martedì 16 agosto 2011

Simone Franco e Antonello Taurino a ERO NATO SUI MARI DEL TONNO il festival della letteratura dedicato a Vittore Fiore a Gallipoli












Fare un giro nella città di Gallipoli vuol dire tuffarsi in un mondo dove il nuovo e il vecchio si incontrano proprio su una delle coste più belle d’Italia: la costa ionica. Grazie alla sua posizione sul mare incontaminato e il suo clima mite proprio di queste latitudini del nostro Paese, la città ha guadagnato una incredibile reputazione turistica e non solo per l’estate. Ma Gallipoli non è solo meta di turismo oramai conosciuta a livello nazionale e internazionale, ma diventa anno dopo anno un luogo in cui creare e fare cultura. Il chiostro del Convento dei Domenicani sito in Gallipoli, realizzato intorno al XV secolo e racchiuso tra via Rosario, via Ferrai e Riviera Nazario Sauro, rappresenta un’importante anello di congiunzione tra la presenza dei Basiliani nella città di Gallipoli ed il successivo arrivo dei frati Domenicani e per anni è stata la cornice ideale per l’organizzazione di eventi musicali, teatrali ed artistici nel centro storico di Gallipoli. Il meraviglioso edificio, dopo anni di chiusura, ha recentemente ritrovato tutto il suo fascino, grazie al progetto Comunale “Liberal’arte”, pensato per attività formative, informative e culturali, nell’ambito del programma regionale Bollenti Spiriti e farà da location ad un ciclo di serate culturali a “Km0” che vedranno protagonisti scrittori, musicisti, artisti e aziende di prodotti enogastronomici locali.

“ERO NATO SUI MARI DEL TONNO” alla sua prima edizione sarà un momento di alto livello culturale e che nel tempo sarà un punto di riferimento per le rassegne letterarie del meridione. Dal 18 al 21 agosto 2011 nel Chiostro di San Domenico, lungo la Riviera Nazario Sauro 137 organizzata da Lupo editore, Liberal’Arte (ATS composta da: Associazione Emys, Associazione AppleHeart, Associazione Legambiente e Ditta Roberto Perrone) e la Città di Gallipoli in collaborazione con Regione Puglia, Libreria Nostoi, L’altra Pagina, e con il sostegno di Castello Monaci e Unipol Assicurazioni, presentano la rassegna in omaggio al poeta gallipolino Vittore Fiore “ERO NATO SUI MARI DEL TONNO”. Un omaggio significativo a un giornalista e scrittore italiano, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana. Fondatore de “Il nuovo Risorgimento” e direttore della rivista “Delta”, fu animatore del periodico della Fiera del Levante di Bari Civiltà degli scambi e dei relativi “Quaderni” editi da Laterza.

"Ero nato sui mari del tonno" (1952-53 – Schwarz e Palomar) è il tributo poetico di Vittore Fiore alla sua terra natìa, il Salento, quella terra che gli ha fatto scoprire il divario "tra il bene e il male" e gli ha lasciato, dopo il trasferimento a Bari, un filo di speranza per poter meditare sulla sorte del Sud. La sua poesia non è evasione dalla realtà: egli s'interroga sul destino della sua terra denunciandone le attese disattese, descrivendone i suggestivi paesaggi immersi nel caldo sole estivo o facendone intravedere le scogliere di Leuca o i luoghi pietrosi delle Murge.

Il partner logistico/organizzativo dell’intera manifestazione è "Il Laboratorio Urbano Liberal’Arte” che nasce come un luogo dove arte e tecnologie innovative si fondono per coltivare giovani talenti, in un ambiente in cui l’obiettivo principale è quello di sperimentare nuove modalità di aggregazione, per lo sviluppo di idee creative. L’obiettivo della rassegna “ERO NATO SUI MARI DEL TONNO” e più in generale del Laboratorio Urbano è quello di realizzare eventi tesi alla valorizzazione del territorio in tutti i suoi diversi aspetti con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile ed ai temi sociali, culturali ed ambientali. Le varie serate, saranno divise in due momenti distinti. Nella prima parte, ad ingresso gratuito, vedranno alternarsi interventi di autori letterari locali per la presentazione delle proprie opere. Nella seconda parte della serata, si terranno performance musicali e teatrali di autori locali che stanno riscuotendo successi di pubblico e critica e per le quali sarà richiesto un modesto contributo economico ai partecipanti, con ulteriore sconto per chi presente nella prima parte letteraria. Il tutto nella splendida cornice del Chiostro tra opere d’arte, installazioni visive, prodotti dell’artigianato e dell’enogastromomia locale. In coda all’evento, per il mese di settembre 2011 il Comune di Gallipoli, in collaborazione con il Laboratorio Liberal’arte, ha già programmato una serata in onore di Vittore FIORE, illustre poeta, scrittore e giornalista meridionale, nato a Gallipoli. La serata ripercorrerà i momenti salienti della produzione poetica e letteraria di Vittore FIORE, all'insegna del suo smisurato amore per il Mezzogiorno d'Italia che è tuttora, secondo la nota intuizione gramsciana, il problema nazionale per eccellenza.

18 agosto a partire dalle 22,30

Simone Franco legge Vittore Fiore. Questo momento performativo introduttivo al Trio Jazz vuole essere un omaggio lirico attraverso i testi di Fiore uniti sapientemente in un corpus organico, alla splendida Città di Gallipoli

Simone Franco (1973). Attore e regista. Vive e lavora tra Lecce e Roma. Come attore si forma frequentando laboratori e workshops di alcuni fra i maggiori registi ed interpreti del “teatro di ricerca” italiani ed esteri (Pippo Del Bono, Danio Manfredini, Eugenio Barba, Armando Punzo, Cesare Ronconi, Mariangela Gualtieri, Carla Tatò e Carlo Quartucci, Marcel Marceau, Cesar Brie, Nicolaj Karpov); rivolge la sua ricerca artistica alla drammaturgia della voce seguendo numerosi corsi (Carmelo Bene, Edda Dell’Orso, Andrea Simone, Gabriella Rusticali). Come regista ha scritto diverse drammaturgie, rivolgendo particolare attenzione a temi quali: il disagio psichico, l’immigrazione e la persecuzione politica. Collabora con artisti, musicisti e compagnie teatrali. Ha realizzato numerosi recital da poeti italiani ed esteri.


19 agosto Ore 22,30

Spettacolo teatrale di Antonello Taurino

Poeti folgorati ovvero come provammo a distruggere la Poesia del Novecento

Tratto dalla raccolta “Poeti Controluce: il libro delle parodie”

di Luciano Folgore. Ideazione, messinscena, selezione musicale e testuale Antonello Taurino

Luciano Folgore è il più grande poeta italiano del Novecento. Senza alcun dubbio. Esagerato?.. Beh, leggetevi “Poeti Controluce. Il libro delle parodie”, del 1935, e capirete: l’ardimentoso ci sorprende con parodie dei più famosi poeti del Novecento: Pascoli, D’Annnunzio, Montale e altri. E la ridicolizzazione della poetica vetusta d’ognun d’essi si unisce all’eccellenza linguistica della perfetta imitazione formale del modello. Insomma, un genio. Un futurista. Che poi, poverino, all’anagrafe faceva Omero Virgilio Vecchi! Come, vuoi fa’ il poeta futurista, e ti chiami “Omero”, e per giunta “Vecchi”? Ma, in ogni caso, se la poesia andava distrutta tutta, lui ci provò. Concretamente. Indi è l’idolo di tutti i neofuturisti dell’orbe, e con quella carica eversiva va presentato, non altrimenti! Col sardonico fulgore di un’ardita messinscena nella sua arrembante pochezza. Una straripante ridondanza di nulla, che punti ribalda solo all’irritazione del pubblico, al suo mistico imbarazzo, come gli happening futuristi de’ bei tempi che furono. E un attore solo a porgercene le liriche, impavido nella scalata verso l’agognato fallimento.

Ma quante matte risate ci si fa col buon Folgore! La sua raffinatissima cialtroneria si staglia beffarda sull’orizzonte della sonnecchiante mediocrità italiota. E ci si sganascia!.. solo se però si conosce il poeta di volta in volta parodiato, se si coglie il gioco dei rimandi e delle citazioni… Senò? Vabbè, allora lo si spiega. Non lo capisci ancora? Diapositive didascaliche sul “contesto storico” del periodo, come si fa nelle scuole, postriboli cukturali purtroppo non ancora aboliti completamente. Ancora niente?

Allora si fa così:

Spettacolo riservato a soggetti laureati o al massimo a studenti di lettere: giungere muniti di libretti universitari e documenti comprovanti tutto ciò: saranno controllati all’ingresso. Se non capite e non ridete, che venite a fare?

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