mercoledì 31 agosto 2011

Rocco e i suoi fratelli. Storia di un capolavoro (Minimum Fax)












Rocco e i suoi fratelli è una delle opere più note e acclamate di Luchino Visconti. Con i giovani Alain Delon e Annie Girardot in una delle loro interpretazioni più memorabili, il film racconta di una madre e dei suoi cinque figli che lasciano la campagna affamata del Sud per emigrare nella Milano in pieno sviluppo industriale. Mentre alcuni di loro si adatteranno gradualmente alla nuova vita, altri ne verranno tragicamente schiacciati. Ritratto appassionato della società italiana del secondo dopoguerra e insieme potente dramma psicologico, il film fu al centro di molte controversie, ma dopo una lunga battaglia con la censura diventò un successo internazionale. Il nucleo di questo libro è il diario delle riprese tenuto dal critico e sceneggiatore Gaetano Carancini. Ricco di interviste al regista, agli attori e alla troupe, il suo reportage offre una preziosa analisi della tecnica di regia di Visconti e un dettagliato e affascinante «dietro le quinte» del film. Completano il volume un saggio dello stesso Visconti sulle sue fonti di ispirazione letteraria e politica, una preziosa testimonianza del produttore del film, una recensione di Alberto Moravia e un ricco inserto fotografico.

«Le cose che Visconti volle mettere in Rocco furono tantissime, pescando a piene mani da una cultura che allora era considerata "la cultura": la tragedia greca e Thoms Mann; Carlo Levi e il suo Cristo si è fermato a Eboli; Dostoevskij e il suo eterno dilemma e gli eterni scambi e compenetrazioni tra bene e male; Pratolini e Testori... e l'idea fortemente pedagogica di un cinema che fosse al contempo d'arte e di massa. E cioè neorealista e verdiano, moderno e ottocentesco, colto e popolare: un cinema di mente e di cuore, un sogno grande, una santa ambizione su cui è cresciuto il miglior cinema del novecento» Dall'introduzione di Goffredo Fofi

martedì 30 agosto 2011

Contro il cinema di Carmelo Bene (Minimum Fax)













Carmelo Bene (1937-2002) non è stato soltanto la figura più straordinaria del teatro italiano. Nel suo eclettismo, e nella sua infaticabile ricerca di nuove forme d'espressione, ha anche attraversato come una meteora il nostro cinema. Cinque lungometraggi, tra il 1968 e il 1973, inclassificabili e geniali, una "parentesi" rinnegata che ha lasciato un segno sotterraneo fino a noi. In quegli anni, e subito dopo, Bene ha portato il cinema ai suoi limiti, liberandolo dalla tirannia del racconto e della comunicazione. Qui vengono raccolte le interviste più significative che Bene ha concesso commentando il proprio cinema e quello degli altri: un'esplosione di invenzioni teoriche, paradossi, definizioni fulminanti, in una lotta accanita e autodistruttiva con l'interlocutore e con gli spettatori.

lunedì 29 agosto 2011

Vita di Carmelo Bene a cura di Carmelo Bene e Giancarlo Dotto (Bompiani)












In una lunga conversazione con Giancarlo Dotto, Carmelo Bene racconta e si racconta: il teatro e il cinema, la letteratura e la voce, le passioni e i disgusti. La dissipazione incessante di una vita privata e pubblica che "gioca" al massacro. E mentre si dipana il filo di un'esistenza unica che via via si libera insofferente da ogni gabbia e da qualsiasi tentativo di schematizzazione, più di cinquant'anni di vita culturale, artistica e sociale si srotolano tra le pagine, raccontati da due occhi inquieti e mobili alla cui lucidità spietata niente sembra poter mai sfuggire.

sabato 27 agosto 2011

Carmelo Bene. Antropologia di una macchina attoriale di Piergiorgio Giacchè (Bompiani)




















"Carmelo Bene è l'unico maestro che sia uscito dal teatro restandovi prigioniero. E che ha infine risposto all'insistente domanda dei cronisti e degli storici, dei critici e dei seguaci, degli altri attori e di tutti gli spettatori: 'E teatro o non lo è, il suo? In che rapporto sta Carmelo Bene con il Teatro?' Era peraltro anche una sua, anzi la sua domanda. 'Le jeu e l'enjeu' del suo combattimento, dentro e contro l'arte della scena e la scena dell'arte."

venerdì 26 agosto 2011

"La Palla al Piede" di Georges Feydeau con Calandra Teatro










Il 27 agosto la Calandra torna in scena nell'Oratorio di S. Caterina marina di Nardò (Le) con "LA PALLA AL PIEDE" di Georges Feydeau. Ritornano in scena la comicità delle gesta tragicomiche del libertino Fernand e della sua palla al piede, l’implacabile Lucette.

Fernand, il protagonista, ha un mestiere molto in voga: il donnaiolo mantenuto. Un giorno la sua ricerca dell’amante perfetta lo conduce da Lucette, diva dell’Opera di Parigi. Fernand sa bene che Lucette non costituisce un buon investimento a lungo termine. Infatti la giovane donna è corteggiata anche da un generale sudamericano in esilio, il Generale Rodriguez, dedito a “matare” senza scampo ogni rivale in amore che lo contrasti. Così Fernand, all’insaputa della sua amante, cerca un altra relazione più stabile e la trova: Vivienne, una ragazza parigina molto ricca in cerca di un marito da tradire. E chi meglio di Fernand? Fernand capisce che lei è la sua donna ideale, e dopo aver chiesto la sua mano, si appresta a coronare i suoi sogni. C'è un solo intoppo da risolvere sulla strada della sua felicità: Lucette. Chi di noi, uomini o donne, non ha avuto a che fare nella sua vita con una palla al piede? Se siete in cerca di un'idea su come scrollarvi di dosso un inconveniente di questo tipo allora la Compagnia Calandra ha lavorato per voi. Il testo è di Georges Feydeau, maestro del teatro comico francese della Belle Epoque e precursore del cinema comico contemporaneo. Si narra che egli facesse provare i suoi attori a suon di musica perchè essi non perdessero mai il ritmo. La Calandra rievoca quell’atmosfera, grazie anche all’ispirazione e all’esperienza dei suoi attori, del suo regista e del suo staff. La Compagnia Calandra, da più di 15 anni un punto di riferimento della produzione teatrale e culturale salentina, è da diversi anni un’interessante realtà che si è ritagliata uno spazio importante nel panorama teatrale italiano e i suoi spettacoli hanno ottenuto ottime recensioni sulle maggiori testate giornalistiche nazionali (come Panorama, il Corriere della Sera, Repubblica, RaiRadioDue, Rai Tre Regione, etc.). La Calandra partecipa a prestigiose rassegne professionistiche in tutta Italia, ha stretto collaborazioni di rilievo con Università ed Enti, ha vinto dei Festival di prestigio nazionale e organizza ogni anno la rassegna nazionale teatrale "Premio Calandra", giunta quest'anno alla sua sesta Edizione. La Compagnia mette in scena lavori basati su un lavoro di ricerca e di laboratorio, proponendosi ad un pubblico di diverse fasce di età offrendo spettacoli sempre originali e fantasiosi. Il tutto si basa sull'esperienza ed il talento di attori con oltre 15 anni di attività e sul lavoro del suo regista e autore teatrale Giuseppe Miggiano.

LA PALLA AL PIEDE - di Georges Feydeau

Con: Miryam Mariano, Donato Chiarello, Federico della Ducata, Piero Schirinzi, Ester De Vitis, Federica De Prezzo, Chiara Giuri e Antonio Giuri.

Regia: Giuseppe Miggiano

Scenografia: Piero Schirinzi

Musiche: Federico Della Ducata

Costumi: Teresa Cardinale

Regia tecnica e Foto: Andrea Raho

Direzione di scena: Luigi Giungato

Audio e luci: Roberto Alfarano

Pubbliche Relazioni: Ester De Vitis

Direzione Generale: Salvatore Selce

Associazione Culturale Teatrale "CALANDRA"

Largo Fiera, 73058, Tuglie (LE)

www.calandrateatro.it

facebook: calandrateatro

twitter: @calandrateatro

giovedì 25 agosto 2011

Carmelo Bene legge Dante. DVD. Con libro a cura di R. Maenza (Marsilio)










Il DVD contiene il filmato originale, tratto da riprese amatoriali realizzate da un gruppo di studenti del corso audiovisivi della Regione Emilia Romagna, della performance-evento del 31 luglio 1981 della Lectura Dantis di Carmelo Bene dalla Torre degli Asinelli di Bologna. Il volume, a cura di Pino Maenza, ricostruisce la cornice storico-culturale dell'evento, dalla sua genesi alla sua attuazione, con l'eco delle polemiche, le testimonianze di chi ha partecipato, i commenti, le critiche e le recensioni dei giornali di allora.

mercoledì 24 agosto 2011

Gaberscik, il Teatro di Giorgio Gaber: testo, rappresentazione, modello di Massimo Puliani, Valeria Buss, Alessandro Forlani (Edizioni Hacca)










Gaberscik, il Teatro di Giorgio Gaber: testo, rappresentazione, modello esce a circa un anno di distanza dalle manifestazioni in memoria di Gaber organizzate a Cagli dal Prof. Massimo Puliani, esperto di teatro e di drammaturgia italiana e grande conoscitore dell’Artista. Il volume, alla cui scrittura hanno contribuito vari studiosi, costituisce un importante e qualificato approfondimento sul teatro di Gaber e Luporini. E' un’indagine sulla drammaturgia di Gaber/Luporini, il “Teatro Canzone” e il “Teatro d’Evocazione” e propone un’analisi critica sulla scrittura scenica di Gaber e una ricognizione sulle interpretazioni avvenute dopo la scomparsa dell’autore/attore/cantante.

Nella prima parte si prendono in esame le drammaturgie e gli allestimenti storici de Il caso di Alessandro e Maria (1982); Parlami d’amore Mariù (1986); Il grigio (1988); Il dio bambino (1993) e dell’inedito Io quella volta lì avevo venticinque anni (2000). Si indaga inoltre il rapporto di Giorgio Gaber con l’opera di Samuel Beckett, che portò alla messa in scena nel 1990 di Aspettando Godot diretto e interpretato, oltre che dallo stesso Gaber, da Enzo Jannacci, Paolo Rossi e Felice Andreasi. Nella seconda parte del volume, che raccoglie contributi e testimonianze di registi, attori, critici teatrali, si affronta il problema di rappresentare oggi “Gaber senza Gaber”: riflessioni sulle prove d’attore di Neri Marcoré, Eugenio Allegri, Giulio Casale, Claudio Bisio, Fausto Russo Alesi, Luca Barbareschi e le regie di Giorgio Gallione e Serena Sinigaglia. Il dvd propone un omaggio di Massimo Puliani a Gaber e a Beckett, una ricostruzione digitale per immagini (di Enrica Scalfari), musica (Stefano Vagnini) e battute (tratte dal primo atto del testo originale) dell'allestimento di Aspettando Godot di Samuel Beckett, andato in scena nel 1990 a Venezia. Inoltre il dvd propone una performance di Paolo Rossi nell'ambito di una partecipazione al Festival Gaber di Viareggio nel 2007, dove interpretò La strana famiglia.

Da Fondazione Giorgio Gaber

martedì 23 agosto 2011

Baccanti. Testo greco a fronte di Euripide (Feltrinelli)









Euripide, definito da Aristotele "il più tragico dei tragici", scrisse il suo capolavoro, le "Baccanti", quando ormai era prossimo alla morte. Si tratta, come è stato detto, dell'opera di più sconvolgente tragicità che sia mai stata scritta, e al contempo la più importante fonte a nostra disposizione per la conoscenza della religione dionisiaca. La tragedia, come ha scritto Vernant, non rappresenta la realtà: ma la mette in questione. Nessuna opera, come le "Baccanti", è andata così lontana nel mettere in questione leggi, rapporti, istituzioni, credenze e saperi, fino a presentarci il destino umano nella sua tremenda e assoluta nudità.

domenica 21 agosto 2011

Edipo Re di Sofocle (Barbera)



















Edipo è re di Tebe, sposo di Giocasta e padre di quattro figli, Eteocle, Polinice, Antigone e Ismene. Per debellare la peste che sta devastando la città, l'oracolo ha detto che si deve scoprire l'assassino del re Laio. L'indovino Tiresia e la stessa Giocasta permettono di chiarire tutta la vicenda: Laio e Giocasta avevano dato il loro figlio ad un pastore perché venisse ucciso, per evitare che si compisse l'oracolo che prevedeva che il re venisse ucciso dal proprio figlio. Edipo scopre così che l'uomo da lui ucciso in una lite sulla strada, era Laio, suo padre. Giocasta scopre di essere la madre, oltre che la sposa di Edipo e si impicca. Edipo, accecatosi per non vedere più il sole testimone del suo delitto, si allontana e affida la città e i figli a Creonte.

sabato 20 agosto 2011

Antigone di Sofocle traduzione a cura di M.C. Brizzi (Barbera)



















L'Antigone andò in scena nel 442 a.C, l'anno precedente all'elezione del poeta a stratego, come collega di Pericle (441-440). La tradizione testimonierebbe che Sofocle sia stato onorato della strategia a Samo in seguito alla fama riportata nella rappresentazione di questo dramma. La notizia, nella sua verosimiglianza, dimostra l'impatto sul pubblico che t'opera ebbe da subito, nonostante - e, forse, proprio perché - l'argomento ci risulti essere frutto dell'invenzione del poeta tragico ateniese. Gli epigoni del mito dei Labdacidi, infatti, erano già stati trattati da Eschilo nei Sette a Tebe, ma solo Sofocle pone al centro del testo l'azione di Antigone. Anzi, egli costruisce il dramma proprio intorno all'insanabile conflitto tra l'eroina e il sovrano Creonte sulla liceità di attribuire la stessa dignità di sepoltura a chi abbia combattuto a favore (Eteocle) e a chi contro (il fratello Polinice) alla propria città.

venerdì 19 agosto 2011

Vita di Vittorio Alfieri (Garzanti)




















L'immagine dell'Alfieri profeta della "rigenerazione morale" italiana e guida delle generazioni future, dell'uomo, poeta e tragediografo di "animo risoluto, ostinatissimo ed indomito" nasce in massima parte nelle pagine di questa sua Vita. Scritta in un italiano sapido e avventuroso, l'autobiografia di Alfieri resta ancora oggi l'opera di un appassionato cosmopolita, che Leopardi definì "vero scrittore, a differenza di quasi tutti i letterati del suo e del nostro tempo".

giovedì 18 agosto 2011

Filippo di Vittorio Alfieri (Garzanti)












"Benché scelleratissimo, pure è un uomo": ma l'umanità che Alfieri riconosce al suo personaggio - il re tiranno Filippo lI di Spagna - non illumina le sue azioni, non permea i suoi gesti. La sua umanità solo consiste nella consapevolezza, o almeno nel dubbio, che la repressione di ogni sentimento, l'abitudine al sospetto, la solitudine che fatalmente lo circonda e la stessa "orrida" vendetta che ottiene sul figlio e sulla moglie siano, oltre e più che un modo di appagare la sua brama assoluta e il suo cieco orgoglio, anche il suo costante, ineliminabile tormento, la ragione della sua infelicità, l'avvoltoio che rode il fegato di questo moderno Prometeo.

mercoledì 17 agosto 2011

Black Room - la Capitale del Vizio



Black Room - la Capitale del Vizio è uno spettacolo seriale sui sette vizi capitali.
Ogni mese un vizio, ogni sera un menu con 10 titoli tra i quali scegliere per dar vita alla serata. Entra nella Black room e decidi le sorti dello spettacolo.

Black Room aprirà il primo ciclo di serate con l'IRA:

1 ottobre 2011 Studio Area 22, Via G. Giusti, 22, Milano.
10 ottobre 2011 Maison España, Via Ludovico Montegani, 68, Milano.
16 ottobre 2011 Studio Area 22, Via G. Giusti, 22, Milano.
24 ottobre 2011 Maison España, Via Ludovico Montegani, 68, Milano.

Per info e prenotazioni: info@creartheater.com

www.creartheater.com

martedì 16 agosto 2011

Simone Franco e Antonello Taurino a ERO NATO SUI MARI DEL TONNO il festival della letteratura dedicato a Vittore Fiore a Gallipoli












Fare un giro nella città di Gallipoli vuol dire tuffarsi in un mondo dove il nuovo e il vecchio si incontrano proprio su una delle coste più belle d’Italia: la costa ionica. Grazie alla sua posizione sul mare incontaminato e il suo clima mite proprio di queste latitudini del nostro Paese, la città ha guadagnato una incredibile reputazione turistica e non solo per l’estate. Ma Gallipoli non è solo meta di turismo oramai conosciuta a livello nazionale e internazionale, ma diventa anno dopo anno un luogo in cui creare e fare cultura. Il chiostro del Convento dei Domenicani sito in Gallipoli, realizzato intorno al XV secolo e racchiuso tra via Rosario, via Ferrai e Riviera Nazario Sauro, rappresenta un’importante anello di congiunzione tra la presenza dei Basiliani nella città di Gallipoli ed il successivo arrivo dei frati Domenicani e per anni è stata la cornice ideale per l’organizzazione di eventi musicali, teatrali ed artistici nel centro storico di Gallipoli. Il meraviglioso edificio, dopo anni di chiusura, ha recentemente ritrovato tutto il suo fascino, grazie al progetto Comunale “Liberal’arte”, pensato per attività formative, informative e culturali, nell’ambito del programma regionale Bollenti Spiriti e farà da location ad un ciclo di serate culturali a “Km0” che vedranno protagonisti scrittori, musicisti, artisti e aziende di prodotti enogastronomici locali.

“ERO NATO SUI MARI DEL TONNO” alla sua prima edizione sarà un momento di alto livello culturale e che nel tempo sarà un punto di riferimento per le rassegne letterarie del meridione. Dal 18 al 21 agosto 2011 nel Chiostro di San Domenico, lungo la Riviera Nazario Sauro 137 organizzata da Lupo editore, Liberal’Arte (ATS composta da: Associazione Emys, Associazione AppleHeart, Associazione Legambiente e Ditta Roberto Perrone) e la Città di Gallipoli in collaborazione con Regione Puglia, Libreria Nostoi, L’altra Pagina, e con il sostegno di Castello Monaci e Unipol Assicurazioni, presentano la rassegna in omaggio al poeta gallipolino Vittore Fiore “ERO NATO SUI MARI DEL TONNO”. Un omaggio significativo a un giornalista e scrittore italiano, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana. Fondatore de “Il nuovo Risorgimento” e direttore della rivista “Delta”, fu animatore del periodico della Fiera del Levante di Bari Civiltà degli scambi e dei relativi “Quaderni” editi da Laterza.

"Ero nato sui mari del tonno" (1952-53 – Schwarz e Palomar) è il tributo poetico di Vittore Fiore alla sua terra natìa, il Salento, quella terra che gli ha fatto scoprire il divario "tra il bene e il male" e gli ha lasciato, dopo il trasferimento a Bari, un filo di speranza per poter meditare sulla sorte del Sud. La sua poesia non è evasione dalla realtà: egli s'interroga sul destino della sua terra denunciandone le attese disattese, descrivendone i suggestivi paesaggi immersi nel caldo sole estivo o facendone intravedere le scogliere di Leuca o i luoghi pietrosi delle Murge.

Il partner logistico/organizzativo dell’intera manifestazione è "Il Laboratorio Urbano Liberal’Arte” che nasce come un luogo dove arte e tecnologie innovative si fondono per coltivare giovani talenti, in un ambiente in cui l’obiettivo principale è quello di sperimentare nuove modalità di aggregazione, per lo sviluppo di idee creative. L’obiettivo della rassegna “ERO NATO SUI MARI DEL TONNO” e più in generale del Laboratorio Urbano è quello di realizzare eventi tesi alla valorizzazione del territorio in tutti i suoi diversi aspetti con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile ed ai temi sociali, culturali ed ambientali. Le varie serate, saranno divise in due momenti distinti. Nella prima parte, ad ingresso gratuito, vedranno alternarsi interventi di autori letterari locali per la presentazione delle proprie opere. Nella seconda parte della serata, si terranno performance musicali e teatrali di autori locali che stanno riscuotendo successi di pubblico e critica e per le quali sarà richiesto un modesto contributo economico ai partecipanti, con ulteriore sconto per chi presente nella prima parte letteraria. Il tutto nella splendida cornice del Chiostro tra opere d’arte, installazioni visive, prodotti dell’artigianato e dell’enogastromomia locale. In coda all’evento, per il mese di settembre 2011 il Comune di Gallipoli, in collaborazione con il Laboratorio Liberal’arte, ha già programmato una serata in onore di Vittore FIORE, illustre poeta, scrittore e giornalista meridionale, nato a Gallipoli. La serata ripercorrerà i momenti salienti della produzione poetica e letteraria di Vittore FIORE, all'insegna del suo smisurato amore per il Mezzogiorno d'Italia che è tuttora, secondo la nota intuizione gramsciana, il problema nazionale per eccellenza.

18 agosto a partire dalle 22,30

Simone Franco legge Vittore Fiore. Questo momento performativo introduttivo al Trio Jazz vuole essere un omaggio lirico attraverso i testi di Fiore uniti sapientemente in un corpus organico, alla splendida Città di Gallipoli

Simone Franco (1973). Attore e regista. Vive e lavora tra Lecce e Roma. Come attore si forma frequentando laboratori e workshops di alcuni fra i maggiori registi ed interpreti del “teatro di ricerca” italiani ed esteri (Pippo Del Bono, Danio Manfredini, Eugenio Barba, Armando Punzo, Cesare Ronconi, Mariangela Gualtieri, Carla Tatò e Carlo Quartucci, Marcel Marceau, Cesar Brie, Nicolaj Karpov); rivolge la sua ricerca artistica alla drammaturgia della voce seguendo numerosi corsi (Carmelo Bene, Edda Dell’Orso, Andrea Simone, Gabriella Rusticali). Come regista ha scritto diverse drammaturgie, rivolgendo particolare attenzione a temi quali: il disagio psichico, l’immigrazione e la persecuzione politica. Collabora con artisti, musicisti e compagnie teatrali. Ha realizzato numerosi recital da poeti italiani ed esteri.


19 agosto Ore 22,30

Spettacolo teatrale di Antonello Taurino

Poeti folgorati ovvero come provammo a distruggere la Poesia del Novecento

Tratto dalla raccolta “Poeti Controluce: il libro delle parodie”

di Luciano Folgore. Ideazione, messinscena, selezione musicale e testuale Antonello Taurino

Luciano Folgore è il più grande poeta italiano del Novecento. Senza alcun dubbio. Esagerato?.. Beh, leggetevi “Poeti Controluce. Il libro delle parodie”, del 1935, e capirete: l’ardimentoso ci sorprende con parodie dei più famosi poeti del Novecento: Pascoli, D’Annnunzio, Montale e altri. E la ridicolizzazione della poetica vetusta d’ognun d’essi si unisce all’eccellenza linguistica della perfetta imitazione formale del modello. Insomma, un genio. Un futurista. Che poi, poverino, all’anagrafe faceva Omero Virgilio Vecchi! Come, vuoi fa’ il poeta futurista, e ti chiami “Omero”, e per giunta “Vecchi”? Ma, in ogni caso, se la poesia andava distrutta tutta, lui ci provò. Concretamente. Indi è l’idolo di tutti i neofuturisti dell’orbe, e con quella carica eversiva va presentato, non altrimenti! Col sardonico fulgore di un’ardita messinscena nella sua arrembante pochezza. Una straripante ridondanza di nulla, che punti ribalda solo all’irritazione del pubblico, al suo mistico imbarazzo, come gli happening futuristi de’ bei tempi che furono. E un attore solo a porgercene le liriche, impavido nella scalata verso l’agognato fallimento.

Ma quante matte risate ci si fa col buon Folgore! La sua raffinatissima cialtroneria si staglia beffarda sull’orizzonte della sonnecchiante mediocrità italiota. E ci si sganascia!.. solo se però si conosce il poeta di volta in volta parodiato, se si coglie il gioco dei rimandi e delle citazioni… Senò? Vabbè, allora lo si spiega. Non lo capisci ancora? Diapositive didascaliche sul “contesto storico” del periodo, come si fa nelle scuole, postriboli cukturali purtroppo non ancora aboliti completamente. Ancora niente?

Allora si fa così:

Spettacolo riservato a soggetti laureati o al massimo a studenti di lettere: giungere muniti di libretti universitari e documenti comprovanti tutto ciò: saranno controllati all’ingresso. Se non capite e non ridete, che venite a fare?

Mirra di Vittorio Alfieri (Garzanti)





















Tutto il dramma si concentra e si identifica nella figura e nella caratterizzazione psicologica di Mirra, della sua tormentata coscienza in cui si scontrano l'aspirazione a una vita normale e una pulsione incontenibile alla morte. Tragedia dell'impossibilità di trovare ascolto negli altri, dell'incomprensione e della solitudine. Mirra non fa della sua protagonista un'eroina, ma una povera creatura umana, che si dibatte in un conflitto più grande di lei e da questo è fatalmente travolta e annientata.

lunedì 15 agosto 2011

Otello di William Shakespeare (Rusconi)












L'angoscia di Otello non è semplice frutto della gelosia, ma nasce e cresce a poco a poco in lui dall'idea, dal timore che il suo mondo morale venga tradito e distrutto; quel mondo che lo spinge a riporre una fiducia troppo ingenua nell'onestà degli uomini e che lo fa cadere. Iago, vittima del proprio ego, si ribella al ruolo subalterno che il destino gli ha dato e pretende di avere i poteri d'un artista, d'un creatore: plasmare anime vive. Fra le tragedie di Shakespeare, "Otello" è certamente una delle più "umane".

domenica 14 agosto 2011

Il mercante di Venezia di William Shakespeare (Newton Compton)












Nasce con questa "tragicommedia", tra le più note e rappresentate di Shakespeare, una delle prime, grandi figure del drammaturgo inglese: quella dell'ebreo Shylock, implacabile nell'esigere la libbra di carne dal mercante Antonio. Shylock diviene personaggio emblematico di una mutazione epocale che, mettendo in crisi i tradizionali valori "cavallereschi", introduce la cultura dell'intraprendenza economica, dell'idolatria del denaro e dei guadagni, in una Venezia centro di traffici e di affari. A tutto questo si contrappongono il mondo idillico di Belmonte e l'amore fiabesco fra Bassanio e Porzia, che non riescono comunque a fugare il malinconico senso di una svolta ormai inderogabile.

sabato 13 agosto 2011

Molto rumore per nulla di William Shakespeare (Newton Compton)












Scritta sullo scorcio del sedicesimo secolo, alla fine della fase giovanile della produzione shakespeariana e congenere alle altre tre "commedie romantiche" o tragicommedie coeve (Il mercante di Venezia, Come vi piace, La dodicesima notte), Molto rumore per nulla è improntata a un fresco gioco scenico che decanta in accenti lirici e meditativi la consumata eleganza della scenografia verbale. Prendendo spunto dalla commedia cortese e dalla novellistica italiana, fonde l'arguzia la farsa popolare. Ne risulta una polifonia lirica brillante, che ritrae il gioco dei sentimenti e dei destini.

venerdì 12 agosto 2011

Saul di Vittorio Alfieri (Garzanti Libri)





















Considerato il capolavoro di Alfieri, "Saul" è una tragedia di argomento biblico, lineare nell'intreccio ma potente e drammatica. In primo piano la figura del sovrano: nel suo animo nobile e sensibile albergano uno smisurato orgoglio e una cupezza sconsolata; diviso tra cielo e terra, ribelle a Dio, non riesce a dominare l'anelito che lo avvelena: oltrepassare "il limite". Vittima della sua brama di potere si macchia di crudeltà e delitti, pur consapevole che porteranno solo rovina. Il contrasto insanabile stringe a poco a poco Saul nel cerchio della follia, da cui evade con un ultimo gesto: l'eroico suicidio, catarsi della tragedia.

giovedì 11 agosto 2011

La bisbetica domata di William Shakespeare (Newton Compton)





















Commedia dalla datazione problematica (1593, 1590-91 o 1588?), "La bisbetica domata" è una festa di trame incrociate, scambi d'identità, manipolazioni linguistiche. In una Padova reinventata, viene descritta la vigorosa conquista dell'indomita Caterina da parte del caparbio veronese Petruccio. Non tutti sanno però che il testo shakespeariano è contenuto in una cornice che rende i due protagonisti personaggi di una rappresentazione teatrale cui altri personaggi assistono in scena. Una commedia nella commedia, quindi. Una sorta di distanziamento che ridimensiona un finale tutto giocato sul trionfo della fallocrazia: una brutale asserzione della superiorità maschile o un fine gioco teatrale che decostruisce tale assunto dall'interno? Il dibattito è aperto.

mercoledì 10 agosto 2011

Il Maestro Zeda a Balla coi cinghiali con Delrumoredellamore a Bardineto










Bardineto, è il paese che ospita Balla coi conghiali, è rinomato soprattutto per due cose: gli ottimi funghi e gli ottimi cinghiali. Spesso le due cose si possono trovare insieme, in un piatto fumante. Il genio creativo del Maestro Zeda incontra il talento creativo del musicista pagano e, insieme alla poliedricità creativa dei fratelli Ruzzenenti, dà vita ad una performance creativo-dionisiaca unica e irripetibile nel panorama mondiale. Senza piaggeria alcuna. Menti innocenti di giovani fedeli e fedifraghe vengono corrotte irremidibilmente grazie a questa operazione di magia; la sapienza sciamanica della Ghenga transumanata in parole e suoni in-forma la realtà e la tras-forma con il potere reale dell'in-canto. Cosa volete di più.

Ore 22:30 SPAZIO MUSICA Giovedì 18 agosto 2011

Info: http://www.ballacoicinghiali.it/index.php

La Tempesta di William Shakespeare (Newton Compton)












Vero archetipo della cultura moderna, "La tempesta", forse l'ultima opera scritta per intero da Shakespeare, è uno scrigno di significati. Grazie alla sua consuetudine con le pratiche di magia, Prospero, duca di Milano esiliato su un'isola deserta insieme alla candida figlia Miranda, riesce a vendicarsi dell'usurpatore, suo fratello Antonio, e del suo complice Alonso re di Napoli. Avversato dal subumano Caliban, servo diabolico e deforme, ma assecondato da Ariel, delicato spirito dell'aria, Prospero riprende infine il proprio ducato. Il matrimonio tra Miranda e Ferdinando, figlio di Alonso, stende un velo di riconciliazione sulla vicenda. Eterea come l'essenza di Ariel, profonda come la saggezza di Prospero, la commedia cela dietro la trama fiabesca una stupefacente ricchezza di spunti e motivi. Innumerevoli le interpretazioni critiche (d'impostazione filosofica, politica, religiosa, psicoanalitica, postcoloniale, neostoricistica, di gender...) che l'opera continua a suscitare. Ma forse "La tempesta" è "solo" la splendida favola della virtù, intesa come bellezza, integrità morale e generosità, che lotta contro la cattiveria e la volgarità. Nella recente versione cinematografica di Julie Taymor (2010) l'interpretazione di un Prospero al femminile è affidata al premio Oscar Helen Mirren.

martedì 9 agosto 2011

Giulio Cesare di William Shakespeare (Newton Comtpon)





















Giulio Cesare (1599) fu composta nel difficile periodo di transizione tra un'età dominata dalla tradizione aristotelica e tolemaica a una nuova, segnata dalle idee di Copernico, Bacon e Galileo e attraversata da fermenti di democrazia. È la prima delle tre tragedie ispirate alla storia di Roma. Seguiranno Antonio e Cleopatra (1606/7) e Coriolano (1607/8). L'opera, che prelude alla grande stagione di Amleto, Otello, Macbeth, Re Lear, è imperniata sul conflitto tra fautori del governo di uno e sostenitori della repubblica, fra le ragioni del tiranno "buono", cui dà voce Marco Antonio, e quelle dei tirannicidi. Non esiste, in Giulio Cesare, un protagonista convenzionale: Cesare, Bruto, Cassio, Antonio, Ottavio sono solo simboli che operano in funzione dello scontro delle ideologie. In tal senso, Antonio è il vendicatore di Cesare, il fantasma rappresenta la continuità del cesarismo e Ottavio ne è l'erede. Questa tragedia ha conosciuto anche una celebre trasposizione cinematografica in cui Marion Brando interpretava il ruolo di Antonio.

lunedì 8 agosto 2011

Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Ediz. integrale (Newton Compton)












Scritta tra il 1595 e il 1596 e pubblicata nel 1600, il "Sogno di una notte notte di mezza estate" è tra le opere più rappresentate di Shakespeare. Ricca e originale è la tradizione folclorica di superstizioni e paure medievali cui l'autore attinge ambientando in un bosco, luogo di misteri, smarrimenti e incanti, di invisibili presenze, di fate, folletti e spiritelli maliziosi, una storia di sentimenti e passioni, di intrighi, gelosie e filtri magici che ricalca i modelli della commedia classica plautina e terenziana.

domenica 7 agosto 2011

Romeo e Giulietta. Testo inglese a fronte. Ediz. integrale di William Shakespeare (Newton Compton)












Romeo e Giulietta è la più grande e disperata storia d'amore che sia stata mai raccontata. Il simbolo, per eccellenza, di una concezione totale, assoluta e profondamente romantica di un sentimento che si oppone coraggiosamente ma invano agli ostacoli sociali e culturali di un'epoca, all'odio e alla lotta di due famiglie divise da antica inimicizia. Questa tragedia, tra le più belle di Shakespeare, non soltanto costituisce una vetta altissima della vasta produzione del drammaturgo inglese, ma è entrata con forza a far parte del nostro patrimonio letterario. Un gioco d'amore che si trasforma per un fato avverso in morte, un dramma moderno e struggente che racconta le scelte estreme a cui un sentimento puro, incontrollato e incorruttibile può arrivare.

sabato 6 agosto 2011

Macbeth. Testo inglese a fronte. Ediz. integrale di William Shakespeare (Newton Compton)












Mette in scena la tragedia dell'ambizione e del potere, questo capolavoro shakespeariano, tra gli esiti più alti della letteratura drammatica di tutti i tempi; una torbida e violenta ambizione che trasforma Macbeth, uomo di doti eccezionali, in un autentico criminale. Ma anche tragedia della consapevolezza di forze oscure e incontrollabili, da cui ci lasciamo dominare (incarnate nelle tre streghe) e di valori imprescindibili, che non si possono impunemente infrangere, pena la pazzia, il baratro in cui Macbeth scivola distruggendo con le sue mani ogni possibile appiglio che gli consentirebbe di aprire gli occhi, di uscire dal delirio. Insieme con lui si perde la sua complice, la moglie, quella Lady Macbeth che è una delle più tragiche e intense figure femminili di tutti i tempi. Rappresentata probabilmente nel 1606, il Macbeth è opera di grandi passioni, grandi caratteri, grandi inquietudini e di perenne attualità.

venerdì 5 agosto 2011

Amleto. Testo inglese a fronte. Ediz. integrale di William Shakespeare (Newton Compton)





















L'opera di Shakespeare può essere considerata il dramma con il maggior numero di rappresentazioni teatrali e trasposizioni cinematografiche. Amleto, principe danese tormentato dai contrastanti sentimenti e paralizzato dalle esitazioni che gli impediscono di agire risolutamente in vendetta del padre ucciso, condensa tutta la crisi spirituale di un'epoca che volge al termine; dall'altra è simbolo dell'uomo eternamente in lotta con le antonomie della morale e con la necessità di scegliere ogni giorno il proprio agire. Amleto (The Tragical History of Hamlet, Prince of Denmark) è una delle tragedie shakesperiane più conosciute e citate. Fu scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602. È tra le opere più frequentemente rappresentate in quasi ogni paese occidentale, ed è considerata un testo cruciale per gli attori. La celeberrima tragedia di Shakespeare è il testo teatrale più rappresentato di tutti i tempi. In questa tragedia Shakespeare descrive in modo pressoché perfetto il tema della vendetta, aggrappandosi ad una finta follia personificata da Amleto, principe di Danimarca.

giovedì 4 agosto 2011

Uno nessuno centomila di Luigi Pirandello (Canguro edizioni)




















Vitangelo Moscarda, chiamato dalla moglie Gengè, è un uomo ordinario. Ha ereditato un cospicuo patrimonio dal padre e vive di rendita. Un giorno la moglie Dida gli fa notare un piccolo difetto fisico di cui non si era mai accorto: il naso leggermente storto. Questa semplice e apparentemente innocua osservazione gli fa capire quanto gli altri abbiano una percezione di lui completamente diversa da quella che egli ha di se stesso. Da questo si origina in Moscarda il desiderio ossessivo di conoscere il suo vero "io", distruggendo le centomila immagini di lui che hanno le persone che lo circondano. Un'idea folle che lo porta a compiere gesti tanto bizzarri che la moglie e il suocero, ritenendolo pazzo, tentano di farlo interdire. Moscarda viene avvertito di questo da Anna Rosa, un'amica di Dida, con la quale ha un rapporto di confidenza e che tuttavia, con gesto inspiegabile, durante un loro incontro gli spara, ferendolo. L'episodio induce tutti a credere che tra i due ci sia stata una relazione sconveniente, tanto che Moscarda ammette le sue colpe e dimostra profondo pentimento, indossando suo malgrado la maschera dell'adultero. Dona tutti i suoi averi per la costruzione di un ospizio nel quale vivrà lui stesso il resto dei suoi giorni, trovando finalmente sollievo alla sua angoscia, libero perché al di fuori della vita sociale e delle sue imposizioni.

mercoledì 3 agosto 2011

PENSIERI E PROFEZIE. PITTURA E DANZA PER PIER PAOLO PASOLINI











Domenica 7 agosto 2011 alle ore 21.30 presso il Teatro a Ripa (Banchina del Tevere – Roma) nell’ambito della rassegna: “discorso su una memoria comune” ci sarà la performance pittorica di Stefano Giorgi, le danze di Roberta Minici e le letture a cura di Luca Benassi e Elena Ribet L’Italia delle contraddizioni, delle provocazioni, del popolo che si trasforma in massa. Parole e segni che si trasformano, simboli che diventano liquidi, ricerca di significati che non disperdano le memorie collettive del nostro Paese. Una contaminazione di arti e linguaggi per capire la complessità del passato e del presente, per intuire la visione del domani. Lo spazio Teatro a Ripa si trova sulla banchina del Tevere sottostante Lungotevere Ripa. Prendere la discesa da Ponte Cestio, di fronte all'Isola Tiberina, poi, una volta sulla banchina del Tevere, percorrere circa 200 mt. in direzione di Porta Portese.

martedì 2 agosto 2011

Sei personaggi in cerca d'autore. Ediz. integrale di Luigi Pirandello (Newton Compton)





















Il fiasco clamoroso della prima rappresentazione romana del 1921 non fu d'ostacolo in seguito all'incredibile successo sui palcoscenici di tutto il mondo di questa "commedia da fare". "Sei personaggi in cerca d'autore", nato dall'elaborazione scenica di due novelle, "Personaggi", del 1906, e "Tragedia d'un personaggio", del 1911, è forse il più famoso dei capolavori teatrali di Pirandello, il primo e più celebre della "Trilogia del teatro nel teatro". In esso trova magistrale composizione uno dei temi cari all'autore siciliano: il tragico contrasto tra l'identità e l'apparenza imposta dal ruolo sociale. Il tutto però, illuminato dalla luce dell'amara ironia pirandelliana, è giocato in un "dietro le quinte" rovesciato, in cui i personaggi (il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina) rivendicano contro l'autore, qui il Capocomico, la verità del proprio dramma, consegnata nella forma della rappresentazione all'immutabilità reiterata degli eventi di cui sono protagonisti.

lunedì 1 agosto 2011

Manlio Santanelli al Positano Teatro Festival









Di scena al Positano Teatro Festival con due spettacoli diversi le opere di Manlio Santanelli questa sera a Montepertuso con "A casa dopo cena" e domani al Teatro dei Giardini con "Canta o ti sparo". Gli spettacoli del teatro di Gerardo d' Andrea che hanno portato il teatro moderno in Costiera amalfitana, voluti dall'amministrazione del sindaco Michele De Lucia, che continuano tutte le sere fino al 13 agosto, con ingresso gratuito e palcoscenici itineranti, dal teatro dei giardini ai Mulini fino al borgo di Nocelle, stanno riscuotendo notevole successo di critica e di pubblico.

Manlio Santanelli - nato a Napoli. Laureato in Filosofia del Diritto, nel 1962 entra alla Rai TV, attratto dal mondo dello spettacolo. Lì resta fino al 1980, anno in cui dà alle scene il suo primo testo teatrale, “Uscita di Emergenza”, con cui si guadagna il favore della critica e del pubblico, nonché il Premio IDI (Istituto Dramma Italiano) e il Premio dell’Associazione Nazionale Critici Italiani. Seguono numerosi altri testi. Ricordiamo per primo “Regina Madre” - commedia salutata da Ionesco come una delle più interessanti dell’ultimo decennio -, rappresentata dappertutto in Italia come nel resto dell’Europa (Germania, Svizzera, Olanda, Francia, Austria, Polonia, Romania, Russia, Georgia, Lettonia, Lituania... ovviamente nelle rispettive lingue). Attualmente si può registrare un vivo interesse da parte della Nuova Zelanda per questo testo. Esito non dissimile hanno ottenuto “L&rsqu! o;aberrazione delle stelle fisse”, “Bellavita Carolina”, “Disturbi di memoria”, “Un eccesso di zelo”... La commedia “Pulcinella”, con Massimo Ranieri e per la regia di Maurizio Scaparro, dal 1987 (data del suo debutto) non ha smesso di girare in Italia e all’estero. “Il baciamano”, prodotto dalla “Compagnie Passeurs de Mémoires” ha debuttato nel cartellone del “Festival di Avignone 2004” (Théatre du Bourg-Neuf) ed ancora gira in Francia. Il Teatro Municipale di Kiel, Germania, ha incluso nel suo repertorio la commedia “Facchini”. L’Università di Tolosa, Francia, ha editato un volume dedicato al teatro napoletano, con particolare attenzione all’autore suddetto, di cui contiene anche le traduzioni di “Tu musica assassina” e “Facchini”. “Le théatre du Plateau” di Fontenay sous Bois, compagnia parigina ha debuttato al Festival di Avignone 2004 con“Disturbi di memoria”, che ancora gira in Francia. “Le tre verità di Cesira” è stato rappresentato, in lingua originale, nelle maggiori città della Provenza (Francia). “Il Chiodo fisso” e “La Solita Cena” sono le ultime produzioni che hanno debuttato a Napoli riscontrando grande interesse di pubblico. Secondo la critica più autorevole, la scrittura di Manlio Santanelli ha una sua cifra molto personale: l’autore, infatti, parte quasi sempre da una realtà quotidiana e rassicurante, ma ben presto se ne allontana per esplorare i disturbi, le minacce e le “eresie” in essa contenuti. Ne sortisce un carattere grottesco che, attraverso l’ironia e il paradosso portati all’estremo, gli permettono di affrontare i temi più scabrosi! e disperati, senza per questo sottrarre allo spettatore quel divertimento che un certo teatro “punitivo” gli nega per definizione.

PROGRAMMA

1 Agosto (Lunedì) Piazzetta di Montepertuso - “A casa dopo cena” di Manlio Santanelli con Maria Basile e Gennaro Piccirillo, regia di Roberto Capasso

2 Agosto (Martedì) Teatro Giardino del Tennis - “Canta o sparo” di Manlio Santanelli con Antonella Morea e Roberto Azzurro, regia di Fabio Cocifoglia

3 Agosto (Mercoledì) Teatro Giardino del Tennis - “Itagliani” di Antonella Cilento con Margherita Di Rauso, regia Eleonora Pippo

5 Agosto (Venerdì) Teatro Giardino del Tennis - “Il Presidente” di Thomas Bernard con Imma Villa e Paolo Coletta, regia Carlo Cerciello