivano anche i problemi: l’alluvione del 1966 e i necessari lavori di adeguamento alle norme di sicurezza. Nel gennaio del 1998 il Teatro passa alla Fondazione Orchestra Regionale Toscana, diventando dunque la sede di prove e concerti dell’ORT e allo stesso tempo mantenendo la singolare eterogeneità delle proposte teatrali, l’immagine di uno spazio culturale aperto, vivace nelle proposte e attento alle esigenze del suo variegato pubblico. Per la festa dei 150 anni del Teatro Verdi (ottobre 2004) la Fondazione ORT ha realizzato una serie di interventi mirati a migliorarne l'acustica, l'estetica e l'accoglienza del pubblico: la pavimentazione della platea e della galleria è completamente rifatta in legno e le nuove poltroncine, rigorosamente rosse, sono state studiate appositamente da Poltrona Frau.


sabato 29 ottobre 2011

IL TEATRO CINQUE









Il TeatroCinque, fondato da Alessandro Del Bianco, nasce, con il nome Seme di Marzo, nel 1989 a Milano, e dopo un breve vagabondaggio approda in un sottoscala in via Pavia, sul naviglio pavese. Nel 1992, trasferitosi in via Fusetti, in un locale più idoneo agli spettacoli, e avendo infittito la collaborazione con il Consiglio di Zona 5, la sala prese il nome di Teatro Cinque, ossia Teatro della zona 5. Dal 2002 inizia la ristrutturazione degli spazi di via Ascanio Sforza, per tornare ad essere oggi il teatro dei navigli. Da sempre l'attenzione è verso una proposta culturale di teatro off, con ospitalità anche internazionali, presentate alla città di Milano e in particolare alla Zona navigli, che già alla fine degli anni '80 non offriva grandi stimoli, fatta eccezione per i locali e i ristoranti, oggi cresciuti a dismisura.
La vocazione poliedrica di questo teatro , in cui dall'inizio crescono sia la spinta pedagogica (dalla quale nasce il CentroStudioAttori, centro internazionale di formazione professionale per il teatro e il cinema e l'Associazione Teatrocinque, che cura la parte di teatro nella scuola), sia quella artistica che si compone della compagnia (che riprende le attività dopo alcuni anni di fermo obbligato) e della compagnia di teatro ragazzi.



venerdì 28 ottobre 2011

TEATRO COMETA OFF





















La Cometa Off nasce per iniziativa di Giorgio Barattolo, gestore del Teatro della Cometa, sala teatrale alle pendici del campidoglio che alla sua apertura, nel 1958, venne definita “gioiello d’arte” da Antonio Munoz. Lo spazio Off viene individuato nelle mura di un locale commerciale del cuore di testaccio che per la grande “altezza libera” risponde alle esigenze dimensionali di una sala teatrale. Sfidando ogni convenzione, l’imprenditore decide di affidare il progetto di ristruttura-zione del locale ad un giovane architetto, Fabio Tudisco, che Giorgio Barattolo aveva visto crescere in palcoscenico in qualità di direttore tecnico. Un quadro esigenziale “stringente”, focalizzato sulla polifunzionalità dello spazio e sulla “libera disposizione in pianta” dell’area destinata al pubblico: la Cometa Off doveva rispondere a questi requisiti. Sono stati raggiunti dopo 20 mesi di lavori. La polifunzionalità dello spazio è infatti la caratteristica principale della nuova sala di spettacolo. Le novantanove sedie rosso scuro possono essere disposte con grande versatilità, spostate da una parte all’altra del locale a seconda delle esigenze dell’allestimento che, se lo richiede, vedrà le sedie sparire del tutto, chiuse a cassetto e messe da parte. Di conseguenza, anche l’area riservata alla scena è mobile. Tutto si sviluppa su un unico livello, non ci sono barriere tra pubblico e artisti e la buona visibilità è garantita dalla flessibilità dei posti a sedere. Le poltrone sono sistemate su tribune telescopiche che, una volta aperte, si sviluppano a gradoni. Versatilità d’uso, quindi, unita ai requisiti fondamentali per un teatro, sia pure di piccole dimensioni: il silenzio, il buio e la struttura tecnica di un palcoscenico, oltre al comfort per il pubblico ed ovviamente il rispetto dei requisiti di legge. Nel suo progetto, Fabio Tudisco aggiunge il rispetto del contenitore storico che, seppure non di pregio (se si escludono le notevoli capriate “polonceau” in ferro forgiato), è una vera testimonianza del passato. Il suo è quindi un progetto redatto quasi esclusivamente sulla base dei requisiti funzionali, tenendo come immagine formale il locale com’era, oggi solo un po’ “velato”, opacizzato, da alcune reti in ferro con elevate prestazioni acustiche. Fondamentale, in proposito, la consulenza di un ergonomo del calibro di Enrico Moretti (Biobyte – Acustical Engeenering), uno dei maggiori esperti di acustica architettonica che annovera, tra i lavori più recenti della sua lunga carriera, interventi all’Auditorium di Milano e la collaborazione con Renzo Piano per la città della Musica di Roma. Edificato alla fine del 1800, a seguito di una convenzione tra il comune di Roma ed alcuni privati, in un periodo storico in cui, per il quartiere Testaccio, era prevista una destinazione “industriale” (poi sfumata), il locale era in origine destinato ad una esposizione e vendita di macchine agricole, unitamente al corpo attiguo che oggi ospita un supermercato. La struttura esistente non ha subito alcuna modificazione rispetto all’originale (a parte la sostituzione, avvenuta chissà quando, dell’assito in legno del tetto, che non è ipotizzabile sia durato più di cent’anni) e presenta le capriate”Polonceau” artigianali in ferro forgiato a sostegno della copertura, bella testimonianza dell’ardire tecnico dell’epoca.


giovedì 27 ottobre 2011

"Teatri contemporanei" di Pompei Fabrizio (Youcanprint)























Il teatro, pur essendo l’unica forma artistica-spettacolare dal “vivo”, ha nella società di massa un impatto piuttosto marginale, rispetto, ad esempio, a spettacoli “registrati” come il cinema. Per  questo nel corso del Novecento inizia ad occuparsi della comunità in cui vive e del territorio in cui abita, rappresentandone i problemi, i desideri, le speranze; in altre parole, il teatro fa della sua marginalità il suo punto di forza, la sua peculiarità più profonda. I teatri contemporanei, che si collocano ai margini dei teatri “ufficiali”, hanno in comune la necessità e la volontà di (r)esistere, di portare avanti il senso del proprio “fare teatro”. Rispondono a queste necessità con strategie di sopravvivenza eterogenee, fondamentali per la loro vita, mettendo in campo le proprie risorse e le proprie esperienze, costruendo relazioni e collaborazioni. Fabrizio Pompei è docente a contratto di Storia del teatro e dello spettacolo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Degli Studi dell’Aquila. E’ autore di articoli e  pubblicazioni inerenti a molteplici problematiche teatrali. Ha lavorato come regista per diverse istituzioni realizzando documentari, cortometraggi e spettacoli teatrali.

mercoledì 26 ottobre 2011

TEATRO I


















Teatro i è una giovane realtà, uno spazio di interesse pubblico della città dedicato alla produzione, alla presentazione, alla diffusione del lavoro degli artisti più attenti alla contemporaneità. Milano è una città essenzialmente molto ricca di proposte. Una città in cui si è costantemente bombardati da offerte culturali di passaggio, in un periodo storico nel quale è facile, specie per le giovani generazioni, perdersi in una  miriade di proposte.
Non è affatto scontato che a fronte della quantità di offerta presente il pubblico abbia le capacità e il tempo di approfondimento necessari per avvicinarsi alle creazioni artistiche e per scegliere un proprio percorso all’interno delle proposte. È a partire da questa riflessione culturale e urbanistica che Teatro i ha focalizzato la sua proposta artistica. E’ a questo bisogno che si cerca di dare delle risposte, o ancora meglio di aprire delle domande. Teatro i lo fa attraverso le proprie produzioni e l’ospitalità di artisti nazionali e internazionali che scelgono questo luogo per proporre il loro pensiero a tutto tondo attraverso spettacoli, ma anche dibattiti, incontri, concerti, alla ricerca di un dialogo con un pubblico che Teatro i ha fatto crescere insieme alle sue stagioni. Un pubblico a cui si vuole offrire sempre più possibilità di scambio e di incontro.
La sfida di Teatro i parte nel 2003 con un primo lavoro di ristrutturazione degli spazi interni della sala, che allora versava in condizioni non ottimali. La sala, oggi, conta 96 posti a sedere su poltrona e uno spazio scenico ben attrezzato, con un ottimo rapporto tra le dimensioni di platea e palco. L’efficace compromesso raggiunto tra spazio per il pubblico e spazio della scena ha permesso di ospitare spettacoli, nazionali e internazionali, vari per poetica, entità degli allestimenti ed esigenze tecniche.
Teatro i, compagnia di produzione fondata da Renzo Martinelli, regista, e Federica Fracassi, attrice, privilegia un'autonoma costruzione scenica, un linguaggio portante vicino all'arte e alla scultura in costante dialogo con una drammaturgia della contemporaneità.
La compagnia, nata nel 1995 come Teatro Aperto, gestisce dal 2004 il Teatro i a Milano, dando vita a un nuovo percorso. Dal 2008 Teatro i è inserito nel sistema di convenzioni del Comune di Milano.
Il percorso di questi anni (oltre a video e pubblicazioni presso le più importanti case editrici, performance e installazioni, reading) ha condotto alla realizzazione degli spettacoli: "Sebastian", 1993; "Lenti in Amore", 1995/96, liberamente ispirato a Marguerite Duras, selezionato alla prima edizione di Scena Prima; "Cuore d'infinita distanza", 1997, liberamente rubato a Clarice Lispector; "Legittima difesa", 1998; "Quel m2 mai visto", 1998/99, a partire da Samuel Beckett; "Bassa fedeltà", 1999 cantiere di Scena Prima; "MIRaMILANO", 2001, Maratona di Milano; "La lente scura", 2003, dai testi di Anna Maria Ortese. Nel 2000 il gruppo ha messo in scena "La Santa", di Antonio Moresco, edito da Bollati Boringhieri, che ha vinto il premio "sette spettacoli per un nuovo teatro italiano per il 2000" indetto dal Teatro di Roma.
Del triennio 2001/2003 è il Progetto Caosmologia: la prima parte "Sinfonia per corpi soli", omaggio a Sarah Kane di Federica Fracassi, ha debuttato nell'edizione 2001 del Festival Oltre90 e ha ottenuto importanti riconoscimenti in occasione dell'edizione 2002 dei prestigiosi Premi Ubu. La seconda parte su "Canti del caos" di Antonio Moresco, ha debuttato nel luglio 2003 in collaborazione con Santarcangelo dei teatri, Mondrian Kilroy e Xing.
Tra le produzioni di Teatro i si ricordano "Kamikaze" da Antonio Moresco, che ha debuttato all'interno del progetto Petrolio di Mario Martone a Napoli nel gennaio 2004, “La regina delle nevi” da Hans Christian Andersen che ha debuttato nel 2005 in coproduzione con il Festival Danae.
Nella stagione 2005/2006 il gruppo ha lavorato a un progetto su Thomas Bernhard e ha presentato il primo studio intitolato “Il teatro è cominciato” nell’ottobre 2005 e la produzione “Prima della pensione” nel maggio 2006 che ha replicato in importanti festival italiani.
Nel corso del 2007, nell’ottica di sviluppare un focus sulla drammaturgia contemporanea, Teatro i ha realizzato uno studio sul testo inedito “Morbid” di Fausto Paravidino e ha collaborato ad un ampio progetto con la giovane drammaturga Letizia Russo. La prima parte del lavoro ha debuttato in collaborazoione con Mittelfest 2007 con il titolo “Dare al buio (la fine)” ed è stata presentata in forma compiuta nel febbraio 2008 a Milano e in altre significative piazze italiane (Roma, Bologna, Messina, Venezia) con il titolo “Dare al buio (la fine l’inizio)”. Dal 2005 Francesca Garolla collabora stabilmente con il Teatro i come giovane regista in residenza ed è parte della direzione artistica. Nel 2006 la sua prima regia, “Elettra-Quel che rimane”, da Marguerite Yourcenar. Nel maggio 2008 ha presentato il suo secondo lavoro “Non dirlo a nessuno” liberamente tratto da “Il buon dio di Manhattan” di Ingeborg Bachmann.
Nel 2008 Teatro i ha prodotto “Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese”, dal libro-indagine di Aldo Nove sui temi del precariato, e “In un luogo imprecisato” di Giorgio Manganelli, in collaborazione con Provincia di Milano e Direzione Rai Tecnologie, entrambi per la regia di Renzo Martinelli.
Nel gennaio 2009, in partnership con Royal Court Theatre di Londra e Università degli Studi di Milano e con il sostegno di Comune di Milano e Regione Lombardia, Teatro i ha realizzato il progetto “IL TEATRO DI CARYL CHURCHILL . Teatro i chiama Royal Court” ospitando due dei dieci readings presentati al Royal Court Theatre nel settembre 2008 in una rassegna dedicata alla drammaturga inglese: Light Shining in Buckinghamshire diretta da Mark Ravenhill e A Number diretta da Joe Penhall. Renzo Martinelli, sempre all’interno del progetto, ha curato invece la mise en espace del testo Top Girls. A maggio 2009 ha debuttato “Lait”, l’ultima produzione della compagnia nata dal testo inedito della giovane drammaturga Magdalena Barile, selezionato all’interno di Bancone di prova,  un laboratorio dedicato alla drammaturgia. Renzo Martinelli e Federica Fracassi vantano anche collaborazioni prestigiose con realtà esterne come la Fondazione Arnaldo Pomodoro dove, a marzo del 2009,  hanno realizzato “Parla Persefone”  dal testo inedito di Aldo Nove e con le musiche di Fabio Vacchi. Renzo Martinelli sta attualmente collaborando con la casa discografica Sugar Music di Caterina Caselli, per la quale ha curato nel maggio 2009 la regia del concerto degli Avion Travel “Nino Rota: L’amico Magico” all’interno della manifestazione MusicAcross 2009, ripreso in occasione del Festival del cinema di Roma in ottobre 2009, e la regia di “COPYNIGHT - Serata d’autore / Concerto dedicato alla tutela dei diritti d’autore” in programma al Festival dei Mondi 2009 di Spoleto.



martedì 25 ottobre 2011

TEATRO INSTABILE DELLO HUMOR

















Il Salotto Rosso si trova in un palazzo d'epoca nel quartiere Trieste/Parioli. In un accogliente teatro stile Belle Epoque, che ricorda il tradizionale Cafè Chantant parigino. Cene sfiziose a lume di candela...specialità francesi, pennette in salsa rosa, crèpes alla crema di funghi e al gorgonzola, corona di formaggi assortiti accompagnati da marmellate e miele, quiche al farro e ai funghi, omelettes alle verdure e alla crema di formaggi, insalate fantasia e gustose tartine alle creme multicolori. Gourmandises, torta al cioccolato e pere, tiramisù, crostate ai frutti di bosco, gelati fantasia. Cioccolate "Venchi": fondente, all'amarena, zenzero, cannella, whisky, rum.. Fondue "Dello Humour" accompagnata da petite patisserie. Infusi di frutta "La Via del Tè", con karkadè, rooibos, rosa canina, scorze d'arancia, mela, fragola, lampone, cartamo e boccioli di rosa. Gusto fresco e delicato di fragolina. Arancia Cannella Vaniglia  con karkadè, rosa canina, scorza d'arancia, cannella e calendula. Tisane "La Via del Tè" ai semi d'anice, radice di liquirizia e menta piperita in foglie. Selezione di the pregiati "La Via del Tè", tra cui Lapsang Souchong, Gunpowder, English Breakfast ed Earl Grey. The Aromatizzati "La Via del Tè" ai frutti di bosco, pepe rosa: the speziati ed irresistibili! Vini francesi ed italiani, prosecchi, spumanti, passiti liquorosi e champagne. Cocktails alcolici ed analcolici, liquori nazionali ed esteri, birre e succhi di frutta. Su prenotazione, prepariamo gourmet vegetariani e vegani, primi piatti senza glutine, per le intolleranze alimentari.
Potrete assistere a spettacoli teatrali brillanti, cabaret, musica jazz e live, piano bar, balli di gruppo, the teatrante, proiezioni di film, danza del ventre e tanto altro.
E' possibile organizzare feste con animazione e rinfreschi, cene sfiziose a lume di candela con possibilità di catering e serate particolari. L’Associazione (già cooperativa Scultarch costituita a Roma) è specializzata nella ricerca culturale e artistica, con il fine di offrire interventi culturali ad alto livello professionale, di tipo promozionale. Dal ’79 svolgiamo attività culturale organizzando conferenze, studi e ricerche con la Regione Lazio e la Provincia di Roma. L’attività teatrale si svolge in maniera costante dal 1981 nel territorio nazionale, in manifestazioni organizzate in collaborazione con gli Enti Locali, il Ministero del Turismo e dello Spettacolo.       Nel ‘92 abbiamo inaugurato a Roma il Teatro Instabile dello Humour “Il Salotto Rosso” che si contraddistingue per una programmazione di spettacoli all’insegna del teatro comico-brillante, che tuttora ha una regolare stagione teatrale. Il Salotto Rosso, Teatro Instabile dello Humour è situato nel quartiere Trieste - Parioli in un palazzo Liberty. E’ un accogliente ed intimo salotto arredato in stile Belle Epoque. Attraverso gli spettacoli è possibile rivivere le atmosfere del varietà da Lina Cavalieri alla Bella Otero, da Fregoli a Petrolini, fino ad arrivare a testi di autori contemporanei quali Maurizio Costanzo, Aldo Nicolaj, Mario Moretti. Il fermento culturale e artistico del teatro, trova una delle sue migliori espressioni in un laboratorio teatrale – corso di recitazione che ha nella continuità uno dei suoi punti di forza. Collabora con l’Organizzazione di Volontariato Animal Mundi il Teatro è Vita, iscritta nel Registro del Volontariato della Regione Lazio nei settori Servizi Sociali, Ambiente, Natura e Animali. Con quest’ultima ha realizzato importanti attività sociali e culturali: col Ministero della Giustizia, ufficio di servizio sociale per i minorenni, è stato attuato un progetto di inserimento di minori sottoposti a procedimenti penali. Con le ASL e altre strutture operanti nei servizi sociali, l’Organizzazione ha realizzato diversi progetti culturali al fine di riabilitare ragazzi portatori di handicap medio-lievi. Dal 2004 inoltre sono stati organizzati eventi culturali e spettacoli teatrali nell’ambito dell' “Estate Romana”.




lunedì 24 ottobre 2011

Teatro Le Salette di Roma

















Il Teatro Le Salette è ubicato in Vicolo del Campanile,14, nel cuore della popolare e caratteristica zona di Roma  compresa tra Via della Conciliazione e Borgo Pio. E' servito dagli autobus 40 express, 62 e 64. La fermata Metro linea A più vicina è Ottaviano. La platea conta 88 posti numerati, disposti su due livelli. Il palcoscenico, a proscenio concavo, misura 6 metri di larghezza per 5,5 metri di profondità. I camerini, alla sinistra del palco e in comunicazione con questo, sono divisi in due ambienti molto comodi e attrezzati, per attori ed attrici. La cabina di regia, frontale rispetto al palcoscenico, è provvista di tutte le strumentazioni necessarie per la gestione dell’impianto luci e riproduzione del suono. Nell'atrio antistante la sala vi è un bar riservato al pubblico ed agli artisti. Dal 2002 è diretto da Stefano Dionisi, autore, regista e attore di teatro. Sul palcoscenico si alternano spettacoli di tutti i generi: dal teatro tradizionale a quello popolare romanesco, commedie brillanti di autori sia classici che contemporanei. Ampio spazio viene dato alle compagnie esterne che trovano nel Teatro Le Salette l’ambiente ottimale per tutti le esigenze artistiche.


domenica 23 ottobre 2011

MATTEO GAZZOLO. L’ARTE DELLA PAROLA – LA MAGIA DEL TEATRO a cura di Alessia e Michela Orlando
















L’IMPORTANZA DELLA RADIO - UNA INTERVISTA-LECTIO MAGISTRALIS. Frammento I°. Non è dato sapere come mai Isidoro di Siviglia nel momento in cui spirò, fosse già santo per tutti. Di certo lo diventerebbe per chi prendesse in mano e posasse lo sguardo a pagina 631 del suo Etimologie e origini – 2 (UTET). Leggerebbe testualmente: “II. DELLE VIVANDE. [I] Il cibo è stato così chiamato in quanto capitur ore, ossia si prende con la bocca, così come l’esca in quanto os capit eam, ossia la prende la bocca. Il vitto, invece, propriamente, ha preso nome dal fatto di mantenere in vita, donde anche il verbo in-vitare, nel senso di convocare qualcuno a pranzo o a cena. [I] L’animonium, ossia il nutrimento, è così chiamato perché, grazie ad esso, il corpo alitur, ossia, appunto, si nutre. I giovani ne hanno bisogno per crescere, gli anziani per conservare la propria condizione fisica: la carne umana, infatti, non potrebbe sopravvivere se non ricevesse dagli alimenti la forza necessaria. L’alimento è, quindi, ciò da cui alimur, ossia siamo nutriti, mentre l’alimonium, ossia , come detto, il nutrimento, è la cura che poniamo nella nutrizione.” Ciò che Isidoro insegna non è banale e vale anche per la mente come per gli strati profondi del proprio essere, affermandosi ciò di tutta evidenza, senza neppure dover scomodare la scienza medica che ha documentato il rapporto psiche - soma. La mente ha bisogno di abbeverarsi alla Cultura, all’Arte, alla Bellezza. È necessario individuare i Maestri che sanno svelarcele.
Frammento II°. Edoardo De Filippo disse ai napoletani: fuit’ venne. Non è dato sapere cosa direbbe agli italiani, oggi. Si può immaginare che non si nasconderebbe e che si assumerebbe l’onere di dire cosa similare. Frammento III°. Leggiamo dal curriculum di Matteo Gazzolo, rinvenuto nel web (Curriculum) : “… attore, narratore e interprete di poesia, insegnante di teatro. Figlio d’arte, proviene da una antica famiglia di attori italiani.


venerdì 21 ottobre 2011

TEATRO DI RIFREDI – Pupi e Fresedde










L’ente di produzione teatrale Pupi e Fresedde è stato fondato a Firenze nel 1976 da Angelo Savelli, che ne è tutt’oggi l’anima artistica e la principale risorsa creativa, e da Pino de Vittorio. Il suo battesimo è segnato da una lunga permanenza negli Stati Uniti dove produsse insieme al Bread and Puppet "La ballata dei 14 giorni di Masaniello" di Peter Schumann, replicata poi l'anno successivo in Italia. Schematicamente la storia di Pupi e Fresedde, si può dividere in quattro grandi periodi.
Il primo periodo va dal 1977 al 1980. E’ il periodo degli spettacoli che coniugano folklore meridionale ed antropologia, mondo contadino e psicoanalisi, grazie anche all’apporto visivo del pittore Tobia Ercolino: «La terra del rimorso», «Sulla via di San Michele», «I balli di sfessania», «Ruzante – il canto della terra sospesa» , «Festa in tempo di peste». La musica, il canto, la danza, il dialetto, il rapporto con la cultura meridionale sono gl’ingredienti privilegiati della poetica del gruppo.
Il secondo periodo va dal 1980 al 1986. Il gruppo acquista una spinta propulsiva sul piano gestionale grazie all’arrivo di Giancarlo Mordini, che dal 2000 ricopre la carica di direttore artistico. E’ questo il periodo delle grandi avventure internazionali, delle coproduzioni con importanti festivals (Avignone, Madrid, Sitges, Parigi, Fiesole, Venezia, Polverigi…) e delle lunghissime tournées. «Il convitato di pietra ovvero don Giovanni ed il suo servo Pulcinella» (con musiche originali di Nicola Piovani), «Petito Totò», «L’amore delle tre melarance» (appositamente scritto da Vincenzo Cerami), «Plauto in farsa»: spettacoli questi d’ispirazione napoletana in cui il modello dell’Opera Buffa presiede alla stesura dei testi (quasi tutti di Angelo Savelli) e dove le doti interpretative degli attori assumono un ruolo fondamentale.
Il terzo periodo va dal 1986 al 1994. Il 1986 vede l’ingresso di Francesco De Biasi nella gestione organizzativa e produttiva della compagnia e l’installazione delle attività al Teatro di Rifredi, ancora oggi la sua sede stabile grazie alla sensibilità della storica SMS di Rifredi. La residenza al Teatro di Rifredi spinge la compagnia a consolidare la sua posizione in Firenze, dove ottiene importanti riconoscimenti ufficiali, ed in Italia dove trova approdo in prestigiosi teatri, ottenendo anche il Premio della Critica Teatrale. Questa nuova volontà di radicamento porta la compagnia a calibrare le proprie produzioni su spettacoli più consoni alle esigenze del panorama teatrale nazionale. Così ai consolidati testi di ispirazione partenopea come «Figaro». «Cafè champagne», «Le tre verità di Cesira» di Manlio Santanelli, «Mamma» di Annibale Ruccello, al cui successo contribuisce in maniera determinante la collaborazione con gli attori Gennaro e Gianni Cannavacciuolo, si affiancano titoli di drammaturgia internazionale e poco frequentata dal teatro ufficiale, quali «Quartetto» di Heiner Muller, «La voce umana» di Cocteau e «Amato mostro» di Xavier Tomeo con Franco Di Francescantonio. Questo periodo s’identifica con lo straordinario successo riscosso da «Carmela e Paolino» di J.S.Sinisterra che rimarrà in repertorio per 7 stagioni e rappresentato tra l’altro a Parigi, Lione, Lisbona, Bruxelles, Vienna, Buenos Aires, Ankara. E’ su questa scia che vanno inquadrati anche le altre produzioni di successo della compagnia come: «Il bacio della donna ragno» di Manuel Puig e la commedia musicale «Il ritorno del turco in Italia» con le musiche del compositore francese Jean Pierre Neel e il più recente “L’ultimo harem” con la nota attrice turca Serra Yilmaz.
Il quarto periodo ha inizio nel 1994 quando viene avviato un ampio ed articolato progetto sulla “toscanità” che attraverso le produzioni dirette, le co-produzioni e le ospitalità, promuove la rivisitazione del grande patrimonio teatrale e letterario toscano sia di classico che contemporaneo: «Gian Burrasca, un monello in casa Stoppani», «Pinocchio cha cha cha», «La cortigiana», «Il Marescalco», «Don Pilone», «L’amoroso contagio». «S’io fossi foco» e soprattutto «Gallina Vecchia» con Marisa Fabbri, Carlo Monni e Massimo Grigò. A siglare quest’attenzione tutt’altro che occasionale con gli artisti toscani, la compagnia dal 2005 instaura un rapporto stabile con l’attrice Lucia Poli ed offre una residenza allo Junior Balletto di Toscana.
Sempre dal 1994, grazie all’ingresso nell’organico gestionale di Rita Polverini, e con l’avvio della collaborazione con lo scenografo Mirco Rocchi, la compagnia inizia una serie di progetti specifici indirizzati ai giovani ed al mondo della scuola che ottengono un successo straordinario. Prima il progetto triennale “L’arte della commedia”, con testi di Ruzante, Aretino, Gigli e Pirandello, poi il progetto quinquennale “Teatro e Letteratura”, con trascrizioni teatrali dalle opere di Dante, Boccaccio, Ariosto, Manzoni, Leopardi, Pavese e Tomasi di Lampedusa, quindi il coraggioso progetto ”Teatro ed impegno civile” dove, insieme ad una forte e pluriennale iniziativa contro al pena di morte, viene prodotto anche uno spettacolo sul conflitto israeliano-palestinese “Jerusalem Juliet”. Attualmente sono in corso i progetti “Scienza e teatro” e “Greci e Latini nostri contemporanei”. Di grande successo anche gli interventi della compagnia nel settore del Teatro Ragazzi: “Il giornalino di Gian Burrasca”, “Le novelle della nonna”, “I viaggi di Calandrino”, “Il Riciclone”, “Aci Babà e i quaranta pedoni” e “I predatori dell’acqua perduta”. Nei limiti delle proprie risorse, la compagnia Pupi e Fresedde ed il teatro di Rifredi hanno sempre offerto concrete opportunità espressive a tanti giovani artisti emergenti. Foltissima è la schiera dei giovani attori toscani impegnati nelle produzioni della compagnia, alcuni dei quali hanno poi anche maturato con successo autonomi percorsi in veste di autori e registi, come Patrizia De Libero, Marco Sodini, Riccardo Rombi, Francesco Brandi, Daniele Lamuraglia, Stefano Massini e Andrea Bruno Savelli.


giovedì 20 ottobre 2011

TEATRO.ORG














I Redattori di Teatro.Org sono volontari appassionati di teatro che danno il loro contributo con i loro articoli e con gli spettacoli inseriti alla realizzazione ed al completamento di Teatro.Org! Oltre ad aver accesso ai servizi riservati agli iscritti, i redattori hanno la possibilità di inserire nuovi teatri, modificare spettacoli già inseriti, inserire infiniti spettacoli al mese (non solo 10) Inoltre, entrano a far parte del circuito di collaboratori di tutto il network di siti sul mondo dello spettacolo di Teatro.Org: inTelevisione.Org, alCinema.Org, allaRadio.Org ed i prestigiosi Teatro.Org e Teatro.it!


Redazione Nord e Centro Italia: Demetrio Triglia
Redazione Milano: Fabienne Agliardi
Redazione Napoli, Sud Italia e isole: Edgardo Bellini
Redazione Roma: Laura Mancini

Redazione Piemonte: Roberto Mazzone
Redazione Trentino Alto Adige: Roberto Rinaldi
Redazione Emilia Romagna: Loredana Borrelli
Redazione Liguria: Roberta Diano
Redazione Puglia: Giorgio Ventricelli
Redazione Basilicata: Giorgio Ventricelli
Redazione Umbria: Alessandro Samsa

Redazione Firenze: Matteo Cichero
Redazione Prato, Lucca, Pisa: Laura Da Prato
Redazione Livorno: Mauro Guidi

Responsabile Lirica: Francesco Rapaccioni
Responsabile Musical: Roberto Mazzone

Responsabile alCinema.Org: Roberto Mazzone
Responsabile allaRadio.Org: Massimo Agliardi
Responsabile "Piccolo Schermo" (ex inTelevisione.Org) su alCinema.Org: Roberto Mazzone


mercoledì 19 ottobre 2011

TEATRO CINICO - Associazione











Compagnia teatrale fondata nel 1997 in Argentina, svolge la sua attività in Spagna, Italia e Argentina. Ha come finalità la promozione e la diffusione di studi e ricerche nel campo delle arti visive, della comunicazione e dell’espressione (dal teatro alle arti visive tradizionali, al cinema, alla fotografia, alla musica, ecc.); la promozione e la diffusione di spettacoli; l’organizzazione di laboratori teatrali, convegni, seminari, riunioni, letture e attività sociali nei vari settori di cultura collegati alle ricerche suddette; l’attività didattica di formazione e informazione comunque connessa agli studi e ricerche sopra accennati. Negli ultimi anni ha organizzato laboratori di teatro in lingua spagnola in alcuni licei linguistici nelle Province di Pisa e di Firenze. Ha rappresentato i suoi spettacoli in Spagna, Italia e Argentina. Dall’anno 2003 ha sede legale in Italia, nel comune di Terricciola, Pisa. Dal 2009 è ospite presso Camboja. (Treggiaia. Pontedera. Pi)


martedì 18 ottobre 2011

GIRASOLI TEATRO
















"Ciao,benvenuti nel nostro sito dedicato alle nostre attività e rivolto a tutti gli amanti del teatro. Ci presentiamo: siamo Helga Dentale e Fabio Filippi, in arte “i Girasoli”, attori ed insegnanti di teatro. Siamo soci fondatori dell'Associazione Culturale Allegramente, e da anni ci occupiamo di formazione teatrale nelle scuole e di laboratori teatrali per adulti. Crediamo nel teatro come forma di espressione creativa e come esperienza di sperimentazione e ricerca personale.
I nostri laboratori teatrali sono veri e propri percorsi dinamici in cui, mettendo in gioco se stessi e lavorando con i propri strumenti creativi, ognuno potrà sperimentarsi liberamente attraverso il linguaggio teatrale.
Negli spettacoli teatrali cerchiamo la contaminazione di diversi linguaggi artistici orientandoci verso un teatro contemporaneo e sperimentale in cui lo spettatore possa sentirsi partecipe del processo creativo.
Da anni ci occupiamo di formazione relativa all'insegnamento teatrale nelle scuole: essendo convinti dell'importanza del teatro a scuola come strumento attivo nel processo di sviluppo della creatività del bambino, abbiamo deciso di trasmettere ed insegnare la nostra metodologia a chi, come noi, voglia portare avanti percorsi teatrali nelle scuole."

IL SITO

lunedì 17 ottobre 2011

Romolo il Grande, di Friedrich Durrenmatt con traduzione di Aloisio Rendi (Marco y Marcos). Intervento di Nunzio Festa

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La caduta di Roma durante la pollicultura. L'allevamento dei polli è il principale assillo, la passione più grande dell'imperatore romano Romolo Augusto, dell'imperatore “Romolo il Grande”. Che ozia mentre Roma è presa dai Germani. Il testo teatrale di Friedrich Durrenmatt, oggi ripubblicato da Marcos y Marcos, testo teatrale che è più interessante del “romanzo” in quanto tale, gioca con la calata dei Germani di Odoacre, ma ovviamente a maggior ragione si diverte disegnato un duce che da sempre conficcato nell'oziosità della villetta distante dalla capitale dell'Impero Romano d'Occidente, sonnecchia e mangia mentre i suoi soldati muoiono in battaglia. Come, tra l'altro, in battaglia s'era perso il vecchio fidanzato della figlia del tiranno, che tra una visita e l'altra del rigattiere che compra le sculture della residenza imperiale, in questo quinto secolo d.C. torna e cerca 
di convincere la sua amata a sposare un commerciante che potrebbe salvare la patria. Cosa alla quale, il matrimonio che darebbe facoltà al commerciante ricchissimo di comprare la ritirata del re Odoacre il duce Romolo è contrario. Le porzioni nelle quali l'opera è suddivisa, come il linguaggio meticoloso dell'autore svizzero, sono pensate per rappresentare, con fare cronologico, la progressione del vile e nullafacente ultimo imperatore di Roma in puntuale conoscitore di tutte le cose del Potere. Il momento impensabile e inatteso di Romolo il Grande, infatti, sbuca da una pertugio della trama. Quando l'Odoacre confessa, intanto, d'aver paura di suo nipote. E il faccia a faccia fra i regnanti, col romano che alla fine accetta un tranquillo pensionamento nonostante la moglia sia annegata nel tentativo di scappare dal regno, si trasforma in un discorso non sui massimi sistemi ma sui massimi tormenti del Potere. L'ironia dello scrittore di romanzi e di opere teatrali che hanno scavato, dunque, nelle viscere d'ogni forma di potere, è infinita. Perché ogni lettrice e lettore che avrà in mano queste pagine riconoscerà il tormeno che supera le normali scanzioni dei tempi e la verve a dir poco corrosiva di Friedrich Durrenmatt.

domenica 16 ottobre 2011

TEATRO C.R.E.S.T.














Il Teatro C.r.e.s.t., Collettivo di Ricerche Espressive e Sperimentazione Teatrale, nasce nel 1977 e, con Gianni Solazzo prima e Mauro Maggioni poi, porta avanti in un ambiente difficile - sia socialmente che culturalmente, un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Dal 1992 il C.r.e.s.t è inserito dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nell’elenco delle “…compagnie che svolgono ad alto e qualificato livello attività nel campo del teatro per l’infanzia e la gioventù”. Distribuisce i suoi spettacoli sul territorio nazionale e realizza progetti di formazione e promozione teatrale in ambito regionale. Interlocutori privilegiati della sua attività sono i bambini, i ragazzi, i giovani, gli operatori della scuola (insegnanti, dirigenti, educatori), con l’intento di creare in un contesto privo di strutture teatrali un punto di riferimento culturale e professionale forte. Tuttavia, obiettivo del nostro lavoro è anche quello di superare le barriere tra i pubblici. Le nostre produzioni, infatti, negli ultimi anni, sono state presentate tanto in programmazioni serali, quanto in rassegne per le scuole, tanto in cartelloni di ricerca quanto in Festival di settore. Manteniamo, inoltre, un costante rapporto con i pubblici adulti del territorio, attraverso la promozione e la cura di eventi teatrali di particolare interesse (Stagioni di Prosa, Festival, ecc).


sabato 15 ottobre 2011

IL PICCOLO TEATRO SCORRANESE






















La favola del Piccolo Teatro Scorranese, ha inizio nel 1976, quando un gruppo di giovani e meno giovani, molti dei quali facenti parte dell’Azione Cattolica locale, decidono di cimentarsi nella recitazione di alcune opere teatrali spronati dall’allora amato parroco Don Beniamino Guida, entusiasta dell’idea. I giovani esordiscono con due lavori: La casina di campagna e Lu senatore, quest'ultima del grande Maestro Raffaele Protopapa. Nel 1977 viene rappresentato un grande "Kolossal" teatrale, La Vergine di Tropea, dramma sacro in quattro atti, sulla vita della protettrice del paese S.Domenica; la regia è affidata al compianto professor Antonio De Donno. Nello stesso anno nasce L’aquila d’oro", manifestazione canora per bambini. Il 1977 termina alla grande con la fondazione ufficiale: il Piccolo Teatro Scorranese diventa a tutti gli effetti una associazione teatrale non a scopo di lucro, con Uccio Pispico primo, storico presidente. Nel ’78 Paparino e Fortunato e nel ’79 I morti non pagano le tasse non fanno altro che accrescere la popolarità del P.T.S., ribadita implacabilmente anche l’anno successivo con il nuovo lavoro a sfondo religioso La bella Signora!, laude del De Donno alla Madonna di Fatima. Gli anni ’80 si aprono con la spassosa commedia La pentola di Lucullo. Nell’81 ben due lavori: Lu Requenzinu ‘nnamuratu (in collaborazione con i bambini delle scuole elementari) e soprattutto Rrobba t’emicranti, che trattando il tema dell’emigrazione, tristemente noto ai salentini, fa sorridere e commuovere allo stesso tempo.Image Nell’82 Scurranisi allu ‘nfiernu, nell’83 La passione di Cristo, nell’85 Li cumprumessi sposi, mastodontica Via Crucis itinerante in collaborazione con l’ Azione Cattolica e nell’86 Metti una suocera in casa, non fanno altro che aumentare la popolarità del teatro. Nel 1986, l’associazione inizia a collaborare con il popolare autore sancassianese Vincenzo Abati. La prima commedia rappresentata è E mò…fazza Diu!, probabilmente la opus magnum dell’Abati, con la quale il P.T.S. ottiene un grossissimo successo. E’ un periodo d’oro: la popolarità è in forte ascesa, grazie anche al successo negli anni successivi di altre pietre miliari dell’Abati, come Lu Puparu, Lu scazzamurreddhu e La pignata; con quest’ultima nel 1989 il P.T.S. concorre e vince alla rassegna "Teatro nel Salento" tenutasi al Politeama Greco di Lecce. Dopo Lu cumprumessu matrimoniale il sodalizio con l’Abati viene temporaneamente sospeso, infatti nel 1991, viene rappresentata L’acchiatura di Raffaele Protopapa. Oramai la storia diventa cronaca: il P.T.S. si trasforma e non è più solo l’ottima associazione teatrale, bensì una ben oleata macchina per spettacoli con più di cento soci e un invidiato manipolo di giovani promesse per il teatro che verrà, guidato dal neo-presidente Francesco Russo. Nascono La pittulata, i tre giorni del Carnevale scorranese, e ritorna in grande stile L’aquila d’oro dopo una pausa forzata durata tre anni. Vengono instaurati innumerevoli collaborazioni con enti pubblici ed associazioni private (una delle quali realizza il progetto Accendiamo un sorriso per l’adozione a distanza dei bambini bosniaci). Per le commedie si decide di ripresentare alcuni tra i lavori più riusciti dell’Abati.Nel ’95 Focu meu ‘mpizzicatu spopola nel Salento; il successo si ripete l’anno dopo con l’esilarante Sutta sti chiari de luna, ma non è finita! Nel novembre ’96, grazie a Focu meu ‘mpizzicatu, il P.T.S. riceve l’invito e l’onore di recitare in Svizzera, a Zurigo, presso il circolo "Amici Dietikon" formato dai nostri conterranei all’estero. La simbiosi tra il P.T.S. e l’Abati e i vari successi conseguiti incrementano la tournèe estiva che in quegli anni sfonda il tetto delle trenta serate. Nel ’97 la toccante Terra tumara chiude fastosamente la trilogia delle nuove opere dell’autore sancassianese. Il ’98 e ’99 è il biennio del revival: il pubblico gradisce la riproposizione di E mo…fazza Diu! e Lu puparu non solo per la loro bellezza artistica, ma anche perché il lavoro dei tecnici è superlativo. L'attenzione rivolta alla realizzazione dei costumi e della scenografia, gli accattivanti giochi di luce e le colonne sonore fanno da contorno agli attori, taluni di ventennale esperienza (l’attuale presidente Vito Maraschio, Wanda Rausa, Carlo Stefanelli, Pina Fracasso, Vito Siciliano), che si esaltano nel confronto col passato. In più le opere sono arricchite con delle originali trovate sceniche che coinvolgono la gente: nell’immaginario collettivo rimane indelebile la scena culmine di Fazza Diu! quando entra in scena l’orchestra che, tra lo stupore generale, intona la "Marcia di Radetzky" e gli spettatori scandiscono il ritmo con il battito delle mani fino a quando i musicisti non scompaiono tra la folla in tripudio! Altra scena indimenticabile la processione della statua "vivente" di Sant’Oronzo in Lu puparu tra il pubblico sbalordito e il fragore dei fuochi pirotecnici… Il nuovo millennio viene festeggiato con la straordinarietà di due nuovi lavori: il remake di Rrobba t’emicranti e l’inedita Osci è duminica: stative scitti! dell’Abati, di cui il P.T.S. detiene l’esclusiva sulle "prime" delle opere del Maestro. Per il 2001, interrotta temporaneamente la collaborazione con l’Abati, il Piccolo Teatro, oltre a La Furtuna del Protopapa presentata dai "cadetti" dell'associazione, si cimenta sulle opere di un nuovo autore salentino, Sergio Contaldo, giovane e piacevole sorpresa del nostro vernacolo. La sua L’eredità de don Cicciu Marrazzu è stata acclamata ovunque. La stagione 2003 si apre ricca di appuntamenti: prima di dare il via alla tournèe estiva il P.T.S. è nuovamente in Svizzera. A Losanna (7-8-9 giugno) ha riscosso un grande successo presentando al pubblico di emigranti salentini E mo…fazza Diu!. A rimanere indelebile nella memoria di tutti sarà sicuramnte la nuova edizione del dramma sacro La Vergine di Tropea del prof. Antonio De Donno diretta dal prof. Fernando De Luca. Un'attenta ricostruzione storica che si rispecchia nell'impotente scenografia (a cura del prof. Antonio Puce) e negli abiti di scena degli attori, più di trenta, ha riportato gli spettatori al 303 d.c. anno del martirio di S.Domenica da Tropea. Non poteva mancare per la stagione estiva una nuova commedia brillante Poveri a nui, poveri a vui di Sergio Contaldo che verrà presentata nelle più importanti piazze del Salento. Perchè il Piccolo Teatro Scorranese è arrivato a spegnere venticinque candeline? Perchè la grande professionalità e l'amore per il teatro, hanno prevalso sempre, ed hanno motivato qualsiasi decisione e scelta che via via negli anni sono state prese.
Non ci sono professionisti nel Piccolo Teatro: c’è solo normalissima gente che ha voglia di divertirsi e far divertire. Il P.T.S. non è una associazione a scopo di lucro: l’incessante applauso e l’incitamento di adulti e bambini è l’unico "ineguagliabile" guadagno. Gli Amici del Piccolo Teatro Scorranese.


venerdì 14 ottobre 2011

La Via dell’ArtCounseling. Il Teatro-danza e il Cinema d’Arte per conoscere se stessi di Barbara Bedini (Edizioni Creativa)





















Un saggio originale sul mondo dell’ArtCounseling arricchito dall’esperienza personale e lavorativa di una specialista del settore. Con un linguaggio al tempo stesso professionale e colloquiale, l’autrice presenta l’ArtCounseling come un percorso di ricerca di senso, liberazione emotiva, sviluppo dei potenziali creativi ed aumento di consapevolezza. Il testo propone una visione dell’ArtCounseling come strumento olistico volto alla soluzione di disagi di natura esistenziale – collegati o meno a problemi concreti come perdite affettive, fobie, tradimenti, stress, licenziamenti etc. – e descrive un piano d’azione sinergico diretto a stimolare i vari livelli che compongono la totalità dell’essere umano: corpo, mente, emozioni, anima e spirito.
Per la prima volta l’ArtCounseling viene approfondito nelle sue linee generali e nelle sue applicazioni specifiche mediate dal linguaggio del teatro-danza, dell’immagine cinematografica e della video arte. Il testo offre uno sguardo sui principali metodi di videoterapia e di racconto per immagini; indaga il teatro di Pippo Delbono, di Pina Baush, dell’Odin Theatre e del Living Theater e ne scorge le influenze sul TheaterDanceCounseling; descrive dettagliatamente casi concreti svolti in sessioni individuali, di coppia e di gruppo ed infine descrive le principali fasi di un ipotetico percorso di ArtCounseling diretto principalmente al risveglio del potenziale creativo.