venerdì 30 settembre 2011

Maria Paiato. Un teatro del personaggio di Maria Cristina Sarò (Titivillus edizioni)




















Maria Paiato ha attraversato il teatro di parola e di regia di questi ultimi vent’anni acquisendo competenze che ne fanno, da un lato, un’interprete duttile ed efficace della drammaturgia contemporanea, dall’altro, un’esploratrice creativa della forma monologo. Lo studio di Maria Cristina Sarò ricostruisce il percorso artistico dell’attrice soffermandosi su alcuni punti e snodi: il passaggio dalle caratterizzazioni degli esordi teatrali alla costruzione di personaggi sfumati e complessi; l’individuazione, in relazione alla forma monologo, d’un sistema di composizione basato sulle molteplici collaborazioni fra autore, regista e attore; l’importanza degli elementi performativi, per cui Maria Paiato perviene alla parte per accumuli di dettagli, per interrogazioni del vissuto che divengono linguaggio, per elaborazioni segniche del gesto. Particolare attenzione è dedicata a quattro spettacoli. Due sono monologhi: “La Maria Zanella”, che ha recuperato la lingua materna dell’attrice (il parlato del Polesine), rivelando sottese vicinanze fra l’arte dell’interprete e la drammaturgia degli assoli narrativi, e “Un cuore semplice”, toccante conferma della natura recitabile dell’immaginario di Flaubert cui il testo s’ispira. Le rispondenza fra l’arte Maria Paiato e le drammaturgie d’autore risultano dalla dettagliata descrizione di due allestimenti: “Ritten, Dene, Voss” di Thomas Bernhard con la regia di Piero Maccarinelli e “L’intervista” di Natalia Ginzburg con la regia di Valerio Binasco. Lo studio è concluso da una serie di dense interviste a Maria Paiato, Maurizio Panici e Sergio Pierattini, rispettivamente regista e autore della “Maria Zanella”.

giovedì 29 settembre 2011

Don Giovanni o l'amore per la geometria di Max Frisch (Feltrinelli)
















"Don Giovanni ha tutta una famiglia di parenti spirituali, e, anche se sono molto lontani da lui, Icaro o Faust gli sono più simili che non Casanova. La sua fama di seduttore è un equivoco creato dalle donne. Don Giovanni è un intellettuale. Ciò che lo rende irresistibile per le signore di Siviglia, è la sua spiritualità, la sua pretesa di una spiritualità virile, la quale costituisce un affronto, in quanto persegue scopi completamente diversi da quelli che potrebbero essere costituiti dalla donna, e pone, fin dall'inizio, la donna come un episodio - con il noto risultato, certo, che gli episodi finiscono per divorare tutta la sua vita." (Max Frisch)

mercoledì 28 settembre 2011

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA










Prestigiosa e particolare, la lunga storia del Teatro dell’Opera di Roma. Negli assetti proprietari, nel profilo istituzionale, nell’identikit architettonico. Per quasi mezzo secolo, nel periodo incluso tra la sua edificazione (1879) e quando sarà acquistato dall’allora governatorato della città (1926) porta il nome dell’imprenditore edile, un romano d’adozione, che l’ha voluto, tenacemente voluto e tirato su, mattone dopo mattone. Domenico Costanzi affidò all’architetto milanese Achille Sfondrini, uno specialista nella costruzione e nel restauro di teatri, il compito di dotare finalmente la capitale di una sede consona al suo rango e al prestigio universale della tradizione lirica italiana. Il progetto messo a punto da Sfrondini privilegia il risultato acustico concependo la struttura come una cassa armonica: la sua forma a ferro di cavallo ne è una delle prove più evidenti. Poteva accogliere fino a 2212 spettatori, aveva tre ordini di palchi, un anfiteatro, una galleria. Il tutto sormontato dalla cupola di pregevole fattura affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. Terminato in tempi record, diciotto mesi, sull’area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, il Teatro Costanzi è inaugurato il 27 novembre 1880 dall’opera Semiramide di Gioachino Rossini. Sul podio il maestro Giovanni Rossi, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita.
Costanzi ha investito nell’impresa l’intero patrimonio personale. Ma per il perentorio rifiuto di riscattare il Teatro venuto da parte dell’amministrazione comunale, è obbligato ad assumerne lui la gestione diretta. Sarà suo vanto aver battezzato, nonostante le gravi difficoltà finanziarie, «prime assolute» di opere poi diventate famosissime. Valga un titolo per tutti: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni (17 maggio 1890). C’è quindi un breve periodo con la direzione di Enrico Costanzi, il figlio del fondatore, cui andrà il merito di aver contribuito a un altro grande debutto: Tosca di Giacomo Puccini, il 14 gennaio 1900. Finché il Teatro non è acquistato nel 1907 dal poliedrico impresario Walter Mocchi per conto della Società teatrale internazionale e nazionale, una sua creatura, che gestiva alcuni tra i principali enti lirici italiani e ne esportava gli spettacoli e le compagnie nel Nord e nel Sud America, nella pausa estiva della stagione. Nel 1912 Emma Carelli, celebre soprano e moglie di Mocchi, diviene direttrice e responsabile della «Impresa Costanzi», così chiamata dopo diverse trasformazioni di ordine societario. Nei quattordici anni della sua guida artistica moltissime le novità, per Roma e per l’Italia, presentate al Costanzi: come La fanciulla del West, Turandot e Trittico di Puccini; Parsifal di Richard Wagner; Francesca da Rimini di Renato Zandonai; Boris Godunov di Modest Mussorgskij; Sansone e Dalila di Camille Saint-Saëns e altre ancora; non ultima la Compagnia Les Ballets Russes di Serghej Diaghilev.
Il primo punto di svolta è nel ’26: il Comune di Roma, per volontà di Mussolini, decide finalmente di acquistare il Costanzi. La denominazione diventa Teatro Reale dell’Opera. All’architetto Marcello Piacentini è affidata la parziale ristrutturazione dell’edificio. In realtà, i cambiamenti da lui apportati rispetto a quello originario sono notevoli e sostanziali. L’ingresso, situato nella scomparsa via del Teatro (era dove ora si trova il giardino del contiguo Hotel Quirinale) è spostato sul lato diametralmente opposto. Si realizza così la piazza poi intitolata a Beniamino Gigli che accoglie ancor’oggi gli spettatori. All’interno, l’anfiteatro è demolito e sostituito da un quarto ordine di palchi (l’attuale terzo ordine) e una balconata. Gli ambienti sono impreziositi e abbelliti con nuovi stucchi, decorazioni, tappezzerie. Spicca il maestoso lampadario del diametro di quasi sei metri, formato da ventisettemila gocce di cristallo, che domina e illumina la platea dal 27 febbraio 1928, giorno della seconda inaugurazione con l’opera Nerone di Arrigo Boito, diretta dal maestro Gino Marinuzzi. I lavori stavolta sono durati meno di sedici mesi. Ma non sarà ancora il look definitivo del Teatro. Trent’anni dopo si riaprirà il cantiere.
Con l’avvento della Repubblica era stata acquisita la denominazione di Teatro dell’Opera. Nel ‘58, in vista delle Olimpiadi del 1960, l’edificio subisce per volere dell’amministrazione capitolina una ristrutturazione e un ammodernamento ulteriori. Piacentini, cui è riaffidato il progetto, interviene radicalmente sulle architetture preesistenti consegnandoci l’odierna facciata con i relativi ingresso e foyer. In oltre un secolo di vita, centoventotto anni per l’esattezza, l’Opera di Roma ha scritto tante pagine memorabili nella storia del teatro musicale, della lirica, della danza. È perciò impossibile anche solo elencare qui i compositori, i direttori, i cantanti, i danzatori, i registi, gli scenografi, i costumisti, i coreografi di fama che hanno calcato le sue tavole.
Nel tempo si sono succedute le voci più acclamate, da Enrico Caruso e Beniamino Gigli a Giacomo Lauri-Volpi e Fëdor Ivanovič Šaljapin, da Aureliano Pertile a Claudia Muzio, da Maria Caniglia a Maria Callas e Renata Tebaldi, da Montserrat Caballé a Marilyn Horne e Raina Kabaivanska, da Mario Del Monaco a Giuseppe Di Stefano, da Franco Corelli a Tito Gobbi, da Alfredo Kraus a Ruggero Raimondi, a José Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti.
Tra i direttori più illustri basterà ricordare il prestigio di Otto Klemperer, Arturo Toscanini, Victor De Sabata, Vittorio Gui, Tullio Serafin, Erich Kleiber, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Georg Solti, Claudio Abbado, Georges Prêtre, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Mstislav Rostropovich, Giuseppe Patanè, Giuseppe Sinopoli, Wolfgang Sawallisch, Nino Sanzogno, Gianluigi Gelmetti ed in tempi recentissimi Riccardo Muti. I legni, i velluti, gli stucchi del Teatro dell’Opera di Roma hanno accolto e riprodotto le musiche di sommi compositori come Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi, Goffredo Petrassi e Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero e Umberto Giordano e tanti altri. Così da identificarsi come culla per eccellenza dell’opera verista e del teatro musicale del Novecento.





martedì 27 settembre 2011

Teatri "Re-sistenti" a cura di a cura di Laura Gobbi e Federica Zanetti (Titivillus edizioni)




















Il volume affronta l’affascinante tema delle connessioni tra teatro e cittadinanza, valorizzandone la dimensione educativa. La riflessione che ne scaturisce è quanto mai necessaria oggi ai mondi dell’educazione chiamati ad elaborare e costruire nuovi saperi e competenze all’altezza di una complessità politica, sociale, culturale e umana che presenta sempre forti ambivalenze e non solo opportunità. Il teatro diventa necessario all’educazione proprio per la sua capacità di realizzare una sintesi dei saperi, superando frammentazioni, oltrepassando i confini delle discipline in modo da ricomporre in modo dialogico, problematizzante, attraverso un linguaggio che ricongiunge mente e corpo, l’aspetto cognitivo con quello emotivo. La connessione tra teatro e cittadinanza si rinforza anche nel riconoscimento della dimensione della memoria e della denuncia, del disvelamento di realtà scomode e dimenticate: si apre la possibilità di guardare il mondo con occhi diversi, di immaginare e costruire nuove cittadinanze, di comunicare le nostre rispettive narrazioni di mondi alternativi possibili.
Il volume accoglie contributi di registi, attori e docenti universitari.Scritti di Roberta Biagiarelli, Fabrizio Cassanelli, Ascanio Celestini, Pietro Floridia, Alessandro Garzella, Gigi Gherzi, Luigi Guerra, Massimo Marino, Armando Punzo e Emanuele Valenti

lunedì 26 settembre 2011

Biografia. Un gioco scenico di Max Frisch (Feltrinelli)





















Le esperienze che viviamo sono realmente inevitabili? "Cosa succederebbe se..." si chiede il protagonista Kürmann e si figura le vicende della sua vita come un giocatore di scacchi calcola le mosse delle pedine: se almeno una volta avesse avuto la possibilità di non aver pensato e realizzato questa o quella mossa, avrebbe cambiato tutto il seguito della partita. E a Kürmann viene appunto offerta tale possibilità. Frisch gli affianca un personaggio complementare, un registratore, che assiste il protagonista oggettivandolo e gli consente di realizzare effettive varianti alla sua esistenza. Ci troviamo così di fronte non alla mera biografia di un uomo, bensì alla sua risposta al fatto che con il tempo si acquista inevitabilmente una biografia.

sabato 24 settembre 2011

TEATRO DI MESSINA








 











Il Teatro della città di Messina si apre al mondo tramite Internet con una nuova immagine ed un nuovo mezzo, per una tempestiva ed attenta promozione e diffusione dell'Arte, della Cultura, della Musica. Messina città d'Europa, il suo teatro, la sua storia intendono dialogare attraverso questo spazio con quanti vogliono confrontarsi ed interpretare la contemporaneità, per durare, significare, approfondire.

venerdì 23 settembre 2011

Declinazioni yoga dell'immagine corporea di Francesca Proia (Titivillus edizioni)





















“Declinazioni yoga dell’immagine corporea” è il testimone di un viaggio fantastico all’interno dell’immaginario yoga, viaggio compiuto rigorosamente da dentro le espressioni dello yoga, non in un’ottica di studio o di divulgazione, ma di esperienza concreta e tangibile. Lo yoga è interpretato qui come forma di ricerca sul corpo sottile, dando risalto agli aspetti di poetica, di linguaggio, di rapporto con l’inconscio. Attraverso una ricerca coreografica pluriennale sull’idea di corpo sottile in rapporto a spazio, oggetti e percezione, mi è stato possibile, dal 2003 al 2008, incontrare, incorporare letteralmente nella mia realtà, una dopo l’altra, alcune immagini dello yoga. Il testo contiene alcune proposizioni pratiche di lavoro, mentre esplora il concetto di felicità. La felicità potrebbe essere qui paragonata alla facilità, condizione che è fulcro stesso della rimessa in ordine percettiva, alla base dell’attività di creazione. Lo yoga predispone delle tecniche precise mirate allo studio della facilità, della fluidità, in contrapposizione alla forzatura del pensiero. Queste tecniche danno indicazioni precise sul corpo, sul respiro, sulle immagini.

giovedì 22 settembre 2011

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE





















Inaugurato ufficialmente il 18 ottobre 1997, con l'esecuzione dell'Ottava Sinfonia di Mahler, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine rappresenta l'avverarsi di un sogno che i cittadini friulani hanno atteso per molti decenni. Un sogno che, dopo la demolizione dello storico Teatro Puccini, sembrava destinato a prolungarsi tenacemente nel tempo così come il paradosso di "una città dei teatri, una città senza teatro": numerosi spazi alternativi per assorbire la massiccia e sempre crescente offerta culturale, ma nessun edificio più grande di un auditorium per contestualizzarla nel migliore dei modi... Il progetto porta la firma dell'ingegner Giuliano Parmegiani e dell'architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore.


mercoledì 21 settembre 2011

Homo Faber di Max Frisch. Resoconto. Edizione Speciale (Feltrinelli)




















Ingegnere pragmatico e razionale, privo di radici affettive che lo ancorino a un luogo o a una famiglia, indifferente a tutto ciò che non è spiegabile con la logica e insensibile a tutto ciò che è istintivo, religioso umanistico. Autentico campione della civiltà tecnologica, si ostina a non vedere ciò che non può capire. Nel corso di una crociera, Faber incontra una ragazza cui si lega sentimentalmente. Quando scopre in lei la figlia mai conosciuta, è ormai troppo tardi. Il romanzo viene ora proposto in edizione speciale per i cinquant'anni di Giangiacomo Feltrinelli Editore.

martedì 20 settembre 2011

Frammenti di un terzo diario di Max Frisch (Casagrande)




















Nell'agosto 2009 le pagine culturali dei giornali di lingua tedesca annunciavano il ritrovamento di un diario inedito di Max Frisch. La notizia era tanto più sensazionale in quanto per Max Frisch quella del diario è sempre stata, sin dai "Fogli dal tascapane" (1939), una forma letteraria privilegiata, a mezzo tra la narrazione (non solo autobiografica) e la riflessione sulla propria epoca e la condizione umana in generale. Uscito da Suhrkamp, l'editore storico di Frisch, nel 2010, il libro è ora proposto per la prima volta in traduzione italiana e costituisce un invito a riscoprire uno dei più grandi scrittori del secondo Novecento europeo, ma anche a riflettere su argomenti che, apparentemente rimossi per qualche decennio, si ripresentano a noi in tutta la loro drammatica attualità: la logica coercitiva del potere, la minaccia atomica (non più solo di origine militare), la totale sfiducia nei confronti della classe politica e il senso di impotenza e smarrimento che ne consegue. A questi temi si aggiungono quelli più personali della vecchiaia, della sofferenza e della morte (attraverso la narrazione degli ultimi mesi di vita dell'amico Peter Noli), ma anche dell'amore, perché il diario, redatto negli anni 1982-83 e ambientato tra New York, una valle del Cantone Ticino e la città natale di Zurigo, è anche la cronaca di una delle numerose relazioni sentimentali che segnarono la vita di Frisch, quelle tormentate "storie di donne" che furono in molti, all'epoca, a rimproverargli.

lunedì 19 settembre 2011

IL TEATRO PUBBLICO PUGLIESE











In continua trasformazione, il TPP è diventato negli ultimi anni uno dei più grandi circuiti teatrali italiani, con più di 56 soci tra Comuni, Province e la Regione Puglia. Oltre alla principale vocazione alla diffusione e promozione del pubblico, la mission del TPP va trasformandosi, diventando il braccio operativo della Regione Puglia per l’attuazione delle strategie di sviluppo nel settore dello spettacolo dal vivo. La grande innovazione della stagione 2009/10 è, infatti, l’avvio dei programmi strategici a valere sui fondi F.E.S.R. che sanciscono lo spettacolo come settore produttivo per eccellenza in Puglia, fattore di attrattività turistica per il territorio, fonte di sviluppo culturale ed economico. Alle stagioni di prosa, teatro ragazzi e danza, agli spettacoli regionali, nazionali ed internazionali, alle attività di formazione del pubblico si affiancano i grandi eventi a forte impatto turistico ed i programmi per la riorganizzazione e lo sviluppo del sistema regionale dello spettacolo. Continua il progetto di Teatri Abitati, con 12 residenze delle compagnie che hanno trovato casa in altrettanti spazi vuoti o inutilizzati, dopo una prima e positiva esperienza biennale. Sono in fase di start up Puglia Sounds - il circuito delle musiche e la Rete della Danza Contemporanea, due importanti interventi per valorizzare, organizzare e diffondere questi due settori dello spettacolo; i Site Specific, eventi nei luoghi di particolare interesse culturale e paesaggistico; svariati interventi trasversali per favorire l’internazionalizzazione della filiera produttiva dello spettacolo dal vivo. Nell’ambito dei programmi di cooperazione comunitaria sono in progress diversi progetti e la partecipazione attiva alla rete Euromedinculture(s), con un importante censimento sul ruolo della cultura negli Stati Membri. Il valore aggiunto, anche per questa stagione, è stato dato dai grandi eventi: Puglia Show Time, con tantissimi spettacoli gratuiti nei 5 appuntamenti in tutta la regione; Primavera dei Diritti, la maratona culturale che ha raccontato attraverso i linguaggi dell’arte e della cultura lo stato dei diritti umani e civili; lo spettacolo di Marco Paolini dal porto di Taranto, una diretta tv col fiato sospeso. Due gli appuntamenti con l’approfondimento. Nel Forum Cultura Turismo Territorio 2009 con studiosi di new economy, tecnici ed addetti ai lavori si è analizzato come il settore culturale sia diventato uno strumento per la valorizzazione del territorio e la crescita del turismo. Il convegno Cultura Mezzogiorno Europa 2010 ha sottolineato le potenzialità della cultura come piattaforma di sviluppo economico-sociale e di dialogo interculturale in ambito euro-mediterraneo. Sinergia tra le amministrazioni socie, collaborazioni importanti, grandi numeri e tanta creatività: i protagonisti di una bella stagione.

domenica 18 settembre 2011

LA PERFORMAZIONE di Antonio Bilo Canella ed Hossein Zardust Taheri il 14 E 15 OTTOBRE 2011 va a FESTIVAL DI CINE-TEATRO di VIA VALSOLDA, 177 a Roma



















Dal 1997 Antonio Bilo Canella ed Hossein Zardust Taheri hanno iniziato a presentare risultati pubblici della loro ricerca sulla natura dell'Evento Teatrale e sull'Arte dell'Improvvisazione (Performazione ).



COS'E'


L'improvvisazione è riconosciuta ormai come uno degli strumenti più fertili per la successiva formalizzazione scenica. La nostra proposta è di approfondire la pratica di quest'Arte , con il dichiarato obiettivo (da noi scenicamente già conseguito) di rendere possibile una sua dignificazione scenica. Parleremo di Performazione invece che di improvvisazione, per distinguere questo percorso dai percorsi già esistenti solo nominalmente simili ( vedi la Lega Improv. Italiana ).
"Per-formare" perché si propone come punto focale  il momento in cui l'opera d'Arte è colta nel suo generarsi realmente e spontaneamente per la prima volta: mentre si sta per-formare, appunto; il momento d'Illuminazione dell'Artista che coglie un assoluto, che in quell'attimo , davanti a noi , si fa corpo cavo abitato da qualcosa che è  sceso-salito  in lui . Chi ha ascoltato, o meglio, visto  le improvvisazioni di Keith Jarrett, può comprendere facilmente ( in altre arti come la Musica, la Danza, la Pittura-Scultura, l'idea di Performance totalmente improvvisata è già da tempo praticata e con risultati che ormai fanno storia…). Si richiede all' Attore-Artista di farsi Vuoto: ecco il primo difficile training fisico-mentale. Svuotarsi di aspettative e prefigurazioni : un enorme lavoro. Poi segue la Scelta  tra le miloni di infinite Possibilità che ogni istante scenico offre. Nella Performazione si rifiuta di chiudere l'universo in un solo definito percorso da Re-citare ( appunto, "citare" un'altra volta ), per esplorare invece tutti gli infiniti universi possibili e sceglierne uno lì per lì , da non ripetere mai più. E' chiaro che ad  un corpo-un'anima-una voce  le infinite possibilità sono accessibili solo in proporzione a quanto si è preparati : possedere delle tecniche aldilà del virtuosismo. Se sono in grado di "fare" tutto allora , forse, "tutto" si  potrebbe manifestare attraverso di me: realisticamente l'Attore-Artista-Performatore deve continuamente lavorare sui suoi limiti per ampliare le sue capacità performative. Ma tutto ciò non basta. Poiché nella Performazione non si "esegue", ciò che  accade deve venire a noi , nel vuoto, attraverso l' Ascolto. Ed ecco il Training affinché l'Artista abbandoni il giudizio che ha di sé, degli altri e del mondo, per accogliere ciò che gli viene proposto: un oggetto in cui si inciampa, la parola di un compagno, una luce, una musica, debbono essere, senza possibilità di giudizio alcuno, accolte , fagocitate e restituite trasformate attraverso la successiva propria proposta. Chi si ferma a giudicare è perduto e chiude se stesso all' Evento. La Razionalità viene ridotta al minimo indispensabile , quel minimo che ci permette comunque di scegliere tra le infinite possibiltà di ogni istante: come il timone di una nave, necessario ma molto piccolo in confronto alle vele e allo scafo. E' una rivoluzione del punto di vista: non più un Attore che cerca di eseguire al meglio un percorso predefinito, che Re-cita qualcosa, ma invece un Attore-Artista che si fa strumento, corpo-cavo che manifesta qualcosa che nasce solo lì , in quel momento, "tramite"  lui. L'Ego è abolito, o meglio, ( più umilmente ) si viaggia verso l’'abolizione dell’Ego.

Hossein Taheri - Attore e regista, si forma presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica 'Silvio D'Amico' nel 1985, avendo tra i suoi insegnanti registi di prestigo  come L. Ronconi, A. Trionfo, M. Ferrero, G. Cobelli, A. Camilleri.  Come attore comincia con Luca Ronconi allo Stabile di Torino e prende parte a importanti produzioni. Lavora inoltre con L. Salveti, R. Guicciardini, M. Martone, A. Calenda.   Oltre questo percorso 'tradizionale' intraprende un percorso nella ricerca italiana e internazionale con artisti quali Carlo Quartucci, Carmelo Bene, Antonj Vassil'ev, Yurj Aschlitz, allargando i propri orizzonti espressivi.  Prende parte a film d'autore con W. Labate, V. Verdecchi, G. Tescari, M.Soavi.  Inizia una fortunata carriera televisiva in produzioni come La squadra, Un medico in famiglia, Orgoglio III, Distretto di polizia, Butta la luna, Ispettore Coliandro, Agrodolce, ecc. Come regista dà vita con Gabriele Parrillo, Fabrizio Gifuni, Pier Francesco Favino, Serafino Murri e Paolo Zuccari al gruppo teatrale 'i Costruttori' realizzando quattro importanti produzioni (Il visionario, Il cardillo, Fango, Prometeo). Con Antonio Bilo Canella e il musicista Mauro Tiberi intraprende un processo di profonda ricerca espressiva (The sacred game, Regno, Eliogabalo, Beat Generation) nel campo della performazione live. Questa ricerca riprende felicemente nel 2009. Con Pier Paolo Sepe collabora come attore agli spettacoli Entrate di Alberto Bassetti, Per un pezzo di pane di R.M.Fassbinder, La fine del Titanic da Enzensberger, Divina Mimesis di Pasolini al Teatro Nuovo di Napoli, interpretazione che gli vale la candidatura al Golden Graal 2006. Nel 2004 forma la Compagnia teatrale BABATEATR con Maria Borgese, Massimiliano Frumenti realizzando sei spettacoli (Pugaciov da Esenin, Re di Cuori da Puskin, Perché ce l'ho tanto con...da Anna Politkovskaja, Dammi una rosa! da D'Annunzio) in collaborazione con Zetema e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.


Antonio Bilo Canella - Attore , scrittore , regista . Diplomato Attore nel 1991 presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Nel 1991 studia con Nikolaij Karpov e Boris Ghiennadij ( Mejerchold ). Nel 1997 studia con Dominic De Fazio . Dal 1997 collabora e studia occasionalmente con la maestra Ann Dore. Nel  1996 e nel 1997 ha collaborato con Ms. Ellen Stewart ( Cafe` La Mama of New York ). E` membro del  La Mama International Centre of Spoleto.
Dal 1988  lavora  come Operatore di strada  con  ragazzi difficili ; é formato come Animatore Sociale con la scuola di E. Limbos. Tra il 1991 e il 1993 si forma come Operatore di Percorsi Terapeutici presso il Ce.I.S. di Don Mario Picchi. Si forma come Operatore  di Arteterapia con D. Waller . Si forma come Operatore  di Psicodramma Moreniano con A. Grotherath . Studia  "Playback Theatre"  con J. Fox  e  Counseling Rogersiano. Lavora, applicando queste tecniche, con ex-tossicodipendenti e adolescenti anche con problemi psichiatrici. Nel 1993 è vice-Responsabile della Comunità di Recupero per tossicodipendenti  S. Maria . Nel 1994  fonda con Simona Cirelli il gruppo "Tricksters / Giullari di Dio".  A  Settembre 2004 uscirà il suo primo libro-cd Il Viaggio o l’Uomo. Dal 1991 insegna recitazione. Ha condotto i suoi laboratori in tutta Italia, a Città del Messico e a  Manila. Conduce laboratori di Recitazione presso il Teatro NeoEliseo. Nel 1996  conduce un Laboratorio sulla sua Ricerca teatrale, per incarico dell'UNESCO ( O.N.U.)  nell'ambito del Forum Internazionale G.I.C.O.S. svoltosi a Manila (Filippine).Lo spettacolo  "La Notte del Destino"  è in quella sede oggetto di studio. A Dicembre 2001 viene invitato dalla Università La Sapienza, cattedra di Psicolinguistica, docente prof.ssa Marta Olivetti Berardinelli, all'interno del Convegno "La Voce come strumento, per una lezione dimostrativa sulla sua ricerca Estatico-Vocale". A Dicembre 2003  viene invitato dalla Università La Sapienza a tenere una conferenza su Misticismo e Cinema. I contenuti dell'incontro vengono pubblicati dalla stessa Università.
Sempre a Dicembre 2003 viene invitato dalla Università La Sapienza a tenere una conferenza su "Voce paraplegica e voce artistica". A Marzo 2004 è invitato dalla Università di Napoli-Biblioteca Nazionale Napoletana a tenere una conferenza sulla sua Ricerca. Ha lavorato come dialogue coach con la Action Film e la Cinema Italia. Nel "Dams Film Festival 2006" viene dedicata una sezione speciale apposita per i Lavori della produzione  Tricksters e di Antonio Bilo Canella.

sabato 17 settembre 2011

IL SISTINA A ROMA














Il Sistina è uno dei più importanti e rappresentativi teatri italiani la cui direzione artistica è curata da Gianmario Longoni. La sua popolarità nasce soprattutto grazie all'incessabile attività di Garinei e Giovannini che in 46 anni di gestione anni hanno regalato al teatro (non solo italiano) capolavori come Aggiungi un posto a Tavola, Rugantino, Il giorno della Tartaruga. Spettacoli rappresentati in oltre 45 paesi in tutto il mondo e che sono stati tradotti in 16 lingue. Dal marzo 2003 il Teatro Sistina è stato riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali come Teatro stabile della Commedia Musicale Italiana.
Il Sistina ha ospitato sul suo palco i più grandi artisti e i più popolari spettacoli musicali: da Lousi Armstrong a Burt Bacharach, da Liza Minnelli a Dionne Warwick a Woody Allen, da Rugantino a West Side Story da Evita a Aggiungi un posto a tavola a Vacanze Romane a Rinaldo In Campo.. Per non parlare poi dei protagonisti dello spettacolo italiano che qui hanno debuttato o sono stati definitivamente consacrati: Marcello Mastroianni, Renato Rascel, Delia Scala, Carlo Dapporto, Aldo Fabrizi, Walter Chiari, Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Paolo Panelli, Bice Valori, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Enrico Maria Salerno, Gloria Guida, Mariangela Melato, per arrivare ai più recenti Sabrina Ferilli,Valerio Mastandrea, Massimo Ghini. Questo teatro è diventato, nel corso degli anni, il "Teatro dei romani", e questo grazie all'affetto del pubblico che, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ha affollato - e continua ad affollare - i 1500 posti della sala. Tra le più recenti produzioni di musical lo spettacolo record Peter Pan (biglietto d'oro Agis per le presenze), Poveri Ma Belli e la nuova edizione di Aggiungi un Posto A Tavola. Ancora oggi Il Sistina mantiene la sua fama grazie agli spettacoli presentati: un mix di novità italiane e straniere sempre attuali e sempre attenta alle nuove tendenze dello spettacolo e del pubblico.

IL SITO

venerdì 16 settembre 2011

Le baruffe chiazzotte di Carlo Goldoni (BUR)





















Commedia in tre atti, in prosa, scritta in dialetto veneziano e chioggiotto. La scena è in Chioggia e i protagonisti sono dei pescatori con le loro famiglie. Lucietta, Checca e Orsetta litigano perché Toffolo Marmottina ha fatto un po' di corte a Lucietta, fidanzata di Titta Nane, per far ingelosire la scorbutica Checca. Al ritorno degli uomini dalla pesca, qualche parola lanciata dalle donne è causa della rottura tra Lucietta e Titta Nane e di una baruffa tra Toffolo e Beppo, fidanzato di Orsetta. Finiscono tutti in tribunale, ma Isidoro, coadiutore del cancelliere, riconcilia Lucietta e Titta Nane, Beppo e Orsetta e dà la dote a Checca che sposa Toffolo.

giovedì 15 settembre 2011

La Locandiera di Carlo Goldoni (SELINO'S / BIBLIOTECA ECONOMICA )




















"Fra tutte le Commedie da me sinora composte, starei per dire esser questa la più morale, la più utile, la più istruttiva. Sembrerà ciò essere un paradosso a chi soltanto vorrà fermarsi a considerare il carattere della "Locandiera", e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa. Ma chi rifletterà al carattere e agli avvenimenti del Cavaliere, troverà un esempio vivissimo della presunzione avvilita, ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute" (Carlo Goldoni).

mercoledì 14 settembre 2011

Il Teatro Smeraldo a Milano

















Nato come sala cinematografica nel 1940 il Teatro Smeraldo, negli anni ottanta, sotto la Direzione Artistica di Gianmario Longoni, è passato a una programmazione esclusivamente teatrale. Inizialmente la sua popolarità era legata a stagioni di prosa tradizionale, che hanno in seguito lasciato il posto a un vero e proprio cartellone internazionale.
Il Teatro Smeraldo è ora a Milano un punto di passaggio obbligato per tutte le grandi produzioni italiane e straniere ed è divenuto nel tempo luogo ideale e privilegiato per la rappresentazione di musical in lingua originale e recital di grandi interpreti.
Tra questi, negli ultimi anni, è importante ricordare musical internazionali come Evita, A Chorus Line, Jesus Christ Superstar, West Side Story, Oh Calcutta!, Sophisticated Lady, The Phantom of the Opera, Forever Tango, The Rocky Horror Show, Tommy, senza dimenticare il grandissimo successo di Cats e di Mamma Mia!. Il Teatro Smeraldo, nella stagione 2009-2010, ha avuto inoltre l�onore di ospitare "Thriller-Live", il grande tributo a Michael Jackson. Si sono esibiti sul palcoscenico del Teatro Smeraldo noti artisti del panorama musicale italiano e straniero: tra gli altri Astor Piazzolla, David Bowie, Ute Lemper, Miles Davis, B.B. King, Neil Young, George Benson, Bruce Springsteen, Paolo Conte, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Noah, Caetano Veloso, Ray Charles e i Buena Vista Social Club.
Sorprendente fenomeno di costume del 1998 i California Dream Men hanno debuttato su questo palcoscenico per diventare in breve un evento nazionale, un fenomeno di costume.
Particolare riguardo è, da sempre, riservato al mondo della danza: Moses Pendleton, David Ezralow e David Parsons, sono da anni amici del Teatro Smeraldo.
Da sottolineare alcuni grandi eventi internazionali degli ultimi anni, come la presenza di David Copperfield, Joaquin Cortez, Queen Esther Marrow, attualmente la più dotata voce nell'ambito del gospel, e compagnie innovative come Tap Dogs e Stomp, quest'ultimo tra gli spettacoli più rivoluzionari ed entusiasmanti del nostro tempo.

IL SITO

martedì 13 settembre 2011

Eagle Pictures presenta MOZZARELLA STORIES Una Commedia malavitosa a base di caglio









“Tutto è nato dalla domanda che io e lo sceneggiatore Devor De Pascalis ci siamo posti riguardo a quello che succederebbe se un giorno qualcuno scomparisse non perché è morto, bensì perché è rimasto bloccato sotto il corpo della sua ‘voluminosa’ amante, deceduta, presumibilmente ‘felice’, durante un amplesso. Il soggetto del film ha preso il largo dall’idea di volere raccontare una storia che avesse al suo centro un motore narrativo ‘immobile’ ovvero un corpo abbandonato su un altro corpo che cerca di sfuggire. Intorno a questa immagine ‘suggestiva’, abbiamo voluto sviluppare un sistema di fili narrativi che, però, partono da personaggi veri.” Il regista Edoardo De Angelis racconta così l’elemento scatenante il suo primo lungometraggio intitolato Mozzarella Stories, un film in cui il regista fa i conti con Caserta, la città dove è cresciuto. Un’esplorazione divertita e visionaria, del proprio immaginario personale con cui è cresciuto e che, come dimostrano anche i suoi cortometraggi, è diventato materia perfetta per un cinema ricco di fascino e di forti suggestioni. “Tutti i personaggi presenti nel film mi sono, in un certo senso, ‘noti’.” Continua il regista “Ciascuno di loro è, infatti, riconducibile ad una o più persone che ho avuto modo di conoscere nella mia vita. In più ho giocato a pallanuoto per molti anni e ho frequentato l’ambiente musicale della città. Tutti questi elementi mi hanno permesso di sviluppare, nel corso del tempo, il tessuto narrativo alla base prima del soggetto, poi della sceneggiatura e adesso del film. Prima ancora di diventare un racconto unico ed unificante, Mozzarella Stories è stato un insieme di personaggi e di storie che mi sarebbe piaciuto potere raccontare.” Protagonista femminile del film è Luisa Ranieri, attrice per cui il film è stato scritto da Edoardo De Angelis insieme a Devor De Pascalis, a Barbara Petronio e Leonardo Valenti “Mi sono sentita molto lusingata quando ho scoperto questa cosa.” Dice orgogliosa l’interprete napoletana “All’inizio ero perfino un po’ spaventata di potermi esprimere in un personaggio pensato per me.” Continua l’attrice “Basta dire che quando interpreto certi film perfino i costumi sono pensati per ‘abbassare’ la mia fisicità che, riconosco, appartiene ad altri tempi e può risultare difficile, perché non troppo ‘moderna’. Quando Edoardo mi ha comunicato di avere scritto il personaggio pensando a me, mi sono resa conto che lui ha colto certe sfumature che, fino adesso, non avevo ancora avuto modo di esprimere.” Mozzarella Stories è dominato da figure di donne uniche e tutte, a modo loro, affascinanti. Una celebrazione della femminilità fortemente voluta dal regista “Ho sempre adorato l’universo femminile in quanto dolorosamente consapevole di non riuscire a comprenderne fino in fondo il mistero.” Dice ridendo De Angelis “Cercando delle radici realistiche nella storia inventata che stavo raccontando non riuscivo a trovare, negli uomini che ho conosciuto, nessun modello reale per costruire un personaggio maschile con le qualità che volevo potere raccontare. Così ho capito che questo ruolo doveva essere ricoperto da una donna con il suo elemento alieno, imponderabile e misterioso che consente agli esseri di sesso femminile di essere più ‘visionari’ degli altri e di trascendere, modificando la realtà così come la conosciamo. La mia è solo e soprattutto una fantasia cinematografica.” Una fantasia la cui solida e delicata complessità affascina Luisa Ranieri “In Mozzarella Stories, nonostante il regista sia un uomo, i maschi sono certamente tutti, chi per un verso, chi per un altro, dei “mostri”. E’, semmai, l’elemento femminile a portare un certo senso di progresso. Le donne sono, invece, tutte molto concrete. Anni fa ho interpretato un personaggio che diceva ‘le donne non fanno la guerra’. Sofia riprende quella filosofia e quella visione del mondo: le donne non amano la distruzione, ma preferiscono creare prospettive e costruire la possibilità di avere nuove prospettive.” Sulla stessa lunghezza d’onda è anche l’antagonista Autilia portata sullo schermo in maniera sempre straordinaria e carismatica da Aida Turturro che De Angelis ha voluto fortemente per il ruolo dell’amante tradita e abbandonata che il marito di Luisa non riesce, però, a dimenticare. “Autilia è una figura, almeno in parte, romantica.” Spiega l’interprete italo – americana “Questa donna, infatti, è una figura perfetta, perché la sceneggiatura di Edoardo ce ne restituisce in pieno la psicologia. Ne conosciamo il passato, i dolori per essere stata abbandonata e ne apprezziamo la generosità quando il suo ex torna ad avvicinarsi a lei. Autilia è una persona molto vulnerabile ed è sempre interessante portare sullo schermo una donna che ha diverse sensibilità dentro di sé e qualche contraddizione. Non è difficile, ovviamente, interpretare qualcuno che ha il cuore infranto…quello è semplice, anzi…quale donna che non ha mai conosciuto il dispiacere?”. Anche Sofia da ‘amante’ diventa ‘tradita’, una situazione che cinematograficamente diverte molto Luisa Ranieri “E’ la prova che l’amore non appartiene alla sfera dell’estetica, ma a qualcosa di più profondo che ha a che fare con scambi ed intese molto peculiari e personali. Il mio personaggio è sempre “super”: super dinamica, super vestita, super in forma e suo marito cosa fa? Le dice ‘Sofia mangia un po’, perché sei troppo magra!”. Una battuta fantastica, perché sintetizza il desiderio di qualcosa di più accogliente rispetto ad una moglie nevrotica che si alza, fa ginnastica ed è sempre ‘a tremila’. “ Edoardo De Angelis commenta: “Le donne sono, oggi, in grado di potere fare tutto e di gestire organizzazioni complesse molto meglio di quanto facciano gli uomini. In particolare le donne campane e napoletane hanno quel livello di risolutezza e libertà che, alle volte, risulta soverchiante rispetto a quello della loro controparte maschile. Gli uomini fanno fatica ad andare oltre con il proprio sguardo alle dinamiche esistenti. A differenza, invece, di quanto succede con le donne che riescono a preconizzare gli sviluppi e i cambiamenti del futuro. Sono sempre stato fortemente sedotto dalla risolutezza e dalla capacità femminile di fare sempre e comunque come gli pare.” Storia di donne, di mozzarelle, di camorra, ma anche di un’umanità smarrita e un po’ lacerata, il film di Edoardo De Angelis esplora un mondo malinconico e pieno di ironia dominato dalla consapevolezza che tutto sia, in qualche maniera, destinato a ‘finire’. “Ne La città distratta lo scrittore e giornalista Antonio Pascale spiega come la mozzarella con la sua struttura e la sua porosità descriva benissimo, definendolo, il carattere degli abitanti di Caserta. Senza il libro di Pascale non ci sarebbe questo film, in quanto lui, con i suoi ragionamenti e le sue idee, ha profondamente colto il senso del mio immaginario e non solo. Basti pensare che la recente riedizione del libro porta una prefazione di Roberto Saviano, un mio coetaneo che frequentava il liceo scientifico negli stessi anni in cui andavo al liceo classico, che dice ‘Senza La città distratta non ci sarebbe stato Gomorra’. Inoltre, quando ho scritto il soggetto che parlava di mozzarella cinese, i produttori mi guardavano con sospetto pensando si trattasse di fantascienza. Poi, però, i fatti di cronaca mi hanno dato ragione…”. Luisa Ranieri è entusiasta del lavoro svolto sul set dal regista e dal suo team “Quando ho ricevuto il copione sono rimasta impressionata dal fatto di avere davanti qualcosa di differente rispetto a quanto leggo in genere. E’ davvero un’altra cosa e io ho avuto grande fiducia in questo regista: Edoardo ha dimostrato subito di avere le idee chiare per sfruttare al meglio una sceneggiatura molto bella. Ho avuto la sensazione di fare parte di un film che fosse sospeso tra l’action movie e la commedia all’italiana che risentisse dell’influenza di registi come Tarantino e Almodovar. C’è un po’ di tutto nel DNA di Mozzarella Stories e io, come napoletana, sono molto felice di avere recitato in questo progetto: Caserta e i suoi abitanti ne escono bene in una storia dove il male muore e il bene cresce grazie al confronto e al dialogo con il diverso.”. Un film originale, che secondo il suo autore è lo specchio di qualcosa di profondo “Credo che se un film deve assomigliare a qualcosa, allora deve essere simile alla vita. Un’esistenza degna di essere raccontata è fatta di momenti drammatici e anche di situazioni divertenti.” Conclude De Angelis “Non ho ispirazioni di tipo cinematografico o letterario. Non più ormai, perché i personaggi si sono stratificati dentro di me. Quando immagino i protagonisti della storia che voglio raccontare, penso a loro come se fossero persone vere e realmente esistenti. Spero che questo accada anche a chi li guarda muoversi, amare, soffrire, uccidere e sopravvivere sul grande schermo.” (EDOARDO DE ANGELIS STORY: Note di Regia)

Biografie

Edoardo De Angelis

Tra il 2000 e il 2003 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia dove realizza i suoi primi cortometraggi: Okappa e Kappao, Lo Scambio e Mors Tua, il documentario Not my way. Ciao Alberto che partecipa al Bellaria Film Festival e collabora alla realizzazione di Gabbiani. Studio su "Il Gabbiano" di Anton Čechov, film collettivo coordinato da Francesca Archibugi selezionato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2004. Nel 2004 realizza Quanta donna vuoi, cortometraggio che ottiene il Premio Massimo Troisi. Nel 2005 gira Merendina Tropicale, cortometraggio tratto da Le Notti Bianche di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Nel 2006 dirige il cortometraggio Mistero e Passione di Gino Pacino che riceve il Premio della Critica al Kustendorf Film Festival diretto dal regista serbo Emir Kusturica, e partecipa a numerosi festival nazionali e internazionali. Nel 2007 torna a cimentarsi con il genere documentario realizzando Il futuro che vorrei e Siamo in ascolto prodotti con il sostegno del Ministero per le Politiche Giovanili. Nel 2008, il nuovo corto Fisico da Spiaggia cattura nuovamente l'attenzione di Emir Kusturica che lo seleziona per il suo Kustendorf Film Festival. Nel 2007 firma con Devor De Pascalis, la sceneggiatura per il lungometraggio Caserta Stories che diventerà, poi, Mozzarella Stories selezionato tra i finalisti al Premio Solinas.

Luisa Ranieri

Napoletana, divide i suoi impegni di carriera tra teatro, cinema e televisione. Nel 2001 debutta al cinema nel film Il principe e il pirata di Leonardo Pieraccioni. Nel 2003 il suo esordio in televisione nel ruolo di Assunta Goretti nella miniserie di Rai Uno, Maria Goretti. L'anno seguente è protagonista delle miniserie, La omicidi, con Massimo Ghini, e Cefalonia, in cui è protagonista insieme a Luca Zingaretti, suo attuale compagno nella vita. Nel 2004 viene scelta come protagonista del film a episodi Eros, nell’episodio diretto dal maestro Michelangelo Antonioni: Il filo pericoloso delle cose, mentre nel 2005 affianca Adriano Celentano nel programma record d’ascolti di Rai Uno, Rockpolitik. In tv interpreta anche il ruolo di Maria Callas nella miniserie Callas e Onassis, diretta da Giorgio Capitani e le miniserie 'O professore, con Sergio Castellitto, e Amiche mie. Nel 2007 ritorna cinema con il film di SMS - Sotto mentite spoglie di Vincenzo Salemme, mentre tra il 2009 e il 2010 recita in Gli amici del bar Margherita di Pupi Avati, L'amore buio di Antonio Capuano (2010) e La vita è una cosa meravigliosa di Carlo Vanzina (2010). Tra il 2009 e il 2010 recita in teatro con L'oro di Napoli, trasposizione a cura di Gianfelice Imparato e Armando Pugliese dei racconti di Giuseppe Marotta divenuti celebri grazie all'omonimo film di Vittorio De Sica.

Gianpaolo Fabrizio

Nato a Napoli, Gianpaolo Fabrizio inizia la sua carriera artistica nel 1975 con la "Compagnia Filodrammatica napoletana" diretta da Guglielmo Guidi. Da allora segue un'intensa attività teatrale che lo vede al fianco di importanti attori di teatro: Dolores Palumbo, Stefano Satta Flores, Paola Quattrini, Paola Tedesco, Pupella Maggio, Pietro De Vico, Carlo Taranto, Lauretta Masiero. Nel 1984 Gianpaolo Fabrizio, Silvio Vannucci e Liliana Eritrei formano il trio comico-cabarettistico "LA TRESCA" che dopo un breve esperienza in RAI partecipa a "Premiatissima" e a "Grand Hotel", importanti e fortunati varietà di Canale 5. Nel 1987, dopo aver sciolto il trio "La Tresca", Gianpaolo Fabrizio, Carlo Conversi e Silvia Nebbia si uniscono in un nuovo sodalizio artistico e formano il trio "LA TRAPPOLA" che partecipa ai programmi di Raidue "Bella d'Estate" e "Chi tiriamo in ballo".Nel 1990 Gianpaolo Fabrizio decide di continuare da solo l'esperienza televisiva intrapresa e partecipa al programma sportivo di Italia 1 "Calciomania", condotto da Cesare Cadeo e Maurizio Mosca, proponendo il "TG Vesport", con la nota parodia del giornalista televisivo Bruno Vespa. Dopo due edizioni di "Calciomania", nel 2002 viene chiamato dall'emittente Telemontecarlo che gli propone la realizzazione e la conduzione di spazi comici all'interno del programma sportivo "Galagoal". Sempre per TMC, conduce altre due trasmissioni "Lineagol" con Simona Ventura e "Cocktail di scampoli" un varietà estivo interamente realizzato su una terrazza romana. E nel 2005, il diabolico Antonio Ricci lo ripropone con il suo...SAAAAAAAAALVE! Gianpaolo Fabrizio partecipa a tutti i programmi sopra citati non solo in qualità di attore e conduttore ma anche quale ideatore ed autore dei testi.

Andrea Renzi

Nato nel 1963 inizia a soli quattordici anni a recitare diretto da Mario Martone in un’opera teatrale. Durante tutta la sua carriera si divide tra il lavoro di regista teatrale e quello di attore televisivo e cinematografico.Per il cinema ha recitato ne L'uomo in più di Paolo Sorrentino, Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek, Il servo ungherese di Giorgio Molteni e Massimo Piesco, Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores, La guerra di Mario di Antonio Capuano, L'estate del mio primo bacio di Carlo Virzì, Non prendere impegni stasera di Gianluca Maria Tavarelli e Parlami d’amore di Silvio Muccino. In tv partecipa alle miniserie Caccia segreta e Crimini, oltre al film tv Disegno di sangue di Giacomo Curreli.E’ tra i fondatori delle compagnie teatrali "Falso Movimento" e "Teatri Uniti".

Aida Turturro

Aida Turturro è famosa principalmente per aver interpretato la parte di Janice Soprano, sorella del boss della malavita Tony, dal 2000 al 2007, nella pluripremiata serie televisiva HBO I Soprano. Cugina degli attori John e Nicholas Turturro, ha debuttato sul grande schermo vincendo il Sundance Film Festival nel 1989 con il film True Love diretto da Nancy Savoca: da allora ha alternato le sue apparizioni fra cinema e TV, spesso interpretando personaggi vitalizzati dalla sua forte presenza scenica, con cui ha potuto esibire una recitazione istintiva e sopra le righe, accentuata anche dalla sua corporatura e la fluente chioma riccia. Tra le sue partecipazioni più importanti al cinema quelle in Sleepers di Barry Levinson, Al di là della vita di Martin Scorsese in Romance and Cigarettes di John Turturro.. Nel 2008 ha recitato anche nella serie E.R. - Medici in prima linea. Nel gennaio 2010 ha debuttato nello spettacolo teatrale "Italian Folktales", adattamento di alcune fiabe di Italo Calvino, scritto e diretto dal cugino John Turturro.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo nasce a Napoli da una famiglia d'arte: la madre Bianca Maria attrice, il padre Nunzio, grandissimo rappresentante della Canzone Italiana, vincitore di un Festival di Sanremo, Festival di Napoli, Canzonissima. Debutta a soli cinque anni e a dieci è già protagonista di alcuni telefilm per bambini su Rai Uno. Conseguito il diploma di Maturità Classica, entra a far parte della Compagnia di Carlo Croccolo per il Tartufo di Moliere. Nel 1988 fonda la Compagnia Gallo con il fratello Gianfranco, con il quale ottiene dieci anni di entusiasmanti successi: Il Piacere dell'Estate (Rai Due), Francesca da Rimini con la regia di Aldo Giuffrè, Paillettes prodotto dal Moulin Rouge di Parigi, Premio Joe Marrazzo per il Teatro Giovane in Italia. Al Teatro alterna la radio (Radio Rai, Radio Kiss Italia) e la televisione (Domenica In, Fantastico, La vita in Diretta, Premio Mario Riva, La Squadra, Assunta Spina, Cefalonia, La Gente Vuole Ridere, Bello di Papà, Un Posto al Sole). Incide due dischi-raccolta, il primo dedicato a Titina De Filippo ed intitolato Io, uno dei tre, con la partecipazione di artisti come Ron, Mariella Nava, Cecilia Gasdia, ed il secondo intitolato Canto a Viviani, con la partecipazione di Rosalia Maggio, Beppe e Concetta Barra, etc. Nel 1997 Carlo Giuffrè lo chiama per interpretare il ruolo di Peppino De Filippo in Non Ti Pago! e, dopo un anno e mezzo di grandi successi, gli affida il ruolo di Nennillo in Natale in casa Cupiello, che gli regalerà tantissime soddisfazioni ed un fortunato successo di pubblico e critica (Biglietto D'Oro AGIS). Per Claudio Mattone cambia colore ai suoi capelli e diventa cattivo in C'era una volta... Scugnizzi, Biglietto d'Oro AGIS e Premio E.T.I. Miglior Musical Italiano. All'Opera di Roma è tra i protagonisti della Vedova Allegra, diretta da Daniel Oren con la regia di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme è il Bello di Papà, Biglietto d'Oro AGIS. Per il cinema ha recitato in No Problem regia di Salemme, Fortapasc con la regia di Marco Risi, dove interpreta il boss Valentino Gionta, Mine Vaganti regia di Ferzan Ozpetek dove interpreta Salvatore, il cognato di Scamarcio e Preziosi. Tra i suoi ultimi progetti, una fiction per Raiuno con la regia di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio, dal titolo Il Segreto dell'acqua e il film Mozzarella Stories di Edoardo De Angelis.

Giovanni Esposito

Nasce a Napoli e si diploma all’ Accademia D’Arte Drammatica del Teatro Bellini. In teatro è stato diretto da numerosi registi come Renato Carpentieri (IL LUNGO ADDIO, IL GIARDINO DEL TEATRO, DON FAUSTO…), Armando Pugliese (‘O SCARFALIETTO), Gigi Dall’Aglio (MOLTO RUMORE PER NULLA) Silvio Orlando (DON RAFFAELE O TROMBONE, CUPIDO SCHERZA E SPAZZA) Giancarlo Sepe (MORSO DI LUNA NUOVA di E. De Luca). Al momento è in scena, in giro per l’Italia, con lo spettacolo MORSO DI LUNA NUOVA scritto da Erri De Luca e diretto da Giancarlo Sepe. Sul grande schermo ha interpretato tra gli altri, in ruoli di rilievo, POLVERE DI NAPOLI di Antonio Capuano (Protagonista dell’episodio MIMMO PEZZELLA), L’UOMO DELLA FORTUNA di Silvia Saraceno, RIBELLI PER CASO di Vincenzo Terracciano, LA LEGGENDA DI AL JOHN E JACK con Aldo, Giovanni e Giacomo, AL CUORE SI COMANDA di Giovanni Morricone fino al più recente TRIS DI DONNE E ABITI NUZIALI con la regia di Vincenzo Terracciano. A natale 2010 lo abbiamo visto al cinema al fianco di Aldo, Giovanni e Giacomo nel film LA BANDA DEI BABBI NATALE e in THE TOURIST con la regia di Florian Henckel von Donnersmarck. In Tv lo si ricorda per le sue partecipazioni ai programmi come PIPPO CHENNEDY SHOW e MAI DIRE… ed ai film ANNI ’50 di Carlo Vanzina, nel ruolo di Quagliarulo e SALVO D’ACQUISTO di Alberto Sironi, interpretando il ruolo di Walter accanto a Beppe Fiorello. Ha preso parte, inoltre, a numerose serie televisive come GRANDI DOMANI di Vincenzo Terraccianom QUO VADIS BABY? di Guido Chiesa, PANE E LIBERTA’ di Alberto Negrin, con Pierfrancesco Favino. Recentemente ha interpretato il ruolo di Stefano Pistolesi nella fiction L’ISOLA DEI SEGRETI – KORE’ diretta da Ricky Tognazzi, ha preso parte nel ruolo di Antonio alla fiction I DELITTI DEL CUOCO in onda su Canale 5 accanto a Bud Spencer. Diretto da Ricky Tognazzi ha interpretato il ruolo di Salvo nella fiction di Raiuno MIA MADRE con Bianca Guaccero. Presto lo rivedremo sul piccolo schermo nel film di Edoardo De Angelis MOZZARELLA STORIES nel ruolo di Gino Purpetta.

Massimiliano Rossi

Massimiliano Rossi, nato a Napoli nel 1970, maturità classica, laurea in giurisprudenza, abilitazione avvocatura. La sua formazione ed attività artistica è legata alla sua città ed è essenzialmente teatrale. Fino al 92 ha fatto parte della compagnia diretta da Lello Ferrara al Teatro dei Rinnovati dove ha lavorato su autori come R. Viviani, G. Lorca, Leopardi, G. Feydau.
Nel 1992 con Enzo Cannavale ha recitato in Miseria e nobiltà, nel 94 ha lavorato con la regia di Franco Però nel "Don Giovanni" interpretato da Gigi Savoia; con quest'ultimo ha lavorato sia come attore che come aiuto regia sino al 1996. Dal 99 sino al 2007 ha lavorato principalmente con il regista teatrale Carlo Cerciello, seguendo anche il suo laboratorio triennale diretto insieme ad Umberto Serra; gli spettacoli più significativi sono stati "Stanza 101" tratto dal romanzo di G. Orwell, con cui ha vinto il premio UBU e "Noccioline" di Fausto Paravidino con cui ha vinto il festival di Positano, "Office" di S. Kan dove ha ricevuto un premio come miglior attore. In questi stessi anni sono anche gli incontri con giovani registi (Deva-Carbone) e con Antonio Capuano con cui ho lavorato a teatro in "Prove d'autore" di Harold Pinter e a cinema con il film "Giallo". In quegli anni si diploma come "MiMO" presso "l'ICRA Project" diretta da Michele Monetta e prende parte a stage con diversi maestri (Lebreton, Salveti, ecct). Nel 2008 lavora con Fortunato Calvino drammaturgo e regista partenopeo e mette in scena come regista il testo dell'autrice serba Biljana Srbljanovic " Giochi Di Famiglia". Nel 2002 appare come guest in una puntata della "Squadra". Il suo primo film è stato "Il resto di Niente" di Antonietta de Lillo nel 2004. Il secondo film è stato "Fuoco su di me" di Lamberto Lambertini nel 2006, sempre nel 2006 prende parte come guest ad altre due puntate della "Squadra". Il terzo film è "Giallo" di Antonio Capuano. Lavora a "Una bella bistecca" di Ulrich Gerber con il Centro Sperimentale. "Un posto al Sole" anno 2009 guest in una puntata. "Mozzarella Stories" 2010. Cortometraggio "Struzzo" regia di Alessandro De Cristofaro 2011.