venerdì 30 settembre 2011

Maria Paiato. Un teatro del personaggio di Maria Cristina Sarò (Titivillus edizioni)




















Maria Paiato ha attraversato il teatro di parola e di regia di questi ultimi vent’anni acquisendo competenze che ne fanno, da un lato, un’interprete duttile ed efficace della drammaturgia contemporanea, dall’altro, un’esploratrice creativa della forma monologo. Lo studio di Maria Cristina Sarò ricostruisce il percorso artistico dell’attrice soffermandosi su alcuni punti e snodi: il passaggio dalle caratterizzazioni degli esordi teatrali alla costruzione di personaggi sfumati e complessi; l’individuazione, in relazione alla forma monologo, d’un sistema di composizione basato sulle molteplici collaborazioni fra autore, regista e attore; l’importanza degli elementi performativi, per cui Maria Paiato perviene alla parte per accumuli di dettagli, per interrogazioni del vissuto che divengono linguaggio, per elaborazioni segniche del gesto. Particolare attenzione è dedicata a quattro spettacoli. Due sono monologhi: “La Maria Zanella”, che ha recuperato la lingua materna dell’attrice (il parlato del Polesine), rivelando sottese vicinanze fra l’arte dell’interprete e la drammaturgia degli assoli narrativi, e “Un cuore semplice”, toccante conferma della natura recitabile dell’immaginario di Flaubert cui il testo s’ispira. Le rispondenza fra l’arte Maria Paiato e le drammaturgie d’autore risultano dalla dettagliata descrizione di due allestimenti: “Ritten, Dene, Voss” di Thomas Bernhard con la regia di Piero Maccarinelli e “L’intervista” di Natalia Ginzburg con la regia di Valerio Binasco. Lo studio è concluso da una serie di dense interviste a Maria Paiato, Maurizio Panici e Sergio Pierattini, rispettivamente regista e autore della “Maria Zanella”.

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